PAROLA D’ORDINE: EQUILIBRIO, di Gabriele Majo – 2^ PUNTATA: NON ALIMENTIAMO IL COMPLOTTISMO

gabriele majo per slide(Gmajo) – Non pensavo, a pochi giorni di distanza dalla mia omelia laicale domenicale, di dover tornare ad imbracciare la tastiera per comporre un tema dallo stesso titolo del precedente, ovverosia Parola d’ordine Equilibrio. Eppure lo devo fare, magari controvoglia (mi piacerebbe, invero, parlare d’altro), ma, come giustamente ricorda stamani lo scrittore Alessandro Baricco nelle pagine culturali de “La Repubblica”, in questo momento è compito degli intellettuali (lungi da me considerarmi tale, ché nel mio piccolo sono una capra peggio di tanti altri, ma esercito una professione, quella del giornalista, che dovrebbe, e il condizionale è d’obbligo, inserirmi nella categoria, nonostante principalmente mi occupi di calcio) prendere il rischio micidiale di dare a tutti qualche certezza.
La prima certezza che mi corre obbligo dare è che secondo la comunità scientifica (da Ilaria Capua – cervello italiano emigrato negli States dove è direttore di un centro di eccellenza all’Università della Florida, dopo esser stata prosciolta nel Luglio 2016, dall’accusa di “traffico illecito di virus”, in una inchiesta condotta dalla procura di Verona, perché “il fatto non sussiste” – a Roberto Burioni  definito da Wikipedia medico, accademico e divulgatore scientifico italiano, attivo come stop complottismoricercatore nel campo relativo allo sviluppo di anticorpi monoclonali umani contro agenti infettivi. Ha acquisito notorietà con i suoi interventi sui social media sul tema dei vaccini, cito loro perché sono tra i più gettonati nei talk show o nei TG, e dunque popolari, nel senso di conosciuti dal popolino, anche se non so quanto amati o apprezzati) il Coronavirus Covid 19 è frutto della Natura matrigna e non della mano cattiva dell’uomo.
Confesso – pur non essendo un complottista, categoria dalla quale cerco di stare ben lontano – che il pensiero che fosse scappato il gatto ai cinesi, più volte mi è frullato nella capoccia: eppure la ragione, l’equilibrio si deve arrendere a quelle che sono le evidenze della Scienza, la quale ieri, con decisione, ha sancito che l’attuale flagello non c’entra una benedetta mazza con l’esperimento – di cui aveva dato notizia la rubrica scientifica “Leonardo” della TGR Rai il 16 Novembre del 2015, e ieri rilanciato on line sui social non solo da anonimi complottisti da tastiera, ma anche da irresponsabili politici populisti italiani, e che mi è piovuto contemporaneamente su WhatsApp da ben 5 chat diverse, singole e collettive – condotto un lustro fa dai cinesi che avevano ingegnerizzato (i più attenti correttori di bozze mi avevano bacchettato, nella puntata precedente, perché avevo scritto ingenierizzato, ma il pacchiano errore era voluto perché stavo appunto citando un virologo da tastiera che si era espresso in quell’itagliano) innestando (in laboratorio) salvini supervirusuna proteina presa dai pipistrelli sul virus della Sars (polmonite acuta) ricavato dai topi, creando così un supervirus che potrebbe colpire l’uomo. (Clicca qui per leggere la disamina su Open, qui per il Financial Times, qui per leggere la tesi di Burioni e qui quella della Capua). Sintetizzo riportando le significative parole del solo Burioni rilanciate dall’ANSA: “Non ne posso più: ogni giorno ne inventano una. L’altro giorno il farmaco giapponese, poi gli extracomunitari, poi il farmaco russo, oggi il virus creato in laboratorio. Una vicenda, quest’ultima, che ha acceso nuove preoccupazioni sull’origine del coronavirus pandemico, smentite già da diversi studi. L’ultimo è quello uscito lo scorso 17 marzo su Nature Medicine “nel quale c’è scritto che le analisi eseguite mostrano chiaramente che il virus non è costruito in laboratorio“. Basta con le fake“. E mentre scrivo, a testimonianza che le smentite non servono a un fico secco, ecco che, puntuale, mi arriva sul telefonino la notifica con il rilancio dell’ineffabile filosofo Fusaro che butta lì l’ennesima insinuazione sospetta: ma perché quel servizio del Tg 3 dà così fastidio?. Carissimo, solo perché, come sostiene la Scienza, il Covid 19 non è lo stesso virus costruito in quel laboratorio. Punto.
