DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (67^ puntata) – E ULISSE PALLONE TORNO’ ALLA SUA ITACA CAMPO

luca savarese auto 15 05 2020(Luca Savarese) – La Germania lo ha già fatto, presto lo faranno anche le altre nazioni europee. Il calcio, sta per finire, come è stato in quarantena, specie in fase 1, di esser una pratica declinata al passato, tra video nostalgici di partite che furono. Certo, le gare, continueremo sempre a vederle attraverso immagini, ma almeno, saranno live, in diretta, non dovremo più andare a pescare nello scatolone di ricordi, perché l’amo, lo getteremo nelle acque dei campionati: non sappiamo se troveremo pesci grossi o aringhe saporite, quel che è certo, è che la pesca del campionato, sta per ripartire. E’ stata lunga, la traversata di questo mare chiamato quarantena per Ulisse pallone. Ha dovuto superare diverse prove, la maga Circe di una pausa mai così lunga, Scilla e Cariddi dei grandi e mostruosi dubbi, ma alla fine è tornato, in terra tedesca, e lo farà negli alti stati, nella sua Itaca, il campo, anch’esso, nel frattempo riempito e lasciato in mano ai Proci, potenti ricordi di sfide, la sua unica musica, povera Itaca campo, da quando Ulisse pallone, a fine febbraio, decise di intraprendere il folle volo, o meglio fu costretto a fermarsi dal Ciclope virus. In Spagna, il governo di Pedro Sanchez, ha dato il benestare per la ripresa delle attività nella settimana dell’8 giungo: la data più papabile sembra essere venerdì 12 dove dovrebbe andare in scena il derby sivigliano tra Betis e Siviglia. Nel vicino Portogallo, appuntamento per il 3 o 4 giugno, quando i dragoni del Porto se la vedranno contro il Davide della Primeira Liga, il Famalicao. In Premier si naviga a vista, si riprenderà perché solo gli sponsor dei club mettono nelle casse del sistema fior fiori di miliardi, ma le questioni relative alla sicurezza tengono ancora banco, in un paese attualmente scosso dalla querelle sul braccio destro di Johnson, Cumming, reo di essere andato dai propri parenti evadendo anzitempo il lockdown. Domani sarà invece la volta del campionato boemo che rivivrà il testa a testa tra lo Slavia Praga ed il Viktoria Pilsen. In Danimarca, nuovo inizio fissato per il 28 maggio. bundesligaIn Polonia, il giorno dopo. Il 2 giugno qui si festeggia la Repubblica, mentre in Austria si riaprirà il sipario, con la sorpresa Lask che cercherà di non farsi raggiungere dal Salisburgo. Interessante anche la lotta tra Trabzonspor, Basaksehir, Galatasaray e Sivasspor, tutte strette in un ingorgo di quattro punti, nel campionato turco, che rivedrà lo start il 12 giugno. Istanbul, contagi permettendo permettendo, dovrebbe essere il teatro dell’ultimo atto della Champions. Gli storici campionati di Francia ed Olanda, Ligue one ed Eredivisie, non ce l’hanno fatta, sono stati soppressi e dalle parti di Parigi ed Amsterdam, il pallone non farà ritorno ad Itaca campo. Da noi si, attendiamo ormai solo la fumata bianca del giorno, ma si chiuderà la stagione. Ma qui, il cane Argo, alias il tifo, diversamente dal poema epico omerico, riconoscerà davvero il suo padrone Ulisse pallone? Luca Savarese

#Sessantasettesima puntata Martedì 26 Maggio 2020

2 pensieri riguardo “DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (67^ puntata) – E ULISSE PALLONE TORNO’ ALLA SUA ITACA CAMPO

  • 27 Maggio 2020 in 12:03
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    Gli Ayatollah del Regime e il Velayat-e faqih, ovvero l’establishment teocratico gerontifilo massimalista che ha preso in mano il paese da 90 giorni, sono ogni giorno che passa quanto mai preoccupati dalla “curva dei contagi”, che magicamente diminuisce all’ aumentare della “gente in giro”. Chiaramente il loro potere, legato al terrore instillato nella popolazione (la parte anziana), va sgretolandosi all’aumentare degli apertivi e degli spritz. Ogni bicchiere di Negroni nelle vie delle movide è una picconata alle fondamenta del palazzo del sinistro CTS, un consesso di guardiani della teocrazia salutistico gerontofila guidata da tale Agostino Miozzo, la cui figura sarà ricordata come quella di un novello Khomeyni. Oggi come oggi l’obiettivo degli ayatollah è quello di bloccare per quanto possibile il calcio, ormai considerato uno “scalpo” da immolare sull’altare del “come si fa a correre con la gente che muore negli ospedali”. Già le porte chiuse fino a data da destinarsi (a meno che il popolo dell’aperitivo come spero rovesci il Regime entro la fine dell’estate) sarà una mazzata per l’immagine del nostro amato e popolare calcio, a cui si aggiungano loschi personaggi “interni”, come Cairo, Pozzo, Marino, Cellino, Ferrero, etc. che ravanano nel torbido per salvarsi le chiappe. Auguriamoci che il popolo della movida, con la guerra del buon umore e del salatino, abbassando la “mascherina” da 50 centesimi di Borrelli per sorseggiare il biondo ape, tracimando da nord a sud riesca a riportare il paese nelle mani del popolino e ciò estituisca anche il calcio.

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