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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / IO VORREI, NON VORREI, MA SE VUOI… (ANCHE SE NOI PUOI?)

gianni barone 21 aprile 2020(Gianni Barone) – Un consiglio al Presidente del Consiglio da parte d’un stupid (o bravo, per dirla alla Trap): mai, dico mai, far apparire in Tv un proprio ministro, dopo un vibrante e orgoglioso appello, in diretta, fatto da sé medesimo, in forbito e melenso italiano. Perché tutti hanno brindato all’autogol istituzionale dopo che Spadafora si è esibito, semi-smentendo, il suo Capo di Governo, sulla ripresa degli allenamenti di squadra: al campionato di Serie A non si è fatto minimo cenno, per il prossimo 18 maggio. Conte dà la vaga speranza di ripartire a Giugno, per dirla alla Jacobelli, direttore di Tuttosport, mentre l’ex Unicef Spadafora non dicendo niente di particolarmente inedito, nel salotto buono di Fazio, vuoto ma pieno della solita “Bella Ciao”, in ritardo di un dì, ha fatto capire che: “Nulla è scontato: dovremo adeguarci a una evoluzione continua per attrezzarci nel modo migliore”. E che il suo augurio (oltre non si può) sarà quello che tutto lo sport riprenda, non solo il calcio (ecco il suo Piano Anti-Solo calcio in fieri), sempre se ci saranno le condizioni per farlo. Dire che ha smentito in toto il premier mi sa un po’ di forzatura, checché ne dica e ne pensi l’acuto Barbano sul Corsport odierno: diciamo, più sulla linea della Rosea, semi-smentendolo (non è tempo, come vediamo, di decisioni nette), meglio, perché entrambi si sono limitati a dire bene un bel niente di nuovo, istituzionale, in due modi 25 aprile dcdifferenti: più edulcorato quello di Conte, più barricadiero e militante in stile 5 stelle, di sicuro in tema con il clima di liberazione evocato a inizio trasmissione da Fazio, sulle note sublimi dell’icona “Bella Ciao”, usata un po’ da tutti – e da qualcuno, Povia, riscritta e attualizzata – affidate al pianoforte di Piovani (non Sandro, ma Nicola, il maestro). Il tutto (o il niente, fate pure voi) all’insegna del più sano buonismo di maniera, condito in salsa socialista di Dio, tradotto “democristianesimo” allo stato puro, di cui tutti, seconda la parabola montanelliana, ne moriremo. Il “Sì, ma bisogna vedere”, di Ministro e Premier, viene, da più parti letto, come un no; il “non voglio penalizzare il calcio” (no, per niente…), del ministro non allontana sospetti o risentimenti. Poi, al di là di denunciare, come vedremo, presunte pressioni ricevute per far riprendere la Serie A, il titolare del dicastero dello Sport e delle politiche giovanili, ha calato l’asso: “la FIGC ha presentato un proprio protocollo che la Commissione Scientifica ha ritenuto non ancora sufficiente” (Zeppilli e Gravina saranno contenti). Ma Spadafora, dicevamo, morbido con gli addetti ai lavori non lo è stato affatto quando ha  affermato, senza reticenze che “C’è un tentativo maldestro di una parte dei Presidenti di calcio, e di alcuni commentatori sportivi (chi, nello specifico, please?) di trasformare tutto in un’incapacità di governo fazio spadafora che tempo che fao in una volontà di penalizzare il calcio. Non è così. Dei segnali li dovevamo dare, ma le fasi successive ce le dovremo conquistare”. Detto così parrebbe una confessione molto vicina al sentimento popolare, di un’opinione pubblica, mai ascoltata che però in un sondaggio, appare come maggioranza silenziosa propensa più per il NO alla ripresa dei campionati (anche perché arringati da abili populisti affabulatori, tipo Cellino e Ferrero, bravi a giocare con morti e sentimenti, pur di mettere la parola fine ad una stagione per le loro squadre molto tribolata, quando nell’altro fronte altri nel silenzio lavorano per cercare di salvare capre e cavoli), perché il più incallito sostenitore, sembra, che abbia capito che così come si presenta la situazione, al momento, non ci sono le condizioni per giocare una partita di pallone.DIRETTA PREMIER CONTE DEL 26 APRILE 2020 L’ipotesi del 18 maggio è legata, comunque, a un “vedremo” pur pronunziato da un subalterno, non sincronizzato e sintonizzato col suo caposquadra, e nel balletto delle date, nessuno ha fatto, minimamente, cenno a Mercoledì 10 e Domenica 14 Giugno, quali ultime chiamate, come da disposto UEFA, per arrivare alla conclusione giocata del Torneo nazionale (data di chiusura ultima il 2 Agosto). Dopodiché scatterà il commissariamento con tanto di fantasiosi epiloghi asaffidati a suggestivi play off o out o a partite secche di spareggio per assegnare titoli, decretare retrocessioni e indicare posizioni utili per le Coppe Europee future. Il margine è ristretto, se non ristrettissimo: lo spettro dell’Olanda, del Belgio, della Scozia, e quasi della Spagna che hanno chiuso tutto, sembra materializzarsi all’orizzonte, allontanando la gustosa idea del maccherone-calcio fumante, servito davanti alla Tv nelle nostre prossime sere d’estate. Ma sarà così? O sarà come sostiene Ferrero, che dovremmo limitarci a preparare al meglio l’inizio della prossima stagione? Entro il 25 Maggio, occorrerà prendere la decisione definitiva. Quale sarà? Temevamo profezie inopportune: sono giunti, invece, ulteriori dubbi. L’equazione si arricchisce di nuove incognite, anche se il Premier si professa grande appassionato di calcio (c’è chi sostiene tifi per la Roma), e al quale sta molto a cuore la salute dei propri beniamini, che non s’intuisce bene chi siano, ma nel cui elenco dovrebbero figurare tutti i tesserati dalla A (che finanzia tutto il movimento – come si ripete a sfinimento fino a fiaccare Spadafora – e che è la quarta industria del Paese) fino all’ultima delle 1.200 Società affiliate, il cosiddetto “altro calcio”, spesso dimenticato, che attende con ansia di conoscere il proprio destino in silenzio e in maggioranza. Ma tutto ciò potrà bastare? Gianni Barone

