HOME SWEET HOME… CON MARA SANTANGELO: “TIFO PARMA PERCHE’ STREGATA DA ZOLA. MI MANCA LA FISICITA’ DI UN ABBRACCIO, MA QUESTA PARTITA VA VINTA DA TEAM”

 

MARA SANTANGELO

Luca Savarese(Luca Savarese) – Quando, alcuni anni fa, la vidi tifare Parma all’interno di una puntata di Quelli che il calcio, tra me e me subito pensai una cosa: io prima o poi devo raggiungerla, parlarle. Lei intanto, passava da un campo all’altro, strabiliando tutti. Nel 2007, ecco il capolavoro del Roland Garros conquistato in doppio con l’australiana Alicia Molik, diventando la prima italiana in assoluto a vincere un torneo del Grande Slam. Inoltre, sempre nel 2007, è stata insignita dal presidente Giorgio Napolitano dell’onorificenza di Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana. Nel 2013 ha dato alle stampe per le edizioni Piemme Te lo prometto, un testo a trecentosessanta gradi, una sorta di cifra sportiva ed esistenziale, dove racconta la scoperta del giocatore più importante di tutti, la fede. Insomma, tantissima roba. Oggi pomeriggio ci ha idealmente aperto le porte di casa sua, per una gustosa chiacchierata, sotto rete…

Mara, è in corso una partita particolare ed inedita. Non si gioca né sull’erba di Wimbledon nemmeno sulla terra battuta a te molto cara del Roland Garros, ma è una specie di campionato italiano, europeo e mondiale insieme. C’è una pallina invisibile ma perfida che non riusciamo a rispedire dall’altra parte della rete, una volta per tutte…
E’ un momento molto difficile per ognuno di noi, però credo dobbiamo avere quegli occhi per poter vedere le cose positive, per vedere quello che ci può insegnare questa situazione, ti posso assicurare che personalmente mi sta insegnando tantissimo, sto imparando tanto, a cominciare, per esempio, da quante cose che diamo per scontate e che poi, scontate, non lo sono affatto”.

Come vivi quotidianamente questa partita?
Sono a Roma, da sola, quindi oltre alla situazione che è sotto gli occhi di tutti,vivo una sorta di quarantena nella quarantena, abbastanza tosta, lontano dagli affetti. Certo abbiamo a disposizione i social, che ci permettono di comunicare con le persone, di vederle, e questo è già un grande aiuto, ma il valore di un abbraccio, sinceramente, credo sia insostituibile, io poi sono molto fisica nei contatti con le persone a cui voglio bene, l’abbraccio è qualcosa di più per me e mi mancando in modo particolare”.

Nel tuo bel libro Te lo prometto è incastonata una perla, quando racconti la tua prima salita alla collina delle apparizioni a Medjugorje, se non sbaglio ad inizio novembre 2010 e come in quella notte ringraziasti il Signore per tutto quello che ti aveva dato e non avevi mai apprezzato. Può essere anche questo il segreto prezioso di questa stasi che stiamo vivendo?
Si per me assolutamente,lì è stata una tappa fondamentale della mia vita che mi ha fatto vedere tutto con gli occhi diversi,il dono della fede mi ha completamente cambiata, oggi riesco a ringraziare, prima mi era tutto dovuto, oggi grazie alla fede, a questo dono prezioso, ecco una delle cose che faccio ogni santo giorno quando mi sveglio è proprio ringraziare delle migliaia di cose che ho e che ripeto diamo per scontate poi quando ci vengono a mancare, ahi, ecco che allora ce ne rendiamo conto… Ci cambierà questa fase, non so se in meglio o in peggio, ma ne usciremo cambiati di sicuro, sta a noi riuscire a fare quello swish in meglio e non in peggio perché poi la sofferenza, i momenti difficili, le privazioni, non tutti queste situazioni le affrontano allo stesso modo ma ad alcuni possono chiudere il cuore ed incattivire, mentre è proprio il contrario, la cosa decisiva sarà trasformare quello che sta accadendo in altro, in una specie di nuova apertura”.

