CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / EMORRAGIA ARRESTATA, REVENGE CONSUMATA

creolo degni(Gianni Barone) – Emorragia arrestata, revenge consumata. Il gol di Roberto Inglese al 95′ della ripresa di Parma-Bologna 2-2 frutta il primo punticino che interrompe la profonda carestia di risultati (4 stop consecutivi), profondendo, per come è maturata, entusiasmo e fiducia forse addirittura più di una vittoria o di una goleada qualsiasi. E poi quel gusto della vendetta, che restituisce al mittente quella rabbia e frustrazione provate dai Crociati – team e tifosi – all’andata dopo la rete siglata in analoghe circostanze – ultimo sospiro del recupero – dall’ex Blerim Džemaili, che come generalità da medicinale è secondo al solo Ishak Belfodil. Giustamente “Bobby” parla di lieto fine: in tutti i sensi, quello del suo calvario personale lungo 174 giorni dall’ultima presenza, il 19 Gennaio 2020 all’Allianz Stadium per Juventus-Parma e 286 dall’ultimo gol il 30 Settembre 2019 al Torino, sempre in zona Cesarini (43′ st, telearchivisti, tiè!) e quello di una gara che sembrava inesorabilmente indirizzata verso il quinto digiuno consecutivo. Orbene, 40 punti, nelle semplificazioni comuni, rappresentano la cosiddetta quota salvezza (e dunque il sempre citato obiettivo stagionale è finalmente raggiunto, dopo la lunga sosta a quota 39 che faceva farneticare i pessimisti che già vedevano il sodalizio ducale retrocesso, benché lo stesso D’Aversa abbia ricordato iersera, dopo il fatidico punto, che la sua squadra ne ha sette in più rispetto alla stessa giornata di un anno majo cannolo merrinaprima), ma proprio Parma e Bologna ricordano bene, per opposte motivazioni, quel Derby spareggio di 15 anni fa giocato in due puntate dopo che la regular season si era chiusa a quota 42 per entrambe. Stagione particolare quella, nel pieno di Calciopoli, ma precedente che sta lì a testimoniare che 40 punti è pura convenzione, anche se di solito si verifica l’esatto opposto e cioè che di punti per non retrocedere ne bastano anche di meno. Perlomeno, però, ora si auspica che la fola dei 40 punti, della salvezza, dell’obiettivo stagionale cessi, anche perché, onestamente, aveva un po’ rotto i cabasisi, come il dottor Pasquano, corpulento medico legale, diceva sovente a Montalbano, specie se lo interrompeva nella sua degustazione di cabaret di cannoli. Il nostro buon Majo, a questo proposito, è tornato dalla Trinacria, smettendo a propria volta di mantenersi in forma facendo il controllo qualità delle pasticcerie di Milazzo e dintorni ove addentava – a puro scopo scientifico, argomentava lui – le cialde fritte (un tempo arrotolate in fase dio preparazione attorno a canne di fiume, donde il nome) riempite di ricotta di pecora e rifinite con canditi e/o gocce di cioccolato ed infine spolverate da zucchero a velo, secondo la ricetta inventata (pare) da suore di Caltanissetta… A questo proposito il direttore mi prega di segnalare (e io da buon vicario obbedisco) che a suo insindacabile giudizio il migliore è senza dubbio quello confezionato dalla Pasticceria Merrina, attiva con prospiciente laboratorio, fin dal 1961.cannolo merrina Ieri il redivivo era al Tardini – con un look un po’ mediterraneo, sgargiante e naif che il compianto Gino Bacci gli avrebbe di certo contestato per un ambiente sacro come la Tribuna Stampa dell’Ennio, un po’ come fece un quarto di secolo fa per un taglio di capelli altrettanto stravagante suggeritogli da Serena Marsicano – e dalla sua postazione, esattamente ai 16 metri della porta sotto la Curva Sud, ha potuto osservare in modo ravvicinato (“pur non vedendo una forca”, come suole ripetere) tutti e quattro le reti della tenzone di ieri, le due felsinee nel primo quarto d’ora (con sofferenza per la mezzora abbondante successiva) e le due ravvicinate al fotofinish di stampo Crociato. Mi fa sapere che all’intervallo – la fede dei tifosi è sempre infinita – tale Ste gli aveva scritto su WhatsApp che il Parma l’avrebbe riacciuffata, grazie ad una reazione di Orgoglio (un buontempone, contestualmente, chiedeva se si trattasse di un prospetto della Primavera…): oggettivamente si trattava di una ipotesi alquanto remota al lume di quanto visto nella prima frazione, però razionalmente poteva starci nella ripresa un calo degli ospiti che tanto avevano corso e morso prima, mostrando un carattere alla stregua di quello del proprio nocchiero confinato in tribuna per scontare il mihajlovicdebito con la giustizia sportiva che gli aveva inferto un turno di stop. Da quella postazione, Mihailovic, giovandosi anche del fatto che non ci fosse la pista di atletica, ha potuto sgolarsi, commentando anche in una maniera piuttosto gustosa, così come raccontato dal Roseo Schianchi sulla Gazzetta dello Sport, le fasi della partita: “Dopo un intervento falloso di Gagliolo sul <suo> Orsolini, anziché protestare e chiedere magari l’ammonizione per l’avversario, grida: <Ha fatto bene così si sveglia!