IL SURREALE E PITTORESCO VIAGGIO DEL RITORNO DEI CROCIATI NELLA LANDA DEL TARDINI

ilaria-mazzoni.jpg(Ilaria Mazzoni) – Camminando verso il Tardini riesco già a percepire che “aria tira”: le strade di Parma, in questa bella giornata soleggiata, con questo clima quasi primaverile, sono pressoché deserte anche se qualcuno non rinuncia ad una bella passeggiata. Tutto è strano: lungo il viale che conduce all’impianto sportivo non è stata, ovviamente, bloccata la circolazione dei veicoli, mancano le solite postazioni delle forze dell’ordine; insomma, nulla sembrerebbe suggerire che, oggi, ci sarà una partita di calcio. Arrivo al Petitot, nessuna fila davanti ai cancelli che permettono l’accesso alla Curva, manca il solito brusio che accompagna l’attesa dei tifosi, mancano le tante magliette crociate che, ad ogni appuntamento con la serie A, si accalcano davanti ai tornelli. Mancano le bandiere, i bambini eccitati, manca la città di Parma che, instancabilmente, ha sempre accompagnato la propria squadra, anche e soprattutto quando i gialloblù sono caduti nel baratro, senza mai abbandonare questi colori. Oggi si gioca, giustamente, a porte chiuse, per cercare di contrastare l’avanzata del Coronavirus proprio dopo poche da ore da quando è giunta la notizia che la nostra città è stata inserita all’interno della famigerata zona rossa. Lentamente raggiungo l’unico ingresso che oggi accoglierà i pochi addetti ai lavori; un addetto completamente provvisto di mascherina, guanti, e tuta mi ferma per eseguire il controllo sanitario e mi sento un po’ come in quei film catastrofici mentre mi prova la temperatura sulla fronte. L’unica nota di normalità la avverto dopo aver varcato i cancelli, li trovo, come sempre i due pullman delle squadre, intorno un deserto. Lo spettacolo appena entro sugli spalti è ancora più sconcertante, la Curva vuota, un silenzio assordante che cerca di essere riempito dalla solita playlist che normalmente risuona all’interno dello stadio e che accompagna il riscaldamento dei giocatori, ma nemmeno le note riescono ad affievolire questa sensazione di quasi smarrimento che mi invade. Mi siedo, lo staff crociato ha disposto gli addetti a distanza tra loro, uno per fila, lontani, per rispettare il metro di distanza raccomandato dall’Istituto di Sanità, poi parte l’Aida, tra il silenzio assordante del Tardini tutto vuoto realizzo veramente quanto questo sport perda di fascino senza il pubblico, senza il rumore, senza i colori e poi, quando sembra che le due formazioni siano in procinto di entrare sul terreno di gioco, tutto, improvvisamente si blocca, rendendo quasi grottesco questo già insolito scenario. Tutti rientrano, si alzano anche i giocatori in panchina; si torna nel tunnel mentre a centrocampo Faggiano fa una chiamata, anche dalla mia postazione, riesco a sentire chiaramente la sua voce. La partita è sospesa, si attendono disposizioni dall’alto, decisioni che, forse, sarebbero dovute essere prese prima, dopo un’ora arriva la notizia: si gioca. Sul manto del Tardini risuonano, per la seconda volta in questa domenica, le note di Verdi. Lo strano si aggiunge allo strano e si traduce in chimerico. La partita si anima, lentamente, perché è difficile affrontare, dopo tanto tempo, iSPAL TUNNELLl ritorno sul terreno ma anche lo stress e la tensione della sospensione inaspettata. Il Parma si mangia qualche occasione e, alla fine, cede alla SPAL che, grazie ad un rigore realizzato da Petagna, si porta a casa i tre punti dal Tardini. Mai come in questo momento si sente la mancanza dei tifosi, la Curva, il pubblico crociato, in quel momento sarebbero esplosi per supportare la propria squadra, ma oggi, solo il silenzio. I gialloblù non riescono a rimettere sui binari il match, il triplice fischio giunge più nitido che mai tra questi spalti. Finita, non ho nemmeno la voglia di provare tristezza per questo risultato, anche se sono tre punti fondamentali persi sul cammino verso la riconferma nella massima serie. Rimango ancora un attimo qui, tra il silenzio, accompagnata dai rumori degli addetti che si preparano a chiudere lo stadio, a calare il sipario al Tardini anche se la sensazione che provo è quella che, forse, in realtà non si è mai alzato. Non resta che salutarsi, a debita distanza, si capisce, e a darsi l’appuntamento alla prossima gara, chissà se si giocherà, quel che è certo che sarà ancora una gara “bianca”, a meno che non si decida di chiudere definitivamente le porte, per ora, anche se le date per recuperare non ci sono, anche se il campionato deve andare, per forza, avanti, anche se, così facendo, il calcio perde la maggior parte del suo fascino, quello legato ai colori dei tifosi. Ilaria Mazzoni