vagone covid 19Purtroppo – e mi assumo le mie responsabilità essendo stato il primo, negli anni scorsi, su questo sito a costruire verità putative (ma almeno in buona fede e con specchiata onestà intellettuale riconosciutemi ex post dai miei avversari d’allora), per  poi essere male imitato da chi, invece, non ha altrettanti buoni sentimenti e/o condotte – c’è chi oggi pensa che il giornalismo investigativo consista nel passare ore e ore a spippolare su Google, provando a collegare i puntini, seguendo intuizioni più o meno brillanti, finendo, poi, su temi – dove è la stessa Scienza ad offrire certezze – a propalare virali corbellerie. Purtroppo impera la sotto-cultura deduttiva, quando, almeno chi è iscritto all’Ordine dei Giornalisti, dovrebbe trovare prove e riscontri veri e concreti a supporto delle proprie tesi. Il servizio della TGR RAI Leonardo del 2015 stava dicendo una verità riferita a conoscenze della Comunità scientifica internazionale IN QUEI TEMPI: servirsene ora a supporto di tesi complottistiche è semplicemente delinquenziale.
A proposito di giornalisti: passano spot in televisione che invitano il lettori a fidarsi degli editori qualificati, spronando ad abbonarsi alle proprie pubblicazioni. L’invito sarebbe corretto se tutti quanti facessero la propria parte rinunziando, nelle edizioni on line, ai clickbait, ovvero a certi video acchiappaclic di cui anche le testate più “serie” della carta stampata nazionale e locale da anni non fanno a meno, neppure “ai tempi del Coronavirus” (modo di dire assai abusato e che sta fiaccando un po’ i cabbasisi) . Vieppiù: se purtroppo questa professione – ovvero quella del giornalista – è defunta ancora prima di esser stata contagiata dal Coronavirus, molte colpe ricadono proprio su quegli editori, teoricamente “seri”, che stadiotardini.it piccolohanno nel tempo abbassato la qualità dell’informazione sotto-pagando i giornalisti (specie i freelance, ma non solo). Da parte nostra, poi, in gran parte abbiamo rinunziato – proprio nel momento in cui ce n’era maggiore bisogno – a svolgere il nostro ruolo guida, con un primato rispetto al comune utilizzatore dei social e a chi ha la verità in tasca solo perché anziché fare il galletto al bar con quattro amici può farlo con una manica di followers a suon di like? Da chi copia incolla le notizine di mercato (senza un minimo di raziocinio ed analisi, almeno) dei bei tempi andati e che chissà mai se e quando ritorneranno, all’oggi, in cui si rincorrono le castronerie più assurde facendo perdere tempo prezioso agli esperti per spiegare: none, non è baricco repubblicacosì come vi sembra… E chissà mai perché attecchiscono e diventano virali come o peggio del Corona le fake news et similaria. Noi giornalisti, anziché abdicare, dovremmo ribadire il nostro primato di specialisti dell’informazione: oggi il già citato Baricco – ringrazio l’ottimo Gianni Barone per la segnalazione e sono convinto che pure lui saccheggerà a dovere quello scritto per il suo prossimo Cattivo Cittadino – ha evidenziato la differenza che c’è tra questa epoca “digitale” rispetto al “Novecento”, quando c’era “il culto dello specialista”, cioè “un uomo che, dopo una vita di studi, sa moltissimo di una cosa”; adesso, l’intelligenza del “Game” è diversa: “dato che sa di avere a che fare con una realtà molto fluida e complessa, privilegia un altro tipo di sapiente: quello che sa abbastanza di tutto”. Il solo “imperativo” è la “velocità.” “E con una singolare metodologia: sbagliare in fretta, fermarsi mai, provare tutto”. In mezzo a questo crinale nel quale ci troviamo tra nuovo e vecchio, secondo la felice visione di Baricco, abbiamo grandi maestri di scacchi che stanno giocando a Fortnite. E così spiega perché ci sembra tutto così assurdo quello che ci circonda.
Io penso che la deontologia debba essere il nostro faro: per questo mi fa inorridire – sebbene mi sia cara l’autrice – chi nei giorni scorsi, anziché utilizzare la doverosa “continenza” – che è il gazzetta dell'emilia morti di statonostro preservativo per poter esercitare il nostro sacrosanto dovere prima ancora che diritto di critica – ha avuto l’ardire di additare lo Stato Italiano colpevole del reato di omicidio doloso (con tanto di citazione dell’articolo 575 del codice penale, dispensando anche la pena prevista che “prevede un reclusione non inferiore a 21 anni”) spingendosi fino a chiedere persino l’ergastolo (a questo punto perché non anche la pena di morte, vista l’entità dell’iperbole…) per queste “morti di stato”. La requisitoria nasceva dal fatto che il 31 Gennaio 2020 il Consiglio dei Ministri aveva in una delibera, poi riportata sulla Gazzetta Ufficiale del 01.02.2020, dichiarato lo “stato di emergenza”…”in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patrologie derivanti da agenti virali trasmissibili” …”per 6 mesi dalla data del presente provvedimento (quindi fino al 31 Luglio 2020, nda)… in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”. In soldoni l’accusa era: se sapevate già dal 31 Gennaio 2020 