DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (47^ puntata) – SOTTO CON LA FASE 2, MA Il MUNDIAL COVID 19 NON E’ ANCORA VINTO

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Luca Savarese(Luca Savarese) – Finalmente, abbiamo passato il girone. Tre partite, che poi sono questi quasi tre mesi in reclusione. Non era facile passare il turno, tante erano le insidie, numerose le incognite, ma, ci siamo riusciti. Cadute una dietro l’altra le nazionali della paura dell’ imprevisto, e infine, quella della ferrea reclusione domestica. Si, questa quarantena sembra un mondiale: adesso abbiamo superato la prima fase, ora però non è che ci si possa poi rilassare più di tanto perché ecco gli ottavi, alias la seconda fase o fase 2, che ci aspetta, che vuole saggiare comportamenti e capacità. “Il comportamento vale 90, il controllo 10”. Lapidario ma incisivo, così il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha inaugurato, sul proprio profilo Facebook, questi particolari ottavi di finale del mundial covid 19. Già, questa, diversamente da quelle dei mondiali canonici, è una partita che non si gioca 11 contro 11 ma 60 milioni contro uno, il virus, però, più agguerrito della Norvegia a France 38, dell’Argentina a Spagna 82 e dell’Australia a Germany 2006 (nostri primi avversari nelle seconde fasi dei rispettivi campionati mondiali poi vittoriosi) messe insieme ed oltre. Ieri sera, le prime avvisaglie di una libertà, se non del tutto ritrovata, ma almeno uscita un attimo a respirare, ancora carcerato, certo, ma che intravvede l’uscita definitiva. I Buss, nel capoluogo lombardo, facevano prove generali di cabotaggio più lungo, e il rumore delle loro ruote che ricalcavano l’asfalto prima della notte, faceva un occhiolino alla normalità. Stamattina, ecco il ruggito di una città che dopo giorni di vita dalla finestra torna, munita di mascherina e guanti, a provare ad essere di nuova quella Città che sale, immortalata ad inizio novecento dal pittore futurista Umberto Boccioni: un insieme caotico ma splendido di movimento colorato. C’è chi riprende il treno, chi rispolvera la macchina dopo giorni di forzato garage, chi dalla cantina ritira fuori bici da battaglia. Ecco il platonico mito della caverna 2.0. Si esce verso la luce, ma occhio a farlo troppo in fretta e con disordine, contravvenendo al civismo, perché altrimenti il buio di una ricaduta potrebbe essere più fitto dell’oscuro della caverna stessa. Chi proprio non ce la faceva più del caffè in cialda, torna, mendicante di quell’aroma amica, nei pressi dei bar. Si, non dentro. Lo ordina, e lo consuma, in bicchieri portatili dallo stile americano, rigorosamente fuori. La stranezza di questi mesi, lascia il posto a questo stupore, come se ci avessero regalato un mondo ma con un infinito libretto d’ istruzioni. I cani, sguinzagliati, sembrano contenti che i rispettivi padroni adesso non usciranno più solo con la scusa di portarli a spasso e si sentono anch’essi un po’ più liberi, meno osservati. Fila alle edicole. gds campioni mondoLa Gazzetta dello Sport, per l’occasione dell’approdo a questi ottavi sui generis, distribuisce infatti assieme al giornale la copertina plastificata dell’edizione del 10 luglio 2006, quella che annunciava la vittoria italiana del quarto campionato del mondo. Davanti c’è Fabio Cannavaro che solleva la coppa, dietro il tricolore. Iniziativa croccante, lodevole, esaltante. Ma ricordiamoci che questo mondiale virale non lo abbiamo ancora vinto. Ora cerchiamo di vivere al meglio questi ottavi, non sono né la Nigeria del 94 che ci fece dannare prima che una doppietta del divin codino non la mise in fuga (anche se poi qual mondiale ci sfuggì ai rigori contro il Brasile) nemmeno l’Australia del 2006, zittita da un rigore i Totti nell’extra time, ma è la fase 2, abbordabile ma non certo squadra materasso, evitando forzature ed il pericolo maggiore: quello di strafare, quello di considerarci già campioni, quando la strada al mundial covid 19, è ancora lunga. Luca Savarese

#Quarantasettesima puntata Lunedì 4 Maggio 2020

2 pensieri riguardo “DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (47^ puntata) – SOTTO CON LA FASE 2, MA Il MUNDIAL COVID 19 NON E’ ANCORA VINTO

  • 4 Maggio 2020 in 20:18
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    Oggi un gregge di capre (crèvi) ha pascolato in barba al peritino Topo Gigio con la cioma selvaggia e a Bosi negli argini della Parma su fino al Ponte Caprazucca (nomen omen). Sembra che gli industrialotti Upini timorosi della crisi senza fare un passo più lungo della gamba abbiano deciso di allevare un gregge negli austeri cortili di Palazzo Soragna. Si sa che i nostri imprenditori hanno l’occhio lungo e il braccio corto e coi tempi che corrono cosa c’è di meglio di latte di capra e magari qualche pollastro e coniglio?

  • 4 Maggio 2020 in 23:19
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    Si, un Mondiale con arbitro Ricciardi e guardalinee Brusaferro e Burioni. Possibilità di vincere prossime allo zero.

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