TUTTO LA FESTA MINUTO PER MINUTO. GRAN GALA’ NELLA SALA B DI VIA ASIAGO, DOVE TRA ANEDDOTI, RICORDI E SUPER OSPITI, SI E’ CELEBRATO IL SESSANTESIMO COMPLEANNO DI TUTTO IL CALCIO (VIDEO INTEGRALE)

60 anni tutto il calcio lo show celebrativo

Luca Savarese(Luca Savarese) – Si comincia con un quasi capitombolo, quello di Ezio Luzzi, che evidentemente contento di ritornare ad impugnare il microfono non si accorge del gradino che separa la platea dal palco e per poco non vi inciampa. No, per chi ha raccontato per anni le emozioni del pallone, è lecito, in un momento di un simile redde rationem e di festeggiamenti, emozionarsi un pochino. Si finisce con la carrellata di nomi che hanno reso e rendono possibile il fascino del programma ed un grazie espresso da Giovanni Scaramuzzino a tutti i tecnici ch consentono loro di andare in onda. Benvenuti al gran galà dei Sessant’anni di Tutto il calcio minuto per minuto, in onda, live (anche se il 10 gennaio 1960 questo termine era ancora lontano dall’essere solo pensato…) dall’elegante Sala B di Via Asiago in Roma. Padrone di casa Filippo Corsini, alla conduzione della trasmissione dal 2012, quando ne prese le redini da Alfredo Provenzali, ed anch’egli, al solito algido, piuttosto coinvolto al punto di ammettere in apertura delle danze: “Che sala piena!” Ludovica Mantovani, presidente della divisione femminile Figc, figlia di Enrico, presidente che portò la Samp sul tetto d’Italia con la conquista nel 1991 dello storico scudetto è la co-conduttrice. Al centro, punta di diamante, i ricordi dei protagonisti ed i protagonisti dei ricordi. Otto i cavalieri della tavola rotonda presenti sul palco: Riccardo Cucchi, Emanuele Dotto, il sopracitato Ezio Luzzi, Giovanni Scaramuzzino, Massimo De Luca, Giulio Delfino, Bruno Gentili, Francesco Repice. La kermesse si sente sulle onde di Radio 1 Rai e si vede sul canale Facebook di Radio 1. Così, se qualcuno con la radio alle orecchie, accende il computer, vede fattezze, lineamenti, sguardi di chi, da 60 anni, ci ha raccontato e ci racconta il gioco più bello del mondo. Tante le maestranze che hanno voluto rendere omaggio ad un anniversario così significativo. Non mancano i messaggi audio di molti allenatori che hanno speso parole per questo anniversario. Si comincia con le parole di Maurizio Sarri, si finisce con quelle di Pioli: “Complimenti per la compagnia che ci fate”. Si sentono le parole anche di Conte, Montella, Di Francesco, Gattuso, Allegri, Simone Inzaghi, questi ultimi, sia l’ex tecnico della Juve che l’attuale mister della Lazio, ammettono di seguire quando riescono Tutto il calcio in macchina. Sembra che la società si sia presa un paio d’orette per fermarsi, abbracciare e sostare un pochino con questo meraviglioso giochino radiofonico che manda in onda il calcio. Platone, che considerava l’arte una copia dell’idea, chissà se sarebbe stato d’accordo con questo marchingegno, probabilmente si, sta di fatto, che nel parterre di via Asiago, sono tutti d’accordo. Come il cittì della nazionale Roberto Mancini, presente fisicamente e che forse anche lui un tantino emozionato dalla grandezza dell’evento, dice per un attimo “Novantesimo Minuto” in luogo di Tutto il calcio. Si scoprono poi cose che molti umani non sapevano, cioè che il Mancio, da ragazzino mentre ascoltava Tutto il calcio tifava Juve e che Bruno Gentili, una vita passata al seguito di Roma e Lazio è in realtà interista. Francesco Repice, come spesso gli capita di mostrare, ammette che lui non ha mai fatto mistero della propria fede romanista, al contrario di Riccardo Cucchi, che ricorda come abbia fortemente voluto esprimere il suo credo calcistico laziale, solo una volta appeso il microfono al chiodo, dopo la sua ultima radiocronaca Inter–Empoli del 12 Febbraio del 2017.  “C’è una terzietà per la quale forse l’aver saputo prima la mia fede, ne avrebbe indebolito il rapporto di fiducia”. Scelte, modi, vie diverse, della stessa parrocchia, quella di Tutto il calcio, tutto raccolto nella navata laica di via Asiago. “Riusciva sempre ad avere un sereno distacco” ricorda Giovanni Scaramuzzino in riferimento a Claudio Ferretti, che fa sapere Corsini, sarebbe dovuto essere tra i partecipanti ma è stato impossibilitato. Fa un certo effetto sentirli narrare di sé e non della materia di una partita. Puntuale, come di consueto l’arrivo del GR, ad ogni scoccare della nuova ora ad interrompere, gol del tempo, intarsi di aneddoti che si intrecciano, spassosissime maioliche vocali. Salienti e non avevamo dubbi, le chicche di Emanuele Dotto, che a proposito di Ludovica Mantovani ringrazia il padre Enrico per aver portato a Genova Vujadin Boskov e srotola dal cofanetto della memoria una frase del labbro di Novi Sad: “Gentilezza costa niente, compra tutto”. Accorate anche le parole di Francesco Repice, prima voce al seguito della Nazionale: “Lasciatemi sognare, per me essere qui è un sogno. Io volevo fare il calciatore ma poiché non ne avevo né i mezzi né il fisico eccomi qua a raccontare. Mi ricordo che Marco Mantegani, allora capo redattore, mi propose come spalla di Giulio Delfino per la Formula 1. Poi furono gli occhi di Bruno Gentili, nella primavera del 2000, a dirmi “Francesco, vieni in Nazionale”. Io di una macchina non so nemmeno dove stia il tubo di scappamento…” In puro stile Tutto il calcio, il tutto è confezionato con leggerezza ed interesse, senza la minima invadenza. Ecco un altro super ospite, Michele Uva, oggi vice presidente Uefa ed in passato già dirigente di Parma e Lazio. “La radio di per sé è un unicum in Italia” ammette il braccio destro di Ceferin, che poi rivela di aver regalato al plenipotenziario sloveno il libro “Clamoroso al Cibali” di Riccardo Cucchi per far capire che cosa sia e quello che rappresenti per l’Italia la radio. Quel testo venne edito esattamente 10 anni fa, per onorare i 50 anni del format. Questa serata in diretta radio e fb, è invece la festa per i 60 anni, che scorre liscia, che far venir voglia di sentire mille curiosità. Ogni tanto ecco degli audio storici ad accarezzare i palati ed i padiglioni auricolari. Come l’annuncio scudetto del Toro di Radice, proclamato dal timbro di Ciotti, il 16 maggio del 1976, dentro un Torino–Cesena. Fascinoso anche il confronto tracciato da Bruno Gentili tra Ameri e Ciotti. “Ameri mi costringeva ad alzate alle 6.30 della domenica mattina perché voleva che lo accompagnassi a messa e poi voleva arrivare allo stadio cinque ore prima, quando i cancelli erano ancora chiusi. Sandro, al contrario, arrivava proprio al limite, con le sue sigarette, la penna ed alle volte senza nemmeno un taccuino. Una volta mi chiese di dargli il menù del ristorante perché, sul retro, annotò i nomi e le cose della partita in questione. Era come se l’evento stesso aspettasse Sandro, prima di cominciare”. C’è poi Marcello