CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / L’ENTUSIASMO DOV’E’?

gianni barone fase 2(Gianni Barone) – Alla fine, anzi all’inizio, è andata bene, sentendo gli esperti: i giudizi positivi sul calcio che verrà (al suo esordio), hanno superato di gran lunga i pregiudizi, che in quanto tali, sono preventivamente e dietrologicamente, sempre negativi. Le squadre hanno giocato (sic), i giocatori hanno corso quanto prima, il ritmo non è stato bassissimo ( le emozioni si) e neanche moscio, per dirla alla Salvatore Bagni (per me non più che barzotto), ottimista più che mai del momento e i timori di un calcio profondamente diverso, al quale, al momento, manca solo il pubblico (e non è poco) sono stati, in parte, fugati dalle due semifinali di Coppa Italia, che hanno registrato, come era nelle previsioni, dopo tanta assenza, tanto silenzio, milioni di ascolti, 15 in totale, e share di tutto rilievo: 36,6 la prima, 26,4 la seconda. Record di ascolti e visioni, qualcuno ha trionfalmente annunciato, con punte quasi da Festival di Sanremo, che di solito, come nel caso delle due partite in questione, non ha, sugli altri canali, mai avuto una concorrenza di proposte particolarmente agguerrita, efficace, glamour. Il calcio vale milioni, in ogni senso, ed è ciò che piace, sempre secondo gli inguaribili ottimisti della prima ora post-lockdown, sulla strada del lento cammino verso la normalità. Le metafore sull’acqua gasata in vetro o in plastica non sono mancate e, a dire il vero, non entusiasmano tantissimo gli scettici, i realisti, e i filosofi dell’ «occorre ancora gabriele_majo[2]togliere il velo di Maya (non di Majo, e, a proposito dei Maya, stando a quanto diffuso dal Fatto Quotidiano, ci sarebbe stata una precedente errata lettura e la vera data della fine del mondo sarebbe Domenica 21 Giugno 2020, al ché tutto questo sbatti di Gravina & C. si rivelerebbe inutile…), su questa magnifica certezza: quella cioè che tutto, potremmo dire a scanso di gufi e cassandre varie, ritornerà come prima. I dati del Festival di Sanremo inducono all’ottimismo più sfrenato sbaragliando le convinzioni sbagliate di chi non ci ha creduto, non ci crede, o di chi semplicemente non si diverte e non si è divertito, addirittura senza sentire il parere di Grossi. Ecco il punto, tutti pronti, scattanti, davanti al video a vedere lo spettacolo del quale, però, rimangono impressi indelebilmente anche gli errori, ma quanti effettivamente si sono entusiasmati davvero, e quanti, finalmente, si sono divertiti fino in fondo, dall’inizio alla fine? E quanti, come me, non sono riusciti ad andare oltre qualche minuto di visione? Questo i libri di storia quotidiana, leggi giornali sportivi e nazionali, visto che si tratta di minoranza, non lo hanno rigorosamente riportato nel clima di vittoria, al pari dei libri di storia garibaldina e unitari che, nelle loro narrazioni, spesso hanno garibaldi milazzoomesso di ricordare che, a margine delle imprese dei Mille (1028 per l’esattezza) che hanno condotto all’Unità d’Italia, esisteva il «massacro di Bronte» perpetrato dal vice di Garibaldi, Nino Geronimo Bixio, ai danni del popolo isolano che rivendicava diritti storicamente sempre calpestati. In effetti chi si è veramente divertito, nel calcio diverso che diventa uguale e di cui qualcuno ha rimarcato e ricordato, da revisionista storico dell’oggi, gli errori di Ronaldo, dal dischetto, di Ospina, tra i pali, di Rebic, per eccesso di foga, e di Conte per come la sua Inter non abbia saputo contenere, al meglio, ciò che di solito esalta senza essere nobilitato, e cioè il contropiede di Insigne che ha generato il gol di Mertens. Oltre al pubblico che non c’è, ma che ci sarà, sempre secondo molti, tra cui spicca il solito Gravina, che vuole ad ogni costo passare alla storia come il rianimatore del calcio, cosa e’mancato secondo voi? Secondo me l’entusiasmo che non ha di certo accompagnato la visione dei due eventi, stando all’impressione comune. Perché festival di sanremosi ha un bel dire, ascolti da Festival della canzone italiana, ma sempre lo stesso non è stato accompagnato e ricordato come un qualcosa di particolarmente entusiasmante, si pensi all’edizione vinta da Mino Vergnaghi, nel 1979, con la tutt’altro che indimenticabile «Amare», e ci si renda conto quanto certi paralleli, in positivo, possano non avere alcuna consistenza. Eppure riprendendo Fabio Ravezzani di Tele Lombardia, riferendosi ai suoi colleghi giornalisti sportivi, bisogna dargli ragione quando afferma al Fatto Quotidiano “Noi non abbiamo salvato vite umane, vinto cause che hanno migliorato destini dell’umanità. parliamo di minchiate dai. Tanti miei colleghi se la tirano, sono cretini come me, come tutti. Non esiste una persona competente nel giornalismo sportivo più di un appassionato di sport che segue con attenzione gli eventi”. fabiop ravezzaniQuindi nell’ auspicare una Fase 2 del calcio ricordiamo che qualcuno dice che alla fine prevarranno sempre gli stessi valori e cioè compattezza, rose, agonismo, condizione, strategie e fuoriclasse. Ci sarà da credere loro? O tra le tante interlocuzioni (o minchiate) qualcosa cambierà? Nel breve oltre alla riapertura parziale degli stadi, si verificherà la tanto auspicata, dal Ministro Spadafora, sempre più appassionato della materia, visione in chiaro delle partite? Con questi interrogativi attendiamo il primo impegno del Parma nella tana del Toro, che cambia, giocoforza, volto tattico, il Parma invece no. Ci sarà da divertirsi o cerchiamo, veramente, cose che non ci sono? Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

