DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (65^ puntata) – SEI FORTISSIMO PAPA’

luca savarese auto 15 05 2020(Luca Savarese) – “Non è possibile che il male ed il bene durino a lungo: dal che ne consegue, che essendo durato a lungo il male, il bene è ormai vicino”. Si legge nel “Don Chischiotte” di Miguel de Cervantes, pubblicato in due edizioni nel 1605 e dieci anni più tardi, nel 1615: il romanzo moderno, era servito. Nella terra di La Mancia, il viaggio di don Chicote, in spagnolo, prese il via. Sarà un percorso avventuroso e visionario: vedrà giganti dalle braccia rotanti che altro non sono che i mulini a vento, scambierà greggi di pecore con eserciti arabi. Un altro tipo di romanzo, molto contemporaneo, lo ha scritto nei giorni della quarantena prima maniera, neanche a farlo apposta proprio nella stessa terra di La Mancia, patria di don Chicote. Anche a Puertollano, nella comunità di Castiglia – La Mancia, papà Jaime ha fatto un po’ così. I giorni allarmanti del lockdown, dove non si sentivano più rumori se non il battito della paura, ha scelto di trasformarli, di viverli e farli vivere alla sua piccola bimba di tre anni, sotto un’altra forma, in un’altra veste. Un giorno per andare a far la spesa era Dragon Ball, l’indomani, era diventato Frozen per andare a buttare la spazzatura. La bimba, sorrideva, la quarantena per lei, più che il panico di una mascherina, ha avuto le fattezze di suo papà e dei suoi puntuali travestimenti in maschera. Più la vedeva a proprio agio, più lo spettacolo continuava: è stato anche Batman Spider-Man e oltre 30 costumi, creati ad hoc per convertire la durezza del silenzio forzato in un carnevale inatteso. L’incipit di queste uscite colorate, allegre e in controtendenza rispetto al grigiore di quegli interminabili giorni di fase 1? “La prima volta, dopo che mi venne questa idea, ho dovuto prendere un costume che avevo per crearne un altro. L’ho assemblato in tre ore, prendendo cose che avevo in casa. Si trattava di Dart Fener”, Ha rivelato papà Jaime alla stampa spagnola. Sulle prime la piccola guardava le performance, sorridente, dalla finestra. Poi è entrata in azione anche lei, mano nella mano del suo super eroe più grande dei vari Batman e compagnia superpotente, suo papà. Fiera di queste passerelle, dove gli sguardi e i video delle persone appollaiate sui balconi, la facevano sentire una reginetta. Quando i due un giorno si sono imbattuti nel personale di sicurezza presente all’angolo della strada sotto casa, hanno ricevuto applausi e complimenti. Anche papà Jaime ha fatto il pompiere, ha spento il fuoco papàjaimedell’isolamento di sua figlia, l’ha fatta divertire anche in momenti di triste realtà. “Non sono un eroe, l’ho fatto solo per la mia principessa, più la vedevo contenta, più andavo avanti a travestirmi”. Ha voluto spiegare Jaime. Non c’è dubbio, anche il concittadino Don Chisciotte, avrebbe applaudito. A volte, quando il male imperversa, invece che maledirlo, perché non interpretarlo come qualcosa di nuovo? Così fece anche Roberto Benigni che trasformò l’olocausto in un gioco imperdibile per lui e per suo figlio nella “Vita è bella” che non a caso, fece incetta di premi.Non si sa ancora cosa farà da grande la bimba, se deciderà di fare come Miguel De Cervantes e diventerà, anche lei, romanziera. Ma una cosa è certa: si sa cosa racconterà, che quando il mondo era nelle morse di un virus, suo papà si vestiva ogni giorno da un personaggio diverso per farla ridere, per farla vivere. E lei lo accompagnava e tutti la guardavano stupiti. E il bene era ormai vicino. Proprio come scriveva Cervantes. C’era chi era incapace a sognare, ma loro due, sognavano già. Luca Savarese

#Sessantacinquesima puntata Domenica 24 Maggio 2020

5 pensieri riguardo “DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (65^ puntata) – SEI FORTISSIMO PAPA’

  • 24 Maggio 2020 in 23:35
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    Ma che splendore! <3

  • 25 Maggio 2020 in 09:46
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    Il paese a 90 giorni dall’insediamento del Regime del Kukident e dalla revoca dei diritti costituzionali minimi (ancora oggi se voglio andare a Frosinone devo avere un foglio giustificativo simile a quelli in voga nella Germania hitleriana) è spaccato in due. Da una parte gli Ayatollah della salute, i teocrati gerontofili del famigerato CTS (una novella Stasi), le truppe cammellate di mammalucchi di Carabinieri, Polizia, Finanza fino alle ridicole Municipali (i mammalucchi ricordo erano gli appartenenti a milizie circasse, formate da schiavi convertiti all’islamismo, nel nostro caso la definizione calza a pennello, fedayiin ciecamente fedeli alla causa della salute dei “propri cari”) e i vari mullah locali con le loro misure draconiane, le chiusure, i sequestri (e però le liberazioni degli ergastolani). Il tutto con l’appoggio della stampa asservita ai pensionati lettori e avida di contributi governativi stante il disastro nelle vendite. Dall’altro lato della barricata troviamo il popolino fino alla mezza età, avido di libertà e voglioso di riavere i popri sacrosanti diritti. La cui arma non sono i Dpcm, le forze dell’ordine cammellate e le multe, ma la movida. Il popolino anti regime, come novelli Gandhi, reagisce alla dittatura mascherata dal finto paternalismo del Regime in modo non violento, con un ape e uno spritz. Chiaramente i sostenitori del Regime odiano la movida (Galli lo vedo male sul lungomare di Napoli o in Via Farini), come odiano i bambini, le scuole, le palestre è tutto quello che non riguarda i matusa. Per questo il popolo dello spritz continuerà la propria guerra non violenta a colpi di Negroni e Americano e come una lunga marcia a Selma, con il bicchiere in mano da nord a sud abbatterà questi burocrati gerontofili con la forza del sorriso e con l’alito leggermente odorante di alcol.

  • 25 Maggio 2020 in 20:40
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    ❤️👍

  • 28 Maggio 2020 in 00:27
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    Bellissimo romanzo di padre e figlia che sognano insieme! Meravigliosa favola ai tempi del virus…

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