ABDELL DOUGLAS, LO STRAJE’: SCRIVERE, DISEGNANDO

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(Luca Tegoni) – Anche quest’anno il nostro affezionato lettore Strajè, alias Abdell Douglas, colleziona successi per la sua principale attività di artista. Il prestigioso Centro di Arte Contemporanea di Ginevra ha allestito una importante mostra dal titolo Scrivere, Disegnando, alla quale sono stati inviatati a partecipare tra i più importanti autori del XX secolo in fatto di innovazione del linguaggio artistico.

A seguire i testi di presentazione dell’autore Abdell Douglas e dell’esposizione. Ecco la mia traduzione dall’originale:

https://centre.ch/fr/events/morad-montazami/

Morad Montazami presenta il lavoro dello scultore americano Douglas Abdell (nato nel 1947, vive e lavora a Malaga, Spagna) attraverso una sua opera presente alla Esposizione. Abdell è principalmente uno scultore, utilizza il bronzo in fusione e saldato, l’acciaio saldato oppure la pietra. All’essenza dei suoi ultimi trentanni, il suo lavoro si è concentrato su temi politici e sociali legati ai paesi del mediterraneo e alla loro storia, principalmente fenicia e araba, includendo i loro simboli e linguaggi specifici.

La presentazione è accompagnata da una intervista inedita filmata per l’occasione nell’atelier dell’artista, a Malaga, da Shiva Khosravi Morad Montazami è storico di arte moderna e contemporanea. Dirige a Parigi le Edizioni e la rivista Zaman (Testi, immagini & documenti) dove propone uno spazio di studi post-orientalisti consacrati alla modernità cosmopolita, con particolare attenzione all’incrocio tra Medio-Oriente ed Europa.

La conferenza è presentata da Shiva Khosravi, studentessa Work Master presso HEAD – Ginevra

https://centre.ch/en/exhibitions/scrivere-disegnando/

scrivere disegnando abdell douglas 001

 

Scrivere Disegnando (“Writing by Drawing”) è una mostra che riguarda la scrittura e il suo parte meno visibile. L’obiettivo è di ripercorrere un certo numero di pratiche che partono dagli inizi del ventesimo secolo fino ai giorni attuali, nelle quali la scrittura abbandona la funzione di comunicazione e si sposta nella sfera dell’illeggibile e non parlabile. Stabilisce di esplorare la tensione propria dello scritto, la strada che lo sospende tra il regno della pura semantica e il territorio indefinito di semplici arabeschi, automatismi, segni ripetuti e scarabocchi. 

Tutte le opere esposte abitano una speciale terrain vague in cui l’atto dello scrivere riguarda più per parafrasare Giorgio Agamben il “tentare di dire” che il “dire “, più ciò che riguarda le potenzialità del significato che il significato stesso. C’è una scrittura che ha trasceso la comunicazione, diventando una traccia dell’esistenza e dell’affermazione del sé, ma anche un elemento fantastico, una metafora della misteriosa trama del mondo. La nostra ricerca si incentra su questo antico impulso umano per superare il lato comunicativo della scrittura verso l’incondizionato, reclamo assoluto del segno, con tutto il suo peso di possibilità immaginative.

In qualità di primissimo progetto di collaborazione tra la Collection de l’Art Brut di Losanna e l’istituto di arte contemporanea, questa esposizione raccoglie un insieme eterogeneo di personalità: dagli artisti “outsider”, alcuni dei quali hanno realizzato la loro opera nel mentre veniva “istituzionalizzata” per arrivare agli artisti “ufficiali, alcuni dei quali hanno giocato dei ruoli di primissimo piano nei movimenti d’avanguardia e di neo avanguadia del ventesimo secolo. Ciò che queste individualità così diverse hanno in comune è il desiderio di catturare un”altrove” interna alla scrittura per superare la dimesione semantica ed estrarre liberamente le di un linguaggio innovativo ed  immaginativo.

Un altro aspetto sottolineato nell’esposizione è l’indissolubile collegamento tra scrittura e potere – tra linguaggio e genere. In questo senso il progetto rappresenta anche una esplorazione dello status delle voci femminili sull’ultimo secolo. Fin dai primi del ‘900, molte donne hanno usato in modo compulsivo, spesso illeggibile una scrittura manuale per esprimere una necessità esistenziale di affermazione personale, spesso in risposta ad un mondo patriarcale che le preferiva politicamente invisibili e socialmente prive di voce. Il momento della scrittura diventa un momento di vita, un atto privato, un segnale esistenziale, uno strumento di auto conoscenza, ma anche elemento di ribllione ed espressione artistica.

