CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / STALINGRADO-COLLECCHIO E RITORNO. RISCHIO CALCOLATO, ALLENAMENTI RIPRESI E VIA AL RITIRO

gianni barone 21 aprile 2020(Gianni Barone) –  Antefatto: il Ministro On. Vincenzo Spadafora, in diretta Tv, a Stasera Italia (Retedisp o4), in accoppiata con l’auto celebrativo Pierluigi Pardo – come tempestivamente documentato da StadioTardini.it – molto candidamente ha affermato che i ritiri obbligatori tanto avversati dai club, facevano parte del primo protocollo che la stessa Federcalcio aveva proposto. Al che egli stesso si era dichiarato disponibile alla variazione del suddetto punto, con un nuovo, riveduto e corretto documento, da sottoporre al vaglio dell’ormai famigerato Cts, da cui dipendono, da diversi mesi, le sorti della nostra vita sociale. Non prima però di aver provveduto a definire, senza fare nomi, furbetto quel presidente, che in barba ai decreti aveva permesso alla sua squadra di fare allenamenti non propriamente individuali (partitelle a tre). Ogni riferimento a Claudio Lotito è parso puramente casuale. spadafora pardo rete 4E fin qui ci siamo: tutto perfettamente in linea con quanto affermato e disposto dal premier Giuseppe Conte in tema di ripresa di tutte le attività seppur in regime di rischio calcolato. Quindi in attesa del nuovo protocollo – e qui arriviamo all’attualità dei fatti – con le squadre che (prima del dietrofront sancito nella serata festiva di ieri) avrebbero dovuto iniziare gli allenamenti oggi, ma che in mancanza di nuove regole certe, debbono continuare ad attenersi alle prescrizioni valide per gli allenamenti individuali già in vigore da due settimane. Dopo il protocollo, discusso, approvato e congelato, il gaz parma blocco allenamentiParma, però, annuncia di allenarsi lo stesso e da stasera andare in ritiro nel Centro Sportivo di Collecchio (sempre via Ansa il DS Crociato Faggiano aveva ribadito la volontà di proseguire nei programmi già definiti ed in effetti stamani dalle 9.30 al Centro Sportivo di Collecchio è ripresa l’attività), mentre tutti gli altri attendono il ritiro dell’obbligo dei ritiri. Il Parma, dunque, tira dritto e va avanti, sentenziano le varie Gazzette, di Parma e rosea, con quanto già predisposto nei giorni scorsi, con grande attenzione dei particolari, per far partire, finalmente, gli allenamenti collettivi, propedeutici alla ripresa del Campionato, al momento, sempre e solo ipotetica (o forse anche meno, visto che nemmeno Conte pigia sul pedale dell’acceleratore). Però per tutti, ora, è consentito solo corsa e niente pallone, e si spera di ottenere il sì agli agli allenamenti di gruppo, senza l’obbligo del ritiro, al più presto onde evitare una soluzione che gran parte dei club ha ritenuto logisticamente impraticabili. L’ok del Cts al nuovo protocollo slitta di 24 ore, quindi tutto sospeso. gds parma rompre fronte e va in ritiroMentre il Parma si attiene al vecchio protocollo superato, auto isolandosi (in tutti i sensi). Niente bolla, niente gruppo, si dorme a casa, – predicano tutti gli altri – però il Parma, che ha strutture adeguate, calcola il rischio, va in ritiro dopo gli allenamenti (dopo aver investito tempo e risorse per adeguarsi), ma è libero di farlo o no? Eh o no? A questo punto irrompe Schianchi, sulla Gazzetta dello Sport, facendo sfoggio della sua cultura storica, con “L’ultima Stalingrado della serie A si chiama Parma”. Nel senso immaginiamo, di resistenza estrema a un qualcosa che impera o avanza. Addirittura! Rifacendosi, per chi non lo sapesse, alla Stalingrado, del 1943, con la resistenza sovietica, della città simbolo, che segnò la fine dell’avanzata nazista, nel secondo conflitto mondiale del 900. Paragone forte, per quanto ardito possa essere o apparire, che nel suo spirito autentico potrebbe evocare il rock progressivo e di opposizione del gruppo prima beat degli Stormy Six, che pochi ricordano (e che trovate in cima a questo articolo o cliccando qui), il quale si cimentò in un esercizio,diciamo pure simile, rievocando nel 1975, con il brano stalingrado stormy sixomonimo, la città di Stalingrado, come paragone alle lotte operaie italiane, anni 60/70, post autunno caldo. “Fame e macerie sotto i mortai come l’acciaio resiste la città, strade di Stalingrado di sangue siete lastricate… Sulla strada gelata la croce uncinata lo sa, d’ora in poi troverà Stalingrado in ogni città”. Così cantava lo storico gruppo di ex sessantottini, sulla scena musicale dal 1965 al 1983. Il paragone del Centro Sportivo di Collecchio (già ribattezzato da StadioTardini.it degli anni d’oro Alcatraz) nuova Stalingrado, oltre che ardito, appare sproporzionato ed eccessivo, in quanto il Parma, ha agito, quasi con spirito di servizio in ottemperanza del mutare delle norme, prima stringenti, poi più supposta andrà tutto beneaperte, ancorché in entrambi i casi ancora troppo nebulose e di difficile comprensione. In cui le prossime novità, ora solo supposte, prevedranno in caso di positività, l’immediato isolamento della persona, con tutta la squadra che dovrà andare, per due settimane, in centro sportivo o albergo chiuso verso l’esterno, per poter proseguire gli allenamenti. O almeno mi sembra di aver capito così in tutto questo guazzabuglio. Sappiamo bene quanto possa essere fluida la materia, in momenti come questo. Poi speriamo che non vengano confezionati ulteriori assist in favore di Spadafora, tali da permettergli di bacchettare ulteriormente il mondo del calcio (a lui oggettivamente inviso, checché lui ne dica) e i suoi protagonisti, rei come nel tema dei ritiri proposti e poi contestati, di affermare una cosa per poi andrea roncato carabinierimanifestarne l’immediata sconfessione. Attendiamo, con ansia, le novità, in un clima in cui il calcolo di un qualcosa d’imponderabile, come il rischio, risulta impresa improba anche a personalità particolarmente dotate di qualità eccelse in ambito scientifico e politico. Si naviga a vista con sviste continue, nel calcio come nel paese, sapendo bene che tutto è ancora tremendamente incerto. Pensiamo al mondo del calcio non di serie A, che non potrà usufruire né di allenamenti individuali e né di allenamenti collettivi per chissà quanto tempo ancora, e che non ha trovato, ancora, il modo per chiudere la stagione e per pensare di programmare quella successiva, tra insormontabili problemi di natura economica. Sarà anche per loro una nuova Stalingrado, caro Schianchi, o sarà, cambiando conflitto, una Caporetto senza remissione? Agli storici della Rosea l’ardua sentenza… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

