domenica, Giugno 16, 2024
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DALL’ALTRA SPONDA DELL’ENZA / MAX ESPOSITO, CHE A SAN SIRO FIRMO’ IL GOL SALVEZZA DELLA REGGIANA ’94 IN A, ALLA PROMOZIONE DI IERI IN B

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(Luca Savarese) – Massimiliano Esposito, nato a Napoli il 27 maggio del 1972, MassiEspo per il mondo social, mentre lo contattiamo, prima di tutto si mostra gentile e disponibile, poi ci tiene a sottolineare da dove ci confeziona questa intervista esclusiva. Mi trovo a Cittadella del Capo, provincia di Cosenza, presso il lido Tredici&13, gestito da Ennio”. Un doveroso saluto ad Ennio dunque ed un benvenuto a te sulle nostre colonne…

Grazie mille”

Massimiliano, un tuo gol, il Primo Maggio del 1994 alla Scala del Calcio contro il Milan, diede di fatto la certezza matematica della salvezza della Reggiana in A. Ieri un gol di Augustus Kargbo, ha dato ai granata la promozione in B, che mancava da 21 anni: seppur a distanza di anni e di categorie, due reti decisive e storiche per le sorti reggiane?

Il mio gol di quel Primo Maggio 1994 valse la salvezza: non a caso, in questi giorni, poco prima della partita di ieri, ho ripostato la foto, sui social, del gol, come buon auspicio, perché dopo questa grande annata della Reggiana, mi sentivo che questa poteva essere la volta buona e così è stato. Bisogna dare atto al lavoro della società, al presidente Quintavalli, allo staff dirigenziale e a quello tecnico, con a capo mister Alvini, che ha costruito un gruppo solidissimo, a cominciare dai suoi collaboratori, ai giocatori, e a tutti quelli che lavorano dietro le quinte: solo così puoi fare delle imprese, proprio come la nostra del 1994 e la loro di ieri

Dal 1993 AL 1995, 59 presenze, 9 gol: insomma non proprio una toccata e fuga… Se ripensi a quei tuoi anni alla Regia, cosa rivedi?

Sono stati il mio trampolino di lancio: io arrivavo dalla C, dal Catanzaro e mi ritrovai dalla C alla A in un attimo. Mi hanno dato la possibilità d crescere piano piano, e solo una piazza come Reggio mi poteva garantire questo; l’anno dopo fu l’ anno del consolidamento e da lì ho spiccato il volo e sono andato in una big come la Lazio, ed è partita la mia carriera, ma tutto questo lo devo alla Reggiana, tra società, ambiente, città e tifosi, mi hanno permesso di fare esperienza in massima serie senza eccessiva pressione per l’età che avevo”.

Un tuo aneddoto di quegli anni magari anche con i tuoi compagni di allora?

Di episodi ne serbo con piacere due. Il primo riguarda il gruppo storico, quello composto dai senatori, i vari Accardi, Sgarbossa, Scienza, Morello, con i quali si creò una sorta di rito: se c’erano tre compagne o mogli incinte, era di buon augurio e quindi la salvezza era più vicina, arrivammo a due e la terza non arrivava, poi arrivammo al terzo pancione e da lì ci accordammo che se ci fossimo salvati avremmo tutti fatto un tatuaggio a piacere e messo l’orecchino e alla fine così è stato.

L’altro è legato a Futre: lui arrivò, ma, sfortunatissimo, dopo le prime apparizioni si fece subito male; sai io ero ancora giovane, arriva un campione del genere, lui vide in me non so cosa, ma mi disse, dopo che lo andai a trovare in ospedale, “non ti preoccupare mi rimetterò in sesto perché dobbiamo portare a termine questo campionato nel migliore dei modi”, non riuscì a rientrare in campo, rimase comunque vicino alla squadra. Ma quella frase che mi disse, è stata un po’ propiziatoria, risultò un buon profeta”.

Quella che si prospetta sarà una B di grandi ambizioni: sono dichiaratamente da serie A quelli del Monza, ma anche la Reggiana potrà svolgere un ruolo di prim’ordine, forse anche con questo suo stile con il quale è tornata in Cadetteria, magari partendo in sordina e poi lasciando il segno…

Ma io credo che la società stia lavorando bene già da anni, senza strafare, senza andare a prendere giocatori importanti, che a livello di budget ti possono mettere in difficoltà, ma scegliendo quegli elementi che possono dare il 100%, ed essere utili per le idee della società e dell’allenatore. E’ una società con i piedi per terra, ambiziosa, in questi anni ha programmato bene, e i risultati lo dimostrano; io dico sempre che nulla arriva per caso, ci puoi mettere uno, due anni, magari tre, ma poi le cose arrivano. Questo loro modo di fare sia di buon auspicio per l’anno prossimo, l’augurio è quello di ritornare subito, però io credo che adesso come adesso debbano pianificare, programmare con calma e con giudizio il ritorno in A che evidentementadesso è fattibile, nel giro di un paio d’anni”. Luca Savarese

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2 pensieri riguardo “DALL’ALTRA SPONDA DELL’ENZA / MAX ESPOSITO, CHE A SAN SIRO FIRMO’ IL GOL SALVEZZA DELLA REGGIANA ’94 IN A, ALLA PROMOZIONE DI IERI IN B

  • Sarà dura per loro salvarsi

  • Eh, Champions League! Dai su, volate bassi.

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