CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / C’E’ CHI DICE NO

c'è chi dice no

barone covid 19(Gianni Barone) – «Non capisco, ma mi adeguo», lo si poteva accettare quando a pronunciarlo era uno stralunato venditore di pedalò (alias Maurizio Ferrini), nel cult anni ’80 «Quelli della notte» di Renzo Arbore. Adesso, invece, no: bisogna capire, perché se il fronte del no si assottiglia, e se le ragioni per la ripresa immediata del campionato e degli allenamenti già dal 4 maggio, aumentano e non coprono solo il campo economico, ecco che, per il bene collettivo, scettici compresi, tutti sono pregati di adeguarsi a quello che sta diventando una vera e propria impellenza necessaria. Il Presidente Gravina, solitamente probo ed equilibrato, non fa sconti quando alza i toni affermando «Chi invoca lo stop al calcio non vuole bene agli italiani» (addirittura) lasciandoun po’ spiazzati tutti ed in preda ad un disagio esistenziale (si può dire?) francamente difficile da accettare. Poi, i toni, li abbassa, pur incalzando con «Per far ripartire l’attività sportiva, con tutte le cautele necessarie, e per dare un momento di sollievo a tutti gli italiani». Bravo, gli direbbe il Trap: questo ci rende tutti più tranquilli, più rilassati più in pace con noi stessi, anche se sappiamo che far l’ indispensabilità del calcio, come l’unico modo per farlo sopravvivere, a quanto pare, risulta limitato al solo campionato di serie A; per la B si nicchia, e per la C si prospetta la chiusura anticipata. Si è tutti uguali, ma qualcuno lo è sempre un po’ di più degli altri. È questione di protocolli medici e sportivi, ovviamente, gli stessi che verranno presentati ai Ministri dello Sport e della Salute, che saranno attenti, rigidi, ancorché facili da applicare, ma anche sicuramente costosi e non alla gabriele gravinaportata di tutti. Infatti la massima attenzione dichiarata – con tre settimane di ritiro poi trasferimenti e partite – sulla carta sembra semplice, ma in realtà, per chi non dispone di mezzi e strutture adeguate, il tutto diviene pressoché impossibile da attuare. Sennonché, per chi non appartiene al calcio dorato di serie A, ma a quello d’argento di serie B, e a quello di bronzo di serie C, tale operazione è preclusa a priori per mancanza di quattrini e strutture; non parliamo pnews commissione medica figcoi di quello di latta, se non peggio, della D e di tutto il movimento dei dilettanti (inclusi giovanili e femminili, peraltro già sospesi definitivamente, per quanto di competenza, dallo stesso Gravina: provvedimento, che per il momento non riguarda i Campionati di Primavera 1 e 2 maschili, e per quanto concerne le femminili si attende che la LND si adegui per le competizioni da lei organizzate e che nel caso del Parma sono quelle cui sono iscritte la 1^ Squadra Femminile, ovvero Serie C Nazionale, ancora teoricamente in piedi così come la Juniores Under 19, Campionato Lombardia) già dimenticato da tempo immemore da tutto e da tutti, inclusi quei comitati, quelle commissioni, quelle cabine di regia, il cui proliferare non sempre risulta essere proporzionale alla risoluzione news sospensione campionati giovanili femminilidei problemi che di continuo insorgono in un florilegio di opinioni, in luogo di certezze, sentenze perentorie, atti d’accusa inequivocabili tutto ad uso e consumo di social e Tv. Non ultima l’implicazione esistenziale proveniente dal mondo della psicoterapia e della psicopatologia, che vorrebbero che il fenomeno calcio quale veicolo di divertimento e passione, diventi una sorta di antidoto al principio di paura che alberga in chi, come tutti, ha subìto – in seguito a clausura forzata dovuta al virus – traumi e disagi psicologici da rimuovere quanto prima. Non dimentichiamo, in questo contesto, le due generazioni, bolognesi, di giornalismo dorato (Cucci-Zazzaroni), che per l’occasione, novelli Majo e Barone (il gatto e il gatto pure loro) hanno unito le loro menti, spremuto i cervelli e a quattro mani, hanno ribadito un concetto grande come il loro prestigio e pari alla loro influenza, e cioè che il calcio, presumo quello di serie A, non deve assolutamente morire, e che news faggianoil massimalismo populista di chi dice no, toglie speranza al futuro per tutti quelli, come loro, che di calcio vivono, e che grazie al calcio vorrebbero continuare a farlo. Legittimo e comprensibile non vi sono dubbi. Qui non serve a niente il «non capisco, ma mi adeguo», che dalle nostre parti, con gli interventi di Faggiano e Lucarelli del Parma è diventato «capisco perfettamente i rischi e semmai mi adeguerò». Intanto, ritornando al tema della ripresa, si deve pensare agli agli allenamenti: ma come saranno nella sostanza, aldilà della forma rigida e perfetta dei protocolli? Di sicuro ci sarà qualche novità di natura iconoclasta rispetto al consueto della religiosa ortodossia, moderna, a cui siamo abituati con tanto di «core stability», immancabili ancorché indecifrabili per la media normale e comune delle menti sportive. Ulivieri, ormai vero ortodossoSantone della categoria degli allenatori, suggerisce, alla vecchia maniera, la nostra quella degli anni settanta/ottanta, solo ed esclusivamente una partita a tutto campo, anche oltre al canonico 11 contro 11, nell’eventualità di rose numericamente elevate. Ve lo immaginate? Alla faccia del distanziamento sociale, indispensabile per gli altri ambiti predicato in tutte le parrocchie mediatiche: ad esempio un 15 contro 15, se non di più. Ma come si fa? Eppure qualcosa andrà pure studiato per il bene degli italiani, secondo l’apologetica filosofia di Gravina, per ritrovare il senso perduto. Si dovranno reperire le sedi adatte alle gare, evitando quei luoghi in cui la pandemia ha picchiato duro, tra quelle meno esposte al virus, che al momento risultano essere individuate nelle regioni di Molise e Basilicata. francesco-guccini-coronavirus-1302742Quindi immaginiamoci sfide nelle Arene e nelle Allianz di Rionero in Vulture, Larino, Campobasso, Isernia, Matera, Ferrandina, Potenza o Maratea, con qualche regola nuova, 5 cambi, per evitare logorii fisici e infortuni e qualcuno, azzarda all’estero, con l’uso preventivo di mascherine, magari in pendant, con i colori delle maglie. Pensate che bello, per il bene degli italiani, che «che ce la faranno» (andrà tutto bene è ormai obsoleto) come dice Tuttosport che il 24 aprile regalerà ai lettori la bandiera italiana, e non «Andrà tutto male perché siete degli imbecilli» come afferma il sempre irriverente e anarcoide Francesco Guccini, che ormai ottuagenario, sembra quasi voler proporre una riedizione dell’Avvelenata Covid 19, e a culo tutto il resto… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

