CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / LE CINQUINE DELL’ATALANTA NASCONO DALLA PERFETTA APPLICAZIONE DEI PRINCIPI DI GIOCO

gianni barone coverciano(Gianni Barone) – Non serve sbirciare la mazzetta dei quotidiani per capire cosa sia successo a Bergamo, con il PARMA, in balia di un avversario in giornata di stragrazia, e non serve sottolineare le dichiarazioni dei protagonisti sul perché e sul percome di una sconfitta che, alla vigilia, pochi pensavano potesse avere proporzioni così esagerate. Come non serve riandare alle parole di D’AVERSA, incavolatissimo, anzi diciamolo pure alla sua maniera, incazzatissimo (lui, per la precisione, ha detto incazzato nero, solo che poi qualche bontempone potrebbe tirare a mano il razzismo sempre di moda anche nel calcio, dove c’è chi si guazza e quindi abbiamo optato per il superlativo) ma per sua stessa ammissione primo responsabile della disfatta, per penetrare nel nocciolo della questione e trovare motivazioni, giustificazioni, attenuanti, alibi. Si è perso per forza di cose e per forza di un avversario che non ha sbagliato di una virgola, spirito, atteggiamento, approccio, ciò che da parte gialloblù non si è azzeccato per motivi non tanto reconditi, quanto riconducili ad una realtà, che all’alba del secondo decennio del secolo in corso, non dovrebbe più sfuggire agli attenti osservatori del luogo calcistico e che non dovrebbe più stupire i fruitori dello spettacolo calcistico sempre dello stesso luogo. Si dice o si diceva, e si continuerà a ripetere che l’ATALANTA – non la Dea come tutti la chiamano adesso, una volta non era così, quando si credeva meno negli dei pagani – l’Atalanta, dicevamo, oltre che modello di società per come riesce a gestire il tutto e per come risulta abile nello scovare talenti grossi d'aversa sala stampa bergamodentro e fuori i nostri confini, è diventata un modello anche a livello di tecnica e di tattica applicata. In termini molto semplici e anche molto semplicistici, quando si parla, a livello tattico, di Atalanta, difficilmente si fa riferimento al sistema di gioco, che pratica, che attua, che sublima. E attenzione, e ciò che viene fatto, o viene taciuto non è solo in ottemperanza al detto tanto caro ai tecnici moderni del nostro campionato, che continuano a ripetere la solita trita e ritrita, stordente quasi faneraniana litania che così recita: “I sistemi di gioco (quelli chiamati da tutti volgarmente ed impropriamente moduli, ndvde) non contano, ma ciò che conta è l’atteggiamento ancor prima dell’applicazione dei succitati”. Nel caso dell’ATALANTA, però non è cosi, o per lo meno non dovrebbe essere esattamente così, perché, non sappiamo se per cgasperini sala stampa 06 01 2020onvenzione o per convinzione, ma certo non per convezione, quando si parla della squadra di GASPERINI, vero e unico profeta del genere, attualmente per lo meno, si dice che la squadra gioca a uomo, non ci si inganni, però, gioca a uomo contro uomo, nello specifico, a tutto campo, nella totalità delle azioni. Il che vorrebbe dire un tornare all’antico? Giammai, indietro tutta non si torna, per nessuno motivo tecnico tattico al mondo: la squadra, applicando una zona mai statica – neppure nelle sue schematizzazioni iniziali, ma sempre supportata da un dinamismo perpetuo – riesce a giocare in fase di possesso a uomo contro, (o contropersona come teorizzato da Francis, se andiamo un po’ indietro nel tempo) riesce cioè a costringere gli avversari ad ingaggiare duelli individuali continui, che il più trevor francisdelle volte, i suoi uomini più tecnici, ma talvolta anche i suoi uomini più potenti, interni, esterni e difensori, poco cambia, riescono, quando si è giornata di grazia o di stra-grazia, a vincere quasi sempre. Questo è il punto: anche la semplificazione fatta ha o dovrebbe avere radici e spiegazioni leggermente più profonde. E qui ci si addentra in un discorso e in un ambito, poco dibattuto e poco chiarificato, in cui noi ci si prova o si tenta, con