CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / SI E’ DECISO DI NON DECIDERE

gianni barone fase 2(Gianni Barone) – Alla fine nessuno ha deciso di dire NO al calcio dei professionisti, anche se il sì, sottinteso, resta condizionato, quindi rimangono aperte tutte le possibilità, senza che nessuna delle tre prese in considerazione, risulti essere, a priori, quella certa, definitiva, applicabile. Si è deciso di non decidere pur in presenza di protocolli e norme nuove, che prendono in esame le varie opzioni, lasciando fare, non al caso, ma alla vita questa grande fatica (noi siamo feriti quanto basta, come profeticamente, cantava Jannacci), di andare avanti e riprendere, pur in contatto di numerose incognite. Sarà un calcio senza vita, dicono le Curve, i cui frequentatori  si sono sempre creduti protagonisti degli avvenimenti sportivi col loro calore e col loro colore, anche perché gli striscioni issati venivano filmati e fotografati o trascritti; sarà un calcio surgelato, per mancanza di passione, nonostante il caldo in cui, ipoteticamente, si giocherà, ma ci sarà, grazie ad una delle tre possibilità: la uno, la due o la tree (con la è aperta alla Cerlo)?, come diceva Mike (Bongiorno)mike bongiorno sabina ciuffini rischiatutto 1972 ai suoi concorrenti del Rischiatutto, prima che entrassero in cabina, per la domanda finale. Nel nostro caso non si entra in nessuna cabina – come si faceva, noi, ai tempi delle radiocronache del Parma di 30 anni fa – ma si esce allo scoperto con vista su di un mare qualsiasi, e si farà una scelta, non volontaria, ma obbligatissima onde preservare alla componente professionistica fascino e utilità in termini di sopravvivenza, futura, dell’intero movimento, compresa la parte dilettantistica e giovanile che ha dovuto, neppure tanto obtorto collo, come era ampiamente prevedibile, alzare bandiera bianca, interrompendo la stagione in corso con il rischio di non avere garanzie e speranze concrete per l’inizio di quella successiva. Il calcio dei campanili, dei distretti, dei ministo bellanova piantocircondari e dei mandamenti, rifacendoci alla suddivisione amministrativa pre-unitaria, si ferma: getta la spugna per mancanza di risorse, strutture e di capacità di adattamento a nuove esigenze-emergenze accompagnate da protocolli sanitari stringenti e inapplicabili. Un calcio che è la maggioranza – fra iscritti e praticanti – giocoforza si deve arrendere, ma non si deve per niente dimenticare. La famosa base su cui si reggono tutte impalcature possibili e immaginabili, sportive e non, che deve restare e ritornare solida, non deve, in nessun modo, essere esclusa dai programmi futuri di rilancio. Spero che qualcuno tenga conto dell’importanza di questo esercito d’invisibili (cit. Ministro, con lacrima, Bellanova) una volta esaurita l’ansia della ripartenza ad ogni costo e della conclusione dei Campionati di A, B e financo C (con sbugiardata colossale da gabriele gravina francesco ghirelliparte di Gabriele Gravina dell’ex sodale Francesco Ghirelli, che aveva già decretato motu proprio la fine dei Campionati della Lega Pro di cui è presidente, cum gaudium magnum gaudium dei tifosi d’Oltr’Enza che così vedono la Reggiana di nuovo in gioco per la promozione in Cadetteria e non fregata dal Carpi per un millesimo in meno e una gara disputata, questa sì obtorto collo, in più, a Gubbio, per via di una media ponderata che il noto avvocato Paolo Malvisi ha definito cervellotica e micragnosa,per non trascendere nella fantozziana cagata pazzesca), attraverso i tre omonimi piani A,B,C, nell’ordine di importanza, non casuale, ma fattuale. Il piano A, con la disputa di tutte le partite, ogni 3/4 giorni, per finire entro il primi di Agosto, e con la possibilità di farlo, entro la fine dello stesso mese, anche per la serie B, e la serie C. Il piano B – da non confondersi con il ornella muti 65 anni lato blato B, nell’immaginario collettivo discografico ed anatomico, universalmente sempre, piacevolmente, evocativo, specie quello della magnifica 65enne Ornella Muti, quella del Covo di Nord Est, immortalata dall’erede Naike Rivelli che poi ha bacchettato i guardoni virtuali maravigliandosi perché ha riscosso più like e visualizzazioni di un post su un bambino che muore di fame, ma toh! – sarebbe, viceversa, da adottare in caso di nuove positività o nuovi stop. Poi resta il piano C, quello più contabile e burocratico, fatto di coefficienti più o meno micragnosi, per dirla alla Malvisi, paolo malvisi telereggiomedia punti e meriti sportivi, i quali, in caso di classifiche congelate, risulteranno essere sempre motivo di discordia e di polemica, dando da lavorare agli avvocati sportivi di cui egli è egregio rappresentante. Si passa dal surgelato del gioco senza tifo – che i telecronisti dovranno riempire, magari, Dio lo voglia!, urlando di meno per non farsi sentire in campo, e magari per cercare di capire di più grazie alle esclamazioni di giocatori e tecnici – al congelato delle classifiche, stadio spadafora ammorbidito da conteda morte (figurata) improvvisa del gioco (mica il golden goal, veh) e delle competizioni, con tanto di brividi di sudore per un’estate da ricordare, non solo negli annali sportivi, ma nella storia di un intero paese che pensava, nel corso degli anni, di averle già viste di tutti i colori, ma che una tragedia di tale portata proprio non se la sarebbe mai aspettata. Sdong. In mezzo a tutto ciò, il Governo – vittorioso grazie a Renzi, nella sfiducia ad personam al ministro Bonafede (Spadafora, sfiduciato da Zazzaroni, non è stato oggetto di voto di fiducia delle Bi-Camere, ma secondo il direttore ballerino ora si è limbo calcio femminileammorbidito e non è più necessario un summit direttamente con il premier) – non ne esce con le ossa rotte, o almeno così sembra, dimostrando di possedere doti da incassatore non indifferenti, introducendo nella pletora delle norme del suo maxi-decreto, la riduzione ad un solo grado di giudizio, in caso di ricorsi o dispute legali in ambito sportivo. Si attende, ora, il consesso fra Governo e autorità calcistiche per ratificare il tutto e dare finalmente il via alle operazioni di rilancio in ossequio all’omonimo provvedimento, appena approvato e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dopo laboriosa e tribolata gestazione e firma del Presidente della Repubblica. Tutto in mano agli eventi, quindi, verrebbe voglia di dire, con l’Associazione dei calciatori, che non tace e rivendica maggiore attenzione, in tema di contratti da rispettare ed emolumenti da esigere, laddove non vi siano stati accordi con le Società. Il rischio questa volta va accuratamente calcolato in ogni sua piega ed il lato economico, di sicuro, non occupa spazi o posizioni marginali nella questione. Perché se così fosse, sarebbe stato possibile a tutti riprendere l’attività sportiva: invece, nell’universo invisibile dei mandamenti locali, solo alle donne e al loro calcio è atteso un esilissimo spiraglio di speranza, sarebbe il piano D, come Donna, o giù di lì… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

2 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / SI E’ DECISO DI NON DECIDERE

  • 21 Maggio 2020 in 15:32
    Permalink

    La risposta alle loro domande é dentro di essi, epperó è sbagliata, preghiamo quelo

  • 22 Maggio 2020 in 00:10
    Permalink

    La storia dell’Italia da secoli. Cosa c’è da meravigliarsi?

I commenti sono chiusi.