di quella che successivamente sarebbe stata ribattezzata pandemia, perché non avete agito prima rispetto ai vari DCPM con cui solo dopo si è chiusa l’Italia dall’ultima conte direttadecade di Febbraio in poi? Quanti morti (di stato) in sostanza si sarebbero potuti risparmiare agendo prima anziché star fermi? Pur non condividendo affatto i toni, la domanda potrebbe esser anche pertinente – e la continenza, ribadisco, è un nostro preciso dovere deontologico – ma anche i tempi non sono i migliori per fare processi del popolo: minaccioso lo stesso Renzi ha rimandato alla fine di questa emergenza per passare al setaccio l’operato di chi è al volante del Paese e capire se ha agito a regola d’arte o meno. Adesso sono energie sprecate, distrazioni, anche per lo stesso Conte che ha dovuto replicare, non so in effetti quanto arrampicandosi sugli specchi, scandendo a più riprese la condotta dell’esecutivo da lui guidato, apparsa agli occhi di molti spesso contraddittoria, ma seguita credo nel tentativo di misurare il dosaggio dei provvedimenti presi nel tempo, anche secondo l’evolversi degli eventi, per mantenere tutta una serie di equilibri che direi sono propri della Democrazia rispetto agli stati totalitari. La dichiarazione dello stato d’emergenza venne fatta – come spiegato dal Premier in una delle sue molteplici apparizioni in streaming – come atto dovuto dopo aver ricevuto in quelle ore la segnalazione dell’OMS e dopo la registrazione in Italia dei due cinesi risultati positivi al Coronavirus a Roma. Atto prodromico a poter ricorrere, in seguito, ad agili strumenti come il DCPM per darci via via le varie regole di comportamento da seguire.  C’è oggi chi, delle opposte fazioni, col senno di poi di cui sono piene le fosse, tira fuori, video magari posti letto emergenza europapoi rimossi, in cui prima si invitava a fare aperitivi, che non c’era alcun rischio, che l’Italia non si doveva fermare e che i turisti dovevano venire da noi che non c’era alcun rischio e via via dicendo. Io penso, però, che anche stati meno mediterranei e più frigidi del Nostro abbiano, sia pure con due o tre settimane di ritardo per i tempi di diffusione del contagio, abbiano ripercorso le nostre stesse tappe: è come il bambino che dà la testa contro il muro, hai voglia a dirgli che si può fare male, ma se non prova direttamente non ci crede: e così i tentennamenti e le marce indietro e le spinte in avanti le abbiamo viste in tutto il mondo, dopo che si è presa reale coscienza che il problema era dentro e non lontano (problemi altrui); poi c’è chi è più attrezzato (vedi la più ricca Germania, leader nella classifica della percentuale dei posti letto d’urgenza per abitante, classifica nella quale la povera Italia non è da Champions League, ma neppure da retrocessione) e chi meno per fronteggiare il nemico; ma non mi capacito come si possa razionalmente (con equilibrio) credere che deliberatamente i nostri governanti ci abbiano lasciati andare al massacro sapendo. La tesi è insostenibile. Si poteva – come sempre – fare di più e di meglio, quello sì, ma non è a Campionato in corso che si debbono trarre giudizi così tranchant, quando invece è l’ora di rimboccarsi le maniche per fare al meglio tutti la nostra parte, inclusi noi cronisti chiamati ad avere una coscienza, e non essere espressione di napalm crozzarabbia e di odio – sia pure mosso da motivi magari anche validi – o inconsapevoli o volontari vettori di messaggi sbagliati. Purtroppo siamo per natura dietrologi e complottisti dentro: vediamo il marcio dappertutto e pure io non sono così verginella dal credere che non ci sia davvero, ma non ci si può ridurre ad essere degli eterni haters tipo il riuscitissimo Napalm51 di Crozza. Concludo citando volentieri dall’Huffingtonpost il pensiero del blogger @Manginobrioches che sostiene: “Il vero untore, oggi, diffonde l’ignoranza”. Chi è l’untore, dunque?  huffpost“È colui che costringe gli esperti veri a perdere tempo a precisare l’ovvio, a smentire sciocchezze diffuse su ogni telefonino del mondo. No, bere bevande calde non uccide il virus; no, la vitamina C con posologia da cavallo non serve a nulla; no, non è vero che gli immigrati (immigrati? Ma che è, una nazionalità? Una razza?) non si ammalano…” e via dicendo che infestano non stop i nostri smartphone. Burioni, magari, a pelle non sarà neppure simpaticissimo, però ha tutta la mia solidarietà quando al follower che gli chiede “ci metti la mano sul fuoco?” la risposta è perentoria: “invece di chiedere a me di mettere la mano sul fuoco prova tu a mettere la testa sopra un libro, poi mi fai sapere se ha funzionato”Gabriele Majo

