DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (73^ puntata) – E COSI’ MARIO RIMASE AL BALO…

luca savarese auto 15 05 2020(Luca Savarese) – Mario Balotelli è stato licenziato dal Brescia attraverso la classica lettera inviatagli dal club, forte delle inadempienze del calciatore in estate accostato al Parma, specie dopo la sua partecipazione al Bodoni di un evento organizzato tra l’altro dalla Fondazione Pizzarotti, cui si riferiscono le foto a corredo di questo articolo (clicca qui per rivedere il video trasmesso in diretta esclusiva da StadioTardini.it). Dopo la ripresa delle sessioni di allenamento in vista dell’imminente ripartenza del campionato, Balo non le ha mai frequentate, rifiutando anche la proposta di rescissione consensuale del contratto. La leonessa è stanca di non vedere quello che, sulla carta, avrebbe dovuto essere il suo leone. Il Corsport così scriveva stanani: “Lo strappo decisivo è avvenuto dopo che Mario ha presentato un certificato medico con la diagnosi di gastroenterite, che non gli avrebbe permesso di partecipare alle ultime sedute di allenamento della squadra”. Quella di Mario, è la storia di una discesa ardita lenta, ma inesorabile, capace di schiacciare sul nascere ogni tentativo di risalita. “Video meliora proboque sed detriora sequor”. balotelli fuoriserieVedo le cose migliori e giuste, ma seguo le peggiori. Diceva Ovidio. Sembra la definizione precisa del dizionario della vita di Mario Balotelli. Quando con la casacca nerazzurra sulle spalle, giovane imberbe, già dettava futebol nelle aree di rigore, con la sfrontatezza del campioncino e le stimmate del predestinato, noi pensavamo in grande. O almeno, i suoi colpi, i suoi tiri, potenti, ci acconsentivano a farlo. Poi i primi segnali di testa, calda. Mario, è giovane, e la personalità non gli manca, sottoscrivevamo. Poi ecco l’Euro 2012, e quel destro in Ucraina a far fuori la Germania. Ci mostrò, statua d’ebano, i suoi muscoli. Erano tempi belli erano, i tempi rosei, di Mario Balotelli. mario balotelli bodoni parmaDai che ce l’ha fa questa volta a sbocciare, ad uscire dal mazzo di quei fiori geniali ma terribilmente ricchi di spine pungenti e sregolate. Sembrava una fiamma, divenne presto, un fuoco di paglia. Il talento, non lo so si discuteva. Ma, quel che strideva, erano le balotellate. Avevano, tutte, un denominatore comune: si ripresentavano, quando, speranzosi, ne tessevano pronti ritorni sulla retta via. Accostato spesso al ducato, non è mai giunto alla destinazione crociata. Brescia, casa sua, sembrava la tappa definitivamente rigenerativa. Tornava a casa, il figliol prodigo, l’aria del focolare, gli servirà. Vuoi mettere le rondinelle, storicamente culla e centro riabilitativo per molti giocatori, vedi Roby Baggio su tutti, erano pronte a regalargli lo stesso habitat. Credevano, con lui, di tornare, al loro primo anno di A dopo diversi di cadetteria, a volare. “Non mi va di rientrare, non mi va di fare il pressing” scherzosamente ma non troppo ebbe a dire in una delle videochiamate nel lockdown con il suo amico Matri. Già, non solo in campo, non gli va di rientrare, di dare una mano, ma forse non balotelli bodoni 01 06 2019l’ha data, in tutti questi anni, nemmeno davvero a sé stesso una mano, credendo che tanto a lui bastassero i suoi piedi. “Non si è mai presentato agli allenamenti sulla piattaforma online e ora fisicamente non è a livello degli altri. Io do tanto, ma pretendo anche tanto”. Questo invece il Diego Lopez pensiero sulle pagine della Gazzetta Dello Sport. Una cosa è certa, Mario, non sparire dalla circolazione, non finire per andare a parlare di calcio in qualche bar sperduto di provincia, attaccato ad un bicchiere di Cuba libre. Il 12 agosto farai trent’anni, l’ultima possibilità per svoltare, per provare ad iniziare a fare il difensore del dono che ti ha dato madre natura e di entrare in gamba tesa su quell’accidia atavica che ti sussurra tanto in fondo ci penso io, tanto posso anche non fare quello che fanno gli altri. Magari non a Brescia ma, altrove, dove vorrai tu, magari un paio d’anni. Sai quanti ragazzini vorrebbero avere il tuo bagaglio tecnico? Magari, anche solo per dirti: “Ho ancora qualche cartuccia da giocarmi”Luca Savarese

