DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (39^ puntata) – PARMA E FIDENZA CELEBRANO A DOVERE UN 25 APRILE QUANTO MAI ATTUALE

valentina strozzi 25 aprile(Luca Savarese) – Ore 15, il tradizionale orario delle partite, il primo anticipo del sabato inizia proprio a quest’ora, diventa il fischio d’inizio di un canto, che si propaga universale, da ogni balcone d’Italia. Si canta Bella Ciao, il famoso testo simbolo della liberazione dal potere e dalla dittatura nazifascista. Questo canto, diffusosi in tutta Europa specie dopo il Festival della gioventù democratica che si tenne a Praga nel 1947, riproduce probabilmente un antico adagio diffuso nel Nord Italia su calco di un cantico francese cinquecentesco. Niente piazze piene, nessuna folla che fa sventolare lo spartito, si canta dalle finestre tra cellulari, stupiti, che ne immortalano la stranezza. E’ la Bella Ciao della quarantena, dove si festeggia quella liberazione, si onorano i partigiani, ma si combatte ancora questa guerra virale. Particolarmente intensa e piena di ritmo, è la versione di Bella ciao risuonata a Parma, dai suoi balconi, anch’essi spettatori di una musica di ieri che ha la forza di interrogare il silenzio di oggi. Tante le iniziative nel parmense per un evento che quest’anno non è solo un rammentare con la mente, ma è un vero e proprio ricordare, che coinvolge il cuore. Perché se quella guerra di cui oggi si celebra la fine appartiene al passato, quella che ci costringe a vivere questo 25 aprile dal balcone, ha solo oltrepassato la prima fase e c’impone, come ci ha ricordato il radiocronista Massimo Barchiesi nei giorni scorsi su queste colonne, a bella ciao istituto comprensivo ferrarimantenere ancora alta la guardia. Ha aperto le danze del memoriale partigiano parmigiano l’esecuzione di Bella Ciao interpretata dagli studenti e dai docenti dell’istituto comprensivo Giacomo Ferrari. Pronta la divisione delle mansioni: gli alunni si sono occupati della parte sonora e vocale, mentre gli insegnanti hanno offerto il loro contributo solo alla parte vocale. Ognuno nelle proprie abitazioni ha registrato il proprio audio, che poi i prof Orlandi e De Fazio hanno provveduto ad armonizzare in un unico pezzo. “In questo periodo caratterizzato da incertezza, insicurezza e separazione, la nostra scuola bella ciao ist ferrariha pensato di proporre un momento di aggregazione attraverso l’interpretazione della canzone “Bella Ciao” eseguita da un coro virtuale di docenti e alunni”, si legge dal sito dell’istituto, che ha pubblicato il prodotto finale di questi particolari compiti a casa, il video. “Cantare Bella ciao” ha poi aggiunto l’Istituto Ferrari, significa ricordare i Partigiani che hanno portato alla Liberazione dal nazifascismo e che sono, per tutti noi più che mai in questi giorni difficili, un imprescindibile/significativo modello di resistenza civile! Inoltre, continuano nella loro spiegazione, ecco un dedicatario speciale: Giacomo Ferrari, che dà il nome al plesso scolastico, comandante l’8 anpi fidenzasettembre del 1943 dei partigiani della Val Parma. Da una manifestazione all’altra, un po’ come le note dell’odierna Bella Ciao, che rimbalzano da un balcone all’altro. E’ il turno di Fidenza. Prima le campane, poi il ricordo degli ultimi cinque partigiani fidentini, che hanno vissuto in prima persona la lotta di liberazione: Rino Piccinini, partigiano Morgan, classe 1928, Franco Bottioni, partigiano Panocia, classe 1926. Antonino Besagni, partigiano Uragano classe 1927 e due staffette, Lina Zeni, classe 1928 ed Eris Utti, classe 1925. Ricordati dal vicepresidente Anpi Fidenza Armando Perteghella che poi inizia il suo intervento: “Nemmeno nelle più remote immaginazioni ci aspettavamo di festeggiare un 25 Aprile così