CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / IL PIANO SOLO

barone covid 19(Gianni Barone) – Mentre molti credono che la cosa possa funzionare, occorre attendere almeno qualche giorno affinché il “il Piano Solo” – così definito perché riguarda, al momento, la sola serie A, anche se le ricadute positive cadrebbero a pioggia anche sulle serie inferiori e sugli sport “minori” di fatto finanziati da chi genera risorse, ovvero appunto il massimo Campionato – possa avere il via libera definitivo. In una settimana decisiva – cruciale la data del 22 Aprile, un giorno dopo il compleanno mio, delle Regina d’Inghilterra, e di Roma, il cui natale si festeggiava solo ai tempi del Duce – in cui il concistoro del calcio (leggi: Consiglio Federale) sentirà il parere del governo e dei ministri competenti per materia di sport e salute, i dubbi sono ancora tanti, pur nella meticolosità e nella presunta perfezione dei dettagli del protocollo medico sportivo elaborato dagli esperti. Protocollo (Piano Solo serie A), presentato nella speranza, che non sia solo quella dei malvestiti che faccia un buon inverno, di trovare, non dico l’approvazione, perché quella potrebbe anche giungere pur con qualche variante o prescrizione aggiuntiva, quanto una totale e completa attuazione. I giornali ci riportano i dettagli con cura del prima, del durante, non del poi, è ovvio, con tanto di sanificazione degli ambienti, test molecolari e sierologici, al momento non ancora disponibili nell’elevata misura occorrente, però sul problema del distanziamento previsto nella prima fase e non nell’altra, si potrebbero avanzare non una, ma mille perplessità: prima tutti separati, divisi, con tanto di dispositivi di si no indecisisicurezza sguainati, e poi esaurita la prima fase, quella degli allenamenti individuali o a piccoli gruppi, di punto in bianco e d’incanto si può giocare, solo dopo pochi giorni di cautela assoluta, arriva il via libera completo ai contatti, almeno così pare. Perché prima o poi, se vogliamo o se volete iniziare davvero, ce ne dovranno essere diversi di contatti o no? Eh? O no? Ecco questo non si riesce, o per lo meno non riesco a capirlo io prima di adeguarmi e di dichiarami favorevole alla ripresa. Questo piano solo per la serie A, speriamo non fallisca, quindi, ma speriamo anche che chiarisca, già in questa prima fase di formulazione, che tipo di calcio e di gioco si avrà, perché – non neghiamocelo – non sarà certo tutto come prima. O no? Eh? O no? Qualcosa cambierà, e non solo perché si giocherà in un periodo solitamente di vacanza, in termini di ritmo, di contatti, di livello agonistico generale. Come sarà rispetto a prima? Questo nessuno, a priori, riesce a spiegarcelo, anche ricorrendo alla più fervida immaginazione risulta difficile giungere ad una soluzione seppur parziale della questione. Qualcuno si stupirà, però non è ancora dato sapere, quando e se, verranno dismesse, nell’attività sportiva, le ormai mitiche e fra un po’ griffatissime mascherine. Questo piano solo per la serie A, e forse la B (non si sa ancora come e quando) non può e non deve fallire – giammai! – ne va della sopravvivenza di tutto mascherine stefygoil sistema e di tutte le parti che lo compongono, e anche dei singoli lavoratori non calciatori, è ciò che viene con forza ribadito e motivato da più parti, presidente federale Gravina in testa, che porta avanti questa sua crociata anche in contrapposizione con le federazioni di tutti gli altri sport, fermi ormai da mo, le cui ragioni di stop vengono con determinazione propugnate dal numero uno del CONI Malagò, il quale, evidentemente, non ricorda il ruolo di finanziatore di tutti gli sport della Serie A del calcio. Non fallirà, non deve fallire questo Piano Solo non come quello che la storia della nostra Repubblica ci ha restituito nel 1964, allorquando un tentativo di golpe così definito, solo, perché doveva essere condotto solo dall’Arma dei Carabinieri, su idea del suo Comandante Generale Giovanni De Lorenzo, già capo del Sifar intelligence dell’epoca, non ebbe attuazione perché scoperto o non ben coperto, e fallì. Poi a complicare le cose, nel piano solonostro caso, spunta dalla C , un altro Piano Solo, quello con proposta della Lega Pro del Presidente Ghirelli, che prefigura la chiusura immediata dei campionati, per mancanza di sostenibilità economica da parte delle società, già in difficoltà da prima, e il congelamento delle classifica, con la decisione autonoma, senza parere di altre leghe interessate (e soprattutto della Federazione cui spetterebbe l’onere), di promuovere le tre capolista dei gironi, e ricorrendo per individuare la quarta promossa in B, a una gran tombola della fortuna tramite sorteggio fra le potenziali squadre collocate in zona play off. Meccanismo infernale, svelato da una fuga di notizie che ha fatto imbufalire l’ideatore Ghirelli, che fa infuriare tutti, serie B, serie D, e a scendere tutti gli altri sudditi del reame pallonaro. Quindi in questo clima di grandissima disunità complessiva si va alla ricerca di soluzioni condivise per salvare capra (economia, ma direi più in generale sistema) e cavoli, dare sollievo agli italiani per troppo tempo reclusi nei propri domicili. Ci sarà unità? Ci sarà divertimento? Ci sarà distanza rispettata? Ci sarà ritorno? Ci sarà agonismo? Ecco: quando saranno vogliamo i colonnellirisolti tutti questi dubbi, saremo tutti d’accordo e tutti per il sì. Ma quando ciò avverrà? In settimana? Intanto accontentiamoci in questo ultimo scampolo di comoda reclusione del nostro divertimento casalingo davanti a pc, tablet, smartphone e Tv soprattutto con ciò che piace davvero. Con chi predilige il Maresciallo Capello (alias Pino Caruso: il distintissimo), nella fiction “ Carabinieri”  ora sostituito nella nuova (si fa per dire…) serie con la Marcuzzi, o chi invece preferisce la commedia satirica a sfondo fantapolitico con il film “Vogliamo i colonnelli” di Mario Monicelli (1973), in cui spicca un magistrale Ugo Tognazzi nel ruolo dell’Onorevole Tritoni, autore di un maldestro colpo di stato, una sorta di mix allusivo della realtà con il Piano Solo del 64, già citato e del Golpe del 70 attribuito al Principe nero Junio Valerio Borghese. Piani goffi falliti allora. Speriamo che non sia così con il protocollo di oggi, Piano Solo più che al comando. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

