CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / AFFETTI ED EFFETTI POCO STABILI

gianni barone 21 aprile 2020(Gianni Barone) – Non vorrei dire, ma le cose strane che sente dire in giro il Ministro Spadafora, quali sono? Per caso è sicuro che della ripresa lui non vuole sentire parlare perché tutti abbiamo capito che non sia di suo gradimento, e che di conseguenza non ci sarà (sempre ammesso che l’esecutivo continui a fidarsi di lui e non lo aggiri, esautorandolo di questa materia troppo complessa per lui)? Quello che abbiamo di sicuro capito è che, per il ministro suddetto, il calcio non è di sicuro un affetto stabile: su questo, alla luce delle ultime due dichiarazioni penso non ci siano dubbi, però gli effetti quali saranno effettivamente sulla ripresa? Il fatto che il Viminale abbia dato il via libera agli allenamenti individuali per gli sport non individuali, avallando le ordinanze regionali di governatori quasi tutti in quota PD, non vuole dire matematica certezza di ripresa. Quando c’è la volontà, ecco che arrivano puntuali gli impedimenti, e di volontà sembra che ce ne sia sempre meno da parte di qualcuno che crede di potercela fare ed uscirne creandone sempre nuovi impedimenti sulla strada, definita sempre più stretta, della ripartenza e della conclusione giocata dei campionati di calcio. Effetti quindi poco stabili al pari degli affetti del Ministro Spadafora, ormai inviso a molti, fors’anche a se stesso, sempre alle prese con strappi continui con istituzioni, in teoria dalla sua parte, ma in pratica l’un contro le altre, non sempre armati di buon senso, SPADAFORA FACEBOOKma disarmati di fronte alle tante contraddizioni che emergono in questa delicata fase, che tutti attendono, tutti ipotizzano buona, e tutti celebrano, e di cui tutti, chi più chi meno, in segreto o in pubblico, nutrono un malcelato terrore. Ministro e Premier – messa da parte la dialettica del compromesso – ancora contro sulla farraginosa, quanto insperata risoluzione del problema calcio. Uno, in tema sportivo calcistico, compie circonvoluzioni sempre sorprendenti, l’altro sempre col supporto della scienza, mai tanta a lui cara come ora, che aldilà della demagogia di facciata e di maniera, tenta la soluzione migliore per evitare cadute non solo di stile. Sta di fatto maglia autocertificazioneche in mezzo al guado ci troviamo tutti, volenti o nolenti: chi deve riprendere attività per riprendersi e chi vorrebbe riprendere e riportare a sé tutto ciò è mancato e tutto ciò che si è dovuto sospendere. E nel tema delle sospensioni, quella dei campionati, risulta essere giorno dopo giorno, sempre al centro dell’attenzione e del dibattito, oltre che dei giudizi, molto di più rispetto al tema della sospensione di alcuni diritti, sanciti dalla Costituzione, da cui si è abdicato in nome dell’emergenza pandemica, quali la libertà in senso lato, o quella di riunirsi in senso stretto o infine quella di allenarsi nello specifico calcistico, che sta a cuore a molti non solo per motivi passionali quanto per l’economico senso della sopravvivenza futura. A questo proposito inserirei le parole chiarificatrici del presidente di Nuovo Inizio, Marco Ferrari, che, nei giorni scorsi, sulla propria pagina Facebook, sollecitato dai followers, ha proseguito un propositivo dibattito su queste tematiche: Una squadra di calcio, normalmente, ha 4 voci di ricavo principale: 1 Abbonamenti e biglietti; 2 Sponsor e merchandising; 3. Diritti Tv; 4. Ricavo da calciomercato. Con stadi deserti non solo crollano i ricavi da stadio, ma anche gli sponsor. La scarsa liquidità del sistema porterà, inoltre, ad un calciomercato nel breve più povero. Rimangono i diritti tv, anche se è noto che gli operatori hanno già chiesto sconti. Quindi al di là di capire se terminerà o meno questa stagione, il ferrari fbproblema riguarda anche la prossima, se è vero che non consentiranno accesso ad impianti per mesi e mesi. Se il calcio vuole andare avanti – perché fermarlo completamente per un anno rischierebbe di non farlo ripartire più – dovrà compattarsi in tutte le sue componenti, ridimensionarsi e girare a motore ridotto sino a quando non potremo tornare negli stadi. La speranza è che i progressi nella gestione