CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / LA PRIMA DELLE NON ELETTE

(Gianni Barone) – La vita, in generale, e quella di una squadra, in particolare, dipendono da fattori imprevedibili e non sono mai uguali a ciò che si era, un tempo, o in tempi diversi, o successivi, immaginato. Dipendono dal mondo esterno, dalle evoluzioni o involuzioni, dalle sue infinite variabili, dipendono dagli umori altalenanti e contrastanti, dall’inettitudine, dall’ansia di non farcela o di non riuscire abbastanza a sfangarla o a farla in barba a tutto ciò che di negativo si pone lungo il tortuoso cammino. Si pensi al Parma al suo percorso, radioso fino alla pausa, con tre quarti di salvezza già in bisaccia, che nei primi turni post lockdown, con 4 punti conquistati con Torino e Genoa, si sommavano e diventavano 39: un successo, un traguardo, virtualmente, già raggiunto. Invece succede l’imprevedibile, due gare giocate bene, con Inter e Verona, e poi perse per un niente che diventa tutto, palesandosi sotto forma di errori difensivi, mai commessi prima, uniti a quelli delle giacchette variopinte, in campo e al Var (War), che danno il peggio di loro stessi (mediocri!, tuonerebbe il mio sosia, o io il suo, Rino Piccione). Incredibile: subentra l’ansia sotto forma di rabbia incontrollata ed incontrollabile; fioccano le sconfitte, in numero di 4, due preventivabili con Roma e Milan, due un po’ meno, con Fiorentina e Sampdoria, deludenti fino a quel momento, e nel periodo pre-pandemia, sempre in difficoltà e in ambasce, ciondolanti, sempre, nelle zone basse della graduatoria. Unico lampo in mezzo al grigiore intriso da tante avversità, il pareggio col Bologna acciuffato per i capelli grazie al gol del ritrovato Inglese. Poi, come cantava Rino Gaetano, nella sua “Aida”, ode alla resilienza italica,“e dopo Giugno, il gran conflitto, e poi l’Egitto e un’altra età”. Dove Egitto sta per quarantena forzata, unica nella serie A, dovuta alla positività, appena accennata, di un componente del gruppo squadra non giocatore. E “un’altra età” raffigurata alle ultime due vittorie consecutive, merce rara, per il ruolino Crociato, che dalla notte fonda ci conducono verso l’alba di un nuovo giorno, dal futuro radioso, o almeno si spera, con prospettive di un esotico cambio di proprietà, giudicato da alcuni, sebbene ancora non ufficializzato, come un toccasana per tutti, imprenditori parmigiani compresi, per via delle iniezioni di petrodollari di chi comunque non produce greggio, ma esegue terziario in patria importando in Medio Oriente i maggiori marchi commerciali del globalizzato ed infedele Occidente. Apprendiamo dalle cronache precise, antiche ed eterne della Gazzetta di Parma, a firma Carlo Brugnoli, novello «Oddone Nordio e Alfio Biagi», cronisti d’antan sempre sul tocco o pezzo che dir si voglia, che la squadra, aldilà della vittoria contro un derelitto, ridotto ai minimi termini, già retrocesso Brescia, ha reagito non bene, ma benissimo e, dopo la quota 40, faticosamente raggiunta, vede la moroskyana quota 50 non più come una chimera. C., Cinquanta o anche meno, a due gare dall’addio, che vorrebbero dire molto punti di più rispetto ai 41 dell’anno scorso, racimolati, in un finale pieno di affanni e fatiche, in una seconda parte di stagione decisamente più turbolenta, dal punto di vista del raccolto, rispetto all’odierna, malgrado i timori e i terrori di talune Cassandre che temevano e vaticinavano, con non si sa quale terrore e cognizione, financo la retrocessione dei gialloblù a vantaggio dei giallorossi del Lecce salvi. Un Parma che migliora e si migliora, grazie alla coerenza di un gruppo-società come Nuovo Inizio, pronto a cedere la mano, dopo anni di successi e obiettivi raggiunti fino a diventare un chiaro e forte modello da seguire per altre realtà decadute. Coerenza nel credere nella guida tecnico-sportiva del duo Faggiano/D’Aversa, che conferma che per far bene nel calcio, non si deve cambiare di continuo o in corso d’opera, allenatore e uomo mercato, come, ahiloro, molte altre realtà sono state costrette a fare. Credere in un progetto semplice con umiltà e dedizione, costruire un gioco partendo dal non gioco, di cui non occorre vergognarsi perché frutto di una tradizione italica da non accantonare del tutto (o magari, viceversa, promuovere con orgoglio), soffrire e lottare al punto giusto pur in presenza di errori commessi imputabili anche alla concentrazione che non sempre può attestarsi su livelli alti, sono gli ingredienti per un salto in avanti in una provincia chepuò ambire ad essere la “prima delle non elette”. Ad occupare, cioè, l’ottava posizione (ora appannaggio del Sassuolo) dopo le 7 migliori, quasi tutte grandi squadre e società, che il prossimo anno, disputeranno le competizioni europee. Fra queste sette squadre, l’unica eccezione per grandezza di bacino, è l’Atalanta, prossimo avversario del Parma, fulgido esempio di come la sana provincia possa aspirare ad insediare le grandi realtà metropolitane del pallone. Atalanta di Gasperini che, nei ricordi dell’ex capitano Crociato Minotti, ritrova somiglianze, dal punto di vista tattico e del percorso, con il suo Parma guidato da Scala, all’alba degli anni 90. Sarà! Ancora nessuno aveva mai azzardato un simile paragone, ma sul fatto della difesa a 3, abbastanza inedita all’epoca, su l’impostazione dell’azione dal basso e la superiorità numerica in attacco, qualche analogia potrebbe anche esserci , di sicuro l’entusiasmo , in situazioni del genere, gioca sempre un ruolo importante che permette di mettere in campo quell’intensità che stordisce gli avversari e permette di ottenere grandi risultati. Ritornando al presente speriamo in una bella partita fra Parma e Atalanta che, con la mente alla Champions, non può permettersi il lusso, dopo tanto splendore, di scivolare al quarto posto, che in caso di vittorie della Roma, in Europa league, e il Napoli, in Champions, non garantirebbe agli orobici, il prossimo anno, la partecipazione alla massima competizione europea. Quindi vedremo come andrà a finire anche contro il quasi retrocesso Lecce del professor Liverani( vita dura per gli scienziati), per un Parma, per dirla sempre alla Rino Gaetano” che sfogliava i suoi ricordi, le sue istantanee i suoi tabu” con la sua “ Aida( Parma) come sei bella! Gianni Barone

Stadio Tardini

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2 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / LA PRIMA DELLE NON ELETTE

  • 27 Luglio 2020 in 19:07
    Permalink

    Domani è durissima. Se l’Atalanta vuole ci distrugge, quindi servirà una gara perfetta.

  • 27 Luglio 2020 in 22:00
    Permalink

    Cosa ha sempre grassi

I commenti sono chiusi.

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