4 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / STALINGRADO-COLLECCHIO E RITORNO. RISCHIO CALCOLATO, ALLENAMENTI RIPRESI E VIA AL RITIRO

  • 18 Maggio 2020 in 14:41
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    Per chi non lo avesse visto consiglio vivamente “Il Signor Diavolo” del Maestro Avati (gustato ahimè in un cinema d’essai quando ancora il Regime delle pantofole di lana e dei distanziamenti sociali e gli Ayatollah teocratici erano ancora di là da venire). Il padre del piccolo protagonista, nella squallida campagna veneziana della metà degli anni ’50, come attività gira con un camioncino sbuffante (simile a quelli che i tomaccari tra un paio di mesi tireranno fuori dalle polverose rimesse) tra le cascine ad acquistare il piscio delle puerpere (pagato due ova a bottiglione) che a sua volta rivendeva ad una azienda farmaceutica. Ora, al di là di consigliare quei 4 piociòni dei farmacisti li dall’autostrada di valutare il “bisens” dell’ orina (basta andare in Pilotta soprattutto adesso che i mullah e le forze dell’ordine non possono più inseguire i cittadini che fanno la spesa si è già ripopolata dei diversamente parmigiani che liberamente spacciano e nessun caramba li insegue come inseguiva i runner in spiaggia), la premessa era necessaria per dire che quello che scrive l’oslone nero del malaugurio penna d’oro della rosea parmigiano di nascita ma strisciato nell’animo ha il valore del carico del camioncino del film, ovvero un carico di piscio.

  • 18 Maggio 2020 in 20:49
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    Magari gli Ahyatollah, come li chiami tu, ed il virus, come lo chiamo io, ci avessero privato del cinema da masticare del “maestro” Pupi. Tutti i film uguali con atmosfere da stantia periferia di Bologna, omologato dal partito per film che non sono mai entrati nell’immaginario di nessuno. Chewing-gum dal sapore di tigella insipida.

  • 18 Maggio 2020 in 21:38
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    Entro fine maggio devono decidersi. Quella è la data limite per aver chiarezza in un senso o nell’altro.

  • 18 Maggio 2020 in 21:53
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    Amico mio guarda la casa dalle finestre che ridono, una gita scolastica e poi ne parliamo. Quei 4 ignoranti del Regime (ex animatori turistici, ballerini, braccianti) e i loro virologi del CTS, per non parlare degli Ayatollah che li conducono come pupi siciliani non sanno nemmeno cosa sia la settima arte.

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