DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (53^ puntata) – IL 18° DELLA TERZA COPPA ITALIA CROCIATA, L’ULTIMO TROFEO IN BACHECA

ALZALA AL CIELO ANTONIO(Luca Savarese) – “Alzala al cielo Antonio”, così i Tifosi del Parma – pagina Facebook di tifosi Crociati che fa riferimento al sito ilparmense.net – questo pomeriggio hanno ricordato quando Capitan Antonio Benarrivo, alzò, al cielo di Parma, la Coppa Italia, terza per il club ducale ed ultimo trofeo conquistato. Era la notte del 10 maggio 2002. Eh si, oggi, quel trofeo diventa maggiorenne: allora auguri alla terza Coppa Italia! Portata a casa, come la prima, ancora contro la Vecchia Signora e con l’atto secondo in casa. Vigeva ancora la formula della doppia finale, quella unica in sede romana, non era ancora stata concepita e farà il suo ingresso a partire dall’edizione 2007-2008. Ma riavvolgiamo un attimo la pellicola di quella stagione: partenza col freno a mano che dire tirato è usare un eufemismo. Crociati fatti fuori, al preliminare di Champions, dai francesi del Lille, non proprio delle bocche di fuoco in quel periodo e la panchina di Renzo Ulivieri che scricchiola. E’ vero due mostri sacri come Buffon e Thuram hanno preso la strada proprio di madama, ma ci sono tante novità come Seba Frey, Aimo Diana, Marcolino Marchionni, Hide Nakata e un cavallo di ritorno, Claudio Andrè Taffarel, che proprio l’altro ieri ha compiuto 54 anni (Auguri portierone!). Ulivieri salterà a fine ottobre. Al suo posto, arriva Passarella, mai scelta fu più infparma coppa italiaausta: cinque sconfitte e adios. Torna Sacchi in veste dirigenziale e per la panchina ecco Pietro Gedeone Carmignani. Questa soluzione interna porta il Parma ad uscire a riveder le stelle. In campionato è salvezza, in Europa si arriva sino agli ottavi di finale poi persi contro gli israeliani dell’Hapoel Tel Aviv. Ma in Coppa Italia, si spinge forte sull’acceleratore. Si parte con gli Ottavi, da Messina, con Di Vaio e Micoud che zittiscono il San Filippo Neri. Al ritorno i siciliani riescono a far due gol inframezzati però dal rigore di Savo Milosevic. Sotto coi quarti, dove ecco l’Udinese. Al Friuli 1 a 1 con Marchionni a timbrare la rete emiliana. Zero a zero in gara due è il biglietto per le semifinali. Dove il Parma se la vedrà col ruspante Brescia di Carletto Mazzone. All’andata Nakata e Marchionni risolvono la pratica in mezzo ad un clima funestato dall’incidente mortale occorso a Vittorio Mero, calciatore delle rondinelle squalificato ma che volle ugualmente recarsi nel ducato da solo in macchina (ciao Sceriffo!). Il Brescia accusa il colpo e perde per infortunio anche il suo campione, Roberto Baggio. Al ritorno, apre le marcature Bonazzoli e per fortuna perché poi la leonessa ne segnerà due. Ecco il casello della finale ottenuta con le unghie e con l’orgoglio. La Juve è una squadra con la pancia piena: il cinque maggio se da un lato le ha dato un titolo insperato, dall’altro le ha tolto un po’ di motivazioni. Il Parma, al contrario, ne ha da vendere. A Torino però in gara uno sembra che madama abbia ritrovato la verve con Nick Amoruso su rigore e Zalayeta che nei primi dieci minuti mettono la Juve sul 2 a 0 ed il Parma costretto ad inseguire. Luca SavaresePerò, ecco la mano esperta di Gedeone che al minuto 74 leva Appiah e mette dentro gli occhi e le giocate del sol levante, Nakata. Mossa coraggiosa e premiata dalla rete al 90’ del nipponico: una pugnalata per i bianconeri, più che una speranza per i crociati. Così si giunge alla sera di 18 anni fa esatti. Parma, si ritinge a festa, ritorna la Juve. Fischietto affidata a Paparesta di Bari, Tardini a 26.864 spettatori, che vogliono vedere come finirà questa volta l’antica saga gialloblùbianconera. Finirà con il Parma che fa quello che fece la Juve all’andata, cioè segna subito, dopo soli cinque minuti, con il terzino brasiliano Junior detto colibrì. Quel che basta e che permette a capitano Antonio Benarrivo di alzare la terza Coppa Italia, dieci anni dopo la prima, alzata sempre al cielo parmense, da capitan Minotti, la notte del 14 maggio 1992. Alfa ed Omega, sperando che in futuro si possano rinnovare i fasti. Luca Savarese

#Cinquantatreesima puntata Domenica 10 Maggio 2020

2 pensieri riguardo “DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (53^ puntata) – IL 18° DELLA TERZA COPPA ITALIA CROCIATA, L’ULTIMO TROFEO IN BACHECA

  • 10 Maggio 2020 in 23:36
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    Il nostro ultimo trofeo <3

  • 11 Maggio 2020 in 11:45
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    ASSALTO AI PARCHI IN CITTA’ E FUORI. ALLARMI PER IL RISCHIO CONTAGIO.

    Così a caratteri cubitali il quotidiano dell’UPI questa mattina lanciava l’allarme a partire dai “gobbi” – non nel senso di strisciati bianconeri – posizionati davanti alle edicole. Certamente i tomaccari, parsutari e buslotari padroni del vapore ingolositi dalla crescita a doppia cifra delle vendite di scatolame durante la prigionia di massa imposta dal regime delle pantofole ortopediche vedono di cattivo occhio un ritorno (anche se parziale visto che giriamo ancora con un foglio – vorrei ricordare che gli ultimi a girare con un foglio giustificativo sono stati gli ebrei in Tedeschia nel 33 e non è un gran precedente) alle uscite di casa e si sono schierati con gli Al Shabaab della salute e con i pasdaran dell’ordine costituito. In Via Mantova, fedeli truppe cammellate si sono diligentemente adeguati terrorizzando quanto più possibile il loro pubblico di riferimento, a sua volta “steic older” del Regime creato a suo vantaggio (infatti di scuole, palestre, piscine, cinema, discoteche manco si parla). Il popolo fino alla mezza età (non fedele lettore del più antico quotidiano d’Italia perché poco interessato alle ultime due pagine del giornale) in attesa della liberazione deve prepararsi a una guerra di disinformazione sfruttando i social: “feisbuc, tuitter, etc.”. E vai Cellino che ha cambiato idea quando ha scoperto che non gli arrivava più un euro e che Tonali vale 1/3.

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