mercoledì, Luglio 24, 2024
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IL COLUMNIST di Luca Russo / A MIO AVVISO IL PARMA NON STA RACCOGLIENDO I CONSENSI E LE CONGRATULAZIONI CHE MERITEREBBE

luca russo 06 01 2020(Luca Russo) – Il Parma ha vinto per 2-0 contro l’Udinese grazie alle reti di Gagliolo e Kulusevski, compiendo un passo direi decisivo verso la salvezza, che è e resterà da qui alla fine il nostro obiettivo stagionale, riagganciando il Milan e agganciando il Cagliari a quota 31, ma io sono inca…volato. E non poco, perché a Parma, come scrissi in un articolo di qualche settimana fa, le cose non vanno bene nemmeno quando vanno bene. Anzi benissimo. Anzi BE-NO-NE! Ieri sera, dopo lo 0-7 col quale l’Atalanta ha battuto il Torino a domicilio, rispetto alla mia osservazione “il livello della A non è eccelso”, è stato detto che “loro (gli orobici, nda) almeno hanno una squadra”. Questo è il modo di ragionare di una certa parte della tifoseria Crociata, convinta che l’erba del vicino sia sempre più verde. A loro mi rivolgo oggi. Parliamo della prestazione di Kulusevski, per cominciare. Si era certi che, al lume del suo passaggio dall’Atalanta alla Juventus formalizzato a inizio gennaio ma che si concretizzerà al termine della stagione, iniziasse a risparmiarsi per arrivare a Torino fresco, riposato e integro. Oggi Dejan ha propiziato la rete del vantaggio e si è messo in proprio per realizzare quella del raddoppio: e meno male che doveva tirare indietro la gamba, vero? Parliamo anche della splendida giornata, sullo stile del Comandante Vasco, vissuta da Sepe. Il nostro validissimo estremo difensore, perché è di questo che si tratta, vive costantemente sotto esame da quando ha messo piede a Parma, come se non lo si considerasse affidabile, alla nostra altezza e all’altezza di un campionato impegnativo quale è la Serie A. Sciocchezze! Contro l’Udinese, con due interventi ai limiti del prodigioso su Mandragora e De Paul ci ha dimostrato, una volta ancora, che non è un portiere per caso e che sui nostri attuali 31 punti, e sulla salvezza a cui brinderemo a stretto giro di posta, c’è l’impronta nitida e decisiva dei suoi guantoni. Parliamo, poi, pure del nostro diesse Faggiano. E del suo lavoro in sede di mercato, da troppi considerato insufficiente o non soddisfacente a dispetto di una classifica che dovrebbe farci venire le vertigini visto che siamo così in alto e nessuno lo avrebbe saputo o potuto pronosticare a inizio stagione. Il direttore, al quale Nuovo Inizio aveva affidato la missione di allestire un gruppo in grado di conservare la categoria con un occhio di riguardo alla tenuta e all’equilibrio del bilancio, si è letteralmente superato, checché ne dicano i suoi detrattori, e ha messo su una squadra che al momento è in piena zona Europa League con vista sulla Champions League e in vantaggio di 16 punti (SE-DI-CI!) sull’incubo retrocessione, il che significa che Spal, Genoa e Brescia, appaiate in fondo alla classifica a 15 punti, per venire a riprenderci dovrebbero sperare che noi le si perda tutte da qui ai titoli di coda e allo stesso tempo fare nelle restanti 17 giornate un punto in più rispetto a quelli che hanno collezionato nelle prime 21. Lamentarsi dell’operato del dirigente ex Palermo, specie se se ne osservano i relativi effetti sulla graduatoria, è un unicum nel panorama calcistico italiano: una roba che se i tifosi delle altre ci ridessero dietro, farebbero solo che bene. E infine parliamo del Parma nel suo complesso. Un ParUdi-17Parma che a mio avviso non sta raccogliendo i consensi e le congratulazioni che meriterebbe. Da non crederci: siamo settimi avendo gli stessi punti di Cagliari e Milan che, insomma, non mi pare fossero partite per puntare alla salvezza, ben lontani dall’eventualità di trovarsi faccia a faccia col pericolo Serie B, eppure qualcuno ha qualcosa da ridire a proposito della qualità delle sue prestazioni e sulle capacità di chi guida dalla panchina. Evidentemente ci si dimentica che questo gruppo è rimasto squadra e si è esaltato, esaltandoci, anche nelle difficoltà, soprattutto nelle difficoltà, leggasi l’infermeria piena di domenica in domenica. E che se ci è riuscito, un po’ di merito ce lo avrà pure D’Aversa, no? Il tecnico abruzzese ha saputo fronteggiare l’emergenza infortuni escogitando di volta in volta il miglior assetto tattico da opporre ai rivali di turno e non fornendo alcun alibi ai giocatori abili e arruolabili: chi sostiene che un giorno allenerà la Nazionale e che diventerà uno dei migliori in circolazione, ci ha visto lungo perché ne ha il physique du role. E la vittoria sull’Udinese di Gotti, che non più tardi di sette giorni fa aveva dato del filo da torcere al Milan, è lì a dimostrarcelo. Il 4-2-3-1 esibito al cospetto dei friulani, li ha mandati fuori giri nel primo tempo, per effetto della gran regia di Scozzarella e il lavoro di pregevole fattura di Kurtic, Kucka e Kulusevski a sostegno dell’incontenibile Cornelius, che di testa le ha prese tutte, e ne ha respinto, disinnescandolo, il ritorno nella ripresa, anche per merito del già citato muro eretto da Sepe. Un capolavoro tracciato con la disinvoltura tipica di chi ha talento da vendere. Luca Russo

