DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (54^ puntata) – DAL GOL DELLO ZOPPO AI 5 CAMBI

Luca Savarese(Luca Savarese) – Ci siamo. L’Ifab, International Football Association Board, ha dato il proprio lasciapassare per l’introduzione di due nuove sostituzioni per ovviare il dispendio di energie dei giocatori in tempo di post-pandemia da quando, ormai per paesi come Germania ed Inghilterra, è questione di giorni, riprenderanno i giochi. La proposta della Fifa è dunque stata sposata dall’Ifab. Si cerca ogni via anche nel calcio, per prevenire il diffondersi del virus. Modificata la Legge 3, che obbligherà però a compiere tutti i cambi (5) comunque in soli tre momenti di gara. “LInternational Football Association Board, ha accettato di apportare una modifica temporanea sulle leggi del gioco sulla base di una proposta ricevuta dalla Fifa che cerca di proteggere il benessere del giocatore”. Così, i cambi, diventeranno cinque. Se le regole della competizione prevedono un’ulteriore sostituzione durante i tempi supplementari (coppe europee), le due squadre disporranno di un totale di sei sostituzioni. Ma quando, nel pallone, si videro per la prima volta i cambi? Agli albori dello sport più popolare e bello al mondo, i cambi erano lontani anche solo dall’essere percepiti. Chi non ce la faceva fisicamente ogni tanto rimediava piazzandosi all’ala e capitava che la buttava pure dentro: era il cosiddetto gol dello zoppo. Robe da Ridolini, anche quando il portiere non ce la faceva: al suo posto dentro tra i pali un attaccante. Nel football dei pionieri, sotto il nome di football substitutions, comparivano quei giocatori aggiunti alla squadra, che non entravano in campo ma sostituivano gli interpreti se questi non fossero stati in grado di presentarsi in orario per il kick-off, il fischio d’inizio. Il primo cambio ha una data precisa: 11 ottobre 1953, un contesto: gara di qualificazione al mondiale di Svizzera 1954 ed un luogo, il Neckarstadion di Stoccarda. Qui è in programma la gara tra la nazionale di Germania e quella del Saarland, una nazionale che visse appena sette anni quale rappresentativa calcistica della Saar, all’epoca protettorato francese e che coincide con l’attuale stato federato tedesco del Saarland. Questa nazionale, detta la terza nazionale tedesca, dopo la Germania Ovest e quella Est, così effimera, era allenata da Helmut Schon, che fu poi stratega della Germania campione d’Europa nel 1972 e del mondo nel 1974. Non ci fu storia quella sera a Stoccarda, troppo più forti i padroni di casa, che segnano tre gol. Ma quello che passò alla storia fu il minuto 38. Richard Gottinger non ce la fa e deve uscire: al suo posto entra Horst Eckel. I cambi, avevano fatto il loro ingresso, è proprio il caso di dirlo, nella storia e nella geografia, nell’etica del pallone. Da Stoccarda, in modo abbastanza veloce, i cambi fanno il giro degli altri campi. In Italia è dalla stagione 1965-66 che si possono cambiare i giocatori. Il primo fu il portiere foggiano Moschioni, che al Comunale di Torino contro la Juve fu rilevato da Gastone Ballarini. Da quella 1968-69 ecco anche in panchina un giocatore di movimento, il tredicesimo. L’anno dopo, nel 1970, in occasione del mondiale messicano, ogni squadra può contare su cinque riserve, senza distinzione di ruolo. Due i cambi possibili. Si va verso la modernità. 1973-74: in Italia arriva anche un terzo giocatore in panca, il quattordicesimo, ma i cambi, restano due. Due novità porta in dote il campionato 1980-81: cinque sono i giocatori che una squadra può portare in panca, inoltre chi esce, non può più rientrare. Passano gli anni, escono obsolescenze ed entrano novità: 1994, ecco le tre sostituzioni con un vincolo: uno di questi deve essere il portiere. conte-doppio-cambio.jpgDall’anno successivo un surplus di libertà: i tre cambi, sono infatti svincolati dal ruolo. Intanto, progrediscono anche i supporti con i quali segnalare al direttore di gara le sostituzioni. Dalle primordiali e rudimentali pezze in stoffa si passa a delle lavagnette con numeri mobili da inserire di volta in volta da celeri addetti, antesignani degli attuali team manager, fino ai tabelloni completamenti elettronici di oggi. Non si sa se e quando terminerà la pandemia permarranno i 5 cambi, ma una cosa è certa: nessun gol dello zoppo 2.0. Ma semmai, un gol del quinto subentrato dalla panchina. Lo ricorda bene Sandro Vanello, ex mezzala, il primo metterla dentro da subentrato. Segnò infatti, portando in vantaggio gli scaligeri, dopo aver sostituito Bonatti, nel corso di un Napoli-Verona. Oggi entrare e segnare è normale, ma all’inizio fu un evento. Come, senza dubbio, lo saranno questi nuovi 5 cambi. Luca Savarese

