DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (76^ puntata) – LA VOCE DI BIZZOTTO RIPORTA IL CALCIO NELLE CASE DEGLI ITALIANI

stefano bizzotto

luca savarese auto 15 05 2020(Luca Savarese) – Ci sono vari telecronisti, normali, né carne né pesce, spesso urlatori di prim’ordine, che per una semplice rimessa ed anonima rimessa laterale, sprizzano enfasi da tutti i pori; poi c’è lui, Stefano Bizzotto. Nato a Bolzano il 19 giugno del 1961. Se nasci da quelle parti, è un po’ come nascere in Brasile: qui vieni su ambidestro, lì diventi bilingue. Il tedesco, spalmato sulle fette biscottate, anche alla mattina. Sullo stato del proprio profilo twitter si legge: “mio papà voleva che facessi il Klempner, (cioè l’idraulico, nda), ma io…non capivo un tubo”. Le parole, gli piacciono di più e le mastica bene. Il suo primo step si chiama Alto Adige, quotidiano bolzanino dove fa il collaboratore per lo sport. Una volta assunto (si cosa che prima si faceva…) eccolo occuparsi di cronaca ed affinare uno stile asciutto, distaccato, quasi asentimentale. Galeotto fu il servizio militare del 1985, qui, ha modo di lavorare presso l’Ufficio Stampa del Comando IV Corpo d’armata Alpino. Quando esce dalla trincea, entra in Gazzetta Dello Sport: non solo calcio, si occupa di hockey, nuoto. Coltiva i dettagli, compila tabelle con miriadi di nomi, raccoglie dati. Aggiunge all’acribia del giornalista la curiosità dell’archeologo. Mentre molti altri colleghi somigliano spesso a vuoti ripetitori di formule, lui ricorda Erodoto: annota, fa indagini, va a vedere di persona. Poi nel 1994, ecco il colpo di classe: commenta i campionati mondiali romani di nuoto, ma, su suggerimento dello stesso capo allenatore dell’epoca, fa fare un tuffo alla sua voce nelle gare di tuffi: approfondisce questo campo avidamente, quasi maniacalmente. Così, il suo timbro, assieme a quello di Oscar Bertone, commentatore tecnico, diventano la colonna sonora degli eventi tuffistici. Il giorno prima ti capitava di sentire il servizio sul derby di Dortmund, l’indomani ecco ascoltare il triplo carpiato di un’atleta indonesiana. Minimo comun denominatore? Stefano Bizzotto. Tu, chiamale, se vuoi, diverse direzioni. Sarà lui, che venerdì sera, accompagnerà, dopo i mesi dell’inferno Covid 19, i telespettatori a riveder le stelle del calcio, che riapriranno le danze, allo Juventus Stadium, a porte chiuse, con la semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Juve e Milan. Sua moglie, è ginecologa. Lui fa nascere dipendenza, ai suoi racconti. Curiosi tre episodi legati al sottoscritto, che Stefano Bizzotto se lo è trovato davanti, quasi per caso. 15 febbraio 2013, Milan – Parma 2 -1. Il mio esordio al mediacenter della scala del calcio. Sembro un bambino che per la prima volta va a teatro: guardo tutto, mi soffermo su ogni cosa. Poi quando vado in bagno, i servizi sono occupati. Aspetto, Sento aprire la porta, esce lui, Bizzotto. “Buonasera Stefano, sono Luca di stadiotardini.it, è la mia prima volta in tribuna stampa qui”. “Piacere di conoscerti, allora benvenuto e buon lavoro” Altro stadio, altra epifania di Bizzotto. Stadio Marassi, Genova. Domenica 27 novembre 2016. C’è in programma Genoa – Juve. Inaspettatamente, il grifone mata la signora, le segna tre gol, tutti nel primo tempo. All’intervallo, faccio un salto nella cabina, una delle poche rimaste, di Tutto il calcio minuto per minuto, per respirarne profumi e sniffarne desideri. Si sente aprire la porticina, è lui. “Mamma mia che crollo madama, ragazzi cosa dice Riccardo Cucchi” (che nel frattempo era lui ad essere andato in bagno). Lo chiede a Tarcisio Mazzeo, voce della Liguria e quel giorno seconda voce. Terza apparizione? Domenica 23 dicembre 2017. Sono invitato dal moviolista Filippo Grassia ad andarlo a trovare per lo scambio degli auguri natalizi in Corso Sempione 27 a Milano, la prima casa di Tutto il calcio. Alla fine dei primi tempi, Filippo taglia il panettone ed apre una bottiglia di spumante. Poi, rieccolo, passa di lì, Stefano Bizzotto: “Auguri a tutti ragazzi! “ Ma allora è un vizio: Bizzotto mi perseguita o forse è tanta la mia voglia di gustarne aneddoti, che continua a farmelo incontrare. A parte questa, doverosa, parentesi personale, una cosa è certa: tra tre giorni, quando il calcio italiano proverà a tornare, noi, con la sua voce, saremo in ottime mani. Luca Savarese

#Settantaseiesima puntata Martedì 9 Giugno 2020

One thought on “DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (76^ puntata) – LA VOCE DI BIZZOTTO RIPORTA IL CALCIO NELLE CASE DEGLI ITALIANI

  • 9 Giugno 2020 in 22:02
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    Sarà un piacere riprendere con quello che reputo il telecronista più preparato della RAI.

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