devastante” e conclude con la frase del partigiano Sandro Pertini… “E’ meglio la peggiore delle democrazie che la migliore delle dittature”. E’ dunque il andrea massari sindaco fidenza 25 aprile 2020momento del sindaco fidentino Andrea Massari che apre così il suo intervento: “Ora siamo chiusi in casa per combattere un nemico che neanche riusciamo a vedere, stare in casa è il must, per questo ringrazio i cittadini, le forze dell’ordine che ci proteggono. Fidenza, ha riposto in modo straordinario in questa quarantena, sia nei singoli che in gruppo, con lo spirito che è un grande grazie a chi è stato, è e sarà anche nei prossimi mesi, in prima linea, i responsabili sanitari”. Continua, con un discorso che si fa sempre più accorato, intenso, al punto da rompergli la voce dall’emozione, il primo cittadino fidentinoE’ un grazie che non può fermarsi, da questa vicenda drammatica non è difficile vedere delle luci splendenti che sono andrea massari 25 aprile 2020queste esperienze, che tutti abbiamo visto, toccato, misurato. Della libertà abbiamo assaporato la necessità in questi mesi, anche quel pezzo d’Italia che continua ad odiare questa festa nazionale, ad offenderla, oltraggiarla, a Forlì, un consigliere comunale, giovedì, ha auspicato che gli anziani resistenti fossero tutti in piazza oggi a contagiarsi. Da qualche giorno sono quotidiani gli insulti all’Anpi. Non è un’Italia bella, non fa parte delle luci di cui parlavo prima, eppure la libertà è stata conquistata anche per questi esseri di…mi fermo…Il 25 aprile non è un fatto perso nelle pagine della storia, perché è un pensiero sempre attualizzabile, oggi ancora di più incredibilmente contemporaneo. che ci parla oggi in questo tempo, in questa crisi. Non ci si salva da soli ma tornando ad abitare alcune parole. Come fiducia. Come comunità, sono le due armi che abbiamo. Dobbiamo Luca Savareseprendere questo stile per andare avanti, perché il futuro ha molte incertezze”. Massari prosegue e conclude il suo appello: “Pochi giorni fa, ho celebrato, in solitaria, un matrimonio di due giovani fidentini in municipio:è un messaggio che ci danno: scontriamoci, diciamoci le cose senza nascondere nulla, ma non scordiamoci mai di camminare insieme. Dobbiamo tornare a vivere nel mondo ma non contro il mondo, nel rispetto delle cose comuniChiudendo la stagione delle balle, spacciate per verità, solo per odiare. Nella verità è difficile smontare, è più facile costruire”. Questa mattina mi son svegliato ed ho trovato l’Italia, Parma e la sua provincia in prima linea, presa da un modo nuovo per festeggiare una cosa di ieri che ci educa e tanto, in questa guerra al virus, ancora oggi. Forse non è un caso che il viale che conduce allo stadio Ennio Tardini si chiami viale partigiani d’Italia. Si, coraggio e slancio che hanno costruito e costruiscano una via, lastricata di esempi. Luca Savarese

#Trentanovesima puntata Sabato 25 Aprile 2020

BELLA CIAO – ISTITUTO COMPRENSIVO GIACOMO FERRARI

BELLA CIAO, FLASH MOB PARMA

Video di Valentina Strozzi e Riccardo Zanzucchi

25 APRILE, CELEBRAZIONI COMUNE DI FIDENZA

Interventi di Armando Perteghella (Anpi), Andrea Massari (Sindaco di Fidenza), Rita Sartori (Presidente Consiglio Comunale di Fidenza)

2 pensieri riguardo “DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (39^ puntata) – PARMA E FIDENZA CELEBRANO A DOVERE UN 25 APRILE QUANTO MAI ATTUALE

  • 25 Aprile 2020 in 22:23
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    Che il 25 aprile sia l’inizio della liberazione dal maledetto Coronavirus!

  • 26 Aprile 2020 in 11:06
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    ci liberammo dei visigoti ci schiavizzarono i celtici,best regards

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