DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (81^ puntata) – IN MORTE DI GIULIO GIORELLO FILOSOFO DELLA SCIENZA E NON SOLO

giulio giorello

luca savarese auto 15 05 2020(Luca Savarese) – Carlo Sini, Stefano Zecchi, Giulio Giorello: la “scuola di Milano” della facoltà di Filosofia all’Università statale di Milano, ad inizio anni 2000, poteva schierare questo tridente. Se uno, come il sottoscritto, viveva a Milano e frequentava questa facoltà e viveva questa città, il gioco, valeva, eccome, la candela: al mattino si abbeverava a quelle aule, alla sera, a San Siro si lustrava gli occhi con il Milan copetero e bailado di Ancelotti: Kakà, Inzaghi, Pirlo, filosofia del tocco, teoretica del gol, ermeneutica del lancio. Un po’ come “Ulisse, Prometeo, Gilgamesh”, il libro cardine dell’esame di Filosofia della Scienza, la squadra per cui tifava Giulio Giorello, col suo dedalo di assistenti. Era zoppo, assomigliava un po’ ad Ebenezer Scrooge, ma viaggiavano, spediti, i passi del suo pensiero epistemologico. Il virus, lo ha messo k.o. Allora anche la scienza forse, da sola, non basta. Ti sia lieve la terra, Giulio Giorello. Il nostro, amava il dibattito, convinto com’era, che la bellezza stesse nello sviscerare idee diverse, mica nell’aggrapparsi dogmatico ad una e a sturarsi le orecchie alle altre. Con il senior, fummo tra il pubblico di un interessante e stimolante confronto tra scienza, rappresentata da lui e fede, incarnata dal presbitero ed arcivescovo di Chieti, Bruno Forte. La singolare partita non la si disputò però in un aula di qualche ateneo e nemmeno nella sala conferenze di una patinata libreria ma sull’altare del duomo di Milano, dove al solito il cardinale dice messa, c’erano loro, c’era la cultura, quella vera, quella che non separa alla maniera dei manichei, quella che alla galleria dell’Aut Aut preferisce, sempre la strada larga e a doppia corsia dell’Et Et. “D’altronde, non riteneva estraneo a sé nulla che potesse interessare alla gente, specialmente ai giovani”. Dice Antonio Carioti, suo intermediario per le pubblicazioni scientifiche al Corsera. Altro che dividi et impera, se si potesse formulare uno slogan tale da racchiuderlo  in poche parole, al netto che i filosofi per natura sfuggono a qualsiasi, anche minimo, incapsulamento, forse potrebbe essere “coniuga e vivi“. L’Università statale di Milano la sua seconda casa, prima come allievo, dove si laurea in Filosofia e non contento, anche in Matematica. Poi come professore. Lo potevi trovare a leggere Geymonat, di cui ereditò la cattedra di Filosofia della Scienza presso l’Università degli studi di Milano, e un minuto dopo sfogliare Topolino, uno dei suoi fumetti preferiti. Era tornato a casa, aveva combattuto una dura battaglia, due mesi al Policlinico, neanche a farlo apposta proprio dietro la Statale. Superato una polmonite bilaterale e la positività al Coronavirus. Si era ripreso, era a casa. Non era più considerato malato. Gli ultimi giorni però non si sentiva più lui, così ha deciso di sposarsi, quattro giorni fa, con Roberta Pelachin, la compagna di una vita. Non aveva figli, ma lascia, a 75 anni, un popolo di figliastri, che lo potranno ri-gustare nei suoi innumerevoli saggi, volumi, testi specialistici: neuroscienze, paleontologia, fisica delle particelle, mitologia, psicologia evolutiva. Ce n’è per tutti i gusti, aveva non c’è dubbio, un gran gusto d’intarsiare i saperi. La sua scienza esatta, l’ascolto. Dedicato a tutti quelli, che guai a cambiare idea. Luca Savarese

#Ottantunesima puntata Martedì 16 Giugno 2020

10 pensieri riguardo “DIARIO DI UN’ITALIA IN(CORONA)TA, di Luca Savarese (81^ puntata) – IN MORTE DI GIULIO GIORELLO FILOSOFO DELLA SCIENZA E NON SOLO

  • 16 Giugno 2020 in 20:29
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    Oggi tra Collecchio e Sala costeggiando un campo di pomidoriho notato che le tomacche sono parecchio indietro. Per caso in Vi a Traversetolo hanno piocionato sul sisso? Capisco che anche la bida ha il suo costo e i tomaccari dell’UPI sono oculati e non fanno mai il passo più lungo della gamba però durante la prigionia di massa con tutto lo scatolame venduto si sono fatti le budella d’oro…almeno sul sisso potevano sperperare!

