CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / NESSUNA FRETTA, PRIMA VIENE LA SALUTE

GIANNI BARONE BAR SPORT 09 03 2020(Gianni Barone) – Il tema dei doveri dell’uomo sociale e progressivo, in tempi di rinvii, rinunce, attese e dolori non andrebbe sottovalutato. Mentre molti si sono improvvisamente scoperti atleti, amanti della natura, dello sport e della corsa, pur di uscire di casa – trasgredendo a inviti, appelli, divieti – scopriamo che non esiste alcun tipo di libertà se non si ha coscienza dei doveri a cui tutti siamo chiamati. In assenza di gioco e di sport praticato, visto, disputato e allenato, qualcuno ha pensato bene d’inventarselo sotto casa, nei viali, nei greti dei torrenti e dei fiumi, e ha scambiato piccole concessioni o strappi minimi alla regola, per diritti da ottenere e far valere anche in tempi grami come questi. Agli appelli televisivi sono seguiti gli inviti sul campo, più o meno decisi, di sindaci e amministratori, scesi in pista e in strada, in prima persona, per evitare i contagi convincendo veron parma legendsa tornarsene a casa chi crede sia sempre tutto consentito, basta non strafare. Intervento che serve per condurre tutti verso principi di educazione e civiltà, ahinoi, troppo facilmente dispersi. Siamo sociali e progressivi, nel senso che siamo nati negli anni del progresso e dello sviluppo della società moderna, ma non riusciamo a capire e a comprendere l’importanza dei doveri. In questi tempi in cui siamo tutti, drammaticamente e speriamo per il futuro positivamente, sulla stessa barca a remare e a resistere, non è consentito, aldilà di divieti, inviti, appelli, decreti, a nessuno di abbandonare il mezzo per rischiare di non farcela o peggio ancora di finire sfracellati sullo scoglio dell’egoismo. I furbi e furbetti del viale e del campetto che corrono rappresentano quella parte della società, che non solo non ha capito la portata della situazione in cui tutti ci dibattiamo, ma crede che esista sempre in questa società – creata a loro uso e consumo – la possibilità di farla franca ancora una volta, tanto non ci fanno niente, e tanto ciò che facciamo non è poi così tanto grave. Di fronte alla mancanza di proibizioni vere e di divieti più ferrei, tutti si sentono autorizzati a ritagliarsi un briciolo di libertà individuale e di egoismo. A questo punto credo sia giusto e opportuno, a fronte di tutti gli sforzi fisici e morali di chi lotta, soffre, rinuncia e spera, che credo sia la moltitudine, la maggioranza, tirare in ballo i doveri nelle parole di chi credeva davvero nella vera libertà. Mazzini, l’ultimo – non il primo quello della Giovine Italia – quello maturo, postunitario, che così scriveva “La libertà vi da la facoltà di appello polizia municipale di fidenzascegliere fra il bene e il male, cioè tra il dovere e l’egoismo”. Chi corre, e non dovrebbe, per le strade, ha scelto la seconda opportunità. Poi sempre lo stesso Mazzini aggiungeva: “L’educazione deve insegnarvi la scelta”. E nel nostro caso siamo in assenza di ogni tipo di educazione, anche minima. Parlava, inoltre, di associazione, e chi si occupa di o pratica sport, dovrebbe sempre tenerne conto, dicendo che l’associazione, appunto, deve darvi le forze colle quali potete tradurre la scelta in atto. E le società sportive che si dibattono tra calendari e deficit economico prossimo a venire, attendono con ansia che tutto finisca alla svelta e che tutti si possa ricominciare per davvero, ma LOTITO AGNELLI SPORTMEDIASETnon possono, al momento, tramutare le loro scelte in atti che producano il progresso loro e per altri; i calciatori, a cui viene chiesto anche un sacrificio economico (figurarsi…). Il progresso è il fine di tutti coloro che sono in ballo, a condizione che non si sbagli la scelta. È di scelte da fare ce ne sono, obbligate e non, in termini di rinvii, rinunce e spostamenti di partite e di manifestazioni. Ormai non si parla più di Aprile, si rimanda a Maggio, 2-9 o 16 per il Campionato con il termine ultimo di finire il 12 Luglio a fronte di un programma di 9 partite nei fine settimana con 4 turni infrasettimanali. Coppa Italia il 20/21 Maggio e finale il 18 Giugno. E poi le Coppe Europee, sempre da Maggio, con formule riviste, si ragiona, si rinvia, si rinuncia e si spera un po’ dappertutto, con l’Europeo già ufficialmente rinviato di un anno e le Olimpiadi a forte rischio. Intanto nessuno può riprendere, a breve, gli allenamenti, con le case e i giardini esclusivi annessi trasformati in mini-palestre e in campetti ridotti. Comunque ha ragione il D.S. Crociato Daniele Faggiano quando afferma: “Tutta questa fretta di iniziare il campionato, che riscontro in qualche squadra, non la capisco. Ora viene prima la salute”. Aspettare, pensare e digiunare, esortava il Siddharta di Hermann Hesse: va beh l’attesa ci sta, riempiamola con libri per formarci e per rilassarci, il pensiero, pure, da tenere sempre vivo con meditazioni e letture, ma sul digiuno, per tutti molti problemi, non è vero? Finché si tratta di fare qualche fila davanti al supermercato, passi, e ben venga la cucina in cui la creatività ferve con sfoglia , pane, gazzetta di parma faggiano non ha frettapiazza, focaccia e dolci, fatti in casa, ma sul digiuno vero e proprio, penso che anche il più asceta e il più meditativo di noi, possa avanzare fondatissime perplessità. Un pensiero fessissimo non vi sono dubbi. Però ricordiamoci tutti, in tema di doveri, che l’io – io…., è il più lurido dei pronomi, come diceva Gadda nella sua Cognizione del dolore – e i pronomi sono pidocchi del pensiero, quindi quando il pensiero ha i pidocchi, si gratta come tutti quelli che hanno i pidocchi… e nelle unghie, allora.., ci si ritrova i pronomi. I pronomi di persona come Io e l’Io, appunto, che occorrerebbe, di questi tempi, per rispetto di chi soffre, coniugare (anche se non si tratta di verbi) al plurale, per evitare di correre all’aperto, creando pericolo a sé e agli altri, e per scappare per sempre dai propri doveri. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

3 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / NESSUNA FRETTA, PRIMA VIENE LA SALUTE

I commenti sono chiusi.