CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / CHI HA RAGIONE TRA TALETE E PITAGORA SULLA TABELLINA DEL 3?

gianni barone 29 06 2020(Gianni Barone) – Aldilà dell’usuale «chi vince ha sempre ragione», Parma-Inter 1-2 ci fornisce l’occasione per analizzare punti importanti su una gara vinta da chi ha giocato male e ha commesso errori di concetto, e persa da chi ha giocato meglio e ha commesso errori di pensiero, leggi disattenzioni o altro. Poi, se le dichiarazioni dei protagonisti divergono, e non di poco, corre l’obbligo di chiederci, da spettatori assenti dal vivo, cosa ne pensiamo in proposito. Sia per chi era in vacanza al mare o sulle isole (beato Majo che ha i baiocchi) e per chi era (tapino) in città, leggendo i commenti il giorno dopo, rimane l’incertezza: ma chi ha ragione su questa ipotetica tabellina del tre? 3 come i punti conquistati, a detta di Roberto D’Aversa immeritatamente, e di Cristian Stellini, vice di Antonio Conte, meritatamente, dall’Inter, dopo una gara che secondo le cronache, imparziali, avrebbe potuto avere un esito diverso se non opposto. 3 come i minuti che mancavano alla fine del tempo regolamentare, nel momento in cui l’inzuccata del “perfido” ex Bastoni mandava al tappeto il Parma dopo una gara in cui aveva messo alla frusta per ottanta minuti, non la pazza, ma fortunata Inter. 3 come i cambi simultanei operati dalla beneamata (non certo da noi), per dare un volto nuovo alla gara, rivelatisi, chi più chi meno, determinanti, di sicuro importanti, come i due esterni Moses e Young, al posto dei due esterni Candreva e Biraghi, sufficientemente vilipesi dal gioco arrembante gabriele majo panareadei Crociati lungo gli out, e Sanchez in luogo dello “spauracchio” Eriksen, alla fine della fiera imbavagliato dall’abnegazione di Scozzarella, scatenato sulle sue tracce da un‘ottima intuizione di D’Aversa. Poi il quarto cambio di Bastoni per Godin, a mal partito contro un Kulusevski in serata di grazia, è risultato più che decisivo. Infine, niente, infine un 3 di cui si parlerà più avanti. Rimangono le parole, le “baggianate, le bagattelle” che i due tecnici, uno titolare, D’Aversa, e uno vicario, Stellini – al posto del leone in gabbia Conte, che ha ruggito in silenzio e poi ha esultato – hanno offerto, con le nuove modalità protocollari, alla stampa e a noi. In questa strana giostra, poche banalità, poca ipocrisia, tanta rabbia, e qualche dose di falsità condita di spudoratezza, per lo meno, da parte di almeno uno dei due. Perché a un D’Aversa, schiumante di rabbia, per l’inatteso, imprevisto e immeritato verdetto, si oppone uno Stellini, ex difensore compassato, che da allenatore in seconda, si dimostra dotato di verve, grinta e faccia tosta da competizione, nella giornata in cui è chiamato a sostituire il solitamente, arrembante, Conte. 3 si diceva, infine, come la difesa schierata dal duo Stellini-Conte, in opposizione al tridente del Parma, che nel primo tempo, incanta e mette in seria difficoltà i malcapitati D’Ambrosio e Godin, saltati e bevuti come un Crodino da un Gervinho ritrovato e da un Kulusevski sopra le righe, in cui, il solo De Vrji, combatte alla pari contro il marmoreo vichingo Cornelius. In questa tabellina del 3 chi ha ragione? Talroberto d'aversa dopo parma-inter 28 06 2020ete o Pitagora? Nel senso che in mezzo alla geometria da una parte, e i numeri dall’altra, si è svolta una disfida, in piena notte, senza esclusione di colpi.