37 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / A MIO AVVISO IL PARMA NON STA RACCOGLIENDO I CONSENSI E LE CONGRATULAZIONI CHE MERITEREBBE

  • Dal Luca su, sta miga ander a drè

  • filippo1968

    a parte l errore commesso che ha innescato mandragora (che fortunatamente ci ha graziato) menzionerei anche iacoponi…..che sta acquistando sempre più personalità, significativo il coast to coast che ha fatto palla al piede partendo al limite della nostra area dopo aver anticipato lasagna (credo)fino alla loro,peccato che kulusewsky non è riuscito a chiudere lo scambio

  • Sono d’accordo fino lì.
    Nei periodi di magra ciò che faceva incazzare era che non ci si mettevano gli attributi, che spesso le partite erano delle gite fuori porta ecc. ecc.
    Ma da quando abbiamo ingranato non mi pare che ci siano critiche pazzesche. io stesso, che ho a lungo stramaledetto D’Aversa, ho ben volentieri elogiato il suo lavoro e riconosciuto i suoi meriti.
    Fra l’altro lo vedo migliorato in tanti aspetti, ultimamente il Parma gioca con un 4-3-3 finto, abbiamo anche cominciato ad adeguarci all’avversario, cosa che prima non capitava.
    Certo, appena perderemo la prossima partita i detrattori spunteranno fuori di nuovo, purtroppo molti scrivono solo quando perdiamo, ma in generale vedo che tutti riconoscono il bel lavoro e la posizione di classifica assolutamente non pronosticabile a inizio campionato.

  • Marrocchi: “Parma e Verona sono le due sorprese del campionato. Juric e D’Aversa allenano benissimo”.

    😉

  • Se hai a lungo stramaledetto D’Av, vuol dire che non sapevi leggere calcio

    • Allora spiegamelo tu sapientone. Mancava proprio il tuo commento da poco furbo. Sarai mica reggiano eh?

      • e’ reggiana la mia compagna, hai qualcosa da ridire?

        • quindi avete il parmigiano-reggiano a macca.

          Mo par pieser su…

      • D’accordo con Pencroff. Non ti devi offendere. Un allenatore che ti prende in Lega Pro a metà classifica e in un anno e mezzo ti porta in serie A, o l’e bò, o non sai leggere di calcio caro Gaio1974. Poi puoi migliorare il gioco con l’esperienza che non hai (e lui a fatto pure questo).
        Occorre aggiungere altro?
        Non ti offendere, di dislessici ce ne sono parecchi….

        • ha, naturalmente errore di tastiera. Pardon.

  • Abbiamo sicuramente una bella squadra (non forte come l’Atalanta, ma il loro è il risultato di 10 anni di lavoro). Per me, l’artefice principale della forza del Parma è Roberto D’aversa e in seconda battuta chi ha allestito la rosa (Daniele Faggiano). Il lavoro del ds si giudica da tanti punti di vista e in diversi anni. Quest’anno sta andando molto bene, però è evidente che le operazioni più onerose comportano dei rischi, quindi vedremo in futuro se il gioco sarà valso la candela.

  • Siberianhusky

    Il Parma ha fatto un salto di qualità perché riesce a vincere partite come quella di oggi, dove la differenza l’ha fatta la consapevolezza dei propri mezzi. L’Udinese è stata spesso pericolosa, ma non ha avuto la convinzione che ha mostrato il Parma.
    Adesso che D’Aversa ha a disposizione una squadra tecnicamente adeguata riesce a mettere in pratica la sua filosofia calcistica, è tra gli allenatori emergenti della Serie A e sarebbe bene che la società prolungasse ulteriormente il suo contratto perché se lo merita.

