DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (2^ puntata) – DAL “CI SENTIAMO SU FB” AL “CI VEDIAMO SUL BALCONE”

Luca Savarese(Luca Savarese9 – L’Italia, è racchiusa sul balcone. Da Aosta a Cerignola, passando per Latina e giù fino a Messina, i balconi, specie in queste prime giornate pre primaverili, stanno diventando i nuovi locali, rigorosamente privati, delle persone. Ecco che in tempo di Corona Virus, l’obbligo governativo ai cittadini di restare a casa per non ammucchiarsi fuori, può diventare anche occasione di avventure, fino a qualche settimana fa, davvero impreviste. I social, Facebook in testa, con svariate iniziative, promuovono questo nuovo tipo di socializzazione: dall’aperitivo furbo, ognuno con il proprio drink, tassativamente uno per balcone, dove chi ha i balconi confinanti, è ovviamente penalizzato in partenza, a numerosi inviti di concerti a cielo aperto, come questo, che tra ieri ed oggi, spopolava sul balcone virtuale, quello di Whats App: Attenzione: ricordate questa data: venerdì 13 marzo, alle 18 in punto tutti gli abitanti d’Italia prenderanno il loro strumento e si metteranno a suonare dalla loro finestra…il nostro paese diventerà così per quei pochi minuti un gigantesco concerto gratuito!”. Di solito alle 18, in un giorno feriale, o si sta tornando a casa o si è incolonnati in tangenziale, mica si ha il tempo ed anche solo l’idea di concedersi un po’ agli affacci dal proprio balcone. Questa forzata prigionia domestica assieme ad una grande dose di sana curiositas, mi ha portato oggi, alle 18, a buttare testa e corpo sul balcone di casa. Nei primi cinque minuti, il silenzio era l’unica melodia che riusciva a sentirsi. Poche macchine, pedoni che si contavano sulle dita di una mano, tutti presi dal dribblare sé stessi, la paura e le cose. Stavo per rientrare, quando, ex abrupto, è partito l’inno di Mameli. Non so se provenisse dal secondo piano o dal terzo, ma di fatto ha creato una nota strana, quasi magica, dal retrogusto anni 90: sembrava di aspettare scesavarese balconi milanondere in campo la nazionale, anche se il mondiale che è in corso non si può giocare in campo ma si vive da un davanzale all’altro e dentro quel microcosmo di case e vite che prova, come può, a rispondere alla lotta al virus cui deve far fronte il macrocosmo italiano. Nell’attesa di qualche notizia benefica e veritiera, ecco il gol: due chiacchiere col dirimpettaio del palazzo di fronte, che avevi sempre visto ma non avevi nemmeno mai salutato. “Salve, speriamo che la musica ci possa aiutare!” Accenna lui “La musica è arte e come tale in qualche modo prova a liberarci” Rispondo io. Parliamo per cinque minuti, così, senza neanche esserci dati appuntamento. Dal “Ci sentiamo su fb” al “Ci vediamo sul balcone”, nel grande teatro italiano delle finestre aperte, come soldati ungarettiani 2.0, capita anche questo. Luca Savarese

#Seconda puntata Venerdì 13 Marzo 2020

6 pensieri riguardo “DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (2^ puntata) – DAL “CI SENTIAMO SU FB” AL “CI VEDIAMO SUL BALCONE”

  • 13 Marzo 2020 in 20:24
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    Un saluto a tutti ragazzi che questa situazione possa finire il più presto possibile

  • 14 Marzo 2020 in 02:20
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    Sì speriamo che riusciamo presto a vincere questo mondiale, non sul campo…come ha scritto Luca nel suo interessante ed attuale articolo…!

    Maria Teresa

  • 14 Marzo 2020 in 12:47
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    Onore ai cinesi.
    Hanno dimostrato di essere dei veri amici
    Degli amici affidabili.

  • 14 Marzo 2020 in 12:49
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    Quando il virus in Italia era,appena scoppiato dissi che questa
    era LA TERZA GUERRA MONDIALE
    Tutti a ridere.
    La mia a detta di molti era una cagata colossale.
    Visto?
    Come sempre ho avuto ragione.
    Siamo.nella
    TERZA GUERRA MONDIALE.

    • 14 Marzo 2020 in 17:45
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      Due palle con te.

  • 14 Marzo 2020 in 13:59
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    Sinceramente, che cosa triste cercare di vivere la propria vita dai balconi. Non mi restituisce di certo la mia libertà.

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