DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (33^ puntata) – LA DOMENICA IN QUARANTENA… TUTTI GLI STADI MINUTO PER MINUTO

Luca Savarese(Luca Savarese) – “Perché perché la domenica mi lasci sempre sola per andare a vedere la partita di pallone…” cantava Riva Pavone, ritornata in auge nell’ultimo Festival della canzone italiana con il brano Resilienza 74. In queste domeniche la quarantena ci sta lasciando sempre più soli dal pallone, da quel benedetto profumo di manto erboso che t’invade le nari quando sei allo stadio, da quel fascinoso brusio che ti scuote le orecchie per comunicare un gol.Così oggi, esclusivamente su queste colonne, non già i protagonisti umani del futebol, ma i loro templi sacri, gli stadi, hanno deciso di rompere per un attimo il vuoto che li riempie manco fossero antichi garage caduti in disuso e di attivare un’inedita e chissà se unica puntata di Tutti gli stadi…minuto per minuto. Be’ quindi, non perdiamo altro tempo e con piacere, diamo loro la linea

STADIO MEAZZA IN SAN SIRO: “Dopo tanti anni di studio centrale romano, oggi, lo stadio centrale per questa inedita trasmissione sarà questo, sarò io che nasco nel 1926 e che dal 1980 prendo il cognome dell’epico Pepin Meazza. Il virus è un osso duro ma la quarantena è la tattica più adatta a sconfiggerlo, giocare è ancora presto, certo mi mancano quei tacchetti che calpestano il mio prato, specie quelli dei fuoriclasse che lungi dal calpestarlo lo deliziano, mi mancano gli steward che accompagnano i tifosi ai loro posti, i fogli caldi di stampa con le distinte delle formazioni alle 14, ma soprattutto mi manca il boato, quell’esplosione di voci e applausi, che mi travolgono quando meno me lo aspetto. Ma nessuna nostalgia, c’è lo stesso una magia. Pertanto ecco quelli che oggi saranno i miei compagni di viaggio, cioè gli altri campi collegati: Roma, Parma, Torino, Genova, Firenze: Ai microfoni lo stadio Olimpico, lo stadio Tardini, lo Juventus Stadium, lo stadio Luigi Ferraris in Marassi e per finire lo stadio Artemio Franchi. Pochi secondi a testa e mi raccomando non fate troppo rumore che siamo ancora in quarantena. Olimpico…”.

STADIO OLIMPICO: “Grazie Meazza, anche qui prosegue la quarantena, silenzio colossale sulla mia pista d’atletica ed il mio prato e un vuoto quasi pneumatico di maglie biancocelesti e giallorosse. Ma tra una porta e l’altra ogni tanto, specie di sera, mi capita di duettare ora con il Principe Giannini ora con Vincenzo D’Amico, invece al pomeriggio ecco arabeschi di Totti e tiri al fulmicotone di Mancini che avvolgono la mia attesa. Juventus Stadium”.

JUVENTUS STADIUM: “La signora ha smesso di giocare solo fisicamente perché la sua storia, il suo stile, la sua croccantezza, evidentemente hanno un loro un peso specifico rendendo più leggera e sopportabile questa quarantena. Devo confessare che mi tratto proprio coi guanti: a colazione ecco il tocco di destro dall’interno dell’area di Del Piero contro l’Atalanta nel giorno del suo addio, a pranzo vado del gol di Lichtsteiner al Parma, il primo in questa mia seconda vita ed cena bè, mi sparo l’euro perla volante di Cristiano al Valencia. Sono solo ricordi, ça va sans dire, ma intanto, ah quanto mi nutrono… Tardini”.

STADIO ENNIO TARDINI: Cari colleghi, posso rivelarvi una cosa, per me che negli ultimi anni ho vissuto la tempesta di un’improvvisa discesa addirittura fino alla quarta serie, questa quarantena mi preoccupa si, ma non mi spaventa, mi godo i nuovi seggiolini gialli della curva nord e tra un pisolino e l’altro mi capita di pensare: qui siamo arrivati ad un passo dal titolo, qui abbiamo vinto tre coppe in cento giorni, qui avevamo Buffon, Cannavaro e Thuram, non so se mi spiego”…Marassi”.

STADIO MARASSI: Sento solo di lontano il rumore del mare, anch’esso incattivito da questo blocco forzato. Però in queste domeniche mi capita una cosa, l’amica lanterna mi chiede di raccontarle qualche derby, io non me lo faccio ripetere due volte ed inizio: le racconto della punizione di Branco oh che tripudio genoano le spiego il rigore di Quagliarella nel derby di un anno fa mamma mia che festa doriana, spero però che tornino presto i giocatori a darmi da fare, a mandarmi a letto tardi…Franchi”.

STADIO FRANCHI: Silenzio e fragranze primaverili dalla curva Fiesole, e la tribuna maratona così vuota che mi siedo ogni santo giorno su un seggiolino diverso e trovo ristoro. Poi, per ingannare il tempo, faccio un giochino, srotolo dal cassetto marmoreo della mia memoria tutti gli ex giocatori della Fiorentina che iniziano con la lettera B…vediamo un po’…dunque…Batistuta, Baiano, Banchelli, però che tridente, ma anche il grande Borgonovo, e va bè, lui, quello che una primavera mi fece letteralmente perdere la testa, tanto che in via Manfredo Fanti dovettero calmarmi ed innaffiare con vasti idranti i miei bollenti spiriti, Baggio…Studio”.

Abbiamo trasmesso dalle frequenze di una sana magia Tutti gli stadi minuto per minuto, un grazie alle gradinate, alle scale, alle panchine di tutti gli impianti sopracitati, nel silenzio generale ricettacoli di questo strambo rumore parlante ed improvvisati ma potenti tecnici audio…

Luca Savarese

#Trentatreesima puntata Domenica 19 Aprile 2020

3 pensieri riguardo “DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (33^ puntata) – LA DOMENICA IN QUARANTENA… TUTTI GLI STADI MINUTO PER MINUTO

  • 19 Aprile 2020 in 21:09
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    Cellino continua a rompere i coglioni

  • 19 Aprile 2020 in 23:56
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    E anceh oggi i due ayatollah della Sanità Burioni e Ricciardi lanciano la loro fatwa: restate in casa o vi mandiamo direttamente il virus!

  • 20 Aprile 2020 in 09:58
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    Hai ragione è poco più di un influenza, con te il cro-magnon ha fallito

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