Per celebrare l’esposizione viene pubblicato in Inglese e Francese da Skira un catalogo di 300 pagine riccamente illustrato. Il catalogo raccoglie speciali contributi commissionati dai curatori, critici, artisti, filosofi e accademici sulla questione della scrittura asemica e conduce il lettore attraverso questa pluralità di scritture. Oltre ai testi dei curatori Andrea Bellini e Sarah Lombardi, questo volume comprende anche i contributi di  Derek Beaulieu, Federico Campagna, Vincent Capt, François Chastanet, Andrea Cortellessa, Morad Montazami, Joana Neves, Marta Spagnolello, Michel Thévoz and Marina Yaguello. Completa la pubblicazione una bibliografia e la descrizione dei lavori di oltre 100 artisti.

With works by: Douglas Abdell, Vincenzo Accame, Rosaire Appel, Tchello d’Barros, Gianfranco Baruchello, Tomaso Binga, Irma Blank, Nick Blinko, Alighiero Boetti, Marcia Brauer, Frédéric Bruly Bouabré, Elijah Burgher, Axel Calatayud, Gaston Chaissac, Laura Cingolani, Guy de Cointet, Aloïse Corbaz, Dadamaino, Betty Danon, Hanne Darboven, Michel Dave, Michael Dean, Mirtha Dermisache, Emmanuel Derriennic, Jean Dubuffet, Giordano Falzoni, León Ferrari, Chiara Fumai, Pepe Gaitán, Jill Galliéni, Ryan Gander, Anne-Marie Gbindoun, Marco Giovenale, Rafael González, Giorgio Griffa, Mariangela Guatteri, Gustav, Elisabetta Gut, Brion Gysin, Ana Hatherly, Emma Hauck, Takanori Herai, Joseph Heuer, Susan Hiller, Steffani Jemison, Carlo Keshishian, Annalies Klophaus, Maria Lai, Fabio Lapiana, Jürg Lehni, Dwight Mackintosh, Kunizo Matsumoto, Viviane Van Melkebeeke, Reinhold Metz, Henri Michaux, Miriam Midley, Bruno Munari, J.B. Murray, Gastone Novelli, Palanc, Giulio Paolini, Luca Maria Patella, Enzo Patti, Jean Perdrizet, Nathalie Perrin, Laure Pigeon, Renata Prunas, Justine Python, Svetlana Rabey, Carmen Racovitza, Judit Reigl, Jane Ruffié, Valeri Scherstjanoi, Salome Schmuki, Greta Schödl, Luigi Serafini, Jeremy Shaw, Hélène Smith, Ivana Spinelli, Martina Stella, Lina Stern, Laurence Sterne, Barbara Suckfüll, Jenna Sutela, Cecil Touchon, Louise Tournay, Jeanne Tripier, Pascal Vonlanthen, August Walla, Robert Walser, Galaxia Wang, Melvin Way, and Adolf Wölfli.

Curators: Andrea Bellini and Sarah Lombardi
Documents section: Sara De Chiara
Public program: Work.Master students of the HEAD – Genève with Pierre Leguillon, artist and teacher

Stadio Tardini

Stadio Tardini

11 pensieri riguardo “ABDELL DOUGLAS, LO STRAJE’: SCRIVERE, DISEGNANDO

  • 9 Febbraio 2020 in 09:45
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    Figa! Ma allora il nostro Rocky Marciano è un VIP!
    Che ci fai tra noi NIP?
    Complimentihttp://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_good.gif

  • 9 Febbraio 2020 in 13:10
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    Entro la fine della primavera spero di riuscire a preparare, grazie a materiale ancora in preparazione, un racconto molto interessante di come Douglas interpreti la vita come strumento artistico di espressione. Un racconto in cui la reincarnazione è principio di lotta contro l’imperialismo economico che prevarica sui più deboli. Soon as possible …

  • 9 Febbraio 2020 in 16:11
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    Grandissimo! Complimenti! http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_good.gif

  • 9 Febbraio 2020 in 17:00
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    Basta che non ceda alle lusinghe della pipa e resista ai richiami del Ponte Caprazucca che adora i Vip a discapito del popolino. I risultati di oggi hanno dimostrato per la ennesima volta che chi spende a gennaio aggiusta chi svende e non spende va all’inferno (Spal, Brescia, etc). Altro che la fola che a gennaio non si risolve niente

  • 9 Febbraio 2020 in 17:33
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    Stringiamo le chiappe e stiamo attenti perché nonostante quello che dice Faggiano dietro chi ha fatto a gennaio rischia di svoltare.

  • 9 Febbraio 2020 in 18:25
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    Luca Tegoni: un come se fosse antani?

    • 9 Febbraio 2020 in 21:22
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      Se parlo, cerco di parlare, d’arte non cazzeggio …. forse mi sono spiegato male

  • 9 Febbraio 2020 in 22:26
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    Forse no, ammetto di essere ignorante ma sostengo che certi concetti potrebbero essere trasmessi anche con linguaggio alla mia portata. Tu chiamala, se vuoi, divulgazione stratificata

  • 10 Febbraio 2020 in 04:05
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    The work of Douglas Abdell is ineffable. It is timeless. It is all about one man’s iron fisted lifelong passion for giving meaning to his own existence through the attempt to reach intellectual, social, economic, political and artistic perfection.

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