P.S. Questi i dati di oggi, Giovedì 26 Marzo 2020, forniti dalla Regione Emilia Romagna, relativi alla diffusione del Coronavirus sul nostro territorio: 16 decessi (totale 258) e 86 contagi (totale: 1.611). La discesa non è ancora iniziata…

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

12 pensieri riguardo “PAROLA D’ORDINE: EQUILIBRIO, di Gabriele Majo – 2^ PUNTATA: NON ALIMENTIAMO IL COMPLOTTISMO

  • 26 Marzo 2020 in 19:02
    Permalink

    Grazie Direttore Maio per il tuo interessante articolo e per aver riportato ancora la parola ” equilibrio” in questo periodo in cui si parla di complottismo.

  • 26 Marzo 2020 in 20:15
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    Ottimo intervento.
    sull’argomento della dichiarazione dello stato di emergenza del 31 gennaio sono intervenuto proprio ieri su Facebook nel post di una nota, non so se sia corretto chiamarla influencer parmigiana, che richiamava un proprio articolo sulla Gazzetta dell’Emilia. In questa schiera di cosiddetti complottisti, ma io sarei più per chiamarli esibizionisti, appare sempre più, come l’aspetto informativo sia meno importante del sensazionalismo e della sua formidabile diffusione. Quando si oppongono loro argomentazioni che confutano inesorabilmente la loro convinzione, non rispondono ma deviano, allargando sempre più la visione preconcetta iniziale, ovviamente creando una catena emozionale di associazioni di idee senza alcuna coerenza con l’affermazione iniziale.
    Confido in un tuo impegno costante su questi temi lontani dal mondo del calcio, almeno per questi prossimi mesi.
    Sperando di non diventare, ognuno di noi, dei pianisti sull’oceano.

  • 26 Marzo 2020 in 20:43
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    Non posso che concordare con il Direttore. Purtroppo questo scenario un po’ da film thriller scatena le menti più bacate.