7 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / L’ENTUSIASMO DOV’E’?

  • 16 Giugno 2020 in 03:25
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    Gervinho già ko, miracol!

    • 16 Giugno 2020 in 20:15
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      Sarà un’impresa non avere infortuni con gli impegni così ravvicinati per una squadra che si rompe al minimo soffio di vento.

  • 16 Giugno 2020 in 09:20
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    E Grassi, Inglese e Laurini come stanno?Non vorrei avessimo perso pe vecchie e sane abitudini.

  • 16 Giugno 2020 in 11:02
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    Intanto nella notte l’ennesima rissa tra diversamente parmigiani nell’ “8 mile” di detroitiana memoria tra il Regio e il Magistrato per il Po. Mi chiedo dove siano le Autorità, quelle col pugno di ferro e draconiane con la gente che andava a fare la spesa e con “la gente in giro mentre si muore negli ospedali”, quelle con gli Apaches in spiaggia e i blindati a “beccare” due campeggiatori in montagna. Dove sono i caramba che inseguivano caracollanti e goffi con la pancetta il runner a Pescara, i posti di blocco che nemmeno quando hanno assassinato Moro. Dov’è l’ometto della Bialetti di sua Eccellenza il Prefetto, dov’è il peritino che starnazzava rispondendo agli altri nadari e il suo vice che faceva la spunta dei “forni” al simiteri. Era comoda dare la multa e fare la faccia truce al cittadino imprigionato dal Regime che usciva a incontrare l’amante moldava perché non ne poteva più della mogliera, è certamente più dura fare la stessa faccia a una banda di tagliagole balcanici o un “assembramento” di extra mediterrani ciocchi.

  • 16 Giugno 2020 in 18:55
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    il mio e’ rimasto a vicenza

  • 16 Giugno 2020 in 20:16
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    Ho sempre l’incubo che il Parma venga prima o poi arbitrato da LO BELLO o da BANTI uno arbitro e l’altro al VAR nella partita ( Parma- Lazio) che ci è stata da loro LETTERALMENTE RUBATA.
    negandci due rigori uno dei quali a fine partita addirittura CICLOPICO
    Se uno dei due ci arbitrera’ sarà SCONFITTA CERTA.

  • 17 Giugno 2020 in 13:54
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    Passato desantis passato napoleone, ti dico panzino e pezzella ,, per pochissimi…..

I commenti sono chiusi.

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