un pizzico di presunzione e ardimento, ad introdurci. A nostro rischio e pericolo quindi, con tutte le cautele del caso. Se ben vediamo e rivediamo i cinque goal segnati al Milan, e i cinque segnati al Parma, ci accorgiamo che sono nati tutti da situazioni sempre differenti, e sempre inerenti comunque la perfetta applicazione dei principi di gioco, che non sono solamente quelli relativi alle caratteristiche indispensabili e comuni quali l’equilibrio, l’elasticità e la razionalità, che chiunque anche chi non ha frequentato corsi o non possiede patentini di vario genere, riesce intuitivamente a scorgere, ma quelli relativi alla tattica, che andiamo di seguito ad elencare. E cioè i cinque in fase di possesso (scaglionamento, penetrazione, ampiezza, mobilità, imprevedibilità) e i cinque in fase di non possesso (scaglionamento, azione ritardatrice, concentrazione, equilibrio, controllo e limitazione della difesa). Se entriamo nello specifico, ci accorgiamo che nella squadra che annichilisce tutti, al momento, atalanta parma 5-0perché sorretta da uno stato di forma ideale, questi principi vengono rispettati alla perfezione in ogni attimo della gara. Prendiamo ad esempio lo scaglionamento, quando, cioè, una squadra è in possesso di palla, la dislocazione in campo rispetto a chi ha la palla non dovrebbe mai presentarsi coma una linea, la figura geometrica che meglio rappresenta tale dislocazione è il triangolo di qualsiasi forma: nel caso in questione, l’Atalanta di Gasperini rispetta sempre tale principio, sia difesa che in attacco dove non c’è mai linea. Secondo principio, bisogna cercare di arrivare il prima possibile nei pressi dell’area avversaria, che non significa palle lunghe e pedalare, ma che in ogni circostanza è preferibile un passaggio preciso in avanti che conquisti spazio e superi l’avversario, piuttosto che passare la palla in disimpegno orizzontale e vicino: anche atalanta parma calcio d'inizio 06 01 2020in questo caso gli uomini di GASPERINI, sempre portati all’occupazione di spazi in avanti, quindi penetrazione, profondità. Terzo principio ampiezza che significa sfruttare tutto il fronte del campo, che non vuol dire solo giocare con tre punte, ma avere esterni come quelli dell’Atalanta, Gosens su tutti che sanno anche andare in goal.  Quarto, mobilità: abituare, cioè,  il calciatore a cercarsi il tempo e lo spazio idonei con  un movimento adatto  per lo smarcamento, ciò che il Papu fa alla perfezione. Quinto ed ultimo , imprevedibilità, ogni schema di gioco, pur essendo noto a tutti, poiché preparato, preordinato ed eseguito ripetutamente in allenamento, deve risultare inatteso ed improvviso agld'aversa piolii avversari, e quando si ha uno come Ililic, risulta difficile sottrarsi a tale assunto. E si potrebbe continuare anche per la fase difensiva, però per non tediare oltre tagliamo corto, e cerchiamo di capire: come mai, se tutti già lo sanno, ultimamente si lasciano sempre infilare come dei tordi dagli orobici? Mistero. Eppure rispettare certi equilibri e certi principi, potrebbe e dovrebbe essere familiare e applicabile ovunque e l’apertura, in questo senso, con l’intento, di seguire il modello ATALANTA, anche dal punto di vista tattico, dovrebbe rassicurare, per il ATALANTA PARMA CURVA LEOfuturo, chi è incappato in questo ciclone neroazzurro e non ci vorrebbe più cascare. Si è parlato poi, di un Parma non convinto, e di un Parma, che dovrà reagire al più presto: parole sacrosante, però l’idea dell’uomo contro uomo a tutto campo, non sarebbe da scartare a priori o no? Eh o no ? Non si tratterebbe solo di sistema di gioco, oltre la tattica pura e semplice: c’è sempre qualcosa di più, che ogni tanto sfugge o che non viene colto bene e fino in fondo, che andrebbe ad accompagnare l’incazzatura generale per la sconfitta e il pesante passivo. Provare a farlo per tornare tutti, comodamente, con piedi ben piantati sulla nuvola delle ambizioni. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