Veniamo alle questioni targate Parma. Quando scocca la tua scintilla per i Crociati?
Quando ero ragazza, in quell’era c’erano talmente giocatori super forti, erano gli anni d’oro, Parma era una piccola cittadina che emergeva in grado però di sorprendere e di prendere per mano i sogni, era un sogno di tutti i ragazzini di quel tempo che vedevano nel Parma una possibilità in mezzo alle big di quegli anni, era come una specie di refrain: “Ognuno di noi ragazzini ce la può fare, se ce la fa una squadra piccola ma grande come il Parma”…poi quello che mi stregò fu Gianfranco Zola, ero ragazza, lui e il Parma diventarono presto la mia scelta di squadra, di modo, fiero, anche di porsi davanti alle sfide”.

Se tu fossi un giocatore del Parma chi avresti voluto essere lui, Zola?
Si senza dubbio, Zola, coniugava due cose non sempre tenute insieme, era super talentuoso ed allo stesso tempo molto umile. Aveva uno stile molto riservato e nel momento giusto tirava fuori il coniglio dal cilindro del suo talento e, saltava fuori la magia…”

E impari che puoi davvero sopportare, che sei davvero forte, e che vali davvero. E impari, impari, impari”. All’inizio della tua opera riporti questi versi incisivi di Veronica Shoffstall, ecco quale consiglio daresti a tutte quelle ragazze e ragazzi che fanno regolarmente tennis, che si allenano a casa e che non vedono l’ora di tornare sui campi all’aria aperta?
Il primo consiglio che mi sento di dare, ai giovani, ne incontro tanti, grazie al mio progetto vado nelle scuole a parlar loro, è quello di seguire una loro passione, spero anzitutto che questi ragazzi che giocano a tennis o praticano qualsiasi altro sport lo facciano davvero per una loro scelta, e non spinti o da un parente o dall’amico, seguite le vostre passioni, quello che vi piace, di sicuro nel percorso della vita troverete ostacoli, però se fate una cosa che vi piace, sarà più facile riuscire a superare quelle difficoltà, quel momento difficile, tipo questo, invece se seguite una passione non personale ma imposta da altri come un genitore o un amico, lì sarà molto più difficile resistere nei momenti critici”.

Mara questa partita dell’attesa si vince con uno smash o con un lob?
Si vince In team, io che ho scelto uno sport individuale e che poi certo mi ha portato a giocare in team in nazionale e anche nel doppio, oggi da ex tennista, quindi uno sport molto singolo, ecco adesso come adesso, dico che la risposta oggi sia essere uniti, fare squadra per combattere questa battaglia, sconfiggerla e seguire le direttive che ci stanno imponendo. Continuo a vedere in tv, persone che la prendono un po’ alla leggera, ma è una cosa seria da sconfiggere, che è molto problematica, lo stiamo vedendo, è una pandemia che non fa sconti a nessuno ed è in giro per tutto il mondo. Dobbiamo però allo stesso tempo pensare che non è una cosa a lunghissimo termine, prima o poi finirà, i nostri nonni hanno fatto le guerre, a noi viene chiesto di stare a casa, con il confort delle tecnologie, con la possibilità di poter mangiare e bere, ecco siamo messi in grado di stare bene in fondo, non è un sacrificio così grosso, rispetto a quanto è stato chiesto in passato ai nostri nonni in guerra, quella fu veramente una croce. Qui si tratta di seguire le direttive, stare a casa, rispettare le misure di distanza se usciamo, mettere la mascherina, mettere i guanti, poi la scienza troverà il modo per farci uscire da questo che per tanti è incubo e spero che si possa trasformare in momento di riflessione e perché no di pace per cercare di capire quali possano essere gli obiettivi per il futuro per ognuno di noi, io la penso così”. Luca Savarese

3 pensieri riguardo “HOME SWEET HOME… CON MARA SANTANGELO: “TIFO PARMA PERCHE’ STREGATA DA ZOLA. MI MANCA LA FISICITA’ DI UN ABBRACCIO, MA QUESTA PARTITA VA VINTA DA TEAM”

  • 5 Aprile 2020 in 23:48
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    Consiglio di leggere l’intervista a Cacciari sull’HP. Finalmente qualcuno che si scaglia contro l’ipocrisia del “che bello stare tutti a casa” e “cambierà tutto”.

  • 6 Aprile 2020 in 15:23
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    Grande Luca, l’ho letta anch’io e trovo sia il primo dopo due mesi a dire qualcosa di sensato oltre “tutti ai domiciliari per aiutare i nonni” (domiciliari che non possono durare ancora molto….il popolino come i cani deve pisèr…).

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