#Settantatreesima puntata Sabato 6 Giugno 2020

6 pensieri riguardo “DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (73^ puntata) – E COSI’ MARIO RIMASE AL BALO…

  • 6 Giugno 2020 in 23:24
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    Direttore, dica la verità…ogni tanto le mancano un po’ quei pomeriggi al river…

    • 8 Giugno 2020 in 11:26
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      Gemma (ma la mitica Gemma della fiction “Carabinieri” con cui mi sono inebetito durante e dopo la pandemia – ahimè da oggi Rete 4 propone al suo posto i Cesaroni – interpretata dalla intramontabile Erika Blanc?), buondì, confesso che sì, mi mancano un po’ quei pomeriggi, anzi, che dico, quelle giornate intere al River, non solo quelle con la Rosy, ma anche quelle in solitaria, in un posto magari un po’ rustico, ma molto ospitale, specie fin quando è stato in mano alla titolare, signora Elvira, che due o tre anni fa ha ceduto le sue quote al suo ex socio. Ecco, esattamente da allora, non frequento più il River, anche se avevo iniziato a ridurre forzatamente le presenze con il mio ritorno al Parma Calcio, avendo ridotto il tempo libero. Quando ero disoccupato – o quando stadiotardini.it era la mia unica occupazione, che dir si voglia – avevo trasformato la piscina al di sotto del Taro, nel suo greto, in una sorta di mio ufficio en plein air, un po’ come lo era stato Piazzale della Pace anni prima. Entrambi questi luoghi sono accomunati dal fatto che proprio lì (la prima volta in Pilotta nell’estate 2004, la seconda al River in quella del 2015) ricevetti le telefonate decisive di scrittura da parte del club.
      Pur non essendo più un frequentatore del River, e pur non simpatizzando particolarmente per il suo attuale assetto societario, ho appreso con dispiacere la notizia, postata sui social pochi giorni che riferiva che la piscina River non aprirá per l’estate 2020 (chiuso anche come solarium). La situazione non ci consente di poter garantire sicurezza in presenza di un elevato numero di persone. La nostra scelta va nella direzione di non voler creare assembramenti che potrebbero risultare involontariamente pericolosi. Ci fará piacere accogliervi nell’estate 2021”.
      Proprio il passaggio sul solarium mi fa tornare alla mente la grandissima umanità della signora Elvira, che, anche nei giorni di chiusura dell’impianto, concedeva agli aficionado, quorum ego, di usufruire di quello spazio per potersi dedicare alla tintarella.
      Peccato: quel River mi manca parecchio, e grazie per avermi offerto l’assist per ricordare e parlarne…
      Cordialmente
      Gmajo

  • 6 Giugno 2020 in 23:31
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    Quante chance vogliamo dare a Balotelli? Ha quasi 30 anni e dimostra 12.

  • 7 Giugno 2020 in 10:48
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    Occhio a dire balo per palo, non vorrei che qualche anima pia ti desse del razzista, ciao buana

  • 8 Giugno 2020 in 19:14
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    No Direttore, ahimè non sono io quella che vede in TV! Magari!

    In effetti è proprio al river (direi 2015 mi pare…) che ho visto per l’ultima volta la rosy, ma che fine ha fatto? poi davvero non l’ho mai piu’ vista nemmeno in giro…

    giusto ricordare la simpatia della Elvira, davvero deliziosa. era proprio un altro river, come concetto, come accoglienza…

    felice di averle strappato un sorriso!

    • 8 Giugno 2020 in 20:03
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      Grazie ancora per avermi dato l’opportunità di ricordare quei bei tempi e “quel” River, grande ritrovo di umanità!

      Della Rosy, invece, ho perso le tracce, anche perché mi consta che da qualche tempo abbia un po’ esagerato nelle sue evoluzioni specie dopo esser entrata nella scuderia di certi manager: peccato…

      A presto, mi scriva ancora!

      Gabriele

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