CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / HOMO HOMINIS 🐺 LUPUS. SFUMATA LA QUOTA MOROSKY

(Gianni Barone) – Pochi minuti dopo il fischio finale del Signor Pairetto di Nichelino (no, non sto facendo il revival della radiocronache su Radio Elle di 30 anni fa: già sapete che si tratta del figlio d’arte della celebre casacca nera e poi designatore) sulle nere colonne di StadioTardini.it e soprattutto sul suo virale secondo canale, lo YouTuber Papirus – al secolo Giuseppe Monda che ho anche avuto il piacere di incontrare assieme avventori al Bar Sport di Carlo Brugnoli ed Ilaria Notari su 12 Tv Parma – si dimandava come potesse esser possibile che il Parma avesse perso la partita dopo il, a suo dire, miglior primo tempo delle 150 partite con Roberto D’Aversa sulla panchina del Parma. Dico a suo dire non per confutare l’ottima fattura della prima frazione del Parma di ieri, ma perché, poi, non sono così sicuro, come lui, che nelle precedenti 149 gare non ci fossero state porzioni altrettanto di alto livello. Provo a buttare lì, a proposito di casacche nerazzurre, la recente partita, pure persa al fotofinish, con l’Inter, al principio di quella che sarebbe stata la grande crisi Crociata post lockdown. Ma d’altra parte queste iperboli fanno parte del moderno sia pure sempiterno modo di commentare un po’ senza memoria e quindi è bene che il vecchio cronista non se ne scandalizzi per l’uso, ma indichi al giovanotto una risposta al suo interrogativo: come ha fatto il Parma a perdere una partita cosi?. E per farlo, come spesso soliamo, andiamo a ricercare risposta nei testi sacri, risalendo addirittura all’Asinaria del commediografo latino Plauto, primo autore della espressione homo homini lupus (non occorre scendere fino a Tindari per rinvenire un fine traduttore che letteralmente la risolva in «l’uomo è un lupo per l’uomo»), più tardi, nel XVII secolo, mutuata dal pensatore inglese Thomas Hobbes che l’avrebbe buttata in filosofia, negando che l’uomo possa sentirsi spinto ad avvicinarsi al suo simile in virtù di un amore naturale, ma qui ci andremmo a complicare le cose, che più semplicemente vogliono significarsi, nella nostra accezione, che così come l’uomo è un lupo per l’altro uomo, così l’Atalanta è come un lupo 🐺 per le squadre come il Parma. Dopo un primo tempo dei Crociati che Papirus, emulando Ampollini, definisce sontuoso, gli orobici, alla stregua delle grandi squadre (vedi la già citata Inter), lucrando sugli episodi, ha fatto sua l’intera posta in palio, quando già smezzare sarebbe stato riduttivo per i nostri eroi. Intendiamoci: la punizione sancita da Pairetto Junior da cui scaturisce il gol di  Malinovskyi (che così ha immediatamente riscattato il rigore fallito pochi giorni prima a San Siro quando si era fatto ipnotizzare da Donnarumma) c’era, prestando fede, almeno, a quanto sancisce sul Corriere dello Sport-Stadio l’arbitrologo Edmondo Pinna, il quale dal tubo (catodico) ha carpito pure la frase pronunziata dal suo osservato speciale “è un pestone” che dà Kurtic a Gomez. Certo, chi milita nell’esemplare Atalanta (è così di moda additarla), magari evita di dar pestoni sotto gli occhi vigili di chi è deputato a mantenere ordine e disciplina sul campo, piuttosto, appunto, li subisce, favorendo così i compagni cecchini nel compito di abbattere la sagoma avversaria. Capite la differenza tra chi è più lupo che umano? Meglio stendere, poi, un pietoso velo sulla ennesima ingenuità, non commessa dai due Primavera – Botond BALOGH (06.06.2002), difensore centrale e Mark KOSZNOVSZKY (17.04.2002) – che erano in panchina e ivi sono rimasti, nonostante le referenze del Mondiale Under 17 brasiliano cui han preso parte mesi fa con la Nazionale Magiara, bensì da due veterani che sulla fucilata al 25′ st Malinovskyi si son aperti, saltando, forse per intercettarla in cielo, peccato che il proiettile fosse rasoterra giusto per insinuarsi in quel pertugio. E come argomenta quello stopper vecchio stampo di Sergio Brio (ieri commento tecnico cavallo di Radio Rai a supporto dell’inviato Giuseppe Bisantis che santo due volte dopo le due resurrezioni al microfono con Napoli e Brescia non fa il triplete con l’Atalanta, lui talismano Crociato fin dai tempi di Soriano) tale situazione, quando si è in barriera, va evitata, se no cosa la si mette a fare? Il portiere per forza è incolpevole, a meno che non si inverta la posizione  mettendola all’opposto palo come suggeriva qualche naifCome scriverebbe, anzi, come ha effettivamente scritto Ampollini, serviva un episodio agli ospiti per ristabilire la parità e questo è appunto avvenuto con la punizione di cui sopra. Ma a far si che la Dea Bendata favorisse la Dea Audace (non Reggio) era precedentemente servita la mossa – parsa pure un po’ azzardata a casa Parma, dove il contropiede, checché ne pensi D’Aversa è appunto la specialità della casa – di Gasperini di rivoltare la propria formazione dandole un assetto oltremodo offensivo con l’innesto di Muriel e Malinovskyi, col rischio