CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / OBRIGADO

gianni barone vecchio cronista(Gianni Barone) – Obrigado, che per chi non conosce bene le lingue – come o peggio di me – non sarebbe dal portoghese, obbligato, forzato, necessario, bensì grazie mille, grazie tante o semplicemente solo grazie e basta. Sì: ma grazie a chi e di che cosa ? O meglio chi si deve sentire obrigado verso chi o verso cosa? Nell’affaire Gervinho, che tutti vorrebbero già spento o svaporato, qualcuno deve ringraziare qualcun altro o qualcuno dovrebbe sentirsi in dovere di farlo, a margine di tutta questa faccenda, che doveva, secondo le volontà di tutte le parti in causa, avere esiti diversi da quelli che ha effettivamente ha assunto. Invece gli intoppi, che noi, senza volerci nascondere, molto profeticamente ed ingenuamente su queste colonne venerdì mattina, a circa 12 ore (14 per l’ora di Doha), dalla chiusura del calciomercato, avevamo paventato, si sono poi materializzati in tutta la loro grandezza e in tutta la loro gravità, al punto che qualcuno a me e a voi, molto vicino, me lo ha fatto pesare dicendomi di averla tirata bene la maledizione. Un affare che non si è concluso – così pare – per questione di tempi non rispettati, di documentazioni non arrivate in tempo, e nessuno ancora ci ha specificato come e quando possa essere accaduto il pasticciaccio. Certo che uno che salta tre allenamenti e poi si presenta a firmare il trasferimento al fotofinish pare un po’ in disaccordo con sé stesso, ma tant’è… Da quello che sapevo io, comunque, imparato ad uno dei corsi per osservatore a cui avtmsevo partecipato anni fa, le procedure per il trasferimento internazionale, introdotte dalla FIFA a partire dal 2010, con l’adozione del TMS (Transfer Matching System) sarebbero dovute essere molto più, rapide, semplici e trasparenti rispetto al passato in cui senza l’ausilio di internet, l’invio dei documenti avveniva tramite fax o corrieri causando ritardi o anche annullamenti di affari, facendo infuriare addetti ai lavori: famosa fu una sfuriata in proposito quella che ebbe come protagonista, l’allora fumantino Mino Raiola. Ora con il sistema dati su internet con l’ausilio della pec, è stato raggiunto l’obiettivo della semplificazione del processo dei trasferimenti internazionali dei calciatori. Però nel caso in ispecie, relativo a Gervinho qualcosa, evidentemente, non ha funzionato. Ma cosa?  Al momento non è ancora dato sapere. A quanto ne so ciò che non è itcarrivato o non è stato prodotto è il famigerato CIT o ITC, che dir si voglia, in inglese (una della quattro lingue ufficiali della FiFA insieme allo spagnolo, francese e tedesco) “ International Transfer  Certificate”, e in italiano molto intuitivamente “Certificato di Trasferimento Internazionale”. Dettagli linguistici a parte, che  ci suggeriscono il non tanto edificante titolo “L’ITALIA che non c’è o che non c’è mai stata”; i tempi d’inserimento (sic) di tali documenti sul sistema dovrebbero essere nell’ordine dei 15-20 minuti e basta e che la richiesta di ITC, avvenga entro la scadenza della sessione di mercato, poi le federazioni possono completare il trasferimento nei giorni seguenti. Quindi il fatal ritardo ci ha condotto verso la spiacevole situazione che tutti avrebbero voluto evitare, con un giocatore – ormai sgradito a tutti – che si è dimostrato irriconoscente, a detta di molti, con in testa lo stesso allenatore D’AVERSA, che senza peli sulla lingua, non si è servito certo di perifrasi o giri di parole per manifestare la sua opinione in merito. Un elogio alla franchezza e all’onestà, non c’è che dire. Però la gestione non si presenta così tanto facile anche se l’opzione principale del giocatore posto fuori rosa, sembrerebbe la più accreditabile. Ma sarà cosi effettivamente? Chissà? Vedremo. Nel frattempo torniamo all’obrigado, nel senso di grazie, con cui avevamo iniziato. Deve essere Gervinho a dire grazie a Parma, e a tutto il gruppo, per essere uscito dalla naftalina cinese, o devono essere l’allenatore, la società e i tifosi dire grazie a Gervinho per i risultati e gli obiettivi raggiunti in questo gervinbho bar reginaperiodo? La risposta credo ogni social e ogni fonte Crociata l’abbia già fornita in questi due giorni a cavallo della gara ben giocata e ben conclusa col Cagliari, senza l’apporto dell’ivoriano, desideroso, a suo dire e a suo volere, di aver scelto la dorata naftalina qatariota, negatagli dalla stringente e sprezzante burocrazia federale (sempre ammesso che il problema sia quello, ché non sarebbe da escludersi magari un ripensamento in articulo mortis dello stesso interessato). Il dagli a GERVINHO, sembra solo cominciato e già tutti vorrebbero fosse finito: però, anche se sappiamo da che parte propende la maggioranza, qualcuno avrà pensato, anche solo per un attimo, il contrario e avrà detto: peccato. Ma di cosa?, obietteranno i duri e puri della fede Crociata, quelli che morto un papa se ne fa un altro, chi se ne frega l’importante è la Maglia, e chi più ne ha più ne metta. Noi mettiamo in risalto, solo che i calciatori sono professionisti, in questo caso qualcuno direbbe mercenari, noi pensavamo che chi guadagna più di milione all’anno si potesse anche accontentare, e che il denaro è come l’aria ce ne s’accorge solo quando manca, ma purtroppo dobbiamo anche noi ricrederci. In questo mondo, e mi riferisco a quello calcistico, è un mercato continuo di passioni, sentimenti che valgono per ognuno in modo differente e che non bisogna affezionarsi tanto ai singoli, perché ciò che trionfa marco ferrari gervinhosempre e comunque il gruppo, la squadra, la nazione, per esaltare il mito dell’io ad ogni costo che viene travolto dal noi, fino a demolire l’idea che il titolo “L’ITALIA che non c’è, che non c’è più o che non c’è mai stata” e che sia solo una fesseria, e nulla di più, in mano a chi è scettico, a chi è deluso e a chi si arrabbia perché le cose vanno sempre in direzione contraria alla logica dei pensieri e dei sentimenti. Il tradimento di GERVINHO, non è stato il primo e non sarà l’ultimo: chissà quanti ancora come lui ci deluderanno e chissà ancora quanti ancora come o più di lui ci faranno incavolare e ci faranno dire: ma non ci avevano insegnato al catechismo, che non si vive di solo pane? Qui credo che molti, aggiunto al pane, pretendano, oltre al companatico classico, anche qualcosa di molto più pregiato. Qui il nuovo detto, fuori da ogni tipo di catechesi moderna è sarà sempre “Non si vive di sola SASSICAIA”, perché a Doha e dintorni cresce qualcosa, che ICT e TMS permettendo, è più prezioso di un tesoro. Quindi obrigado a tutti quelli che ancora credono che ci si possa emozionare con poco, con un goal al 94’ segnato da chi, per ora, è riconoscente a chi gli permesso di farlo, il goal intendo. Grazie mille, grazie tante, grazie e basta. Sempre Obrigado. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

