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CARMINA PARMA di Luca Savarese / GIUA DA’ GIOIA AL PARMA

Luca Savarese(Luca Savarese) – Ore 19.30 di Mercoledì 21 Luglio 2020: più che una partita di Campionato, sembra come collocazione oraria, la classica sfida scapoli ammogliati in qualche località balneare o in qualche campo sportivo montano. Invece, è Parma–Napoli, giornata numero 35 di questo Campionato diviso a metà dal Coronavirus. Il Parma viene dall’inferno delle sei sconfitte post locwdown, il Napoli dal ritrovato angolo di Paradiso regalatogli da Ringhio Gattuso, che proprio contro i Crociati prese per mano i partenopei nella gara d’andata, sotto Natale, al San Paolo, vinta poi dal Parma. Al Tardini ci sono 32 gradi, l’umidità si taglia con il grissino. Il Napoli davanti schiera Lozano come falso nueve, non c’è Mertens il giocatore più prolifico di tutti i tempi della squadra campana, ma c’è Lorenzo Insigne. Nel Parma c’è Karamoh dal primo minuto mentre, Gervinho, match winner della gara d’andata, parte dalla panchina. Il Parma viaggia con il freno a mano della paura tirato, il Napoli non vuole spendersi più di tanto, perché, l’impegno dell’8 agosto è di quelli che t’impongono un massiccio risparmio di energie: la super sfida ai blaugrana al Camp Nou. La paura e il desiderio di non sprecarsi poi troppo la fanno da padroni per la prima mezzora. Il primo refrigerio? Il rigore di Gianluca Caprari, che al tramonto di primo tempo, fa tirare il primo respiro di sollievo al Parma. Prima rete con la maglia del Parma addosso per il ragazzo romano (quello all’ex Samp glielo annullarono…). Il Parma, come contro il Milan una settimana fa, come contro la Samp Domenica, solo per restare alle circostanze recenti, va a riposo con il beneficio del vantaggio. Dopo soli cinque minuti di ripresa, però, quando c’è un rigore per il Napoli, e Insigne spiazza Sepe, tutti pensano al solito Parma, a quella sindrome Istanbul che non riesce proprio a lasciare in pace i Crociati, che col fieno in cascina del vantaggio, poi vengono raggiunti e così, nella cascina, rimane solo il rimpianto. Questa volta però il Parma, tranquillizzato dalle parole di mister D’Aversa, che più che da tecnico, negli ultimi giorni ha dovuto fare da psichiatra, barcolla ma non crolla, prende uno schiaffo, ma non mostra l’altra guancia. kulusevski parma-napoli 22 07 2020 rigorePoi ecco le due mani, che come un deus ex machina, si materializzano sul Tardini. La prima più che una mano, è un coupe de theatre di Dejan Kulusevski, che si ricorda del suo trasferimento alla Juve, e decide di regalare al Parma una giocata da salvezza in potenza: estro e numero. Lo svedese, messo giù, procura il rigore. Lo batte lui stesso: gol, ecco la salvezza in atto. Non è mai facile battere un rigore, specie quando sai già che tra poche settimane indosserai un’altra maglia, inizierai un’altra storia. Kulusevski sembra Lian Brady, che sapendo già di non far più parte della Juve, che aveva preso Platini, nel maggio del 1982, calciò il rigore a Catanzaro e segnò al Catanzaro. Si può andare via o restare, ma se vai con classe, lasci qualcosa in più dei soli ricordi. Certo il rigore concesso dal signor Antonio Giua della sezione di Olbia, è un po’ forzato, ma tant’è. Da Giua a gioia, in fondo, ballano solo poche lettere… Luca Savarese

6 pensieri riguardo “CARMINA PARMA di Luca Savarese / GIUA DA’ GIOIA AL PARMA

  • Nonostante un finale di stagione pessimo, siamo riusciti a fare 2/2 contro il Napoli, che ad inizio anno era la seconda favorita per lo Scudetto dopo la Juventus. Non male!

  • Due rigori regalati

    • Scusa ma te li sei visti ben bene gli episodi?
      E di quali rigori si parla? di quelli del Parma? e quello del Napoli cosa dovrebbe essere?

  • Quindi non ho capito bene, appena acquisita la permanenza matematica nella massima serie esce subito una notizia bomba, o solito fake, siamo in trattativa avanzata con una società del Qatar? Qualcuno , direttore se fosse possibile, ne sa qualcosa? Premetto che a me Nuovo Inizio piace assai con. Pizzarotti presidente.

    • Come dicevo ad altri non sono sul pezzo e comunque sono vicende societarie di cui un dipendente è bene non se ne occupi…

      • Grazie Direttore, già il fatto che non l’abbia battezzata come fake mi fa pensare che ci sia un filo di verità. Speriamo siano eventualmente gente seria come quelli di adesso, ed il fatto che si parli di 5 anni di appoggio da parte loro mi fa ben sperare.

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