8 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / C’E’ CHI DICE NO

  • 18 Aprile 2020 in 18:36
    Permalink

    Veramente vogliono giocare con le mascherine? Spero sia una cavolata.

  • 19 Aprile 2020 in 11:15
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    Davids giocava con gli occhiali da saldatore

  • 19 Aprile 2020 in 11:17
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    Quindi visto che è un circo potrebbero giocare tutti coi nasi da pagliaccio ffp3

  • 19 Aprile 2020 in 14:07
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    Ma il pipante capo eterno dell’UPI (spero parli al Territorio al più presto ieri l’intervista alla presidenta parsutara mi ha lasciato un senso di vuoto) come fa a pipare con la mascherina?

  • 19 Aprile 2020 in 14:26
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    Ciao Gianni…

    QUELLI CHE IL CALCIO …
    e mi riferisco a dirigenti federali, responsabili leghe,
    squadre.società, intese come società per azioni,

    procuratori …intrallazzatori …commercianti di carne umana ..

    …TUTTI COSTORO HANNO ENORMI INTERESSI …e faranno di tutto per riprendere al piu’ presto …altrimenti, SE IMPLODE IL SISTEMA, restano tutti a bocca asciutta, pancia affamata e portafoglio ….vuoto..

    ..girano troppi soldi in questo carrozzone …
    …io mi cibo di calcio giocato …
    ne posso fare a meno…proprio non mi manca ..
    ma..
    costoro ..
    se dovesse saltare la baracca ..

    ci rimettono il cotto ed il crudo ..
    ..
    dei tifosi …non glie ne frega un piffero a nessuno …
    le responsabilità le lasciano prendere ai politici..
    giusto per manlevarsi coscienza e pesi ..

    ….e i giocatori ? …se si ferma il business ….defecheranno + sottile pure loro ….

    se sbaglio ditelo pure …ho la mascherina !!

  • 19 Aprile 2020 in 16:48
    Permalink

    http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_good.gif

I commenti sono chiusi.

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