dell’epidemia (non parlo solo di un possibile vaccino, ma anche di cure e maggiore conoscenza del virus) permettano di ridurre ai massimo i tempi. Ci stiamo abituando troppo in fretta a chiamarli “assembramenti”, ma tornare a gremire uno stadio, come un concerto o una manifestazione, sarà tornare alla vita.” Al di là di questo lucido intervento, per il resto rimane un balletto continuo di umori e opinioni in materia che destabilizza non poco il sentire comune oltre che le coscienze delle parti coinvolte chiamate ad esprimere con chiarezza, non semplici orientamenti o linee comuni, quanto decisioni e risoluzioni che non siano improvvide, ma tremendamente necessarie per i motivi così bene illustrati da Ferrari. Il premier – pur nelle difficoltà delle circostanze, nell’oscurità dei proclami e talvolta nell’indecifrabiltà dei decreti emessi – riscuote ancora qualche credito, ovviamente da non tutte le parti politiche che lo sostengono, e, affidandosi alla scienza, va in controtendenza rispetto ai suoi omologhi europei, che nelle scelte e decisioni si sono dimostrati politicamente più autonomi di lui nonché risoluti anche in materia calcistica. Non è facile contemperare tutto, pensano i suoi CONTE PARLAMENTO 30 04 2020sostenitori, anche se è pur vero che la scienza e il potere umano coincidono esattamente secondo il pensiero di Bacone, filosofo sempre attuale e seguito, però la scienza è fatta di dati, che non sempre ammassati tra loro, non è detto che siano in grado di edificare un pensiero solido capace di illuminare scelte o decisioni importanti. La scienza non è «Gaia» come la casa (in dialetto), non intesa come felicità o contentezza, ma come poesia che ti dà luna e che ci promette stelle di un universo nuovo, ma non è nemmeno illusione di credere di poter trovare altrove quello che essa non può darci, come diceva Freud. Non sappiamo nemmeno se la scienza che illumina il nostro Premier, per dirla alla Tolstoj (sempre per non farci mancare nulla) sia una conoscenza immaginaria della verità assoluta o meno. Non sappiamo cosa sia utile in questo momento in cui le ricette della scienza, leggi barone libri appuntivaccino o cura, non sono ancora riuscite o completate, quindi ci affidiamo a questo tipo di letteratura della scienza che si spinge verso orizzonti o abissi (a seconda dei casi) ancora per noi inesplorati o del tutto ignoti. Quindi beviamoci le promesse di felicità e non quelle di verità nascoste da svelare, senza sapere se con la verità scoperta di potrà arrivare alla felicità desiderata. Considerazioni astratte in mezzo a tanto disagio pratico, incertezza sociale ed esistenziale con fratture e frammentazioni regionali, comunali, di settore e di attività, che non concorrono certo a costruire strumenti seri di comprensione e accettazione completa del clima sociale. C’è chi è garantito (dipendenti pubblici e parlamentari) e chi no, c’è chi è assistito (pensionato e titolari di reddito di cittadinanza) e chi no, c’è chi produce (pochi) e chi no (molti), c’è, infine, chi è dimenticato e basta. Ognuno non ha tempo, voglia, agio, di pensare all’altro che sta peggio, perché crede, pensa, suppone di non avere il meglio per sé, o non si ritiene in grado di supplire a mancanze o omissioni di chi di dovere. Ma di chi è il dovere? Della Repubblica e delle sue Istituzioni? O di chi altro? Dei vari governi centrali, locali, di settore o di ambito? Ma il Ministro che legge cose strane e che nega, da che parte sta? Dalla sua, quella delli…, o dalla nostra? Sempre che si riesca a stabilire cosa c’è di stabile negli effetti di tutto ciòì, oltre agli affetti stabiliti e di cui al all’ultimo decreto che di sicuro non sarà l’ultimo in assoluto, benché…. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

One thought on “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / AFFETTI ED EFFETTI POCO STABILI

  • 4 Maggio 2020 in 18:51
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    Conte ha bisogno di paravarsi il sedere dietro al CTS perchè non ha le “guts” per decidere in autonomia. D’altronde anche nello scorso governo lasciava decidere il tutto al gatto napoletano e alla volpe padana.

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