21 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / LE CINQUINE DELL’ATALANTA NASCONO DALLA PERFETTA APPLICAZIONE DEI PRINCIPI DI GIOCO

  • 7 Gennaio 2020 in 14:46
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    Come sempre, il grande Gianni dimostra di essere un grande conoscitore del gioco del calcio. Non mi addentro in analisi “1 contro 1” che non saprei sostenere, ma ripenso al mancato contropiede di Kulusevki sullo 0-0 (palla che gli è rimbalzata sulla schiena, mannaggia!!): sul rinvio di Brunone, quindi azione d’attacco nerazzurra, l’uomo più avanzato degli avversari era almeno 10 mt nella nostra metà campo!! Ergo, strapotere fisico ed atletico dei padroni di casa e assenze che hanno pesato eccome tra i nostri.
    A questo diventa essenziale archiviare in fretta la manita ed affrontare la prossima difficilissima gara col massimo impegno e concentrazione.
    Tanto per non smentirsi, alcuni miei concittadini, dopo aver fantasticato piazzamenti Uefa, non si sono lasciati sfuggire l’occasione per qualche “D’Aversa vattene”: mantenere un minimo di sangue freddo (nel bene e nel male) no, vero?

  • 7 Gennaio 2020 in 15:32
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    Da quello che si legge Colombarini avrebbe de facto staccato la spina al campionato della Spal, obbligando Vagnati (che ricordiamo per averci parculato l’indomani del sacrosanto calcio nel deretano a Minotti usando la proposta di Pizzarotti per farsi aumentare l’ingaggio a Ferrera – come se vede la ruota gira caro Vagnati e prima o poi toccherà anche a Gasperini togliersi quel sorrisetto dal grugno) a vendere un paio di pezzi e a non comprare nessuno che non sia un prestito secco aggratis (musica per le orecchie dell’UPI). Ergo la Spal (che senza Spal Juve under23 e Spal Napoli con Porcellotti già in ferie sarebbe retrocessa già l’anno scorso) è finalmente andata dove le compete. Restano da indivuare le altre due, tra cui spero ci sia ovviamente il Brescia di Ghirardi e il Genoa di Preziosi. Col Lecce è la partita dell’anno, dopo lo schifo fatto col Brescia e l’indecenza di ieri è assolutamente indispensabile vincere,anche perchè poi se ne vanno a prendere altri 3 o 4 allo Stadium. NON RIPETIAMO GLI ERRORI DELLO SCORSO ANNO. DENTRO GENTE SANA E CON LE PALLE E BATTIAMO LECCE E UDINESE.

  • 7 Gennaio 2020 in 17:49
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    In poco piu di un anno abbiamo giocato con l’atalanta 3 volte e un senso di inferiorità tecnica fisica ed agonistica cosi forte non l’ho mai avvertito con nessun altra squadra, neppure la juventus. Delle 3 ieri è stata la nostra peggior prestazione,forse è meglio voltar pagina dopo aver fatto i complimenti all’avversario perchè si è visto tutto il peggio che si possa ipotizzare, soprattutto caratterialmente

  • 7 Gennaio 2020 in 18:31
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    Anche con la Spal se fai la tara alla caratura tecnica le abbiamo prese tre vote su tre di santa ragione. Ma la schifo di ieri anche se nessuno lo dice o meglio lo vuole dire è figlio del 2 gennaio con annessi e connessi. Oltre che della costante assenza di attaccanti di ruolo. Poi arriveranno tempi grami anche per Gasperini e Percassi e quel sorrisetto lì da presa per il culo se lo farà allo specchio. La ruota gira…basta ricordare Lugaresi, Zamparini, Vagnati, Perinetti, Mike Piazza, Mancini del San Marino, quello della Lucchese e l’elenco è lungo….

