DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (23^ puntata) – THREE, TWO… WUHAN. E’ FINITA LA QUARANTENA LA’ DOVE IL CORONAVIRUS AVEVA INIZIATO IL SUO ATTACCO

Luca Savarese(Luca Savarese) – L’orologio, quell’antica e sempre nuova macchina del tempo, sta per scoccare la mezzanotte. In Cina, precisamente a Wuhan, primo teatro del dramma Covid 19, qualcuno ha messo una bottiglia in fresco. Certo, mica si può far festeggiare dinanzi a oltre 3.000 decessi, ma c’è un motivo perché, da quelle parti, nell’esteso capoluogo di Hubei, nella Cina centrale, qualcuno fremeva e guardava, imperterrito, le lancette. Dalle 0.00 dell’8 aprile, infatti, è finita la quarantena. E’ durata ben 76 lunghi giorni, 11 interminabili settimane, iniziando lo scorso 23 gennaio ed entrando presto in vigore anche in moltissime zone del paese. Questo inedito della storia, è iniziato proprio lì. Non era proprio una passeggiata chiudere una megalopoli di 11 milioni di abitanti, ma ce l’hanno fatta, hanno fatto vedere all’Italia ed al mondo che si può fare ed ora, provano a ripartire, a bagnarsi un attimo le labbra con un sorso di spumante e a provare a rimettere la testa fuori. Con cautela, con una prudenza che precederà e seguirà ogni nuova azione. E’ tornato il trasporto pubblico, gli abitanti possono lasciare la città ed anche la provincia. Determinante, nella decisione di riaprire la città, è stata la giornata di martedì scorso, dove, per la prima volta, non si sono registrati nuovi decessi. Hanno, come attesissimo effetto domino, anche riaperto le serrande molti negozi e presto i cittadini, con una comprovata buona salute e che non devono vivere l’isolamento, potranno tornare ai loro consueti lavori. Ma come seguire, passo dopo passo, le condizioni di ciascuno? In Cina, ça vas sans dire, sono avanti. Un’App per smartphone fornirà un codice con tanto di indirizzo di residenza, ultimi spostamenti fatti e cartella clinica di ogni paziente. Se il codice in fase di controlli, risulterà di colore verde, le persone godranno del via libera. I social locali, nei giorni scorsi, erano in fibrillazione per promuovere e raccontare il sospiratissimo ritorno ad una quasi normalità. Negli aeroporti, trasmettitori intensi di contagi nei giorni più bui, una serie di eventi scandiva questo nuovo inizio e treni ed autobus si sono rifatti il look, vestendo l’abito più bello ed appewuhanna la mezzanotte ha incontrato gli orologi, ecco fascinosi giochi di luce su tutti i grattacieli dell’enorme città, anch’essi increduli di tornare a respirare l’aria, preziosa, della tranquillità. “Colui che desidera assicurare il bene di altri, si è già assicurato il proprio”, diceva il cinese Confucio. Eh si, quante persone hanno assicurato il bene degli altri, moltiplicando i propri sforzi, elargendo, in lungo e in largo, le proprie attenzioni. Ora, per un attimo, respirano e sorseggiano non solo un sorso di spumante ma si accorgono di quante scoperte che hanno fatto, dentro il calice agrodolce della resilienza. Bentornata Wuhan. Italia, prendi esempio e tieni duro, forse la salita sta finendo, ma tu, grimpeur nato, spingi ancora forte sulle gambe. Luca Savarese

#Ventitreesima puntata Mercoledì 8 Aprile 2020

4 pensieri riguardo “DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (23^ puntata) – THREE, TWO… WUHAN. E’ FINITA LA QUARANTENA LA’ DOVE IL CORONAVIRUS AVEVA INIZIATO IL SUO ATTACCO

  • 8 Aprile 2020 in 20:22
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    Speriamo. è da circa una settimana che i dati sono finalmente buoni e stabili.

  • 9 Aprile 2020 in 11:27
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    Venendo a temi più prosaici e cari al popolino rispetto alla chiusura delle golene della Pèerma, dei canali e del presidio con mezzi anfibi da parte della Prefettura della rete fognaria (senza dimenticare gli elicotteri per scovare i pericolosi criminali che andassero a fare legna sia in senso reale che metaforico nei boschi), sono ormai settimane che sul fronte Parma Calcio non si sente nulla. Al di là delle solite 4 banalità (la salute prima di tutto, si riprende quando si può e via così) di un paio di interviste a Faggiano (che dal punto di vista dialettico assomiglia ahinoi all’inutile Tommasi) non si sa nulla. Questa mattina Elkann ha giustamente rilasciato una bella intervista su Tuttosport in cui sostanzialmente rassicura il popolo strisciato in merito ai programmi della società e alle ambizioni per il futuro, lo stesso stanno facendo più o meno tutti (escludendo Cellino, Ferrero, Cairo e Colombarini troppo impegnati a tutela della Pubblica sicurezza). Dalle nostre parti (lasciando perdere per favore Faggiano) qualcuno vuole per cortesia dire qualcosa al popolo?

  • 9 Aprile 2020 in 12:41
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    Si parla di Giovinco

  • 9 Aprile 2020 in 14:27
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    Magari!

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