1. Stellini:- Per me una vittoria meritata malgrado le occasioni concesse al Parma che resta la squadra più difficile da limitare nelle ripartenze.
2. D’Aversa:- Credo che Stellini abbia visto una partita totalmente diversa. Non solo ripartenze. Ci sono tante azioni da gol manovrate, sapevamo come difendono e ci siamo mossi di conseguenza.
stelliniStellini colpisce due volte la suscettibilità di D’Aversa, prima riferendosi alla vittoria meritata di un Inter in palese difficoltà, e poi con la solita solfa delle ripartenze (contropiede) come unica arma in possesso del Parma che fa andare il tecnico Crociato su tutte le furie.
3. Stellini:- Ma noi abbiamo impostato la gara, abbiamo costruito tante occasioni e alla fine l’abbiamo vinta meritatamente.
E dai con questa convinzione, con cui, spudoratamente, il vice di Conte, condisce il suo intervento.
Sentiamo ancora D’Aversa:- Prima di venire qui a dire qualche baggianata (ma se non abbiamo inteso male sentendo dalla Tv egli aveva detto per non venire qui a dire qualche baggianata) mi sono riguardato tutte le azioni e ci sono motivi per cui potrei essere qua a lamentarmi, ma quello che dirò alla squadra domani e che abbiamo buttato via una partita dominata. arrigo-sacchiTiè, prendi impacchetta e porta a casa, caro Stellini che però non demorde e insiste “Non si vince solo col bel gioco,in queste partite abbiamo costruito tantissime occasioni ma non le abbiamo sfruttare”. Della serie “L’importante è vincere” (motto dei risultatisti) in antitesi al pensiero sacchiano “L’importante non è vincere ma giocare bene”. Lo spazio alle recriminazioni e alle polemiche viene ridotto con l’autocritica di D’Aversa che si ritiene responsabile della mancanza di malizia da parte dei suoi: “Dovrò insegnare ai miei giocatori di non portare rispetto e non essere leali: Kulusevski, su una situazione in cui Barella era già ammonito e per dieci metri ha continuato a tirare la maglia, non si è buttato per prendere il secondo giallo”. Ma al di là di questa correttezza e sportività del prossimo juventino, comunque lodevole anche se nell’occasione non appagante, la mancanza di malizia, a nostro avviso, riguarda (e su questo dovrebbe lavorare il Mister) le omissioni di marcature nel finale. Le stesse omissioni, che su queste colonne, riferite ad altre squadre e non al Parma, avevamo già avanzato recentemente. La mancanza di attenzione nella fase difensiva, che l’Inter ha manifestato per tutto il primo tempo con la difesa a 3,kulusevski parma inter concettualmente errata quando si affronta un attacco come quello del Parma. Difendere a sistema puro, uno contro uno, a specchio, con gente come Gervinho e Kulusevski è altamente controindicato: strano che nessuno al di là di Alberto Polverosi del Corsport, se ne sia accorto e lo abbia sottolineato. Conte ha ritenuto di non variare assetto, e, a conti fatti, gli è andata bene e di lusso. Il suo amico D’Aversa mastica amaro, ma, come ha lui stesso rilevato, resta la consapevolezza di aver messo in difficoltà la difesa dell’Inter. Però, alla fine, quando i pareri divergono così tanto, viene in mente il famoso motto bertolettiano (Mario): Bossi quando deverge Scalfaro, lei cosa ne pensa? Anche se fra la geometria di Talete (D’Aversa) e i numeri di Pitagora (Conte) e per sua voce Stellini, alla fine non abbiamo saputo chi avesse veramente ragione. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