di farsi prendere d’infilata in ripartenza. Qualcuno, nello spazio commenti di StadioTardini.it, se l’è presa col povero allenatore Crociato per il simultaneo rinculo nella propria metà campo dei suoi calciatori. Io suggerirei a costoro di leggerla in maniera leggermente differente: la visione non può essere solo parmicentrica, va considerato l’avversario, soprattutto in un caso come questo, in cui, sorprendentemente la formazione migliore del Campionato (non credo vada considerata tale la pur scudettata Juventus sarriana) si era prodotta in un primo tempo indecente per quelle che sono le proprie potenzialità. Insomma, sulla carta oggi il Parma non vale l’Atalanta, ma se è riuscito a far patire così tanto i bergamaschi come recentemente nessuno ci era riuscito (come rimarcato dall’orgoglioso coach gialloblù) era, oltre che per i propri indubbi meriti, perché evidentemente qualcosa non funzionava nella di solito perfetta macchina avversaria. Il meccanico (ah no il dentista: non si può dire il meccanico se no scatta immediata nello studio dentistico una perquisizione delle fiamme gialle…), però, ha apportato i giusti correttivi al motore consentendo alla fuoriserie di tornare a ruggire, dopo una apatica prima parte di gara. E peraltro ci poteva pure anche stare dal momento che inconsciamente la super sfida Champions del giorno 7 pervade naturalmente la mente di tutti loro, sia pure ancora stimolati, in Campionato per lo scontro diretto tutto nerazzurro con l’Inter dell’ultima giornata con in palio la posizione d’onore, appuntamento al quale l’Atalanta non avrebbe potuto arrivare con un diverso risultato rispetto alla vittoria, anche in virtù del successo che poche ore dopo sarebbe maturato della Band Conte su quella Gattuso. A proposito di episodi: se per riagguantare il segno X era stato necessario il pestone e la barriera aperta sul calcio di punizione, la qualità del singolo, indubbiamente elevata, ossia il Papu Gomez, ha fatto sì che il gruppo potesse lucrare di una vittoria (non proprio meritata): e qui mi inchino alla penna del Vate Schianchi che al riguardo ha vergato sulla Rosea (di cui, viceversa, non mi è piaciuto il titolo, giacché sminuiva la prova corale del Parma limitandosi al solo exploit di Kulusevski: “…con un gol di Gomez che andrebbe mostrato ai bambini delle scuole calcio (una volta si sarebbe detto gol da cineteca, nda): in quell’azione, nella preparazione e nell’esecuzione, c’è tutto il segreto del mestiere del giocatore, c’è la furbizia del Papu che salta un avversario con un tunnel (non potendo fare diversamente) e ci sono le sue immense qualità tecniche che gli consentono un tiro di sinistro tanto potente quanto preciso”. Da lasciare immobile Sepe, statua di sale. Prodezza individuale, dopo, episodio prima: capite perché l’Atalanta è lupo? E come tale ti azzanna perché mors tua vita mea, per insistere col latinorum. Il Parma, viceversa, non è lupo e non ha quell’instinct killer che contraddistingue chi nel calcio sa ottimizzare: l’inguardabile Umana (non Dea) del primo tempo, avrebbe potuto essere perforata dai Crociati almeno cinque volte cinque, tanto di cappello, epperò gli episodi non sono stati determinanti e così l’occasione del colpo del secolo (o delle 150 partite di D’Aversa) è rimasto in fieri, un’incompiuta. Oggigiorno aver smarrito questi tre punti non è poi così fondamentale, al di là di far fallire la prima profezia in cinque anni del Profeta Morosky, il quale aveva vaticinato a principio stagione i 50 punti in Campionato per la squadra del cuore, impresa di nuovo possibile dopo il lungo blackout post lockdown (ma non aveva fatto i conti con Nostradamus Giampiero da San Pietro che ha centrato l’1-2, risultato secco di ieri sera sulla ruota del Tardini). Ora i punti potran diventare al massimo 49 (comunque una bella vetta, non so se da prima dei non eletti, ma comunque ragguardevole per le potenzialità) qualora si punisca il Lecce al Via del Mare (se sono ancora in corsa per la salvezza, e questo lo sapremo in serata, sarà ovviamente più difficile), e l’errore di valutazione della nostra sfera magica sarebbe veniale, e comunque penalizzato dal Parma poco lupo, non solo in quest’ultima, ma anche in precedenti occasioni. Come argomenta sempre il nostro neoacquisto Ampollini, stavolta nello spazio commenti in risposta a lettori provocatorio o semplicemente ispiratori “10 sconfitte interne in periodo di post lockdown senza pubblico non hanno grande attendibilità”, epperò lo stesso debbono far meditare perché diverse, quasi come le macchine posteggiate a Torrile, sono arrivate in rimonta. Cioè passi in vantaggio e poi ti fai riacciuffare: il fenomeno non è stato isolato, bensì reiterato e il più preoccupante, al netto dei meriti degli avversari, è proprio quello di ieri, giacché la mente era libera (e lo si è visto per come i daversiani si sono espressi) poiché senza più impellenze di classifiche o di obiettivi sfuggenti da centrare. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