L’INTERVENTO DEL MINISTRO VINCENZO SPADAFORA A CHE TEMPO CHE FA (RAI)

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

4 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / IO VORREI, NON VORREI, MA SE VUOI… (ANCHE SE NOI PUOI?)

  • Joe dimaggio

    sarebbe meglio che la spada, invece di tirarla fora, se la riponesse nel fodero posteriore

    • Joe dimaggio

      maledet ti e tut chi culanas che ien ande’ al gveron de ,po dope si sentono discriminati, ma cat vena

  • Anche Burioni necessiterebbe urgentemente di barbiere (oltre che di una pulizia dentale), categoria che stimo e ammiro, ma che speravo di non dover più richiamare archiviandola insieme alla nivea chioma di Anedda nel bagaglio dei pessimi ricordi. La cosa che a tutt’oggi non riesco ancora a capire dopo 60 giorni dall’insediamento del Regime della Salute Pubblica e dei Nonni è l’odio dei funzionari del regime e più in basso dei fedayiin verso lo sport in generale ed il calcio in particolare. Dai livelli più bassi dell’attuale regime, su fino alle alte sfere trasuda un odio verso l’attività motoria che mal contrasta con l’asserita fedeltà alla divinità della Salute (e tra l’altro ogni dittatore che si rispetti ha sempre sfoggiato una buona forma fisica). Il calcio poi è stato identificato dall’attuale Političeskoe bjuro come la summa di tutti i mali (insieme alla fornicazione che ai domiciliari è impossibile da praticare), con il paradosso che anche chi vive di calcio, vedi Tommasi ed alcuni dirigenti di club come Marino soffiano sul fuoco dell’anti Serie A. Ricordo però sempre che calcio e fornicazione sono le due sole passioni del popolino e alla lunga un popolino senza sfoghi – come la polizia ai tempi di Fantozzi- si incazza. Poveracci chiusi in casa da quattro mesi con le mogli, senza vedere l’amica moldava e senza nemmeno il calcio diventano nel lungo periodo ben più agguerriti dei miliziani Abu Sayyaf della tutela dei polmoni. Che chi di dovere se ne ricordi…

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