DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (1^ puntata)

Luca Savarese(Luca Savarese) – “Arma virumque cano”, diceva Virgilio all’inizio dell’Eneide. Canto le armi e l’uomo. Arma virusque cano, dice oggi la penisola italiana, che canta il virus e le armi, mascherine, amuchine ed una serie di misure capillari, imbastite, per provare a contrastarlo. Dall’Italia della monarchia eccoci improvvisamente ripiombati in una nuova dittatura: il re, però questa volta, è invisibile, non ha un volto ed una fisicità, ma domina da nord a sud ed ha già fatto un sacco di vittime. Si chiama Corona Virus, si è preso le copertine, ha cambiato i palinsesti, ha chiuso gli stadi e le scuole, le chiese e i locali, ha bloccato la normale socialità della nazione. Insomma al confronto Dracone, il tiranno greco così feroce che si dicesse fare le leggi col sangue, sembra quasi mite. Il calcio, sport più bello del mondo e quello da sempre più rivolto ad un pubblico, ne è uno dei sudditi più spiazzati e più disarmati. Ne sono successe di cotte e di crude, dall’ultima volta in cui l’Italia era sotto una monarchia, ma al di là dello stop per le vicende belliche, la baracca del pallone, non si era mai fermata così nettamente, così decisamente. Spesso giocare, tra le pagine della storia, è via farini vuota 12 03 2020stato un farmaco relazionale, prendere a calci e veder correre un pallone, era una specie di terapia popolare, si prendeva, mentre la palla entrava o usciva dalla porta, a calci questo o quel problema, il caro vita, tangentopoli, la mucca pazza, il terrorismo e compagnia disgregante, lungi dall’essere risolta, veniva quasi assopita dal potere aggregante di una sfera in mezzo a ventidue santi laici predisposti a calciarla. Ora, no, anche il nostro circo preferito, ha dovuto chiudere i battenti. Dalle porte chiuse, un calcio fantoccio (come ci ha raccontato su queste colonne domenica scorsa Giuseppe Bisantis) agli stadi chiusi, il passo, è stato breve, doveroso e logico. Primum viveredeinde philosophari e calciare… Stadiotardini.it, però, dopo normali e giustificati attimi di sbigottimento, non guarda e passa, ma, nel suo stile, rispettoso ma interessante, discreto ma audace, in questo nuovo spazio, che nasce oggi, prova a fare una cosa in qualche modo nuova. Non siamo reporter d’assalto. I dispacci, del resto, li sentite e li sentiamo non quotidianamente, ma davvero minuto per minuto, se non istante per istante, non siamo neanche medici, non possiamo offrire nessun tampone e regalare alcun igienizzante, non siamo nemmeno indovini e dire fin quando durerà questo silenzio assordante, siamo però uomini attenti, che alle vicende del Paese e non solo di quella casetta privilegiata chiamata Parma, abbiamo sempre rivolto l’orecchio, desiderosi di ascoltare e quasi di abbracciare (si, qui si può e si deve fare!) le storie delle persone e le persone delle storie. Per noi ed i nostri lettori, oltre al Kronos che riempie i quotidiani, conta il Kairos, convinti che il momentum ci aiuti e sia in grado di creare futuro, riguardare il passato ed accogliere il presente, anche se, come questo, così fosco, indecifrabile, sfuggente. Noi ci siamo, noi proviamo ad essere noi stessi, anche dentro questa monarchia virale. Luca Savarese

#Prima puntata: Venerdì 12 Marzo 2020

10 pensieri riguardo “DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (1^ puntata)

  • 12 Marzo 2020 in 20:23
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    Grazie al governo che in teoria non ha chiuso un bel niente
    Grazie,all’ elemosina che l’Europa vuol darci
    Grazie a coglioni che escono nonostante il divieto
    per farsi un’inutile passeggiata con gli amici
    Fate presto per prenotare loculi al cimitero.
    TRA UN PO’ NON CE NE SARANNO PIÙ. ➕

    • 12 Marzo 2020 in 23:15
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      Dopo il funerale al Parma, lo fai a tutti noi?

  • 13 Marzo 2020 in 09:13
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    Mia nonna già ultraottuagenaria quando aveva comprato il “forno” al cimitèri poi è campata e pure bene più di un decennio. Quindi porta bene. Piuttosto dal bunker pieno di scatolame (carne in scatola + 400% i buslotari gongolano) mi chiedo se tutti gli eventi calendarizzati a Palazzo Soragna saranno trasmessi in “striming” con il pipante a fare gli onori di casa in “videoconferens” dal salotto almeno ho di che occupare il tempo.

  • 13 Marzo 2020 in 14:33
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    A Salso i loculi nei cimiteri sono finiti.
    Nei prossimi mesi ne costruiranno dei nuovi
    ma nel frattempo ora ci sono solo posti
    sotto terra ma non è che c’è ne siano molti.
    Poi rimarrà solo.la crematura
    Vi avevo consigliato di prenotare i loculi.
    Qualcuno fortunatamente mi ha ascoltato…

  • 13 Marzo 2020 in 15:44
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    N’etor buslot par chilù. In tal cul, of course.

  • 13 Marzo 2020 in 18:41
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    Majo per favore per quanto dovremo sopportare di vedere appestato questo sito dai deliri dei soliti grafomani menagramo? Ormai la sopportazione è al limite

    • 13 Marzo 2020 in 18:51
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      La nostra libertà – come sappiamo bene proprio di questi giorni – termina dove inizia quella altrui. Su StadioTardini.it non siamo uno stato di polizia: chiaro che invito sempre a non esagerare. Del resto proprio in questi giorni aumenta il tempo per esprimersi e sarebbe bello fosse in modo positivo: lasciamo all’intelligenbza e alla sensibilità di chi usufruisce di questo spazio

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