CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / FATAL VERONA E TRAMONTO ALLA BAIA DEL TONO

MILAZZO, TRAMONTO ALLA BAIA DEL TONO

GIANNI BARONE 02 07 2020(Gianni Barone) – Non c’è verso: giocare bene o male contro una squadra come il Verona – che di solito costringe le avversarie a giocare quasi sempre male – non conta più di tanto. Questo è assodato. Gli errori commessi, le disattenzioni, le amnesie di natura fisiologica – in questo regime di calcio compresso, serrato, stressante – fanno, come è logico pensare, sempre la differenza. E allora visto che sugli errori, come lo stesso D’Aversa annuncia, bisogna lavorare, ci si chiede il perché, e noi lo sosteniamo ormai da diversi numeri nella nostra rubrica, di tanta scarsa applicazione, ora alla luce delle due gare perse ci mettiamo anche il Parma, nella fase difensiva. Non è che con la scusa che si deve, per forza, fare tutti il calcio propositivo, ci si debba scordare degli elementari principi della marcatura e della copertura, per fare bella figura e non essere tacciati da quell’orribile «epiteto» che è catenacciaro, finendo, alla fine, col commettere visibili, marchiani errori difensivi che segnano e decretano l’esito delle partite. Nando Orsi, ex portiere, tra l’altro anche del Parma – anche se pochi lo ricordano – attuale commentatore tecnico a Sky, riferendosi a d'aversa erroriLiverani, tecnico del Lecce, in lotta per la salvezza, ha avuto lo spirito di affermare, più o meno testualmente: Va bene che bisogna fare un bel calcio e giocare bene, però quando si lotta per certi obiettivi occorre indossare l’elmetto. Eppure questo monito, a nostro avviso giustissimo, sembra influenzare sempre meno gli atteggiamenti delle squadre e la gestione tecnica di molti allenatori di casa nostra. Nessuno zero a zero, finora, quindi “Vade nando orsiretro difesa” sembra che qualcuno voglia dire, alla luce delle macroscopiche topiche commesse in area da tante squadre in questo ultimo frangente di campionato. Con l’arrivo di alcuni “scienziati” della panchina, dall’estero, per fortuna sempre meno, l’Italico senso del difendere bene – catenaccio o meno – sembra essersi perduto o dissolto nei rivoli dell’anelito al calcio giocato, manovrato, che riempie l’ego e l’orgoglio dei tecnici moderni, della trans-avanguardia propositiva, ma che svuota, talvolta, la bisaccia dei punti ottenuti grazie, alla difesa tutt’altro che attenta e accurata, ancorché popolare. Il sano appartenere alle tradizioni difensive gattuso coppa italianostrane – venendo sempre meno per i suesposti motivi di carattere estetico – che non alberga nei dna modernisti, dovrebbe, viceversa, essere recuperato, assimilato meglio e messo a frutto nel minor tempo possibile nella preparazione delle gare. Vi sono, poi, delle eccezioni come Gattuso, D’Aversa, l’ultimo Pioli al Milan, oltre a Sarri, meno sarrista del solito, che sembrano, nel nome dell’equilibrio pratico e tattico, più restii all’abiura del difensivismo più acceso e ferreo, ma anche loro, talvolta, cadono in tentazione e dimenticano, in certe gare, il verbo. E capita anche che un «praticista» come Conte, in passato avvezzo alla salvaguardia della saldezza antonio conte parma interdifensiva, incorra in errori ed orrori non degni di lui e della sua storia calcistica. Purtroppo il messaggio che è passato attraverso i media, per voce di certi giornalisti sportivi – che secondo il «teorema» Ravezzani, non sempre sono esperti della materia o depositari della verità assoluta – è quello che chi si difende ad oltranza, pratica il contropiede (ripartenza in era dopo Cristo-Sacchi) è un retrogrado, un ferro vecchio, in poche parole un catenacciaro, nell’accezione peggiore del termine.pullman crociato portici del grano foto luca tegoni Invece, per evitare alcune sconfitte, talvolta, anche immeritate, come capita ultimamente al Parma, occorre ripristinare il ferro vecchio del catenaccio, inteso però, nel suo risvoltò migliore, quello dell’attenzione e della saldezza e non solo del pullman davanti la porta, L’aspirazione a diventare dei nuovi «Zeman» degli anni venti a seguire, bravi ad attaccare e pessimi nel difendere, speriamo non diventi l’esempio da seguire o la moda del periodo. L’elmetto evocato da Nando Orsi, va indossato ad ogni livello, e per ogni evenienza, onde evitare scivoloni inopportuni e non deve apparire come un qualcosa di così vergognoso, perché non moderno, e non linea con le nuove tendenze, le quali non sono sempre sinonimo di efficacia e successo. Il sano realismo deve diventare un orgoglio e il lavoro sugli errori commessi, auspicato, per primo, da D’Aversa, speriamo diventi l’imperativo e la priorità di molto altri tecnici della nostra serie A. Aldilà di tutto ciò, con due gare positive e due gare perse, con l’Europa che si allontana, VERONA-PARMAma non troppo, i quattro punti conquistati sono comunque un buon viatico per il prosieguo del torneo, nel raggiungimento dell’obiettivo stagionale ormai virtualmente acquisito. La possibilità di effettuare cambi, si sta rivelando, quantunque qualcuno sostenga il contrario, positiva nell’economia del gioco e nella gestione, oculata, delle risorse tecniche. L’unico problema resta l’alternativa a Cornelius, nel ruolo di punta centrale, perdurando l’assenza di Inglese, come evidenziato nella gara persa col Verona, sempre fatale al Parma, e sempre capace con i suoi uomini, sulla carta non dei campioni, di infilarsi nelle pieghe degli errori e di colpire con determinazione. La banda Juric, squadra fisica, atletica e che non si lascia attaccare con facilità è ciò che una squadra, come il Parma, non riesce in nessun modo a domare e a matare. Spal e Verona, due spauracchi molto indigesti anche alla cura dei particolari di D’Aversa, in alte occasioni vincenti, ma non nella fatal Verona. E intanto sulla Baia del Tono cala il tramonto… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