  • Come buono di essere nella ” Zona Straje’ ”
    Se vede come i Giocatori e Mister rispettano e lavorano per Il Scudo che representa Parma Calcio …..in linea con il suo passato , presente e futuro …
    Forza Parma

  • A me quello che fa incazzare è che mediamente si incensa Faggiano e non si capisce che quello che ha trasformato in oro il piombo fornito da Faggiano è D’Aversa. Si incensa Faggiano e non si considera D’Aversa e chi tira fuori il money che per come la vedo io è sempre in cima alla lista dei meriti. Chi paga e spende è sempre il numero 1 da celebrare, poi viene l’allenatore. Ieri sera a Palazzo Soragna e nei dintorni del Ponte Caprazucca e nei vicoli intorno al Tribunale, oltre che nei villoni della fascia pedemontana il clima era mesto. Entrambe le strisciate di gran moda hanno toppato e la pubblicità di Parma 2020 che in poma magna stanno trasmettendo in tivù non è stata sufficiente a consolare gli animi.

    • la società ha messo a disposizione del D.S. le risorse per fornire al tecnico il materiale umano in grado di raggiungere degli obiettivi prefissati, obiettivi regolarmente raggiunti dalla società in tutte le sue componenti. Si possono esprimere critiche su ognuna delle parti in causa, nessuno è esente da errori, ma quello che conta sono sempre i risultati, fino ad ora inconfutabili. Io ad esempio, fino allo scorso anno ho criticato il tecnico, rimarcando sempre che i risultati li aveva comunque ottenuti, in questa stagione secondo me è anche migliorato ed i risultati si vedono. Ognuno ha i suoi punti di vista, ma alla fine quello che conta sono i numeri. Non capisco l’ossessione nei confronti di Faggiano, avrà commesso degli errori (nessuno ne è esente), ma il bilancio è largamente positivo.
      Sempre Forza Parma

  • E intanto anche l’allievo di Andreazzoli il Maestro Muzzi ha fatto le valige. A Corsi il giochino di salire, vendere, scendere e prendere il paracadute non è riuscito per fortuna quest’anno. La pessima merce che per fortuna gli abbiamo venduto ha contribuito parecchio..una volta tanto anche noi abbiamo tirato un bel pacco

    • Verissimo.
      Infatti, non mi capacito della magia “pacco” rifilato ad una società attenta come l’Empoli. Chi è causa dei suoi mali……
      Ne approfitto per ricordare a Davide che ieri il Palazzone degli industrialotti era anche impegnato nel vedere se tutti i contributi a fondo perduto della Regione sarebbero in un certo modo stati confermati o meno dalle sapienti croci dei cittadini “modello”.
      Il calcio mercato e il “bagget” in sospeso per una lunga interminabile giornata del 31 p.v.
      Notula.
      MATRI – MA ANCHE NO.

  • A parte che a mio avviso buona parte degli acquisti sono condivisi, sul tipo Inglese che per il gioco del Parma a detta di D’aversa era imprescindibile, c’è da suddividere i meriti in tre parti eguali, persino il probabile arrivo di Matri in ritardo, è da considerare una buona mossa nell’ottica del fatto che due centravanti titolari di notevole peso specifico già li abbiamo quindi in questo caso l’investimento è minimo. Ora a 31 punti, scusate l’ardire, ma penso che si possa guardare al futuro con altro sguardo e cominciare a progettare anche per il prossimo anno, mettere mano alla difesa magari con un innesto giovane partente dalla panchina e al sostituto di Kulu e per farlo rifiatare e per sostituirlo dal prossimo campionato.

  • Vedere Matri che inchiostra con la sciarpa al collo e il Pajo che gli porge il contratto sarebbe come vedere un disco volante atterrare in Cittadella o i parsùtari e tomaccari fare una sponsorizzazione da qualche milione o l’UPI senza il capo professorone pipante. Una cosa mistica.

    • Chicco.P.

      Al di là dello stucchevole e ripetitivo Davide, credo che sarebbe necessario e motivo di franco confronto, fare una attenta analisi delle presenze di pubblico al Tardini, dal mio punto di vista nettamente insufficienti.
      Parma non si smentisce mai!

  • Simone T.