    • 8 Gennaio 2020 in 11:53
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      Penso anche io che arriveranno tempi amari anche per la Dea.
      Ricordo a chi sostiene che sono anni che programmano, settore giovanile ecc….il campionato 2015-2016 l’Atalanta ha chiuso al 13° posto e l’anno prima….udite udite al quart’ultimo posto.
      Quindi onore all’Atalanta ma è ancora presto per prendere così tanto spunto da questa società che ha avuto il CULO di trovare l’allenatore giusto al posto giusto, aggiungo al momento giusto (ricordare cosa ha combinato Gasperini a Milano), poiché un Colantuono con la stessa squadra finirebbe nella seconda parte della classifica. E ricordiamo che il PAPU non è infinito (tre un mese sono 32 candeline).

  • 7 Gennaio 2020 in 19:35
    Permalink

    L’ATALANTA ieri ha giocato da Dio
    per una ragione molto semplice.
    Loro hanno fatto la loro partita giocata
    bene fin che si vuole ma noi ieri, proprio
    non c’eravamo.
    Non eravamo pervenuti
    Eravamo in gita
    Uno peggio dell’altro.
    UNA COSA VOMITEVOLE.
    IERI AVREMMO PERSO CON CHIUNQUE.
    Mai visto giocare il Parma peggio di così.
    Non hanno vinto un contrasto
    molli senza voglia apatici, nulli
    Sembrava una gara di precampionato
    quando si incontrano squadrette in cui
    ci si allena vincendo per 12 o 13 a zero.
    Se non c’era Sepe finiva così.
    Quindi l’Atalanta è vero ha giocato
    bene ma se noi avessimo
    giocato come abbiamo fatto contro
    la Roma, state certi
    CHE NON PERDEVAMO.

    Io penso e questo è un mio punto di vista
    che questa squadra si sia montata la testa.
    Penso che molto giocatori ( vedi Darmian)
    si sentono a torto dei fenomeni
    Certo ieri nel Parma mancavano
    tre pezzi da 90
    Gagliolo Gervasio ed Inglese.
    Qualcuno mi dirà
    “Ma ieri Bobby English ieri ha giocato”
    È vero ma era come se non ci fosse.
    lontano anni luce da una
    condizione accettabile.
    Per me e tengo a precisare che è solo
    un mio giudizio personale. col Lecce sarà
    LA PARTITA SPARTIACQUE DI QUESTA STAGIONE
    Se si vince ci si salva DI SICURO
    Se si pareggia ci sarà da soffrire FINO ALLA FINE
    Se si perde siamo una delle candidate a RETROCEDERE.

    Io consiglio ai. ❤ MAGNIFICI 9 ❤
    se non dovessimo vincere nella partita
    dell’anno contro il Lecce 😢di mandare la
    squadra in ritiro e sfoltire la rosa mandando
    via quegli elementi ( Darmian Pezzella e Sprocati)
    che proprio non vanno.
    Sarebbe un bene per la società e anche per loro
    dato che qui non hanno stimoli (vedi Darmian)
    o forse non sono di categoria ( vedi Pezzella e Sprocati)
    Il Lecce fuori casa è molto temibile e noi
    soffriamo terribilmente le squadre che
    vengono a giocare Tardini con l’acqua alla gola.
    Se non giochiamo dando il 150 % perderemo
    perché loro verranno qui solo per vincere
    e daranno come minimo il 120%
    SQUADRA AVVISATA MEZZA SALVATA

  • 7 Gennaio 2020 in 20:31
    Permalink

    Concordo in pieno. Col Lecce è fondamentale. Ma come sempre di si arriva come postulanti in coda per un piatto di sbobba al gelo delle strade di New York durante la crisi del ‘29.

  • 7 Gennaio 2020 in 21:46
    Permalink

    Velenoso, devo ancora capire se ci sei o ci fai. Passi dall’ottimista al pessimista a seconda della gara. Non sei proprio lineare.

