CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / LA MALEDIZIONE DEL 3

RINO PICCIONE(Gianni Barone) – Numero ricorrente il 3 nel destino del Parma, alla luce della terza sconfitta patita contro la Fiorentina, la terza consecutiva post ripresa, e la terza casalinga, sempre consecutiva, se si considera quella con la Spal prima del lockdown. Il Parma perde, ancora, tre punti e scivola indietro di 3 posizioni, dopo che il maledetto 3, della difesa della Fiorentina, che la imbroglia bene, nel primo tempo, non permette alle 3 punte Crociate di esprimersi al meglio, il tutto completato con i 3 rigori, concessi via Var, dal commerciante di mobili Abisso, che hanno decretato uno stop, questa volta non immeritato come i due precedenti. Eppure i primi due squilli col Toro e col Grifone, avevano illuso un po’ tutti, mentre i passi falsi con Inter e Verona non avevano allarmato più di tanto, perché usciti dopo gare giocate bene. Ora la classifica 3certifica, a 8 giornate, meno di un mese comunque, dal termine, che il “Perma”, al dodicesimo posto, in coabitazione con il Cagliari, è l’ultima delle squadre, relativamente, tranquille, davanti al plotone delle pseudo e delle pericolanti vere e proprie, immischiate nel discorso salvezza. Contro i viola un Parma, nel primo tempo, stranamente attendista, che si è lasciato irretire dal ritmo basso e dal possesso degli avversari al punto di non riuscire, quasi mai, ad uscire in avanti con azioni manovrate, in ossequio al “verbo” propositivo al giorno d’oggi, vivaddio, tanto idolatrato. La mancanza di un riferimento centrale effettivo, come Cornelius, sostituito dall’incongruo Karamoh, decisamente fuori ruolo, ha pesato, non poco, nell’economia del gioco gialloblù, e nella capacità di alzare il pallone e permettere le sgroppate di Gervinho in campo aperto e gli strappi, nello stretto, di Kulusevski, ma la scelta iniziale non poteva far presagire altro. Consegnare alla grinfie di German Pezzella, parma-fiorentina 004un leggero e spaesato Karamoh, ha permesso alla squadra viola (perché tu vedi, Gabbbriele, ti pare azzurra, ma è viola) di orchestrare una fase difensiva efficace. Dall’altra parte ancora qualche incertezza e ancora via libera ai rigori contro, veri o verosimili, autentico marchio di fabbrica, alla rovescia, per la compagine di D’Aversa. Ma cosa non ha funzionato? Al di là di un secondo tempo migliore con un tentativo di rimonta, condotto nel finale, in maniera più credibile, con Cornelius in campo, ma privi dell’apporto degli spenti ivoriano e svedese. Questa volta il centrocampo ha faticato, Kucka e Kurtic, solitamente brillanti, hanno trovato difficoltà, Brugman risucchiato, e sulle fasce la presunta superiorità, dovuta dal sistema adottato da Iachini, non si è vista, anzi gli strappi sono stati tutto appannaggio di Venuti (inserito a sorpresa) che, nella prima frazione, lungo il suo out, ha fatto il bello e il cattivo tempo, con una traversa colpita e un rigore procurato. Un giancarlo marocchiParma sotto tono, come lo stesso commentatore tecnico di Sky, Marocchi, ha avuto più volte la maniera di affermare, imbrigliato più da se stesso e dalla sua abulia, che non dalla disposizione tattica o dal furore agonistico avversario. Una partita strana e inattesa, ma che nel clima di novità e precarietà del torneo, ci può anche stare e che potrebbe ripetersi nel proseguo di questa singolare kermesse. Il fatto di giocare ogni tre giorni – che è un handicap un po’ per tutti – sovverte i pronostici e costringe i protagonisti a letture, talvolta, strampalate dei vari incontri; poi se si aggiunge il sistematico ricorso al turn over e il necessario dosaggio di forze e risorse, ecco che il piatto di gare incolori ed insipide è servito. Il Parma non ha un calendario impossibile e il fatto che dietro la terz’ultima resta sempre a 14 punti, potrebbe anche aver effetto doppio di una rilassatezza che non incanta, ma al tempo stesso non preoccupa, ed autorizza ad affrontare le gare con la forza dei nervi distesi. Però fino ad un certo punto, perché le potenzialità dei presunti titolari non sono poche, e la voglia di stupire di chi ha giocato meno, potrebbero indurre il tecnico ad esplorare roberto d'aversa dopo parma-fiorentina 05 07 2020nuove soluzioni, pure di natura tattica, allo scolo di creare nuovi stimoli e nuove motivazioni. Nei commenti del giorno dopo, che di sicuro ci dicono che non ci siamo divertiti, c’è chi parla di una maledizione europea, perché da quando si «blatera» di questo obiettivo, ecco che d’incanto tutto si sfibra e perde tono; D’Aversa è più nero nel viso che rosso d’amore, come cantava Rino majo cannoloGaetano, nella sua «Aida» come sei bella, perché questa volta non è questione di errori o arbitri o di tutti e due le cose, ma di una mancanza di spirito di lotta e di aggressione. Un Parma così è troppo lento e troppo spento per essere vero. La Fiorentina bersagliata da mille critiche ha ben figurato, strigliata a dovere dal duo «ok» Commisso-Barone, e nel finale, in contropiede, per poco non arrotonda, ma la sua gara all’insegna del realismo di Ischini, che deve fare i conti i fantasmi del futuro che aleggiano sulla sua panchina (De Rossi ?), con le esclusioni, iniziali, eccellenti, di Chiesa e Castrovilli, ci ha dimostrato quanto sia indispensabile la volontà, oltre alla tecnica, che se anche serve, non sempre basta. È ovvio che a 39 punti sembra logico togliersi l’elmetto e indossare il basco, però questo Parma è ben altra cosa rispetto a quello visto al Tardini, tra l’altro il fattore che non incide sembrava un luogo comune, invece stando al Parma diventa un dato di fatto inequivocabile. Chissà quando rivedremo il pubblico allo stadio, e chissà quando tutti potremo evitare di sfondare porte, più o meno blindate, spalancate. A furia di sdong, il rumore rischia di turbare la quiete di chi, da quasi un mese, si sta beando in vacanza al sole di Sicilia, ingurgitando cannoli da urlo, mentre noi qui si fa flanella, anche se non fa freddo… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

