CARMINA PARMA di Luca Savarese / PUNTO E A CAPO

Luca Savarese(Luca Savarese) – Un primo tempo da notte buia dove anche le mucche sono buie, un secondo grigio, un finale luminoso come un’aurora inattesa. Non c’è dubbio: il più caleidoscopico dei Derby. Il Bologna lo gioca, lo interpreta meglio, ma quando, sonnacchioso, si mette a gestirlo, il Parma glielo strappa dalle mani e così, quando il Bologna sembrava già in viaggio verso la Torre degli Asinelli ed aveva già messo su un piatto di tagliatelle, il Parma cambia il menù e in zona Cesarini confeziona un aperitivo al prosciutto di Parma. All’inizio, però, altro che menù abbondanti: per i Crociati, la serata, si prospetta di magra. Dopo soli tre minuti, infatti, i felsinei, grazie ad un calco d’angolo battuto con i giri giusti da Orsolini, che la testa di Danilo recapita in gol, si trova già avanti. Il Parma sembra rimasto a Roma, dove in settimana contro la squadra di Paulo Fonseca, aveva colto la quarta sconfitta consecutiva. Il Bologna, al contrario, sembra quello corsaro e fiero che proprio sette giorni fa, era riuscito a sbancare il San Siro nerazzurro. Il potere, di un gol. Il Bologna viaggia libero come una libellula serena, il Parma, formica arrabbiata, resa più macilenta dai tanti recenti rimpianti. Soriano, sguinzaglia il suo sinistro maligno, che preciso, finisce all’angolino. Dopo poco più di un quarto d’ora il Bologna ha già fatto due gol, il Parma zero. Quello che impressiona, oltre al passivo, è l’atteggiamento passivo del Parma e super attivo del Bologna. Senza Sinisa, squalificato e non in campo ma in tribuna, i suoi ne incarnano, però, appieno il diktat e l’atteggiamento. Mentre i ducali, pur con D’Aversa in campo a guidarli, brancolano nel buio. Le cose non che cambino nel secondo tempo. Troppo gustosa, dopo aver accumulato due gol, la possibile posta in palio per il Bologna, troppo rischiosa, dopo aver subito e basta, per il Parma la probabile quinta sconfitta consecutiva. Ma le partite sono appese al filo degli episodi. Alla giostra degli innumerevoli cambi, D’Aversa, usa i gettoni giusti. Uno su tutti, Inglese. Mentre il Bologna si trascina un po’ satollo, il Parma ricomincia a far girar palla con meno approssimazione, con più decisione. parma bologna gol di ingleseIl Parma entra in medias res, anzi quasi sui titoli di coda della scena, si ma per fare il mattatore. Testa di Kurtic, e svantaggio accorciato. Il Bologna sul più bello cala la palpebra. Ora ci vorrebbe, per i Crociati, qualcosa in grado d’inserirsi tra i gangli dell’orologio dell’arbitro Mariani in modo da dilatare il tempo. Questo strano arnese si chiama Roberto Inglese, che sa prima di tutti che un cross di Gagliolo passerà dalle sue parti, incoccerà i suoi arti inferiori. Neanche il tempo di pensar tutto questo, che diventa già realtà. Il Parma prende il Derby per i capelli, lo toglie dalla destinazione di Bologna e con un finale finalmente leonino si regala un punto, che in casi come questi, serve come matita ferma sangue e ferma sconfitte. Luca Savarese

4 pensieri riguardo “CARMINA PARMA di Luca Savarese / PUNTO E A CAPO

  • 13 Luglio 2020 in 11:02
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    Ci siamo ripresi quello che il Bologna ci ha tolto all’andata http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_good.gif

    • 13 Luglio 2020 in 12:05
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      No, ci abbiamo creduto e questo conta tanto. Ed io sono molto contento dell’atteggiamento dimostrato. La squadra sotto di due reti al 90° ha continuato ad attaccare e questo è cmq un bel segnale.

  • 13 Luglio 2020 in 12:07
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    Mentre auspichiamo che questo schifo del campionato termini al più presto e soprattutto che gli Ayatollah del Regime siano abbattuti come Saddam Hussein e Ceausescu, lasciando finalmente al popolo la libertà di tornare allo stadio, ieri 12/07 ho visto i primi lavoratori del pomidoro affacciarsi timidamente in un campo piantato a tomacche. Sono i primi vagiti del clou dell’anno per Ponte Caprazucca e tutto il Territorio è come sempre pronto ad essere percorso dagli sbuffanti e vetusti mezzi carichi del prezioso oro rosso. A rovinare la festa, mi dicono però che a Palazzo Soragna, nelle ovattate e covid free stanze dei padroni dei vapore, il professore pipante e parecchi industrialotti (strisciati ça va sans dire) siano parecchio incazzati con i “paesi frugali”. Sembra che ai piociòni upini non vada giù il fatto che Austria, Danimarca, l’Olanda di Rutte, Svezia, possono andare a Brucsel a macca in pompa magna a parlare di passi mai più lunghi della gamba e di investimenti oculati, mentre loro che è dal dopoguerra che non tirano fuori una ghella non vengono invitati nemmeno per una tartina. La presidente parsutara sembra voglia fare causa ai paesi frugali per utilizzo della piocioneria senza aver pagato i diritti al Ponte Caprazucca. I dottoroni e gli avvocatoni grigi e pelati sono già stati messi in allarme, a meno che Rutte non compri qualche partita di parsutto, passata o fiale per il catarro, allora in quel caso sarà ricevuto in pompa magna alla cena dei mille.

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