DALL’ALTRA SPONDA DELL’ENZA / LA SCELTA IN CONTROPIEDE DI SPANO’ CHE PER LO STUDIO LASCIA IL CALCIO

(Luca Savarese) – Se fosse un appuntamento dentro un foglio cartaceo si potrebbe intitolare “Scelte in contropiede”, se fosse ancora in essere qui, su StadioTardini,it, il Diario di un’Italia in(coronata)”, si sposerebbe alla perfezione. Ma, siamo a fine Luglio e da domani finirà il Campionato: però, all’interno di questa testata, per di più per un fatto che coinvolge da vicino la cugina Reggiana – la cui risalita in B abbiamo ampiamente seguito in cronaca diretta e differita coi video emozionali di Vanni Zagnoli,  e poi approfondendo prima con l’intervista all’ex Max Esposito poi con quella alla bibbia d’Oltr’Enza Franco Tosi, che per onorare un voto ha sfoggiato la Crociata in trasmissione a TeleTricolore e la testimonianza dello scrittore Francesco Fantuzzi – non si poteva tacere.

In questi giorni, la notizia che Alessandro Spanò ormai ex capitano della Regia abbia voluto lasciare il calcio per dedicarsi totalmente al prosieguo dei suoi studi economici, ha fatto il giro del web e di quei salotti, spesso invero rarefatti, della tv nostrana. Così, gente che non ha mai visto un pallone nemmeno in sogno, si è trovata a dare un giudizio sul caso, come si sono espressi a riguardo persone, che una laurea non l’hanno mai e nemmeno lontanamente sfiorata. Ma, va da sé, siamo in Italia: tutti parlano, nessuno ascolta e poi finisce sempre a tarallucci, Barbara D’Urso e vino. Provando invece a guardare l’episodio senza farsi prendere da pance di sorta, indubbiamente, dietro e dentro la scelta di Alessandro, si annida una cosa tremendamente seria. Il macrocosmo pallonaro viene al solito prima del microcosmo del giocatore. Cioè, se un giocatore ha una passione, un hobby, certo le coltiva, ma sempre sottomettendole al talento, al fatto di portare avanti una carriera, da riempire, ossessivamente. Il lebenswelt, il mondo della vita del calciatore, è simile ad una salita: passo dopo passo, le colline raggiunte, diventano prossime vette e dopo vuoi che non si arrivi al ghiacciaio? E’ un’ascensione continua, inesorabile che se non raggiunge la meta fa sentire diversi giocatori a metà. Alessandro, nato a Giussano il 19 giugno del 1994, difensore centrale, cresciuto nella Pro Patria, da sei anni alla Reggiana, ha rotto questo velo di Maya, ha cambiato strada, ha voluto scendere dal treno, anche se questo treno era appena arrivato all’ambita stazione serie B. Dunque, prima di analizzare socialmente ed eticamente la sua scelta (quanti tribunali imbastiscono i qualunquisti) condannarla a più non posso o esaltarla in modo sperticato, dobbiamo semplicemente toglierci il cappello e fargli un sincero applauso.

La sera prima eccolo a marcare Antenucci e soci, il giorno dopo, con ancora il profumo della Promozione, si presenta davanti alla commissione e si laurea in Economia e Managament. Dunque la rivelazione delle sue volontà in conferenza stampa “Inizia un nuovo capitolo di questo gioco infinito che è la vita, forse sono un po’ matto lo so, ma la ragione non ha sempre ragione. Mercoledì sera ho realizzato che tutto, ogni singolo istante ha avuto senso. Inseguite il vostro vero significato e vivrete per sempre un sogno. Parole non proprio da tutte le conferenze stampa, che dovrebbero esser mandate a memoria nel primo giorno del nuovo anno scolastico, dal vivo o con la didattica a distanza, parole chiare ed inequivocabili, come un gol sotto il sette.

Recentemente a StadioTardini.it ha spiegato la sua scelta d vita l’ex giocatore Fausto Pizzi, che ha lasciato il calcio per dedicarsi ad un lavoro normale che con un pallone non ha nulla a che vedere, avvenuta dopo una vita passata prima sui campi da fantasista, dopo in panca come mister e infine quale responsabile del Settore Giovanile, sempre al Parma. Qualche anno fa fece scalpore la scelta di Marco Bernacci, che lasciò ex abrupto il Toro per andare a giocare nel sottoscala del pallone e che il Parma si trovò di fronte in serie D. C’è poi stata la dialettica triadica di Daniel Pablo Osvaldo, ritiratosi per seguire il suo ritmo di chitarrista nato, ma tornato questa primavera a giocare in Argentina nel Banfield (anche se continua a disertarne gli allenamenti). Pizzi, Bernacci, Osvaldo, che la massima serie, tanto come Pizzi e Osvaldo e molto meno, come Bernacci. avevano vissuto. La decisione di Spanò appare davvero inusitata. Ma forse, solo chi ha una luce con sé, può permettersi un salto nel buio.

Ecco, perché in una foresta nera di calciatori omologati, sia benedetto questo chiaro del bosco di Spanò. A Settembre, inizierà il suo nuovo percorso di studi tra Londra, Shanghai e San Francisco. Buon viaggio. Luca Savarese

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3 pensieri riguardo “DALL’ALTRA SPONDA DELL’ENZA / LA SCELTA IN CONTROPIEDE DI SPANO’ CHE PER LO STUDIO LASCIA IL CALCIO

  • 1 Agosto 2020 in 12:05
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    Tanto di cappello. Bravissimo!

  • 1 Agosto 2020 in 14:41
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    Lui non è un testaquadra

  • 1 Agosto 2020 in 14:49
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    Stando alle ultime notizie sulla
    Gazzetta dello Sport
    KULUSEVSKY alla Juventus ma si sapeva
    Gevinho al Benevento ma…..non si sapeva
    Cornelius all’Inter….. ma non si sapeva
    Sepe al Napoli…….ma non si sapeva
    con Paperoni de Peperoni in versione araba al potere
    e siamo solo all’inizio…..
    L’inizio della fine?

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