IL COLUMNIST di Luca Russo / SE L’ARGENTEO PARMA, CON ATALANTA ED UDINESE, E’ SUL PODIO DELLE SQUADRE DI “A” IN CAMPO PIU’ DISCIPLINATE, CON MENO CARTELLINI

luca russo 06 01 2020(Luca Russo) – Se qualcuno vi dicesse che il Parma è, insieme ad Atalanta e Udinese, una delle tre squadre di massima serie ad aver ricevuto meno cartellini, fatichereste a prenderlo sul serio. Pensereste piuttosto che un “titolo” del genere spetterebbe alle cosiddette big del calcio nostrano, che nelle convinzioni (il più delle volte artatamente poco argomentate) del tifoso medio italiano sono “protette”, e dunque “favorite”, dal Palazzo. E invece no, perché è proprio il gruppo Crociato uno dei più corretti della A, preceduto soltanto da bergamaschi e friulani. Al netto di quanto accadrà nei recuperi delle gare non disputate domenica scorsa per via del diffondersi del coronavirus, dopo le prime 25 giornate di campionato la Dea, al primo posto in questa speciale graduatoria, si è vista sventolare 52 cartellini, i bianconeri di Gotti 53 e i Ducali appena 54. Al contrario, la formazione più cattiva è il Bologna, con 79 sanzioni, seguita da Genoa e Milan appaiate a quota 77. Limitandoci alle sole espulsioni, il Parma risulta essere la regina del torneo, in senso positivo s’intende, non avendo fin qui raccolto nessun rosso. Un dato che indubbiamente sorprende visto che i gialloblu hanno il compito di salvarsi, per cui li si può iscrivere al club delle formazioni di lotta, muscolari, che ringhiano su ogni pallone, non mollando un solo centimetro all’avversario, e che esattamente per quanto appena detto sono predisposte al fallo ed esposte al rischio di incappare in qualche provvedimento disciplinare in misura maggiore rispetto a quanto capita alle cosiddette formazioni di governo, che fanno dell’elevata cifra tecnica la loro arma migliore. Un rischio che i nostri riducono ai minimi termini perché riescono ad essere piuttosto puliti in fase di non possesso. I Crociati, insomma, recuperano palla o forzano i rivali a perderla senza far troppo male alle loro gambe. Aspetto, questo, che, considerando la strategia tutta difesa e ripartenze proposta da D’Aversa, se vogliamo è ancor più interessante ed illuminante di quello relativo all’esiguo numero di cartellini incassati: una squadra che, rispecchiando fedelmente la filosofia di gioco del proprio allenatore, passa tanto tempo a difendersi e che quindi produce sforzi notevoli nel tentativo di non prendere gol, prima o dopo un calo di energie e di lucidità lo accusa, il che la porta a concedersi con una certa facilcartelliniità alla tentazione di spezzare il ritmo del match con falli più o meno tattici dettati prevalentemente dalla stanchezza. Al Parma tutto questo non accade. E se non si verifica il merito va in gran parte ascritto a chi dirige le operazioni dalla panchina: oltre ad aver “addestrato” egregiamente i suoi uomini sia sul piano tecnico che tattico, D’Aversa ha saputo anche dargli una preparazione atletica degna di un top team. Preparazione da cui è scaturita una condizione fisica che fin qui non ha conosciuto flessioni di rilievo e che si è rivelata talmente valida e affidabile da condurci, insieme ad Atalanta e Udinese, sul podio delle squadre più buone della Serie A. Luca Russo

3 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / SE L’ARGENTEO PARMA, CON ATALANTA ED UDINESE, E’ SUL PODIO DELLE SQUADRE DI “A” IN CAMPO PIU’ DISCIPLINATE, CON MENO CARTELLINI

  • 27 Febbraio 2020 in 19:50
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    Preparazione atletico che però ci ha ridott ia un lazzaretto. Dov’è la verità?

  • 28 Febbraio 2020 in 11:35
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    Buongiorno, giusta riflessione sul numero dei cartellini, che però, a mio parere, lascia il tempo che trova. Mi spiego, almeno secondo la mia teoria ed avendo visto dal vivo la maggior parte delle partite di nostri. Il numero totale dei cartellini è relativo ma conta la “qualità” del cartellino. Se dopo 10 minuti ammoniscono Gagliolo o Bruno al primo fallo, la loro partita è condizionata; se ammoniscono tutta la difesa dei gobbi, al 100esimo fallo, negli ultimi 10 minuti cambia tutto. Ho visto i nostri beccare un giallo al primo fallo e alcuni picchiatori seriali, tipo Bonucci, passarla liscia per tutta la partita. E questo senza fare vittimismo, ma sano realismo.

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