19 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / OBRIGADO

  • 3 Febbraio 2020 in 15:05
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    A me piacerebbe capire la linea editoriale dell’emittente upina di Via Mantova. Tralsciando le previsoni del tempo che in realtà sono la cronaca della giornata appena trascorsa, ascoltare il Tg sport è ormai ascoltare solo prevsioni pessimistiche, geremiadi e siftate. Oggi l’oslone Milano aggiungeva un “per ora” alle considerazioni sulla buona forma del Parma, ieri sera Balestrazzi evidenziava le sicure problematiche derivanti dal caso Gervinho e la salvezza “tutta da conquistare”, senza dimenticare come ogni servizio sia costellato da pessimismo e da un tono funebre degno di un becchino. Ora che il tifoso del popolino sia irrazionale, timoroso e superstizioso fa parte dell’ordine naturale delle cose, ma da un’emittente locale ci si aspetta un minimo di entusiasmo e carica. Vedere e sentire Balestrazzi leggere le notizie sportive da la stessa carica di senire l’oslone nero del malaugurio dire il 3 settembre 2019 a Bar Sport che “il Parma vincerà si e no 8 partite” o di assistere a una funzione funebre alle 20.30 di un nebbioso lunedì di gennaio. Capisco che l’UPI salvo lo strapuntino che ha a mezzo PPC nel cda non è interessata al calcio ma a bussolotti e tomacche, però cavolo cambiare passo così è indecente!

  • 3 Febbraio 2020 in 16:37
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    L’articolo è molto bello, con opportune e competenti precisazioni che non abbiamo letto altrove, però poi non si pronuncia sul dunque.. cosa bisogna fare? se si scusa rientra in gruppo e se la gioca con gli altri? lo si vende ora altrove (sempre che ci sia la possibilità) ? Lo si lascia fuori rosa ? lo si multa a prescindere?
    non è facile, ci sono in ballo questioni disciplinari, tecniche ed economiche

    • 3 Febbraio 2020 in 16:45
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      Verissime tutte le tue considerazioni sugli intrecci di questa delicata situazione, ma non spetta a noi di StadioTardini risolvere il rebus: come opera di divulgazione (questo sì che è di nostra competenza) ringrazio Gianni Barone per averci esternato i meccanismi che regolano questo tipo di transazioni internazionali (peraltro l’inghippo di Gervinho non è il primo, né resterà l’ultimo, nonostante lo snellimento delle operazioni burocratiche grazie al progresso delle tecnologie così dettagliatamente descritto dal nostro vice direttore esecutivo). Il fatto gli è che qui non c’è ancora in ballo l’intelligenza artificiale, bensì quella umana, con tutti i suoi tentennamenti, debolezze e perché no? astuzie…