12 pensieri riguardo “IL SURREALE E PITTORESCO VIAGGIO DEL RITORNO DEI CROCIATI NELLA LANDA DEL TARDINI

  • 8 Marzo 2020 in 16:11
    Permalink

    La verità è che il Parma è una squadra mediocre
    Senza pubblico poi è SPENTA
    Quando ci mette il cuore non c’è n’e per nessuno
    ma,quando gioca DA SCHIFO come oggi può perdere
    in casa anche col l’ultima in classifica.
    e infatti oggi…..
    SE PERDEREMO COL GENOA CHE STA
    VINCENDO PER 2-0 A MILANO
    volenti
    o
    nolenti
    Saremo invischiati nella lotta
    per non retrocedere.
    ALTRO CHE EUROPA….http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_smile.gif

  • 8 Marzo 2020 in 16:13
    Permalink

    Che bello che sarebbe chiudere in settimana dopo aver fatto giocare i recuperi di oggi. Sarebbe la degna conclusione a questa pagliacciata.

  • 8 Marzo 2020 in 16:28
    Permalink

    Velenoso, quanto avevi in matematica alle superiori? Lo sai che siamo a +12 sulla zona rossa?

    • 8 Marzo 2020 in 17:06
      Permalink

      Luca avevo 8 e si vede.
      Per me noi abbiamo 35 punti
      Genoa e Lecce che sono al
      terz’ultimo posto ne hanno 25
      per cui se la matematica non è
      un’opinione ( ma nel tuo caso
      penso lo sia) 35 meno 25
      fa 10 che sono i punti che
      abbiamo sulla terz’ultima.
      Tu a proposito cosa avevi in
      matematica.
      2?

  • 8 Marzo 2020 in 16:47
    Permalink

    Più 10 non 12. Come c’era da aspettarsi chi lotta per sopravvivere è più cattivo e concentrato e vince. Vediamo di svegliarci e alla svelta

    • 8 Marzo 2020 in 18:14
      Permalink

      +10 con una partita in meno

  • 8 Marzo 2020 in 16:49
    Permalink

    Va bene, va. Compro già i biglietti per Cittadella.

  • 8 Marzo 2020 in 17:15
    Permalink

    Preparatevi.
    Altro che zona straje’
    Se ci salveremo lo faremo solo
    nelle ultime giornate.
    MA SARÀ DURA MOLTO DURA.
    Io non vi scommetterei un euro
    sulla nostra salvezza perché ora
    ci attendono sconfitte su sconfitte
    Ricordatevi quello che oggi 8 marzo
    vi ho detto.
    R.I.C.O.R.D.A.T.E.V.E.L.O.
    Preparatevi a
    SOLENNI LEGNATE.
    La squadra è spenta
    Perdere in casa con
    l’ultima della classe
    che perdeva da 5 domeniche consecutive
    che ha in classifica 18 punti 6 dei quali è cioè
    un terzo glieli abbiamo dati noi
    la dice lunga sul valore di
    questa,squadra crociata.
    La squadra Spal si è dimostrata
    migliore di noi.
    Noi le palle c’è le ha portate via il Coronavirus

  • 8 Marzo 2020 in 20:33
    Permalink

    Direttore, ma accetta Velenoso su questo blog solo perchè porta click? No perchè il personaggio è proprio fuori di zucca.

  • 8 Marzo 2020 in 20:38
    Permalink

    VELENOSO 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈😈 😈 😈 😈16 febbraio 2020 alle 21:14
    D’Aversa magico
    Aumentategli lo stipendio
    altrimenti ci scappa.
    Colombi vola come una colomba
    Che purter ragass
    ( che portiere ragazzi)
    E ora proviamo a sognare l’impossibile.
    L’Europa.
    Gervinho forever

    Sei sempre tu Velenoso? Non ti vergogni?

  • 8 Marzo 2020 in 20:57
    Permalink

    Defecare. Mi sembra il consiglio più appropriato dopo queste stronzate🚽 splash, giù nello sciacquone.

I commenti sono chiusi.

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