    Ah ecco, mi sembrava strano che non si tirasse in ballo ancora una volta il pubblico del Tardini:-))) Fi che do bali…ma cambiate disco un pò. E sopratutto andatevi a vedere il numero di spettatori delle altre piazze..mah

    • Chicco.P.

      Simone T.
      La mia è una considerazione personale in riferimento allo straordinario percorso effettuato dai crociati in questi ultimi anni.
      Percorso che io credo in altre altre piazze sarebbe stato maggiormente supportato e premiato dal pubblico.
      Nessuna polemica, se poi vogliamo chiuderla con ” che do bali “, a me va benissimo, ma il fatto delle poche presenze rimane.

  • A vedere il Torino sabato sera (a inizio partita) c’era meno gente che a vedere la mostra dei confindustriali ai voltoni della Pilotta. Sta storia del pubblico sta fracassando i maroni. Il San Paolo è sempre vuoto.

    • Il napoli sta facendo un campionato assai deludente; il Parma, sesto in classifica eccezionalmente, sarebbe bello fosse di moda per lo meno come ai bei tempi della serie D quando faceva figo andare ad Arzignano

  • Luca Russo

    A proposito della partecipazione del Tardini, oltre ad essere non esattamente eccezionale in termini numerici, a dispetto dell’eccezionalità del sesto posto, trovo che il pubblico presente sia pure poco rumoroso e/o trascinante. Ai due gol l’esultanza dello stadio pareva quella di una gara di fine stagione a obiettivo già centrato.

    • per poco non sembravamo in trasferta pure con l’udinese che eran 4 gatti

    • Forse c’entrava il modo in cui sono stati fatti?

  • In merito alle presenze allo stadio si potrebbe dire tantissimo e discutere molto delle cause (stadio, tv, orari, costi, bacino di utenza, rosa ed obiettivi, etc.) sia a livello locale che come tema più ampio nazionale. Anche me piacerebbe vedere il Tardini sempre sold out ma è qualcosa che non posso governare per cui mi appassiona sino a li.
    Personalmente io e la mia famiglia abbiamo l’abbonamento da sempre anche se a volte ho dovuto saltare, poi se altri non lo fanno avranno i loro motivi… io il Parma lo amo senza se e senza ma.

  • Simone T.

    Se vogliamo distogliere l’attenzione dal vero problema, che attualmente affligge la squadra, ovvero i continui infortuni, che “alcuni” attribuiscono alla sfortuna, parliamo pure dei tifosi. Certo, è palese che in curva, non si sa per quale motivo, si stia vivendo un periodo di stanca. Si canta poco, e gran parte della colpa a mio avviso è dei capi ultrà che non sono in gradi di trascinare la curva. Tirano lanciano un coro e lo tirano avanti per un quarto d’ora, anche quando non lo cantano solo i 4 gatti in fondo. Sono lontani i tempi del Dido, Teo e Frambo per andare più in dietro. Loro capivano quando era il momento di lanciare un coro piuttosto di un altro e sopratutto riuscivano a trascinare tutta la curva. Quelli di adesso non hanno personalità e la gente lo percepisce. La curva a Parma ha bisogno di essere trascinata. E’ sempre stato così…se poi vogliamo parlare di mode, avanti pure…ma si banalizza troppo l argomento. Piuttosto a questo punto troverei più sensato parlare dei continui infortuni.

    • Non banalizziamo e non strumentalizziamo le cose: il problema degli infortuni, costante ahinoi dai tempi della serie C, c’entra una benedetta mazza con la bassa e poco qualitativa affluenza al Tardini e soprattutto nelle trasferte da parte degli sportivi (non li definirei tifosi) e/o simpatizzanti occasionali. C’è tutto perché il Parma possa essere di moda (un sesto posto credo che ce lo dovremo ricordare per anni, al di là che arrivino i russi o gli americani, come cantava una nota canzone), invece anche molti abbonati (probabilmente per andare a vedere la juve, l’inter il milan la lazio e o le grandi) schifano i match con le meno big, tirando a mano sempre delle scuse dal freddo al prezzo del biglietto e blablabla. Non pèerché il giardino degli altri è sempre più verde, ma la curva dell’Atalanta mi pare più viva della nostra.

  • Simone T.