>. Oppure quando, sempre rivolto a Orsolini (che non dev’essere uno dei suoi giocatori preferiti), dice <Morto che cammina>”. Niente rispetto alla sfuriata che avrebbe atteso oggi, alla ripresa, i suoi, secondo quanto facilmente pronosticato da uno dei maggiori bolognesologi, Claudio Beneforti di Stadio, spesso presente anche al Tardini a vedere il Parma, però, anche se nell’occasione siamo pienamente d’accordo a metà con lui – come Garzya col Trap – a proposito del giudizio espresso su Dejan Kulusevski: dejan kulusevski“Non determina come sempre, ma fa crescere il Parma”. Egli, infatti, anche se gli consigliamo sempre delle ripetizioni tecniche dal Maestro Sergio Pissarotti, è stato, a nostro modo di vedere, la vera chiave di volta, o il grimaldello per i Crociati per riacciuffare la partita, pur non essendone il protagonista diretto degli episodi essenziali come sostiene Beneforti. Eppure la sua presenza – più ancora di quella di Karamoh – ha giovato al cambiamento della inerzia della gara che ha visto i padroni di casa via via riappropiarsi degli spazi, continuando costantemente a giocare in quella metà campo nella quale sì tanto avevano sofferto prima. luca ampolliniEcco perché ci sentiamo di rispondere a Luca Ampollini che non abbiamo dubbi su quanto sia meritato questo pareggio – cercato con costanza e voluto – e non certo frutto del solo “culo” come qualcuno asserisce, pur sapendo di quanto buono rechi Majo quando va a vedere una partita… Molto ha fatto discutere la formazione un po’ così schierata inizialmente da D’Aversa: dal piccolo schermo non era semplicissimo individuare il sistema di gioco, che leggendo i giornali spaziava allegramente majo al tardini parma bolognadal 4-3-3 al 5-3-2, lo stesso Ampollini (leggete qui il suo articolo su StadioTardini.it) si è cimentato in un’analisi tattica dell’incontro quasi minuto per minuto, ma al di là del disegno del vestito erano gli interpreti scelti per sostituire gli assenti che probabilmente non potevano vantare le medesime qualità, e così facendo – al di là dei meriti dei rossoblù in lungo e in largo espressione sul campo del proprio allenatore – si è finito per regalare una frazione agli avversari, a meno che non fosse tutto predisposto e studiato per regalare lo show finale in rimonta, dopo esser stati recentemente tante, troppe volte, ripresi dopo iniziale vantaggio. Certo è da masochisti rinunziare in partenza anche a Kulusevski e Gervinho (seppure entrambi non al top nelle precedenti uscite) se già manca l’unico centravanti (prolifico quando vede i colori sociali del Genoa, che sono i medesimi del Bologna) ossia Cornelius. Ecco perché il lieto fine scritto dal rientrante Roberto Inglese è ancora più bello, ma roberto inglese parma bolognaquel finale è stato via via preparato dalla girandola di cambi tesa a favorire il suo programmato ritorno per una mezzora. Diciamo che se D’Aversa aveva sbagliato la formazione iniziale (anche se deve fare di necessità virtù) indubbiamente ha azzeccato tutti i correttivi apportati, anche grazie alle prestazioni più che positive dei vari subentrati (incoraggiante anche il ritorno di Grassi). La partita di ieri, finalmente, non ha avuto episodi gravi su cui disquisire o per i quali incavolarsi, se si tralascia il probabilmente veniale tocco di mano di Danilo, individuato da Marocchi e Tegoni, su un’uscita difettosa di Skorupski, punibile secondo l’ultimo andazzo: Mihajlovic (che alla vigilia aveva rimarcato le lamentele dei Crociati, appunto per dire che non voleva che fosse il Bologna a pagare) sarà contento perché è stato ammonito uno solo dei suoi, parma bologna d'aversa abbraccia inglesenonostante il numero piuttosto elevato di falli fischiati dall’arbitro Sig. Mariani di Aprilia, forse un po’ troppo solerte col fischietto, ma che ha accontentato un po’ tutti dopo lo scempio di Fabbri e Soci del recente passato. Meglio così! In conclusione un paio di temi nazionali sui quali riflettere: ha fatto molto discutere l’apertura di una inchiesta da parte della Procura Federale nei confronti di Mirco Moioli, team manager dell’Atalanta – e per responsabilità oggettiva anche nei confronti del club orobico – perché questi ha apostrofato un tale dandogli del terrone del cazzo, con tanto di bestemmia finale. Messa giù così la punizione sarebbe sacrosanta. E così è stata raccontata da gran parte dei media partenopei, così pronti a puntare il dito sui presunti casi di razzismo. Epperò va anche considerato perché quel dirigente se ne è uscito in modo così infelice. moioli atalanta insultiE la causa è la vera e propria provocazione indecente che la persona oggetto della frase incriminata ha pronunziato all’indirizzo dell’allenatore Gasperini mentre la comitiva della Dea stava andando a prendere il treno: “Vi scanserete anche stavolta?” con evidente riferimento alla partita che avrebbero poi giocato con la Juventus. Oreste Cinquini soleva dire: GIANNI BARONE 02 07 2020“chi va al mulino si infarina”: bene se quel tifoso napoletano anziché andare in modo premeditato, con tanto di telefonino in azione, alla stazione per provocare dei professionisti (che si pretende siano tali nelle reazioni, ma proprio per questo andrebbero rispettati prima da tutti) se ne fosse stato altrove, non avrebbe preso su del terrone del cazzo. Chiagne e fotti. Sia pure punito Moioli, ma per piacere date un Daspo, o qualcosa del genere, anche al provocatore. Gli organi di informazione, peraltro, farebbero bene ad ignorare questi futili episodi che a nulla servono se non ad implementare a propria volta odio e razzismo, con la scusa di combatterli. L’Assemblea di Lega Serie A di oggi, per propria fortuna, ha avuto il buon senso di decidere di non oscurare Sky, così come paventato nelle ore precedenti (per via del contenzioso in atto per una rata non pagata dalla satellitare, che peraltro non aveva beneficiato del servizio): probabilmente, infine, i presidenti (crediamo all’uopo sensibilizzati anche dai rappresentanti del Parma) avranno convenuto che conviene restare attaccati alla mammella di mamma Sky, che comunque garantisce dell’ottimo latte, senza il quale, probabilmente, salterebbe tutto il dorato sistema, anche se han raccontato di aver agito così “nel pieno rispetto dei propri tifosi, degli sponsor e di tutti gli stakeholders”. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

