CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / MANNAGGIA A GARIBALDI CHE CI HA FATTO ITALIANISTI

gianni barone vecchio cronista(Gianni Barone) – Hernani che svelle (si può dire ?) il pallone dai piedi di Berardi, Cornelius che s’invola sulla fascia (che non è propriamente il suo mestiere) e traversa al centro, Gervinho che irrompe e mette in rete con un piatto destro, roba da difensori. Tre cose desuete per i tre soggetti in questione, e cioè l’incontrismo di un brasiliano, lo scatto fulmineo di un ariete, e la piattezza di un tocco facile facile per uno che di solito sceglie sempre le difficoltà nelle sue azioni, compreso il tanto rumore per nulla e l’essere o non essere un giocatore del PARMA, ancorchè importante come testè dimostrato. Un porto desueto di azioni in un rio lucente di risultati sono l’emblema di un calcio italianista che ritorna, e che premia chi ci crede ancora. Nel derby tra enfants prodige, della panchina italiana, come illustrato in settimana dai media, entrambi ex Milan giovanile, ex Monza, guidati dall’allora postmoderno Piero Frosio, ha trionfato il più pratico, laddove sono stati coniugati due modi opposti di fare calcio, due mondi paralleli che sulla carta non dovrebbero incontrarsi mai, ma che sul campo poi così distanti non sono, non appaiono, e non dovrebbero essere per nessuna altra ragione al mondo. Il calcio è uno, e non è di nessuno e quindi di tutti purché si ammetta che anche quello che pratica l’altro non sia del tutto sbagliato. E De Zerbi, che per sua fortuna è il meno scienziato tra i sostenitori del cosiddetto calcio propositivo, che pratica la costruzione del roberto d'aversa sassuolo parmagioco dal basso, oggi tanto in voga anche nei vivai maschili e femminili, ha ammesso, vivaddio, “Dove proponi a volte perdi contro un squadra che fa del contropiede la sua virtù, che non è cosa sbagliata”.  Quindi tra gioco ritmato, ricamato e imbucato, la sofferenza e la praticità italianisticamente applicate, possono e devono trovare cittadinanza e riconoscenza sempre. E il mannaggia a Garibaldi che c’ha fatto italianisti, e c’ha dato il passaporto per pensare i dissentire anche con chi dirige le due massime nazionali di calcio (maschile e femminile), c’entra o c’entra poco? Serve o non serve? O ci aiuta soltanto a credere che il Parma dimostra di essere la squadra che sa conquistare quando è ora il pallone, sa ripartire bene e sa soffrire meglio, nei momenti difficili e di emergenza, rispetto a simone colombi sassuolo parma 16 02 2020tutte le altre squadre, classifica alla mano. La favola continua, al pari di quella di Colombi, lui che appartiene alla genia di coloro che la tuta se la tolgono raramente e che sta incantando per praticità ed efficacia negli interventi, grazie ovviamente a chi, a ragione, ha creduto fortemente in lui. In una squadra occorre dimostrare di saper fare anche ciò per cui non si è portati, occorre sacrificio, umiltà, andare anche a Canossa, come nel caso di Gervinho, e poi vincere al MAPEI, anche grazie a chi – con una gran dose di buon senso – ha ricucito ed  ha azzerato tutto una volta passato il rumore del momento e del mercato, che aveva generato incomprensioni e malumori. Ora si è giunti alla conclusione che la scelta effettuata accontenta tutti e indirizza verso la strada migliore da imboccare: quella concretezza e del realismo. L’istinto serve a poco: occorre continuare a credere nell’utilità di tutti e ieri con Kurtic che cresce a dismisura sul piano tattico dell’agonismo, hernani incontrista sassuolo parma 16 02 2020al pari di Brugman ed HERNANI per presentare un centrocampo solido, vi sono state le sorprese delle prestazioni di LAURINI, per nulla in soggezione contro il miglior dribblatore del campionato, Boga, e di Pezzella che per poco non riesce a segnare il gol del raddoppio. Sintomo che l’abilità del tecnico, non sta solo nell’inventare gioco, e nello scovare accorgimento tattici da esibire o da opporre agli avversari, ma sta nello sfruttare al meglio le potenzialità, anche quelle più nascoste, di tutti i giocatori componenti la rosa, facendo risultare importanti anche coloro etichettati come riserve. Il saper soffrire bene, di cui sopra, e saper comprendere le qualità dei singoli e metterle al servizio di tutti, valgono quanto se non di più del valore estetico di un gioco, talvolta fine a se stesso, di questo cominciano ad esserne convinti, oltre che gli italianisti garibaldini, anche coloro che propongono il gioco, al momento rimangono esclusi da questa convinzione sono solo i CT, e pochi altri abitanti delle cosiddette legazioni pontificie, che in ossequio alla metafora storica dell’Unità d’Italia usata, si aggregheranno, si spera, con qualche tempo di ritardo. piazzaArriveranno anche loro prima o poi a comprendere le virtù lucenti del nostro calcio, che diventerà speriamo sempre più di tutti. Oramai le parabole degli scienziati in servizio da noi, si stanno esaurendo, vedi la crisi profonda della Roma di Fonseca, mentre il pragmatismo della Lazio di Inzaghi e del Verona di Juric, fanno compagnia alle imprese del Parma le cui cure del demiurgo D’Aversa, stanno varcando i confini del Ducato, e cominciano ad interessare oltre che i fogli e siti nazionali, anche le aree tecniche di qualche grande squadra, un po’ in crisi, ed in cerca di rilancio. Allenatore e DS che dalla profonda C, finiscono sui taccuini di Roma, Fiorentina, Sampdoria e fra un po’ anche Torino, e non sappiamo se tutto ciò sia bene, per loro e per Il Parma. Ma di tempo ancora ce n’è e dopo la conclusione dell’affaire  Gervinho (rigorosamente in francese come le scuse dell’ivoriano alla squadre tradotte alla perfezione dal madrelingua Laurini), ci concediamo una sosta dal mercato per affrontare, i non proibitivi, ma sempre rischiosi, impegni contro un malandato Torino in trasferta e, in casa,  contro la bestia nera Spal, ora sotto la cura dell’ex CT azzurro Di BIAGIO, atteso ad un compito decisamente impegnativo. Adesso però godiamoci il momento lasciando perdere l’estetica e quant’altro. Mannaggia, che speriamo non sia una bestemmia, sebbene sia rivolta all’eroe più famoso di tutti mondi, terreni, beninteso… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