  • 26 Marzo 2020 in 21:52
    Permalink

    Caro Gabriele ho letto con grande interesse le tue puntigliose riflessioni attinenti la querelle tra due pensieri scientifici circa la causa dell’ origine della pandemia coronavirus: l’una dovuta al passaggio naturale del coronavirus tra il pipistrello e l’uomo tramite un passaggio alimentare o similare diretto, l’ altra frutto di una ricerca di laboratorio sfuggita di mano. Tenuto conto che i cinesi da decenni e decenni di anni si cibano dei pipistrelli ( che hanno insito il coronavirus nel loro dna) non capisco perchè e come proprio oggi il coronavirus sia uscito allo scoperto da un mercato proprio oggi …in tempi, credimi, sospetti! Come già avrai capito io sono per la seconda ipotesi suffragata dalla mia frequentazione di laboratori nel corso della mia lUrea in Geologia( seppur chimici…e non biologici) nei quali in ogni caso devono essere seguiti dei protocolli di comportamento pur trattandosi di sostanze chimiche, come dicevo). La mia tesi attinente il laboratoeio prende spunto da alcune riflessioni: 1) il laboratorio di ricerca militare – proprio a Whuan – stava espletando ricerche partendo dal coronavirus insito nei pipistrelli: tale ricerca aveva lo scopo di trovare un virus che poteva aggredire l’uomo, ma per fare questo si doveva fare il passaggio biologico animale – uomo sperimentando in laboratorio una formula virologica particolare….2) nello stesso laboratorio è sfuggito un protocollo ( i protocolli sono rigidi,puntuali e controllati con scrupolosità) che ha portato all’esterno del laboratorio il virus ….. .resta il fatto che in tutto il mondo nei laboratori militari vengono sperimentati virus di distruzione pandemica, rischi quotidiani come questi che io definisco Krimini scientifici! Alla fine dovrà uscire un dibattito per la eliminazione di queste bombe scientifiche….ma sarà dura visto che a produrre questo sono scienziati disponibili a questi rischi….ma sarà anche lunga! Nello scusarmi per eventuali mie incompletezze e discrasie, mi congratulo ancora per il tuo ” rischioso” articolo ben strutturato e chiaro….ce ne vorrebbero! Grazie e buon lavoro!

  • 27 Marzo 2020 in 09:40
    Permalink

    Complimenti Direttore,

    anche se io passo, a livello di pensiero, come mezzo complottista, ammiro e condivido questo articolo ..dal quale ne traggo insegnamento ..

    .. purtroppo, io, scribacchino per caso dell’ultimo lustro, mi rendo perfettamente conto di

    NON AVERE LA PREPARAZIONE INTELLETTUALE,

    CULTURALE e DEONTOLOGICA dell’aspirante “giornalista”:

    sono nato come narratore di calcio ..a volte schematico ( classico clichè, ciclo style, risultati, tabelle, classifiche ….statistiche, corsi e ricorsi – poi arrivai – )

    …è evidente che non bisogna lasciarsi trascinare dalle bufale, dalle boutades, dalle palle ( anche se, a volte, potrebbero pure essere credibili )…

    …ma, soprattutto, BISOGNEREBBE NON VEICOLARLE …non propagarle come quelle catene che danno profitti solo agli ideatori ..
    whatsapp…et similari …

    EQUILIBRIO è sempre dettato dal buon senso…dall’occhio e dalla mente liberi ….DI OSSERVARE, CAPTARE, VERIFICARE, CAPIRE, APPROFONDIRE ….

    grazie per i tesori, anzi, perle di saggezza insite nel “vecchio seppur giovin GIORNALISTA che alberga in lei …
    VECCHIA SCUOLA….MAESTRI ANTICHI…UOMINI PRIMA CHE GIORNALISTI….non i migliori, non perfetti ma….VERI e PULITI..
    ..
    le sue vicende legate all’ultimo Parma che fallì nel 2014 …

    dovrebbero esser note a tutti coloro che ci leggono e… NON

    SOLO QUESTE, MA ANCHE QUESTE,

    DANNO L’ESATTA DIMENSIONE ….dello spessore di Gabriele Majo ( con la J perchè so che lei ne fa un vezzo personale ..!! )

    …………….continua il CONTRAPPELLO …27 marzo ..