3 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / IL PIANO SOLO

  • 20 Aprile 2020 in 13:57
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    Approfitto delle immagini che rimandano a Giunte Militari per ricordare al peritino ahimè primo cittadino della città ducale (bisognoso quanto mai di barbiere e soprattutto che qualcuno gli ricordi che la giacca o non si indossa o se si indossa necessita della cravatta) che quando in modo sprezzante parla di “non è liberi tutti” si riferisce all’art. 3 della costituzione che teoricamente dovrebbe riconoscere le libertà individuali, la cui privazione non va trattata su feisbuc da uno starnazzante perito informatico come se fosse un invito alla cittadinanza a bere poco in occasione di una sagra. Capisco il regime dei nonni ma questi modesti e novelli Pinochet della così detta salute pubblica sarebbe ora che si dessero anche a livello espressivo e semantico una regolata. Stanno maneggiando cose molto importanti oltre alle case di riposo.

  • 20 Aprile 2020 in 19:15
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    Sileri ha detto che se si gioca a porte chiuse si può benissimo fare anche contatto.

  • 20 Aprile 2020 in 22:00
    Permalink

    Bisogna vedere cosa dicono Rezza, Burioni, Spadafora, Tommasi e Bosi. Sentito il pelato a Bologna e il peritino in piazza. In sintesi temo che il calcio sia definitivamente finito.

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