    • 17 Giugno 2020 in 07:19
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      Caro davide, quest’anno c’è stata una grande moria di tomacche come lei ben saprà, si sono buttati sul forment, da figna a barilla passando per federer, et voilà un tond ed pastasùte è servito, scusa il francesismo ma le colpa dla luige, ta be

  • 16 Giugno 2020 in 20:38
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    Kulusevsky ha deciso di rimanere a Parma fino a fine stagione.
    Poteva andarsene guadagnando di più pur non giocando ma non l’ha fatto. dimostrando rispetto e amore per la squadra che l’ha lanciato.
    Spero che un giorno quando da gobbo verrà a giocare al Tardini, a inizio gara non venga fischiato ma solo APPLAUDITO.
    Pochi si sarebbero comportati come lui
    Ricordatevelo quando nel vederlo con la maglia bianconera
    vi si appannera’ la mente è non vi arriverà sangue a sufficienza al cervello.

  • 17 Giugno 2020 in 00:12
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    Spadafora non molla. A pochi giorni dalla ripresa dalla A tenta ancora di fermarla. Cosa abbiamo fatto di male per avere un tizio del genere?

  • 17 Giugno 2020 in 09:07
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    Amico mio il traballante Regime delle pantofole di lana tenta con le unghie e con i denti di restare al potere. Utilizza tutti i mezzi possibili, invoca “seconde ondate”, “virus che circola ancora”, “focolai”, “infezioni polmonari” e tutto il repertorio propagandistico nazi/salutista che abbiamo imparato a conoscere. Spadafora tenta le ultime carte per tenere alta la bandiera degli Ayatollah e del burattino piccolo Ceausescu pugliese al loro servizio. Ma ormai la marea dei giovani di età e di spirito radunata sotto la bandiera dello spritz e della movida sta vincendo la sua guerra e anche il ridicolo ministrucolo sarà spazzato via tra un Negroni e una mascherina abbassata nelle vie dello struscio. Poi chiaramente i vari Cairo, Marino, Cellino, etc. staranno ravanando nel torbido dei triage…

  • 17 Giugno 2020 in 09:23
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    Luca forse non hai capito che il nemico non è vinto
    E’ ai box sta cambiando le gomme come un bolide In F.1
    Spadafora fa bene a essere ferreo e intransigente sul calcio
    Spero ARDENTEMENTE che questo campionato termini
    senza pubblico.
    Voler portare il pubblico.nelle ultime partite è il volere del nostro nemico, sarebbe come SFIDARLO e a noi caro Luca sfidare
    un nemico così invisibile così subdolo così vigliacco e così BASTARDO , non conviene proprio per cui Luca ragiona.
    Il nemico aspetta solo che si abbassa la guardia…..
    Vuoi questo?

  • 17 Giugno 2020 in 10:14
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    Anche perchè cantare con la mascherina renderebbe il tutto più ovattato, meglio un coro muto

  • 17 Giugno 2020 in 11:49
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    Ammettiamo che nelle ultime partite venga data via libera a partite con il pubblico.
    Ammettiamo anche, cosa molto probabile che questa enorme leggerezza crei nuovi contagi con il rischio
    1) Di non poter iniziare il prossimo campionato con i tifosi
    2) Risvegliare una nuova pandemia che sarebbe per l’Italia devastante
    3) Ovvie dimissioni immediate di SPADAFORA e iscrizione nel registro degli indagati in quanto sarebbe lui l’unico
    responsabile per aver sfidato il virus con INCOSCIENZA e
    LEGGEREZZA.
    Son certo che i vari Luca e Davide sarebbero i primi a dire
    “SPADAFORA dimettiti” oppure
    “Gli stadi non dovevano essere aperti.”
    Qualcuno dirà
    “Bene chiudiamo gli stadi di Lombardia Emilia e Piemonte e lasciamo col pubblico gli altri stadi ma sarebbe un campionato ancora più falsato.
    Immaginate un Sampdoria Milan alla diciassettesima con entrambe le squadre con obiettivi non ancora raggiunti?
    Non mi direte che da Milano non arrivera’ nessuno etra questi tifosi lombardi che arriveranno a Genova siete sicuri che non ci sarà nessun contagiato, nessun asintomaticobche puoi infettare?
    Ecco perché lo stadio è l’ultima cosa che deve essere aperta al pubblico dato che i tifosi allo stadio sono appiccicati e tra starnuti e tosse, tra asintomatica e malati aprire gli stadi è una pazzia con la P maiuscola

  • 17 Giugno 2020 in 12:01
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    E poi come si fa a bere il Borghetti con la mascherina?A meno che il CTS, Speranza, Brusaferro, Galli, Burioni non predispongano un protocollo ad hoc per consentire di gustare un Borghetti senza spargere droplet con carica virale e spargere la pandemia.

  • 17 Giugno 2020 in 13:50
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    A parma più facile bere l’alborghetti, o un bladi meri con l’ortolina

I commenti sono chiusi.

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