    Allora Majo le faccio questa domanda?Quando mai il pubblico di Parma è stato tra i più vivi d’Italia?Certo, i primi anni di serie A e negli anni dei super campioni in effetti lo stadio era molto più pieno. Nei restanti anni la media numerica è più o meno questa. Sulla qualità del tifo purtroppo, invece, siamo calati e non poco. Tranne nelle partite di cartello, dove non c’è bisogno di essere trascinati più di tanto, si canta veramente poco, e il motivo sono convinto che sia quello menzionato in precedenza. Su questo si che c’è da lavorare.
    Sul fatto che il tifo non c’entri nulla con il discorso infortuni mi sembra ovvio. Ma parlare del tifo in ogni topic a volte sembra una scusa per distogliere l’attenzione dal vero tema centrale degli ultimi 3 anni…gli infortuni e i responsabili di questa epidemia, che nessuno chiama con nome, ma che ormai tutti conoscono. Ma se per la società è normale andare avanti così, continuiamo pure,

    • Posto che ogni autore di StadioTardini è libero di trattare gli argomenti che vuole senza particolari indicazioni da parte mia che ora per forza di cose sono un direttore “sui generis” a differenza di qualche anno fa, se i vari autori avvertono l’esigenza di trattare l’argomento tifo freddo al Tardini penso lo possano fare e se più autori avvertono (ma anche semplici commentatori del forum) contemporaneamente l’esigenza di farlo vuol dire che il tema è sentito. Del resto, al di là del fastidio che Tu provi, leggendo l’ultimo commento penso che sei abbastanza allineato con quello che è il nostro comune pensiero, e cioè che la qualità del nostro tifo (al di là dei sempre presenti e degli “attivi”, logicamente, che comunque non sono tantissimi) è bassa, proprio perché è dai mtici anni 90 che siamo freddini e snob. E appunto seguiamo “la moda” che non è una mia provocazione rimarcarlo ogni volta, quanto una “fattuale” constatazione, visto i “cocoon” risvegliatisi con la D, e poi tornati nella tomba o peggio sui social a scrivere corbellerie…

      Per quanto attiene il problema degli infortuni va da sé che personalmente non possa affrontare la tematica per via del fatto che, da dipendente della società, peraltro impiegato lontano dalla prima squadra, non sono logicamente autorizzato a farlo. Questo, tuttavia, non significa che non se ne possa parlare in questo spazio, anche se la tematica è un po’ pèiù sensibile rispetto al calcio giocato visto che si parla di salute di persone prima che di atleti e comunque auspicherei che si andasse lontano dai soliti luoghi comuni del dagli al preparatore e del dagli al medico. Di medici ne abbiamo cambiati parecchi in questi tre-quattro anni, praticamente ogni stagione, il preparatore è in effetti sempre lo stesso, ma quelli di raccordo (cioè che si occupano del recupero infortunati) sono pure mutati. E’ stato rifatto -. investendo una notevole cifra – anche il manto del terreno di allenamento di Collecchio che ora è in tutto uguale a quello del Tardini, operazione fatta pure per prevenire infortuni, dal momento che c’era chi aveva tirato fuori anche i campi… La tematica da noi è abbastanza sentita perché è una costante, però rispetto ad anni fa gli infortuni sono comunque in crescita un po’ dappertutto, anche se questa è una magra consolazione.

  • Quindi si evince dal suo intervento che se gli infortuni sono in crescita negli ultimi anni in maniera generalizzata, la cilindrata del motore che ogni singolo atleta si porta appresso è più o meno adatta ai ritmi attuali del calcio moderno e che gli infortuni sono molto probabilmente dovuti a sovraccarichi di lavoro per tenere il rimo attuale.!!??

  • A nome di tutti i Cocoon d’Italia, “risentito”, rispondo che l’età vuole la sua parte e che purtroppo gli acciacchi, ad una veneranda età sono all’ordine del giorno e la partita in casa è già un bel dare per la causa cominciata con un PARMENSE – SAN SECONDO di qualche anno fa.

    • E’ evidente che chi ha acciacchi, come a scuola, è assente giustificato: tuttavia dobbiamo capire bene che l’invito a presenziare non è rivolto a chi c’è già o a chi non può esserci per forza maggiore, ma a tutti quelli per cui il Paerma è una moda. E tra l’altro manco di moda è se è al sesto posto…

      Il mio riferimento ai Cocoon (imnmagine da me felicemente usata anni fa per coloro che avevano ritrovato la giovinezza cercando di riciclare l’esperienza della Parmense al fallimento Parma, poi sfociati in Ppc) in questo caso era relativa a tutti coloro che, dopo aver seguito il Parma nei felici anni 90, si erano dedicati ad altro, prima di risvegliarsi nel 2015 per anbdare a gozzovigliare ad Arzignano e dintorni, salvo ora, che si è di nuovo in serie A, aver perso la passione di andare non dico a tifare, ma manco alla gitarella fuori porta…

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