CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / ARDISCO NON ORDISCO

barone covid 19(Gianni Barone) – In questo clima di quasi «Dissipatio H.G», dove H.G., sta per Humani Generis, e dissipatio per evaporazione, c’è ancora, nel calcio, chi non si arrende, forse ci crede, forse no, e vorrebbe ripartire al più presto facendo proprio il motto dannunziano di Fiume «Ardisco non ordisco». In questo caso non sappiamo se il verbo ardisco stia per avere il coraggio di fare una cosa, oppure ,più prosaicamente e semplicisticamente, per azzardarsi, arrischiarsi se non addirittura osare. Arrischiarsi a trovare date per la ripresa, azzardarsi ad individuare percentuali di riduzione stipendi, o osare a dipingere scenari futuri, non verificabili, di sicuro poco realistici se non addirittura impossibili. Tutti gli altri sport sembrano essersi già arresi, il calcio ancora no. Ma il compito della politica, sia essa governativa dello stato sia essa calcistica, dovrebbe essere questo. Dovrebbe. Non ci si arrende e si ordisce, cioè si ci prepara a tessere trame, a macchinare, a disporre elementi fondamentali per la realizzazione di opere di rinascita, sgomberando il campo da congiure, intrighi, inganni, insidie e tradimenti ai limiti dell’illecito, sempre possibili, benché deprecabili. Si ardisce, quindi, e non si ordisce, sempre in omaggio e non dimenticando “H.G.” (humani generis), cioè la gente così duramente sottoposta a “dissipatio” (evaporazione) con continui decessi giornalieri, con gente che se ne va, che non ce la fa, e gente che non c’è più, e che non si massimo ferrerovede. E poi ancora qualcuno a cui, non è andato per niente tutto quel bene che tutti si augurano, e che tutti declamano e scrivono possa arrivare, quando tutto ciò si placherà (retorica dell’ “andrà tutto bene”). Un’evaporazione, parziale, sofferta e dolorosa che dovrebbe invogliare tutti a non cedere, e non solo su ciò che i decreti impongono, ma su ciò che la propria coscienza dovrebbe illuminare e sostenere per non dimenticare troppo in fretta i lutti. “Vivere alla giornata, cercare di capire, stare tutti un po’ più zitti” è il monito che viene da un presidente di squadra di calcio di serie A (Sampdoria), che fa riflettere sebbene giunga da un personaggio controverso a cui molti faticano a dare credito. Il quale Massimo Ferrero, uno dei 6 esponenti del no alla ripresa, fra i presidenti di A, incalza e così rincara la dose “Torniamo quando siamo sicuri, quando ci sarà un vaccino. Oppure lotito vaccinoqualcuno mi dica, già da oggi che succederà in quel caso, ma è impossibile, siamo condizionati da troppi se… C’è un’Italia che deve ripartire, gente che perderà il lavoro…, e noi… vogliamo davvero metterci a parlare di milioni di euro, di calciatori e campionati? Mi sembra molto poco elegante”. E rispettoso, aggiungiamo, a margine di quanto affermato (pro domo sua, magari, come vedremo…), che, condivisibile o no, apre un dibattito interrogativo (e dubitativo), anche da parte di coloro, e sono 8 tra i presidenti di calcio, che vorrebbero ripartire, concludere la stagione, anche a costo di sforare in piena estate e di andare a lambire l’inizio della prossima. Poi ci sono gli indecisi, gli attendisti, i possibilisti, in numero di 6, si direbbe il ceto medio della classifica, spostato verso l’alto perché ci si imbatte in Inter e Atalanta, centro-centro per le altre pietro pizzarotti messaggio fine annoquattro: Milan, Bologna, Cagliari e Fiorentina. Il fronte del sì, si addice a chi è asceso nel campionato, finora mutilato, a piani alti come Juve e Lazio, ovviamente, seguite da nobili in cerca di riabilitazione come Roma e Napoli, poi ci sono le sorprese liete Parma e Verona, che non vorrebbero che i loro exploit fossero risultati vani (anche se forse la valutazione non è in termini prettamente sportivi, quanto più di carattere economico-aziendale specie per i Ducali che hanno investito parecchio per la rinascita dalle ceneri), ed infine Sassuolo e Lecce, due fulgidi esempi di calcio propositivo tanto cari agli esteti, attualmente in naftalina.Tra i paladini del fronte del No, oltre al già citato Ferrero e al sempre fuori le righe Cellino del Brescia, figurano il Torino di Cairo, che vorrebbe archiviare in fretta una stagione negativa, l’Udinese, il Genoa, la Spal. Si direbbe, malignamente, aldilà delle posizioni in graduatoria alquanto precarie (con problemi di sopravvivenza alle stelle luigi-barbiero-630x375in caso di retrocessione), coloro che in caso d’interruzione improvvisa, risparmierebbero qualche milione di euro sugli ingaggi dei calciatori. Questo è il quadro, ma il calcio, e il direttore di Tuttosport Jacobelli lo ha dichiarato con forza in un suo corsivo di qualche giorno fa, non è solo serie A e B, olimpo dei professionisti, ma anche C e D e a scendere fini agli inferi del dilettantismo puro delle categorie e del calcio giovanile vero alimento dal basso di tutto il movimento. Arrivano appelli e gridi di dolore da una C e da una D, in cui i calciatori corrono il serio rischio di cambiare mestiere e le Società quello di scomparire del tutto dal panorama sanitari vs mortenazionale. Qui il tema è ampio, articolato, spinoso ed indefinito in tutti i suoi più oscuri meccanismi e cercare di evitare, anche in questo caso l’evaporazione, di cui sopra, diventa impresa alquanto proibitiva. Non semplice questione di date, di numeri, di percentuali a sottrarre, è questione vitale per la maggioranza degli esclusi, degli ultimi dei dimenticati. Non siamo alla retorica della memoria, ma l’ardisco non ordisco, di chi è deputato a dirigere e a decidere non basta. Serve che tutti, non solo a parole, si mettano in testa che uniti non solo si vince, ma si vive (sdonghissimo), che le fazioni, le frazioni, le divisioni, i distacchi, le polemiche e i distinguo servono solo a disperdere energie importanti nella lotta contro il male, che subdolamente, ci ha aggredito, strappandoci anche carissime persone. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