15 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / HOMO HOMINIS 🐺 LUPUS. SFUMATA LA QUOTA MOROSKY

  • 29 Luglio 2020 in 20:40
    Permalink

    pairetto di nichelino,chi era a trieste sa,voi non lo sallete ,siete dei poveri beduini

    • 30 Luglio 2020 in 07:59
      Permalink

      Io non lo sallo

  • 29 Luglio 2020 in 23:32
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    la buona notizia che d aversa nonostante il contratto fino al 2022 parla come se fosse carta straccia per non dire altro salvo che era lui che tutti gli anni correva a chiedere un anno in più e un aumento di stipendio !!! parla come conte si è montato la testa di obiettivi ma caro nani il parma ha un organico da 7 maximo 8 posto considera che le prime 5 non ti cagano ma dove vuoi andare !!! purtroppo rimarra qua !!! speriamo che gli arabi gli diano un calcio in culo

    • 30 Luglio 2020 in 11:47
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      Alla fine D’Aversa rimarrà a meno che non si liberi tipo Ranieri, che io prenderei al volo.

  • 30 Luglio 2020 in 08:38
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    Forza Lecce!!

  • 30 Luglio 2020 in 08:51
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    W Lecce!!

  • 30 Luglio 2020 in 12:33
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    D’Aversa mi auguro rimanga perchè la prossima stagione sarà cruciale per tanti aspetti: Prima di tutto il poco tempo a disposizione per fare una nuova preparazione e gestire la campagna acquisti con una eventuale nuova proprietà che dovrà destreggiarsi da subito nel migliore dei modi (mi auguro fortemente coadiuvata dai Magnifici 7) e poi per una sorta di scommessa che il Mister ha inconsciamente lanciato alla proprietà. Alziamo il livello? ok cerchiamo di fare una squadra competitiva in tutto, riserve comprese. E’ evidente che la mancanza del Parma nelle riprese sia dovuta ai pochi cambi validi a disposizione per molteplici ragioni e che per tale ragione occorrerebbe rivedere per rimediarvi.
    Trovo assurdo leggere di critiche e di frecciate verso questo allenatore che in primis ha creato un gruppo coeso e solido ed in più ha SEMPRE centrato gli obiettivi prefissi. Questa è la tipica provincialità di molti tifosi del Parma che hanno il vizio da Loggione del Regio di criticare tutti e tutto senza contraltare. Meritereste di andare a vedere la squadra di oltr’enza.
    Infine un messaggio che a me è parso chiaro sempre su D’Aversa:
    Lui ha voglia di alzare l’asticella della difficoltà e cercare di raggiungere determinati traguardi…Proprietà, dagli la possibilità di farlo al meglio. Le capacità il Mister ce le ha eccome.