    • 7 Gennaio 2020 in 22:59
      Permalink

      Certo Luca passo dell’ottimismo
      più sfrenato al pessimismo assoluto
      ma cosa ci vuoi fare, seguo le ” prodezze.”
      positive o.negative della squadra.
      Il Parma vince con Roma e poi vince a Genova
      e poi a Napoli. convincendo tutti poi fa una
      prestazione vigliacca a Bergamo da getto.della spugna
      ed è logico che dall’ ottimismo si passi al pessimismo.
      Lo dico e lo ripeto.
      Col Lecce è la partita dell’anno.
      Se non si vince si va in crisi, un po’ quello
      che è successo l’anno scorso.
      Giocavamo con la Spal in casa.
      Vincevano a un quarto d’ora dal
      termine per 2-0 e abbiamo fatto
      l’impresa perdendo per 3-2 dalla nostra
      BESTIA NERA.
      Quella fu la partita SPARTIACQUE.
      SE avessimo.vinto saremmo entrati
      tra le squadre che si sarebbero contesa
      l’Europa.
      Perdendo la squadra non aveva
      più motivazioni pensando che la
      salvezza che era il minimo sindacale
      era ormai in cassaforte e
      MOLLO DI BRUTTO
      rischiando
      addirittura di retrocedere
      Quest’anno la partita dell’anno
      la partita spartiacque è
      PARMA- Lecce
      VOLENTI O NOLENTI
      Basta vedere il calendario

  • 7 Gennaio 2020 in 21:48
    Permalink

    Gracchiano le cornacchie… Cra cra, sanno solo dire ossessivamente che la partita col Lecce sarà “fondamentale”, perchè? Il nostro (non vostro, cornació) Parma può perdere anche col Lecce (spero di no oh) e poi vincere le due partite successive, dopodichè i tifosi lacrimosi sentenzieranno che “avessimo fatto sempre così saremmo in Champion” e le cornacchie confermeranno viscidamente. Ma capite di calcio e di sport o no?! I conti si fanno alla fine ed il Parma sgangherato come dicono i cra cra avrà raggiunto l’obiettivo oggettivamente possibile, vista La rosa, il mercato “sbagliato”, l’UPI ed il braccino corto (piociò eh Davide?), gli infortuni e D’Aversa che sbaglia tutto…
    Andig vuetor al vertice del Parma, illuminati cornacchioni e tifosi de core.

    • 7 Gennaio 2020 in 22:07
      Permalink

      Beh se perde col lecce, gioca a Torino. Non credo vinca due di fila subito dopo. Poi…

      • 8 Gennaio 2020 in 08:13
        Permalink

        Ma certo… Continuiamo a ragionare sulla carta, continuiamo a considerare battibile questa o quella squadra in funzione della sua posizione sulla griglia di partenza. Il calcio è sport e nello sport, potenzialmente, può succedere di tutto. Anche di perdere col Lecce e vincere fuori casa con la Juventus. Nello sport non esiste nulla di già scritto: abbiamo vinto con la Roma, pareggiato con l’Inter a Milano e sconfitto il Napoli al San Paolo. Se la squadra avesse ragionato come fanno in tanti da queste parti, non sarebbe nemmeno dovuta scendere in campo. Di più: nessuno dovrebbe mai scendere in campo e le classifiche definitive le stiliamo a inizio stagione sulla base del valore sulla carta di ogni singola rosa.

      • 8 Gennaio 2020 in 11:55
        Permalink

        Anche l’anno scorso tutti davano per persa la partita con la Juve e poi….3-3 e tutti zitti.
        Anche il Sassuolo ci ha pareggiato ed io penso che possiamo rifare l’impresa a Torino con i gobbi.

  • 7 Gennaio 2020 in 22:04
    Permalink

    Su tlelombardia hanno parlato di piatek al parma in prestito con diritto di riscatto. Mi sa un po’ caro. Ma parlano di trattativa avviata

    • 8 Gennaio 2020 in 11:58
      Permalink

      Con buona pace di tutti Cornelius in forma è meglio di Piatek.