9 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / LA MALEDIZIONE DEL 3

  • 6 Luglio 2020 in 18:42
    Permalink

    Quando non abbiamo la punta disponibile io giocherei con il 3-5-2, con Kulu e Gervi in attacco.

  • 6 Luglio 2020 in 20:43
    Permalink

    Il caldo è una scusa perché è una
    cosa che hanno anche gli avversari.
    La vera ragione di questo crollo è
    la mancanza di motivazioni.che la
    società non ha saputo trasmettere alla squadra
    Non l’ha fatto l’anno scorso ed hanno sbagliato ma
    dell’errore non si è provveduto a non
    farne uno identico e questo per la
    società è molto grave.
    Dovevano premiarli anche con un
    piazzamento nelle prime 10 invece
    obiettivo primario la salvezza e poi
    obiettivo secondario Europa e se fallisce
    questo secondo obiettivo
    GAME OVER
    FINE DEI GIOCHI.
    È come un alunno che va a scuola.
    Ci sono studenti che si accontentano
    del 6 altri che vogliono raggiungere voti
    superiori e s’impegnano perché
    sanno di valere più di un misero 6
    Ecco i nostri giocatori sono come quegli
    studenti che non hanno voglia d’impegnarsi
    perché .il 6 ( essere salvi) per loro.è fin troppo.
    È’ l’obiettivo raggiunto.
    Punto e basta.
    Tutto il resto è noia.
    Giocatori mediocri che non hanno stimoli
    che si accontentano del 6 in pagella.
    Gervinho e la delusione maggiore di
    questo Parma.
    Ieri ha giocato da schifo.
    Con la Fiorentina ha fatto veramente orrore.
    Non.un passaggio giusto. non un assist
    decente, non un tiro.
    UNA PRESTAZIONE RACCAPPRICCIANTE.
    Ha deluso pure Karamok
    Va mandato in prestito in B.
    Ora non vale la serie A.
    Sveglia Parma Sveglia altrimenti
    a fine. Campionato c’è la resa
    dei conti con musica del grandissimo
    ENNIO MORRICONE

  • 6 Luglio 2020 in 21:30
    Permalink

    Effettivamente un cambio di modulo, stante l’indisponibilità di qualche giocatore (per scelta oppure no), potrebbe essere un’ottima idea.
    Ma lo scialbo primo tempo di ieri, con conseguenti pesantissime conseguenze in termini di risultato, non basta a far dimenticare che per l’ennesima volta le decisioni arbitrali ci hanno danneggiato. Solo chi non ha mai provato ad arbitrare critica il direttore di gara a prescindere, ma il fatto è che nelle ultime tre partite qualsiasi decisione – nel dubbio – ci era contraria. Su Inter e Verona si è già parlato a sufficienza, ma la punizione da cui ieri è nato il secondo rigore (e vogliamo parlare della demenziale regola che praticamente ha abolito l’involontarietà del fallo di mani?) era quanto meno dubbia; i rigori su Kucka erano solari, ma solo sul primo ci siamo avvalsi dell’aiuto dell’elettronica…
    Trovo positivo che dietro di noi non stiano certo correndo (soprattutto le ultime quattro); se posso concedermi un battutone finale, tenterei di tornare alla maglietta tradizionale, giacchè quella iper-tecnologica pare non sia proprio così portafortuna…

  • 7 Luglio 2020 in 22:15
    Permalink

    Grande lecce che con la fame ha fatto fuori la lazio. Ne vedremo delle belle da qui alla fine.. adesso siamo a – 12 dall ultima che e il genova. Rousciremo a fare 1 punto nelle prossime 2 partite ?

    • 8 Luglio 2020 in 08:23
      Permalink

      Certo che dovessimo davvero andare in B quest’anno è la volta buona che mi metto a tifare Juve…

  • 8 Luglio 2020 in 10:08
    Permalink

    Se perdiamo PURE OGGI preparatevi
    a scenari……apocalittici
    La Roma è in condizione DISASTROSA
    Perderebbe ora pure con il Fidenza.
    Se rianimiamo pure lei
    ( siamo espertissimi in questo, abbiamo
    sempre rianimatore tutte ) non siamo
    nemmeno alla frutta anzi
    siamo …..alla ricevutafiscale
    ( sempre che te la facciano )
    Se perdiamo
    P.R.E.P.A R.A.T.E.V.I. a essere risucchiati
    e a perdere TUTTE le rimanenti partite.
    RICIRDATEVI
    TUTTE
    Se si perde pure oggi blocco degli
    stipendi.per
    ABBANDONO DEL POSTO DI LAVORO
    perché il Parma non sarebbe più sul posto di
    lavoro ma….già in ferie.

I commenti sono chiusi.

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