    • 30 Luglio 2020 in 16:33
      Permalink

      Ciao Nolan,
      anche secondo me il prossimo campionato sarà un po’ anomalo e bisognerà cercare di farsi trovare pronti da subito per non perdere immediatamente il treno dell’Europa e obiettivamente non vedo il tempo per ripartire da zero con un nuovo allenatore. Non sono un grande estimatore del gioco proposto da D’Aversa, però bisogna anche pensare a chi prendere in alternativa….e non c’è l’imbarazzo della scelta. Concordo che ripartire con lui è forse la cosa più sensata. Ovviamente sempre con il punto di domanda della nuova proprietà, punto di domanda che riguarda solo il quando, visto che ormai si sono esposti tutti troppo e pare scontato che si aspetti solo la fine della stagione per dare l’annuncio ufficiale. Se non fosse una cosa seria nessuno avrebbe fatto cenno a un possibile cambio di proprietà. Dipenderà molto da cosa vorranno fare i qatarioti, perché se decidessero di investire forte a quel punto cambierebbe tutto, e anche il mister potrebbe doversi fare da parte in favore di un nome più importante.
      Io personalmente dubito fortemente che un nome importante come Al Mana voglia entrare nel mondo del calcio in punta di piedi…mi aspetto grossi investimenti da subito…

  • 30 Luglio 2020 in 12:51
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    Mi sa che questa nuova proprietà araba
    spenderà molto ma molto meno di NUOVO INIZIO.
    Per me con questi arabi inizia una nuova fine
    alla Gherardi
    Vengono questi arabi solo per guadagnarci non certamente per spendere.
    Ridete ridete, ci sentiremo più avanti.
    Lasciano partire un eccelso.bomber come Cornelius per un piatto di.lenticchie e vogliono.prendere in cambio, in prestito ovviamente, un bidone come Pinamonti che nel Genoa non segna nemmeno a porta vuota.
    Sono curioso di vedere con chi sostituiranno KULU.
    Magari con un.brocco alla KARAMOH che oltretutto sara’ anche rotto
    Preparatevi con.gli arabi sl.ritorna in B e poi…..fallimento

    • 30 Luglio 2020 in 13:07
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      Se mai sarà ufficializzato il passaggio delle quote per il momento ancora non avvenuto, alla nuova maggioranza qatariota, conosceremo le intenzioni e i progetti che verranno presentati. Al momento si possono fare solo delle illazioni campate per aria, ivi inclusa fantomatiche e penalizzanti operazioni di mercato. Pertanto invito a rimandare successivamente ogni commento al riguardo, visto che al momento non c’è nulla

      • 30 Luglio 2020 in 19:38
        Permalink

        Tornerà a notularci dal river, coi whabiti non si scherza

    • 30 Luglio 2020 in 14:58
      Permalink

      Come già scritto da Majo, è allucinante dare giudizi sull’ operato di un’eventuale nuova proprietà. Ma se non sai nemmeno scrivere il nome completo di Al Mana, come puoi giudicare? Conosci programma e budget? Queste sono chiacchiere dei giornali. Prima bisogna definire la cessione, poi si osserva il loro operato.

  • 30 Luglio 2020 in 13:14
    Permalink

    non c’è che dire: la prevenzione di Velenoso è forte versi i quatarioti.
    E comunque quatariota sarà lei!

  • 30 Luglio 2020 in 19:44
    Permalink

    Il saladino che compra i crociati, girala come vuoi ma la pera na barzlete ed stopaj, l’ultima parmigianità che io ricorda, buon viaggio

  • 30 Luglio 2020 in 20:29
    Permalink

    io non do giudizi basta che si decidano dentro o fuori se no rischiamo di buttare un anno faggiano ha già iniziato a dire che il mercato e bloccato insomma torniamo ai tempi del tormentone calaio che blocco un mese il mercato ma fra un mese inizia il campionato …….si decidano arabi parmigiani e affini ….

I commenti sono chiusi.

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