DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (66^ puntata) – COME CAMBIA IL MERCHANDISING: DALLE MAGLIE ALLE MASCHERINE

luca savarese auto 15 05 2020(Luca Savarese) – Di solito, di questi tempi, le maglie delle squadre della stagione appena terminata, subivano un netto ribasso di costo e molti appassionati poco abbienti potevano permettersi l’acquisto in saldo. Gli sponsor tecnici, poi, almeno delle grandi che sono più sveglie ed attrezzate, già presentavano le nuove versioni del prossimo campionato, così, quelle che avevano accompagnato i nostri eroi nell’ultimo campionato, diventavano ormai oggetto obsoleto, che negli store fisici ed in quelli online si portavano a casa, spesso alla metà del prezzo che avevano al via dei giochi. Vuoi mettere andare al mare con la maglia di Gervinho o presentarsi in montagna con la casacca di Messi? Quest’anno, causa Covid 19, non è così. O meglio, magari le maglie delle compagini subiranno anche un ribasso dei prezzi, ma quando la stagione sarà finita davvero, cioè, presumibilmente, in piena-fine estate. Niente paura collezionisti e feticisti di ogni forma di merchandising. Ora, potrete sbizzarrirvi e magari consolarvi con le mascherine dei vostri team. Sia ben chiaro, niente roba taroccata (anche se quella che mettiamo noi, in copertina, non è ufficiale, non avendo il Parma ancora lanciato questo tipo di prodotto, forse per non dar l’idea di lucrare sul Coronavirus), come quella sgamata dalla Guardia di Finanza di Frascati lo scorso 14 aprile, in una rivendita di Ciampino, dove facevano bella mostra mascherine che riproducevano il marchio dei maggiori club calcistici italiani. Il corpo del reato? Non avevano il marchio CE (Comunità Europea) e riproducevano illecitamente i colori e loghi delle più note squadre. Il materiale che si potrà acquistare, questa volta, sarà esclusivamente ufficiale, con il benestare delle società. A fare da apripista a questa iniziativa, ça va sans dire,selbstversandlich, in tedesco, la Bundesliga, che evidentemente, se non arriva prima nelle cose, di questi tempi, non è contenta. Sono infatti vari i club della Bundes che hanno messo in vendita le mascherine per i propri tifosi. Il Bayern Monaco, che domani se la vedrà in campionato nell’atteso Klassiker contro il Borussia Dortmund (calcio d’inizio alle 18.30) le ha messe in vendita ad un prezzo che varia dai 6,95 agli 8,95 euro, con possibilità di acquisto di pacchetto da 3, come ci spiega, nella sua pagina odierna, il portale, sempre molto attendibile, Calcioefinanza.it. Il ricavato, andrà a rimpolpare le casse della campagna #WEKICKCORONA promossa dai giocatori bavaresi Kimmich e Goretzka. Pronta la risposta del Dortmund, che le ha messe sul mercato ad un prezzo leggermente più basso: 4.99 euro. E come spesso accade, in questi casi, più il prezzo è basso, più le vendite impennano: infatti, in soli 20 minuti, sono stati raggiunti 50 mila ordini. “Una cosa incredibile, mai successa nel nostro store online”ha commentato un addetto al marketing giallonero. In Inghilterra gli ultimi ad alzare la Champions, i reds del Liverpool, sono stati i primi a muoversi nella vendita della little mask. Il prezzo? 5/6 euro, con ricavati devoluti alla Fondazione del club ed alla lotta al covid. Il Barcellona ha scelto invece il canale twitter per comunicare l’entrata in scena delle sue mascarillas. E in Italia, come vanno le cose? La Juve, sul proprio store online, le ha messe in vendita. 6,9 euro. Interessante la versione per i più piccoli a 5,9 euro. mascherina crociata non ufficialeAnche il Bologna ha avviato una compravendita online. Costano 8.90 con 2 euro che vanno a dar manforte al piano anti virus. Da una squadra rossoblù ad un altra, come il Genoa che ha annunciato la possibilità di acquisire le mascherine con i propri simboli. E il Parma? Immaginiamo che stia per aggiungersi, magari cedendo la licenza a qualche fornitore. E sarebbe bello fosse la prima a lanciare mascherine personalizzate, con tanto di numeri e nomi (spazio permettendo) di tutti i giocatori del suo attuale roster? Una volta, la fine del campionato si viveva allo stadio, con la maglia delle rispettive contrade, primo oggetto di culto e di cult. Oggi, prepariamoci ad un finale di stagione unico, quasi fantascientifico: tutti a casa davanti alla tv, con volti velati dalle mascherine dei club. In virus…veritas. Luca Savarese

#Sessantaseiesima puntata Lunedì 25 Maggio 2020

2 pensieri riguardo “DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (66^ puntata) – COME CAMBIA IL MERCHANDISING: DALLE MAGLIE ALLE MASCHERINE

  • 25 Maggio 2020 in 22:15
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    Immaginavo che anche questo sarebbe diventato un business. Intanto le mascherine vere manco nei supermercati.

  • 26 Maggio 2020 in 10:25
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    Il nuovo “bisness” dell’UPI potrebbe essere quello delle mascherine che sanno di parsút, formaggio o passata di tomacche. Vendute in eleganti bussolotti personalizzati a tema Parma 2020 così anche i buslotari lavorano e sfruttano i loro iper tecnologici macchinari.

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