#Cinquantaquattresima puntata Lunedì 11 Maggio 2020

7 pensieri riguardo “DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (54^ puntata) – DAL GOL DELLO ZOPPO AI 5 CAMBI

  • 11 Maggio 2020 in 23:11
    Permalink

    Finalmente D’Aversa potrà variare sui cambi, lui così rigido xD

  • 12 Maggio 2020 in 12:31
    Permalink

    Gli Ayatollah del Regime delle pantofole di lana e tutti i comitati di dottoroni e virologi (anziani pure loro), veri e propri mullah del credo della salute pubblica che quotidianamente ed in modo indefesso – come la pubblicità di Bertoli salotti – enucleano nuovi precetti del Dogma del distanziamento sociale (e della connessa decrescita gaudente e miseria felice) ieri sera hanno raggiunto la sintesi estrema, la sura dello “stare a casa”. IL DISTANZIAMENTO IN ACQUA QUANDO QUANDO (se dico io) SI FA IL BAGNO AL MARE. Forse i pasdaran, cioè i vari prefetti invieranno truppe di caramba con moto d’acqua ed elicotteri per verificare la distanza tra i bagnanti, o meglio sarebbero sommozzatori perché dico io se uno “molla” in acqua la relativa minzione o peggio “bisogno grosso” potrebbe avere una carica virale pericolosissima. Essendo il Regime pratico di pannoloni per incontinenti si potrebbe pensare di renderli obbligatori per accedere ai pubblici arenili, cosa che potrebbe un domani tornare utile anche in zona Voltoni della Pilotta fornendoli insieme al “baic sciaring” ai diversamente parmigiani non impegnati a catar su le tonache.

  • 12 Maggio 2020 in 16:16
    Permalink

    Amico mio non leggi la Pravda del Regime? C’è un articolo ben dettagliato su Repubblica sulle distanze da tenere in acqua. I sommozzatori dell’Arma sono già pronti a vigilare sugli eventuali galleggianti che il popolino tende a fare in acqua dopo pranzo. La carica virale dei siluri corporali è potenzialmente altissima e zelanti militi saranno fedeli alla missione. Resta da capire come saranno scoperte le minzioni.

  • 12 Maggio 2020 in 18:16
    Permalink

    Davide …Nr.1

    I-N-D-I-S-C-U-S-S-O

    PS
    Non ho letto la presa di posizione di PPC per le probabili misure di distanziamento sociale nella lounge del tardini nel classico momento del’arraffamento delle scaglie di grana nel prepartita.
    Se Caprazzucca prolungherà la quarantena a livello locale si dovrà parlare di P. Piocioni a Casa

  • 13 Maggio 2020 in 12:14
    Permalink

    Filippo, non scherzare. I 500 euri cacciati i PPC devono farli fruttare. Se gli Ayatollah della salute pubblica come sembra non riapriranno più gli stadi almeno fino alla caduta definitiva del Regime (saranno necessari un paio d’anni perché il popolo ridotto allo sbarbonamento felice si stanchi di dormire nei cartoni e riprenda in mano i propri diritti costituzionali), la società dovrà settimanalmente organizzare aperitivi senza assembramenti e beccate distanziate per compensare i PPCini. E’ gente che non fa il passo più lungo della gamba, fa le cose in modo oculato e quindi vanno ristorati. Almeno con qualche latta di conserva o due scatole di alici.

I commenti sono chiusi.