10 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / EMORRAGIA ARRESTATA, REVENGE CONSUMATA

  • 13 Luglio 2020 in 22:52
    Permalink

    Goduria tripla così. Pareggiare senza aver tirato in porta fino al 90′ 😀

    • 13 Luglio 2020 in 23:06
      Permalink

      Non è vero. Alcune conclusioni ci sono state anche prima, inclusi salvataggi miracolosi

      • 14 Luglio 2020 in 18:40
        Permalink

        compreso l’azione di macina

  • 14 Luglio 2020 in 00:22
    Permalink

    Dalle ultime notizie sembra che D’Aversa
    nella partita col Milan, schiererà titolare
    Gervinho fin dal primo minuto a patto
    pero’ che l’ ivoriano si tolga una volta per
    tutte quella.cuffiaccia di lana che va
    di moda.solo in Siberia.a 40 sotto zero
    e non certamente a Parma, dove.la
    temperatura sfiora i 35 gradi all ‘ ombra.
    È questa una cuffiaccia circense da incallito
    spaventapasseri che gli deve oltretutto tenere
    un caldo della Madonna, quando viene
    indossata da Gervinho causa il caldo
    infernale che gli annebbia la corsa e gli
    corrode la mente facendogli
    fare partite vomitevoli

  • 14 Luglio 2020 in 12:02
    Permalink

    Figa che do bali !!! Al continua ander a drè con sta storia !!! Ma non hai ancora capito che la usa per coprire la “pelata” ??? Non ci vuole un genio… Informati prima di vomitare continuamente su ogni articolo !!! Furbò !!!

  • 14 Luglio 2020 in 13:40
    Permalink

    Eh allora se Gervinho quello straccio lo usa per coprire la pelata con tutti i soldi che ha faccia come il pelatissimo Conte, si rifaccia la capigliatura e non sostituisca questa con una scuffiaccia puzzolente di lana
    Capì Parmaletale. letale come me non.

  • 14 Luglio 2020 in 13:57
    Permalink

    Velenoso è l’unico che non lo sapeva….

    • 14 Luglio 2020 in 15:23
      Permalink

      Certo non lo sapevo che Gervinho era pelato e se lo fa per questo, coprendosi la crepa invece con dei capelli con della lana, la cosa è ancora più grave.
      Dimostra di essere un taccagno avaro con tutti i milioni che prende e possiede.
      Ma fatti il trapianto come ha fatto Conte caro Gervinho
      Eviterai di far ridere non solo Parma, non solo l’Italia, non solo l’Europa ma,eviterai di far ridere tutto il mondo.
      Se ci fosse il pubblico nello stadio a luglio si sentirebbe la puzza di quella scuffiacia che arriverebbe fino in tribuna.
      V’imnaginate Conte se fosse stato avaro come Gervinho invece di essersi fatto il trapianto mettersi una scuffiaccia circense di lanain testa in pieno.luglio ?
      DAI UN POCO DI DIGNITA’ GERVINHO.

  • 14 Luglio 2020 in 13:59
    Permalink

    La plèda

I commenti sono chiusi.

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