    LUCA
    STRAJE’
    VELENOSO
    DAVIDE
    ….
    LUCADENA
    SIBERIANHUSKI

    RIKMAN

    JDM

    LUCAB

    PENCROFF

    PARMALETALE

    …svegliaaaaaa …battete un colpo …

    ca$$arola !!

    moro

  • 27 Marzo 2020 in 09:42
    Permalink

    2015 fallì….pardon …

  • 27 Marzo 2020 in 11:26
    Permalink

    Il campionato va
    ANNULLATO
    Come se non si fosse mai giocato.
    Se le ultime due della serie A
    che,sono già retrocesse rimangono
    in 🅰 è giusto che le prime due della B
    rimangano in serie B.
    Non ha senso giocare con 22 squadre.
    Io però sono sempre dell’idea
    che il prossimo campionato non
    inizierà neppure.
    Su questo ci scommetterei anche una
    FORTE SOMMA.
    Pessimista?
    No realista.
    Fossimo cinesi forse c’è la faremmo
    Avessimo un governo come quello cinese
    probabilmente c’è la faremmo ma in
    ITALIA specialmente al sud c’e troppo
    permessivismo.
    Si vedono video allucinanti
    Anche il governo è molle.
    Per fermare il virus ci vuole una,specie di
    dittatura, alla cinese altrimenti
    SIAMO FOTTUTI.
    Senza vaccino, scusatemi ma lo devo dire,
    siamo nella MERDA.

  • 27 Marzo 2020 in 12:47
    Permalink

    Si ritira Matri. Per me è un colpo durissimo come sapere la Spal ancora in serie A il prossimo anno (partiamo già da meno 6 così)A questo punto il Sassuolo deve per forza trovare un sostituto e Faggiano deve virare su altri obiettivi. Iammello?Sala?Viviano?
    Sempre se Spadafora (personaggio infimo di cui nessuno si sarebbe mai ricordato nemmeno il nome) farà prima o poi zogher.
    Dal bunker seduto sullo scatolame e latte di tomacche (ho contributo al pil di Ponte Caprazucca) chiedo se qualcuno ha news del sommo leader pipante. Non è più apparso ne di lui si hanno notizie di convegni, incontri, iniziative. Io mi sento perso senza la sua saggia illuminata presenza. Direttore se anche è rinchiuso nelle ovattate stanze di Palazzo Soragna in quarantena si faccia vedere dia un messaggio al Territorio!

  • 27 Marzo 2020 in 15:44
    Permalink

    Il campionato riprenderà
    secondo il mio punto di vista a
    metà aprile.
    Non penso riprenderà prima.
    Pensare di riprendere prima
    della metà di aprile è solo
    UTOPIA, è solo un miraggio.
    Ovviamente intendo l’aprile del 2021.
    Guardate che non è una battuta
    Senza vaccino è pazzesco pensare
    che tutto si risolva.
    È IMPOSSIBILE
    e per il vaccino ci vuole più di
    un anno e poi bisognerà
    distribuirlo a tutta la popolazione
    mondiale.
    Considerate che tra un po’ la gente
    stanca di stare in casa uscirà.
    Non può stare agli arresti domiciliari un anno.
    Alla Pandemia ci sarà pure il…. Pandemonio.
    SI VEDRANNO COSE FOLLI
    specialmente al sud dove nel
    loro DNA non hanno il rispetto delle regole.
    Non escludo nemmeno
    LA FINE DEL MONDO.

    • 27 Marzo 2020 in 19:41
      Permalink

      VELENOSO,
      Abbiamo capito come la pensi, per cortesia basta, sempre le stesse cose…

  • 27 Marzo 2020 in 17:01
    Permalink

    Dag un taj

  • 29 Marzo 2020 in 18:03
    Permalink

    Graziehttp://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_good.gif

I commenti sono chiusi.

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La presente informativa ha lo scopo di consentire agli utenti di conoscere, anche prima di accedere alle varie sezioni del sito e di conferire i propri dati, in che modo Gabriele Majo tratta i dati personali degli utenti e sarà comunque necessario che l’utente ne prenda visione prima che egli conferisca propri dati personali compilando gli appositi spazi nelle varie sezioni del sito.