6 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / FATAL VERONA E TRAMONTO ALLA BAIA DEL TONO

  • 2 Luglio 2020 in 17:34
    Permalink

    Setti che ha le pezze al culo vende tutti quei mezzi bidoni considerati fenomeni e che faranno schifo dove andranno e l’anno prossimo fa la fine della Spal di quest’anno. Per fortuna nostra che immancabilmente da Verona, Spal e Chievo la prendiamo in quel posto.

  • 2 Luglio 2020 in 18:42
    Permalink

    In effetti 7 gol subiti dalla ripartenza sono un po’ tantini. Bisogna lavorarci su.

  • 2 Luglio 2020 in 21:15
    Permalink

    Io penso che Darmian Regini
    Pezzella Sprocati, Caprari
    non siano da Parma
    Il prossimo anno Alves avrà un anno in più.
    Kulusevsky non lo avremo più
    Gervinho idem
    Barilla’ sembra la brutta copia del
    Barilla’ che conosciamo.
    Inglese è un rebus, si è spaccherà ancora?
    Foggiano mi sa che il prossimo anno dovrà fare
    IL MAGO HUDINI.

  • 2 Luglio 2020 in 21:22
    Permalink

    Majo visto che nessuno mi risponde
    accorgendomi che sto predicando nel deserto
    mi spieghi lei una cosa che proprio non mi va giù.
    e a cui non so dare una risposta ponderata.
    Perché con questo caldo. con quest’afa
    GERVINHO si fascia la testa con una sciarpa
    di lana, accettabile se fossimo in inverno
    ma assurda con questo clima torrido e afoso
    Vuol fare il figo o altro?
    Me lo spieghi lei.
    Grazie.

    • 2 Luglio 2020 in 21:53
      Permalink

      so solo che è molto affezionato a quel copricapo: lasciamoglielo come a Linus la coperta…

  • 4 Luglio 2020 in 15:21
    Permalink

    L’è plé me n’a boccia

I commenti sono chiusi.

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