Nicchi, l’ex arbitro che rivela: “Devo farvi i complimenti, ci avete fatto vivere le partite, senza mai accendere la tv”. Ecco Beppe Marotta. Qui si scatena Ezio Luzzi, che ex abrupto si mette a dire: “E’ stato prima alla Samp e poi al Varese”. Qui Dotto, giustamente, lo bacchetta: “Enzo, sveglia, è tardi, sono le 23.06. Prima è stato al Varese e poi alla Samp”. Sono stati lì, oggi come ieri, desiderosi di portare qualcosa di nuovo, di magari non ancora detto, parolai ed incantatori, sulla filigrana del tempo. A proposito di tempo: il 14 maggio del 2000, anzi le 18.04 precisa Cucchi, di quella data sono stagliate per sempre nel suo mondo, perché sono le coordinate del suo annuncio scudetto, quello della “sua” Lazio. Così questa volta sono i ricordi ad andare a rimbalzo di linea. Come “Quello striscione che mi dedicò il pubblico nerazzurro durante la mia ultima radiocronaca Inter–Empoli, in cui i tifosi mi ringraziarono per aver raccontato loro i gol di Milito nella finale del Bernabeu”. Come quello di Giuseppe Bisantis, in platea assieme a Massimo Barchiesi ed agli attuali radiocronisti. “Per me dire quando ero in scaletta con Provenzali Verona–Perugia, 15’, 0 a 0 era già una figata” o quello, carico di sorpresa di Massimo Barchiesi che ricorda il suo stupore quando Marco Mantegani lo mandò per la prima volta a fare una partita, in Abruzzo, il play off di serie D tra il Morrodoro ed il Castel San Pietro. Ci sono tutti, racconto per racconto in questo festone di Tutto il calcio minuto per minuto. C’è Emanuele Giacoia, che a novant’anni, ha il viso pimpante quasi stesse per iniziare un racconto dalla sua Cosenza. “Sono felice e questo aggettivo è anche piccolo” C’è Tonino Raffa, che più che una radiocronaca, svela il Gronchi Rosa della sua carriera: un’intervista a Pelè al mondiale francese del 1998 e che avverte: “Ci sono sogni che diventano realtà e realtà che diventano sogni. Io, li ho vissuti tutti e due”. C’è l’ex allenatore Crociato e presidente dell’associazione italiana allenatori Renzo Ulivieri. C’è il neo pensionato Enzo Delvecchio, che invece serba l’aver raccontato il gol di un portiere, Taibi, in un Reggina–Udinese. C’è Carlo Nesti, che da bambino sognava di finire in scaletta ed un giorno così parlò Bortoluzzi: “Ameri, primo campo, poi Ciotti dunque Nesti”. Insomma, per dirla coi Negrita, c’era chi era incapace a sognare e chi sognava già. Ma, attenti, questo sogno, continua, si fa da svegli, come diceva Pennac. Quindi, pronti a rimettere mano alle cuffie ed ai microfoni, ecco l’ultima giornata d’andata tutta pronta ad essere snocciolata, minuto per minuto. Ma in fondo è qui che si annida la tua missione caro Tutto il calcio: rendere il lembo ordinario, una melodia straordinaria. Lunga vita. Luca Savarese

DA TUTTO IL CALCIO BLOG IL VIDEO DELLO SHOW CELEBRATIVO DEI 60 ANNI DI TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO

2 pensieri riguardo “TUTTO LA FESTA MINUTO PER MINUTO. GRAN GALA’ NELLA SALA B DI VIA ASIAGO, DOVE TRA ANEDDOTI, RICORDI E SUPER OSPITI, SI E’ CELEBRATO IL SESSANTESIMO COMPLEANNO DI TUTTO IL CALCIO (VIDEO INTEGRALE)

  • 11 Gennaio 2020 in 13:17
    Permalink

    Grazie Luca Savarese per averci fatto rivivere, con la tua penna, i” protagonisti dei ricordi”!
    E ancora auguri a Tutto il calcio minuto per minuto!

  • 11 Gennaio 2020 in 23:57
    Permalink

    Gesù super racconto!

I commenti sono chiusi.