8 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / MANNAGGIA A GARIBALDI CHE CI HA FATTO ITALIANISTI

  • 17 Febbraio 2020 in 16:06
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    Il top player del parma è d’aversa
    Sicuramente, come dice, non siamo fortunati con gli infortuni però dovrebbe avere un approccio più problematico sul tema, questo è l’unico appunto che gli posso fare

    • 17 Febbraio 2020 in 21:22
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      Concordo.

  • 17 Febbraio 2020 in 16:52
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    Nel prossimo turno vi sarà
    BRESCIA-NAPOLI.
    Dovendoci salvare, in tempi non sospetti
    diciamo.prima della partita col Sassuolo
    avrei fatto il tifo per il Napoli
    Ora invece tiferò Brescia e la cosa strana
    è che molti tifosi gialloblu’ tiferanno
    come me il Brescia
    Chissà il perché.
    Siamo diventati tutti matti?
    C’e qualcuno di voi che me lo sa dire?

  • 17 Febbraio 2020 in 18:01
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    In Italia facciamo sempre le guerre di religione, una volta si dibatteva sul gioco ‘a uomo’ o a zona, ora si parla di risultatisti o giochisti (che termini orrendi…).
    Alla fine l’unica cosa che conta sono la qualità dei giocatori e l’atteggiamento con cui scendono in campo. Certo, poi conta anche l’organizzazione e le idee ma non credo che in serie A arrivino allenatori incapaci.
    D’Aversa è riuscito a dare continuità all’approccio positivo con cui la squadra scende in campo e da qui è scaturita anche una discreta qualità di gioco pur con i limiti tecnici e di rosa (causa infortuni).
    Gli va dato merito anche di aver creato un gruppo unito; si vede dall’atteggiamento in campo dove tutti remano nella stessa direzione. Per un gestore di risorse non è cosa da poco.

    Parma, in passato, è stata fucina di nuovi stili di gioco che hanno segnato un solco: dalla zona-pressing-fuorigioco di Sacchi, al 5-3-2 di Scala con i 2 laterali a tutta fascia (forse il primo ad utilizzarlo). Magari il gioco di D’Aversa non ruba l’occhio ma l’applauso a fine partita sì, a prescindere dal risultato.

  • 18 Febbraio 2020 in 09:58
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    Vediamo se Lotito aiuterà l’amico Preziosi. O se l’uomo con la valigetta è già stato rassicurato che domenica i punti servono tutti all’amico romano, ma gli torneranno già dal turno dopo.
    La notizia del giorno è però un’altra: lo SPIP “eco district”. Gli industrialotti dell’UPI con sede allo SPIP, alla faccia della piociòneria di cui sono tacciati hanno deciso di mettersi insieme (altro che i 7 del Parma) per realizzare delle vasche di espansione per le acque nere (la c.d. “tampa” delle cascine nelle nostre campagne) e delle piste ciclabili! Altro che Nuovo Inizio e il nuovo Tardini! Magari aggiungeranno anche la caccia alle ponghe e nutrie e tutto questo nonostante Tramp che non vuole più il parsùt e la Cina col coronavirus che non vuole i bùslòt.

  • 18 Febbraio 2020 in 14:48
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    Spero di non andare fuori tema se mi occupo di radiocronisti e giornalistoni nazionali, i quali non perdono occasione per dimostrare che NON conoscono minimamente i nostri giocatori (ad eccezione di Gervinho, Brunone ed il portiere, giacchè quest’ultimp indossa una maglia diversa…)
    Già si accennava al problema dopo la telecronaca Rai di Parma-Roma di Coppa Italia; di ritorno dal Mapei, uno dei miei amici dà un’occhiata sul cellulare alle pagelle dei nostri: strano, Iacoponi (per noi della macchinata) il migliore merita solo un 6,5; Cornelius idem; Gagliolo (autore comunque di un’ottima gara) 7,5. Bah…
    “Dài, sentiamo Radiorai…”, ok. “…ci colleghiamo con l’inviato a Reggio Emilia ecc ecc.”: “…il Parma vince col gol di Gervinho, migliore in campo, su assist di Gagliolo…”; coosaaa??? Di mestiere segui il calcio e non conosci nemmeno di striscio giocatori e ruoli di una squadra di serie A?? Non di Promozione, ho detto serie A!! Molto, molto deprimente…

    Però concludo con un bel chissenefrega: ben venga l’ignoranza sui nostri beniamini in cambio di una classifica a dir poco eccellente!!

  • 18 Febbraio 2020 in 15:52
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    Bravo Mauromb …Meglio cosi’ …che no conoce nostra Parma ..
    Nostra Storia ….dove eremo …dove siamo e dove andiamo ..
    Stupisciamo con resultati ..
    Cordialmente
    Rocky Marciano

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