CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / MALLEVADORE

mallevadore

gianni barone fase 2(Gianni Barone) –E visto che l’idea del Lato B, come lamentava il Petisso Pesaola, per noi quello della Rivelli senior (O. Muti), al posto del piano B, qualcuno ce l’ha rubata, leggi Zazzaroni, intesa da lui come fortuna che ci vuole a far ripartire il Campionato, rilanciamo quella, seppur ancillare, di Spadafora che si fa «mallevadore» del suo buon cuore di Ministro, per garantire la partenza, entro Giugno – 13 o 20 che sia ancora non si sa, forse ci anticipa (persino) la Liga spagnola… –  del suddetto torneo nazionale di serie A italiano. stagione poco di grazia 2019-20, al momento moncato e mai nella sua ultracentenaria storia, tanto tribolato e tormentano, come ora. Il termine, non bellissimo, magari cacofonico, di mallevadore, per quanto arcaico e desueto possa apparire, soppiantato nella sua accezione giuridica dal più diffuso e moderno fideiussore, deriva etimologicamente dal latino “man levare”, cioè alzare la mano nell’atto di giurare. E di mani, di voci, di giuramenti, non necessariamente di Pontida, in questa spinosa questione, se ne sono levati, più di uno, ma quelli del Ministro in questione, hanno avuto sempre il fascino di far discutere molto e di destare oltre che sorpresa, stupore e incredulità, sinanco un mare magnum di polemiche. L’ultima mano (o voce o giuramento) levata è quella riferita alla diretta gol, sul modello Bundesliga attuato nelle prime due giornate, da trasmettere in chiaro allo scopo di evitare pericolosi assembramenti in locali pubblici, ma anche in abitazioni private, in vista dell’imminente,piccolo corazziere rascel quanto agognata (la cognata diceva il corazziere Rascel) ripresa del campionato, data ormai per certa, dopo la presentazione dell’ultimo protocollo gara, e in attesa del incontro risolutivo tra Ministro e vertici del calcio, previsto per Giovedì 28 Maggio e battezzato  «D day» del via libera alla ripresa. “Io sono disponibile, come Governo, a mettere nello stesso provvedimento, le norme che serviranno per consentirlo in Italia”, così si è espresso Spadafora riferendosi alla trasmissione della Diretta gol delle partite, non a pagamento, nella bolla temporale di ripresa prevista per il 13-20 Giugno, e non sappiamo, sulla scorta dell’esempio tedesco, se sarà riferito alle prime due giornate o se si prolungherà fino al 9 Agosto, termine ultimo, ipotetico, della telecamera tardinimanifestazione. Qualcuno d’istinto liberale, lo identifica come primo passo verso la modifica della Legge Melandri sui diritti Tv, propedeutico alla fruizione del prodotto calcio non più in esclusivo appalto in favore delle pay tv. Un calcio in chiaro, ormai antichissimo retaggio di un passato, quasi trentennale, che nessuno, nemmeno noi che lo abbiamo avventurosamente vissuto, ricorda quasi più. Un calcio che da un calcio a Sky, Dazn, Telepiu, Stream, e come cavolo si chiamano e si chiamavano tutte le Tv a pagamento, tanto per intenderci, e che qualcuno vorrebbe – non senza discussioni e polemiche che ne deriveranno – riproporre: in questo in clima tutti dovrebbero accettare l’idea di perdere qualcosa. Cosa che, visto i recenti L'HO VISTO ALLA RADIO«braccio di ferro» fra Lega e Sky, e fra Lega e AIC, pochi danno l’impressione e l’intenzione di volere cedere alla controparte. Eppure a fianco delle novità introdotte dal nuovo protocollo gara – che sono tante e sostanziali, in termini di comportamenti e presenze contingentate (solo 10 giornalisti per gara in base a cosa? Meriti sportivi? Quali?), qualche novità anche sul prodotto televisivo non farebbe certo male. La logica delle esclusive in ambito radiotelevisivo, non ci ha mai, tanto entusiasmato, soprattutto noi reduci del pionierismo del calcio descritto e raccontato via etere, in diretta, in libertà, talvolta in incognito sotto mentite spoglie per evitare tirate 200309-vincenzo-spadaforad’orecchie da parte di zelanti e implacabili addetti, autentici «cerberi» della situazione. Quindi mentre il Consiglio di Lega cercherà di definire gli NAIKE RIVELLIultimi dettagli, il così definito D day con il Ministro, non del tutto scontato nei suoi sviluppi, esiti e deliberazioni varie ed eventuali, potrebbe riservare sorprese non gradite e di difficile assimilazione a tutti quei soggetti interessati alla ripresa ad ogni costo. Il mallevadore, come detto, può essere chiunque prometta, assicuri o dia per certo qualcosa e che, quasi con solennità spontanea, riesca a garantire che determinati beni, come il calcio, non vengano svenduti o non cessino di essere o di rappresentare, in pieno o fino in fondo, ciò che la loro funzione originarie esige. Poi potrà anche essere questione di culo, fortuna o lato B, che dir si voglia, ma certi equilibri vanno assicurati prima che sia troppo tardi e prima che ce ne se ne debba pentire. Il bene calcio va tutelato senza tentennamenti o intralci, senza manie di protagonismo o ideologizzazioni di sorta o fuori luogo, e come la locomotiva Germania insegna, deve ritornare in rotaia a camminare e all’occorrenza a correre, curva epidemiologica permettendo, è ovvio. Però il desiderio di normalità e libertà che alberga dentro di noi, dovrebbe essere forte, molto di più delle ragioni di Sky, Dazn o di chi per esse. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

3 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / MALLEVADORE

  • 25 Maggio 2020 in 15:37
    Permalink

    Il Regime degli Ayatollah ispirandosi sempre di più al franchismo autoritario e integerrimo ha mutuato la guardia civil in guardia civica reclutando agenti tra i desperados. Un poveraccio sabato è stato sanzionato per effusioni con la fidanzata da uno zelante agente in quel di Pavia. Di fronte a questo scempio leviamo orgogliosi il nostro bicchiere di spritz e continuiamo con la guerra pacifica dell’aperitivo. I matusa al prossimo giro proibiranno anche l’alcol.

    • 25 Maggio 2020 in 22:06
      Permalink

      D’altronde in Iran l’alcol è proibito 😉

  • 25 Maggio 2020 in 17:40
    Permalink

    Caro signor Barone, non credo che le società rinuncino al 70% dei loro introiti e, mi permetta, quale azienda rinuncerebbe ad una considerevole parte dei propri introiti? in cambio di cosa? promesse da mamma Rai???? cioè dai nostri governanti??? anche se la Rai tramite il canone incassa molto più di un pay tv, non sarebbe mai e poi mai in grado di garantire gli stessi introiti, considerando anche i bilanci non proprio brillantissimi degli ultimi decenni.
    Saluti

I commenti sono chiusi.

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