DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (49^ puntata) – 35 ANNI FA LO SCUDETTO DEL VERONA DI OSVALDO BAGNOLI

Luca Savarese(Luca Savarese) – Iginio Massari, il pluridecorato pasticcere italiano, cerca pasticceri su Verona. Questi i requisiti: devono essere residenti a Verona, possedere abilità, orientamento alla qualità, capacità di lavorare all’ interno di un team ed apprendere in modo veloce. Sembrano alcune delle caratteristiche che possedevano, eccome, i pasticceri che crearono la torta dello scudetto veronese, guidati, illuminati dal mastro pasticcere, Osvaldo Bagnoli. Tra le strade bagnate dall’Adige, ancora si sente il profumo di quel titolo, croccante e dolce al punto giusto. Massari, interpellato da Gambero Rosso, si sorprende di come il delivery, in questi tempi di coronovirus, abbia svolto e svolga un ruolo determinante anche nel campo dolciario. Si perché in quarantena pasticcini e torte mica si possono gustare al tavolo delle antiche botteghe, ma arrivano direttamente a casa, dal forno al soggiorno, passando per lo zainone quadrato dei rider. Anche quel Verona aveva chi faceva , sul campo, pronte consegne. Di sogni. I delivery di quel gruppo si chiamavano Briegel e Elkjaer, venivano dal nord, ma erano, caldissimi. Già non era male la vetrina scaligera dell’anno prima: sesto in classifica il Verona e finale di Coppa Italia poi persa contro la Roma. Però, la gente, d quelle parti, iniziava a leccarsi i baffi. Mancava però chi scudetto verona bagnolicorresse per quattro portando la qualità a braccetto della quantità. Briegel era venuto su a pane e decathlon, poi una volta maggiorenne, decise di dedicarsi al calcio, a tempo pieno. Al Kaiserslautern impara come si fa, quando arriva sotto il balcone di Giulietta e Romeo, non esalta nessuno, anzi. Ma basta la prima giornata per far vedere di che pasta è fatto: gol con vittoria alla prima contro il Napoli, fresca di Maradona. Se il buongiorno si vede dal mattino…Elkjaer, danese, veniva invece dai belgi del Lokeren, che a suon di gol pesanti lo battezzarono Den Gale Mand fra Lokeren, il pazzo da Lokeren. E’ un attaccante che ama sporcarsi le mani, e che guai a non uscire dal campo con la maglia madida di sudore. Garella lanciava lungo, oltre la metà campo, non proprio un cliché nel calcio di quei tempi. Quei lanci, avevano un destinatario preciso: Briegel, che di testa o di petto smistava per l’accorrente Di Gennaro. Il mago della Bovisa, aveva studiato e bilanciato gli ingredienti giusti: Pierino Fanna, indolente per natura, si allargava sulla fascia destra, in quattro passaggi e pochi secondi la palla passava dalla loro all’altrui area: c’era il tiro forte, quello che poteva scagliare Antonio Di Gennaro, l’uno contro uno del danese Elkjaer, la velocità sgusciante del nanetto Galderisi. Iginio-MassarNon c’è dubbio, una ricetta da scudetto. Ad Elkjaer, quella straordinaria pasticceria di sano calcio, fece molta breccia. “Quando hai modo di conoscere e di apprezzare chi soffre con te alla domenica, partecipando alle tue gioie ed ai tuoi dolori, pur non essendo in campo, poi ti ci affezioni. Io sono fatto così. Per questo, nel rispetto di chi mi ha amato ed osannato al punto d’invocarmi sindaco di Verona, non ho accettato di vestire altre maglie italiane” Ipse dixit il matto di Lokeren, che proprio in seguito all’impresa, fu secondo nel pallone d’oro del 1985, che andò a Platini. Semplice, chiaro, recoaro…Nessun cake design così abusato al giorno d’oggi, quel Verona era una crostata terribilmente semplice, ma infinitamente squisita. Come la compostezza, dopo che la cavalcata divenne matematica, a Bergamo, il 12 maggio 1985: Atalanta – Verona 1 -1. Nessun bagordo eccessivo, nessuna chitarra rotta, ma la consapevolezza che solo dopo, nel cuore pulsante della storia, si sarebbe potuto capire, custodire e gustare quanto siglato sul campo, quel giorno. Massari, continui pure la sua ricerca. Quei pasticceri alacri e senza spocchia, messi assieme dal laboratorio Bagnoli, non torneranno più. Come del resto quella torta tricolore. Luca Savarese

#Quarantanovesima puntata Mercoledì 6 Maggio 2020

One thought on “DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (49^ puntata) – 35 ANNI FA LO SCUDETTO DEL VERONA DI OSVALDO BAGNOLI

  • 6 Maggio 2020 in 23:30
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    Il “Leicester italiano” prima del Leicester.

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