9 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / CHI HA RAGIONE TRA TALETE E PITAGORA SULLA TABELLINA DEL 3?

  • 30 Giugno 2020 in 13:16
    Permalink

    Io sto vivendo un disagio sportivo
    Non perché penso che si possa retrocedere essendo la salvezza sicura al 100% anche se dovessimo perdere tutte le partite ma ho
    l’incubo che Regini e Caprari possono venire confermati.
    Ho un parente a Genova tifosissimo della Sampdoria
    e se qualcuno pensa che sto beffardo vi do pure
    il nome. MASSIMO CHIAPPELLI.
    Su Regini mi ha detto che fin che non aveva avuto un infortunio
    grave presumo ai legamenti era un discreto giocatore poi era inguardabile.
    Anche in B, se dovessero andarci non lo vogliono nemmeno per scherzo, nemmeno per sogno, nemmeno per finta.
    Su Caprari solo un modestissimo attaccante di squadre di B di bassa classifica.
    Ecco perché se ne andranno Kulu e Gervy e l’idea che questi 2 possano giocare il prossimo anno anche se solo riserve, mi fanno rabbrividire

  • 30 Giugno 2020 in 13:52
    Permalink

    Una domanda importante.. Majo sa dirmi se inglese è rientrato ufficialmente in lista? Oggi è l ultimo giorno disponibile..

    • 30 Giugno 2020 in 14:08
      Permalink

      Carissimo, sono in vacanza in Sicilia sicché non sono per nulla sul pezzo

  • 30 Giugno 2020 in 13:53
    Permalink

    Ceravolo lo abbiamo sbolognato o è in prestito?E col gran campionato che ha fatto…

  • 30 Giugno 2020 in 14:20
    Permalink

    Non ho capito una cosa.
    Hanno giocato Regini e Caprari e non gioca
    KARAMOK ?
    Regini e Caprari ritorneranno a Genova
    altrimenti se qualcuo li vuole tenere, a quel
    qualcuno che li vuole, mando uno psichiatra
    a mie spese.
    Occhio perché poi rischia di essere internato.
    Ritornando a KARAMOK il prossimo anno
    dovrebbe prendere il posto di Gervinho.e allora
    facciamolo giocare quando Gervinho è stanco
    per vedere se merita di sostituirlo nel prossimo
    campionato.
    In quanto a KULUSEVSKY per me il nuovo MESSI
    sportivamente e sottolineo SPORTIVAMENTE. mi sono innamorato di lui.
    Come invidio quei bastardi della Juventus che il prossimo anno.lo avranno tra dì loro e potranno godere delle sue magie.
    In quanto a Darmian accontentiamolo
    Vuole andare all’Inter
    Conte cosa deve fare per convincerti.a prenderlo.
    Vi ha fatto vincere a Parma.
    Che deve fare di più?

  • 30 Giugno 2020 in 14:32
    Permalink

    Tutti dicono che con Kulu, l’affare lo ha fatto l’Atalanta.
    No lo ha fatto la Juventus
    Un paio d’anni o forse meno per prendere
    Messi…pardon Kulu, ci vorranno più di
    100 milioni e chi lo prenderà farà un affare perché poi dopo altri
    2 anni di milioni ce ne vorrano 200… e così via.
    La differenza tra Caprari e Kulu è la differenza che c’e
    tra una Topolino e una Ferrari.
    Non vi dico chi è la Ferrari……

  • 30 Giugno 2020 in 16:55
    Permalink

    Se per occaisoni Stellini Stellini intende anche i tiri finiti in curva, allora ciaone. Dovevamo vincere noi. Stop.

  • 30 Giugno 2020 in 18:02
    Permalink

    Alessio Da Cruz ,Jacopo Dezi
    Michele Fornasier, Manuel Nocciolini,Fabrizio Alastra,
    Emerson Espinoza,Giuseppe Carriero,Marco Frediani,
    Andrea Dini,Lorenzo Simonetti, Marcello Gazzola
    Francesco Golfo,Giacomo Ricci,Sebastiano Longo,
    Gabriele Carannante,Vincenzo Mustacciolo,
    Davide Mastaj,Muhamed Tehe Olawale.

    e questi che fine faranno???? RINNOVO A VITA????

I commenti sono chiusi.

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