  • 7 Gennaio 2020 in 23:56
    Permalink

    E chi paga lo stipendio l’Unione Industriali Lombarda?

    • 8 Gennaio 2020 in 08:17
      Permalink

      Quelli che hanno portato anche te a:

      – risorgere dalle ceneri del fallimento nel più breve tempo possibile
      – immaginarti dentro il nuovo Stadio Tardini

      Chi vi legge o vi sente parlare, s’immaginerà un Parma in pessime condizioni tecniche e societarie. E invece siamo settimi e coi conti a posto. Settimi e coi conti a posto. Settimi e coi conti a posto. Se non vi basta, è un problema esclusivamente vostro.

  • 7 Gennaio 2020 in 23:58
    Permalink

    Beh amico mio se perdi col Lecce in casa dopo aver perso col Verona e pareggiato a culo col Brescia e perso con la Spal qualche dubbio forse è legittimo che a chi dovere venga.

    • 8 Gennaio 2020 in 08:19
      Permalink

      Ma dubbi de che? Davide, ti ricordo per l’ennesima volta che stai criticando un gruppo che al momento è settimo in classifica in A e una società coi conti più che a posto. Se tutto questo non ti appaga, vuol dire che non hai ben compreso quali siano le reali potenzialità e prospettive del Parma.

  • 8 Gennaio 2020 in 01:04
    Permalink

    Davvero Stefano ?

I commenti sono chiusi.

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Il conferimento dei dati personali è facoltativo, ma esso è in parte necessario (cioè per quei dati le cui caselle sono contraddistinte da un asterisco) affinché Gabriele Majo possa soddisfare le esigenze dell’utente nell’ambito delle funzionalità del sito. Il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali contrassegnati da un asterisco, in quanto necessari per l'esecuzione della prestazione richiesta, non rende possibile tale esecuzione; mentre il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali facoltativi non necessari non comporta alcuna conseguenza.
Categorie di dati personali oggetto di trattamento
Oltre ai dati personali conferiti direttamente dagli utenti (quali nome, cognome, indirizzo postale, di posta elettronica, ecc.), in fase di connessione al sito, i sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del sito stesso acquisiscono indirettamente alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Tali dati vengono trattati al solo fine di effettuare indagini statistiche anonime.

Categorie di soggetti che potranno venire a conoscenza dei dati personali degli utenti
I dati personali potranno essere portati a conoscenza di dipendenti o collaboratori che, operando sotto la diretta autorità di quest’ultimo, sono nominati responsabili o incaricati del trattamento ai sensi degli artt. 29 e 30 del Codice e che riceveranno al riguardo adeguate istruzioni operative; lo stesso avverrà – a cura dei Responsabili nominati dal Titolare - nei confronti dei dipendenti o collaboratori dei Responsabili.

Ambito di comunicazione o diffusione dei dati personali degli utenti
I dati personali forniti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on line non saranno comunicati a terzi o diffusi, salvo il caso di inserimento nel sito di nomi di vincitori di eventuali concorsi od operazioni a premio promossi da Gabriele Majo tramite il sito.

Titolare e Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento è Gabriele Majo

Responsabili del trattamento sono:
1) Il Sig. Gabriele Majo, titolare del sito
Fornitori di servizi:
Gabriele Majo si avvale di aziende specializzate per quanto riguarda la gestione dei propri server, la connettività, la realizzazione e gestione di software stand alone e web. Gli addetti alla gestione dei suddetti servizi potrebbero entrare in contatto con dispositivi contenenti i dati memorizzati sui nostri server:
1) Gruppo Pegaso di Rodia Maria Teresa, via Abbeveratoia 27a, 43126 Parma, per quanto concerne l’amministrazione e la gestione del sito, e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
2) Euromaster di Roberto Cirianni, Via Agostino Valiero 12, Roma (Rm), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
3) OVH Srl Via Trieste, 25 - 20097, San Donato Milanese (MI), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso o porzioni di sito.

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