      • 3 Febbraio 2020 in 18:04
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        Per carità non è che ci si aspetti di sapere la verità assoluta però proprio perchè è bell’articolo si poteva proseguire con un analisi ragionata dei pro e contro, di solito Barone ha le idee chiare, tanto non credo che qualcuno possa sostenere che ci sia una soluzione giusta e una sbagliata

      • 3 Febbraio 2020 in 21:22
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        Manca sempre l’altra campana, lei che è in società sa benissimo qual è l’elemento della seconda campana che manca, quell’elemento fa dare una lettura completamente diversa della storia… Chi crede che Gervais sia diventato tutto d’un colpo egoista, maleducato, scansafatiche e scorretto dovrebbe riflettere un po’, lei che è in società sa benissimo che la narrativa che è stata fatta reggerà poco…

        • 3 Febbraio 2020 in 21:58
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          Io sono in società, ma mi occupo di altre vicende, quindi sinceramente non ne so una Benedetta Mazza in più di quel che si è letto finora. Se ne sa di più e può provare le sue affermazioni, a termini di legge, questo spazio è a sua disposizione

  • 3 Febbraio 2020 in 18:28
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    Gervais Yao detto Gervinho è ivoriano quindi francofono e non lusofono. A meno che “obrigado” avesse connotazioni diverse da “merci” … ma allora non ho capito iohttp://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_good.gif

  • 3 Febbraio 2020 in 18:42
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    Mi aguro che rientri in rosa , dopo aver ricevuto una sonora compilation di calci nel sedere da tutti i suoi compagni.
    Le scuse migliori al pubblico le dovrà fare correndo come un matto su e giù per il campo.
    Le questioni economiche le lascio a chi ne ha competenza.

  • 3 Febbraio 2020 in 19:43
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    Finalmente ci siamo liberati definitivamente del sartino cinese. Senza neanche in due da far ballare na scimmia. Al pèr Manenti

  • 3 Febbraio 2020 in 19:53
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    Il cinese poteva usare il bancomat per mandare i soldi 😂😂😂😂. Io lo avevo sempre detto che in mano a quel soggetto li avremmo fatto una bruttissima fine e infatti…

    • 4 Febbraio 2020 in 00:25
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      Mi ruba la sua presenza nella storia come Presidente la serata di festa al ritorno in serie A . Quel biglietto gli è costato caro però…

  • 3 Febbraio 2020 in 20:48
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    100% nuovo inizio 💛💙💛💙💛💙

  • 3 Febbraio 2020 in 20:59
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    ..non ho mai avuto fiducia nei cinesi gialloblù..
    ADDIO JOHN..non sentiremo la tua mancanza,un po’ come.non abbiamo sentito la tua presenza(si fa per dire!!)

  • 3 Febbraio 2020 in 21:19
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    Fuori il cinese. Per una futura vendita è un’ottima notizia perché chi compra dovrà parlare solo con nuovo inizio.

  • 3 Febbraio 2020 in 21:54
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    Beh che Gervinho stessi diventi la vittima ci credo poco… Sono tutti contro di lui, adesso lui è il buono e gli altri i cattivi. Fai non cerchiamo la telenovela dove è tutto molto chiaro.

  • 3 Febbraio 2020 in 23:38
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    Fuori rosa e poi cessione con calma in estate.

  • 4 Febbraio 2020 in 07:32
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    Ma cosa fuori rosa, non diciamo stupidate, infatti la società lo ha messo in lista, voi fate sempre i buoni con i soldi degli altri, ien bon tut, lasciate fare a chi ha più cervello.

    • 4 Febbraio 2020 in 09:33
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      Quello è un aspetto che potrebbe voler dire tante cose. Ad esempio se non fosse stato messo in lista non si potrebbe sostituire con altri giocatori

  • 4 Febbraio 2020 in 14:44
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    Era quasi scontato che la diatriba Gervinho rubasse la scena ad un ottimo pareggio in casa di una bella squadra, con lusinghiere prestazioni di Colombi (dopo un inizio gara così così…) e Brugman (finora in verità non esaltante): trattandosi di seconde linee, onore al merito a loro ed al mister che li ha saputi preparare e caricare al meglio.
    A proposito invece del titolo del bell’articolo dell’amico Gianni su chi sia chiamato a ringraziare l’altro, credo che il ringraziamento possa essere reciproco: il calciatore è stato ripescato da un campionato francamente anonimo e sconosciuto e qui ha ritrovato il piacere di partite ed avversari “leggermente” superiori; la squadra si è potuta avvalere di prestazioni, giocate e gol quasi impronosticabili (ancorchè auspicabili…). Peccato una conclusione così tristanzuola. Io faccio fatica a ripensarlo in campo, poichè l’armonia dello spogliatoio potrebbe risultare compromessa dal rientro di un signor giocatore che però ha avuto il torto di comportarsi come una capricciosa primadonna; se, al contrario, il gruppo (mister e società compresi, naturalmente) decidesse di ri-accogliere, credo che ne beneficerebbero tutti

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