3 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / ARDISCO NON ORDISCO

  • 6 Aprile 2020 in 15:42
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    Io farei decidere tutto a Burioni, Brusaferro, Venturi, Sua Eccellenza l’omino Dialetti del Prefetto. E non giocare più

  • 6 Aprile 2020 in 16:19
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    Ovviamente non poteva mancare il peritino (oggi per l’occasione del video messaggio in stile Elisabetta II con modesta giacchetta un pò abbondante in tema alla crisi, senza cravatta e camicia azzurra da guidatore di torpedoni pubblici) alla schiera dei Ceausescu dello “stèr a cà” che ne weend ha visto le Autorità di Pubblica sicurezza schierate coi fucili spianati contro i criminali della spesa nei negozi di alimentari del centro aperti. Per Pasqua mi attendo anche elicotteri, blindati e mezzi anfibi lungo la Parma ahimè un pò secca per intercettare delinquenti a spasso col cane o pericolosi soggetti in giro a comprare un uovo per i figli. La buona notizia è che quando tra mesi Burioni ci farà uscire di casa se le autorità (oggi come oggi sovietiche nel far rispettare la Legge!) proseguiranno indefesse lo sforzo messo in atto contro runner e pensionati con il carrello a fare la spesa o ragazzini a morosa potremo cercare in Via San Leonardo anche di notte senza problemi ed in Piazzale Pablo gli spacconi saranno sostituiti da chioschi di angurie e dolci natalizi in inverno.

  • 6 Aprile 2020 in 17:26
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    Il calcio rappresenta forse la fetta di PIL più importante del paese. Faranno di tutto per riprendere.

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