Finalità del trattamento
Secondo le esigenze di volta in volta manifestate dall’utente che accede alle varie sezioni del sito, le finalità del trattamento dei dati personali conferiti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on-line potranno essere le seguenti:

a) consentire la registrazione sul sito, che è necessaria per l’accesso a particolari sezioni del sito stesso e per erogare e gestire i vari servizi offerti;
< b) previo consenso dell’utente e fino alla revoca dello stesso, effettuare attività di marketing (quali, in via meramente esemplificativa ma non esaustiva, invio di materiale promozionale e pubblicitario, svolgimento di connesse analisi sugli utenti registrati, che consentano a Gabriele Majo di migliorare i servizi e prodotti offerti alla propria clientela); e ciò anche a mezzo di e.mail, fax, mms e sms, previo specifico consenso e fino alla revoca dello stesso;
c) inviare newsletter per ricevere aggiornamenti su tutte le novità del sito, ricette, menu, consigli del nutrizionista, e tante altre notizie sui servizi Gabriele Majo (sezione “Abbonati alla newsletter” del sito);
d) rispondere alle richieste degli utenti in relazione a prodotti e servizi Gabriele Majo, alla pubblicità, ovvero al sito (sezione “Contattaci” del sito).

La registrazione degli utenti sul sito non è richiesta per la prestazione di alcuni servizi offerti da Gabriele Majo (ad es., quelli di cui ai precedenti paragrafi c) e d)). Tuttavia, al fine di evadere le eventuali richieste degli utenti riguardanti tali servizi e ordini, essi saranno invitati a conferire dati personali, che saranno trattati per le sole relative finalità e per il tempo strettamente necessario al completamento delle suddette operazioni.
Modalità del trattamento
I dati personali saranno trattati in forma prevalentemente automatizzata, con logiche strettamente correlate alle predette finalità.

Natura del conferimento dei dati personali degli utenti
Il conferimento dei dati personali è facoltativo, ma esso è in parte necessario (cioè per quei dati le cui caselle sono contraddistinte da un asterisco) affinché Gabriele Majo possa soddisfare le esigenze dell’utente nell’ambito delle funzionalità del sito. Il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali contrassegnati da un asterisco, in quanto necessari per l'esecuzione della prestazione richiesta, non rende possibile tale esecuzione; mentre il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali facoltativi non necessari non comporta alcuna conseguenza.
Categorie di dati personali oggetto di trattamento
Oltre ai dati personali conferiti direttamente dagli utenti (quali nome, cognome, indirizzo postale, di posta elettronica, ecc.), in fase di connessione al sito, i sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del sito stesso acquisiscono indirettamente alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Tali dati vengono trattati al solo fine di effettuare indagini statistiche anonime.

Categorie di soggetti che potranno venire a conoscenza dei dati personali degli utenti
I dati personali potranno essere portati a conoscenza di dipendenti o collaboratori che, operando sotto la diretta autorità di quest’ultimo, sono nominati responsabili o incaricati del trattamento ai sensi degli artt. 29 e 30 del Codice e che riceveranno al riguardo adeguate istruzioni operative; lo stesso avverrà – a cura dei Responsabili nominati dal Titolare - nei confronti dei dipendenti o collaboratori dei Responsabili.

Ambito di comunicazione o diffusione dei dati personali degli utenti
I dati personali forniti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on line non saranno comunicati a terzi o diffusi, salvo il caso di inserimento nel sito di nomi di vincitori di eventuali concorsi od operazioni a premio promossi da Gabriele Majo tramite il sito.

Titolare e Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento è Gabriele Majo

Responsabili del trattamento sono:
1) Il Sig. Gabriele Majo, titolare del sito
Fornitori di servizi:
Gabriele Majo si avvale di aziende specializzate per quanto riguarda la gestione dei propri server, la connettività, la realizzazione e gestione di software stand alone e web. Gli addetti alla gestione dei suddetti servizi potrebbero entrare in contatto con dispositivi contenenti i dati memorizzati sui nostri server:
1) Gruppo Pegaso di Rodia Maria Teresa, via Abbeveratoia 27a, 43126 Parma, per quanto concerne l’amministrazione e la gestione del sito, e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
2) Euromaster di Roberto Cirianni, Via Agostino Valiero 12, Roma (Rm), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
3) OVH Srl Via Trieste, 25 - 20097, San Donato Milanese (MI), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso o porzioni di sito.

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