venerdì, Maggio 24, 2024
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CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / AL GIOCO AL MASSACRO DEI “GIOCHISTI” IO DICO NO, NON CI STO

(Gianni Barone) – “Quando avranno inquinato l’ultimo fiume, abbattuto l’ultimo albero, pescato l’ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche”. Così si esprimeva Tatanka Yotanka al secolo Toro (no, non la deludente compagine subalpina presieduta da Berluscnino Cairo) o se preferite Bisonte Seduto grande capo “indiano” della tribù dei Sioux Hunkpapa. “Quanho alla fine dell’ultima partita persa col Parma per 4-3, dopo aver subito 85 gol in campionato ed essere retrocesso in B, senza indossare mai l’elmetto, dopo un solo anno di permanenza nella massima divisione, qualcuno ancora non si è accorto che con il bel gioco del Lecce, e l’idea di gioco del suo tecnico, pseudo-scienziato, Liverani, non si mangia e non si va da nessuna parte”. Eppure nonostante tutto, i complimenti e gli apprezzamenti fioccano per il Lecce dalla difesa “colabrodo” e per il suo allenatore, che, dall’alto del giochismo esasperato, non è in grado di dare un minimo di assetto alla fase difensiva della sua squadra. Retrocede il Lecce davanti agli occhi di un Parma che vince, ma nessuno che azzarda un barlume di critica nei confronti di una squadra che, a dispetto dei numeri negativi, ha ancora l’ardire di credere di non avere esaurito il suo ciclo. “Io lavoro per fare calcio dove mi permettono di esprimere le mie idee (quali?), restare a Lecce è una possibilità”. Così Liverani che difende l’orgoglio e la dignità dei suoi, che sono riusciti col sudore a conquistare 35 punti, lo ricordiamo, semmai qualcuno se ne fosse dimenticato, non sufficienti a garantire la salvezza alla compagine salentina. A Parma si critica D’Aversa, che centra la seconda salvezza consecutiva, con 8 punti più dell’anno scorso, mentre altrove di esulta per il gioco che non porta a nessun risultato pratico positivo. Queste sono le assurdità del calcio “moderno“: una squadra che ha fatto, a detta di tutti (noi no, noi. Noi no!), una buona figura, in modo onesto, a volta anche spregiudicato, e ha fatto bene così, anche se ha perso, ma ha valorizzato al massimo il proprio patrimonio tecnico (sic). E la stessa squadra ripartirà con un progetto solido per costruire qualcosa d’importante. Ma dove? Io penso che non ci sia niente da valorizzare e niente di cui essere soddisfatti, in quanto il valore delle imprese che Fabio Liverani ha compiuto sulla panchina giallorossa, io non lo vedo proprio: sarò antico, sarò cronista d’altri tempi, ma per me di una squadra che subisce 85 gol in 38 partite – 28 più del Parma, tanto per rendersi conto delle proporzioni – non bisognerebbe certo andare fieri. Però il gioco che fa, qualcuno obietta, ma quale gioco? Lo abbiamo visto anche contro il Parma, all’ultima di questo interminabile e anomalo campionato, che il bluff dei cosiddetti “giochisti/fuochisti” non regge più di tanto. Squadra lunghissima, sfilacciata, imbottita di mezzi giocatori contro un avversario compatto, che si è permesso il lusso di qualche distrazione: è questo il progetto di gioco proposto dal Lecce? Che in termini pratici non vale molto ed è paragonabile a ciò che “Toro seduto”, voleva significare, quando di fronte alle distruzioni dei “visi pallidi” con il denaro depositato nelle banche che non dà certo da mangiare a nessuno. Ecco con il “bel gioco” o presunto tale, non si mangia, non si vince, e non si rimane in serie A. E’ fattuale. Di questo occorre, che tutti gli esteti, soloni, professorini e professoroni, se ne rendano conto. D’altro canto il Parma di D’Aversa, che conquista 49 punti, solo uno in meno di quanto vaticinato dal Profetta Morosky che stasera sarà al Bar Sport di Brugnoli su Tv Parma, il nono posto, che diventa undicesimo alla luce degli scontri diretti, quanto vale allora? Non è forse riuscito, anche attraverso vicissitudini tecniche, ad affrontare il periglioso cammino senza cadere nei flutti della serie A, per due stagioni di seguito? Ma cosa avranno mai di tanto speciale questi giochisti (inclusi gli arrivati primi in classifica con un solo punto in più dell’italico incazzato Conte), che tutti apprezzano, e di meglio nei confronti dei “risultatisti” (o anche neo catenacciari, chi se ne importa) che tutti disprezzano? Sono solo questioni di lana televisiva o sofismi satellitari, però concedetemelo, visto che siamo arrivati alla fine, ormai questa fola dell’oca (clè bela se è poca) del gioco, del progetto di gioco, dell’idea di gioco ha rotto i coglioni. La difesa e le difese coordinate e attrezzate non contano più o niente? Chissà perché? Il Lecce esce a testa alta con 85 gol sul groppone, squadra di serie A più bucata dal 54-55 (la Pro Patria di Busto Arsizio ne subì 87) come riporta il “leccese” Giuseppe Calvi, sulla Rosea, ex radiofonico, e noi siamo ancora qui a fare finta di niente, perché ci si deve solo vergognare del catenaccio e contropiede con i quali, questi numeri negativi, non sono mai stati raggiunti? Qualcuno mi spieghi, per favore. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

13 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / AL GIOCO AL MASSACRO DEI “GIOCHISTI” IO DICO NO, NON CI STO

  • Quando si hanno in difesa Lucioni, Meccariello, Rossettini, Paz, Dell’orco, Rispoli, Donati e compagnia bella, penso sia sensato giocare più accorti in serie A. Però da qualche parte ho letto che il Parma avrebbe sondato Liverani?!!!

    • ci mancava lioverani…

      ha ragione baroni. che questi giochisti se li tengano gli sprovveduti, guarda sarri lo schifo che ha fatto alla juve

  • Se dobbiamo chiamare liverani allora ci teniamo d’aversa

  • Siberianhusky

    Il Lecce non è stato molto fortunato nel finale di stagione perché ha dovuto fare a meno, causa infortuni, di giocatori importanti.
    Liverani ha lavorato bene, aveva a disposizione un organico modesto e non è che se avesse fatto il difensivista ad oltranza avrebbe raccolto di più. Per intenderci non poteva permettersi di giocare come ha fatto D’Aversa l’anno scorso perché non ha difensori abbastanza forti per farlo, allora ha fatto come tempo fa facevano alcuni celebri allenatori di basket. Ha provato il corri e tira, sistema che ti fa perdere di brutto contro gli avversari più forti, ma che ti offre chances altrimenti impensabili contro chi non è troppo più forte di te. Con un calendario diverso poteva persino riuscire a salvarsi

  • D’Aversa non si tocca
    nemmeno con un dito.
    Lo può toccare solo…..una donna.
    Sono stato chiaro sfigati?

  • Non esiste la filosofia giochista o risultatista. Esistono allenatori dotati di buon senso che allenano squadre con un’organizzazione di gioco applicata agli interpreti sul campo. Tutti gli allenatori vogliono fare risultato ognuno con la sua filosofia.
    Gasperini, ad esempio, è da una decina d’anni che fa giocare bene le sue squadre e ottiene risultati. Che cos’è, un giochista o un risultatista?

    Sarri che viene annoverato tra i giochisti si è rivelato il più risultatista di tutti perché, a differenza di Napoli dove ha avuto il tempo di plasmare una squadra senza obblighi di vittoria, si è adeguato sia al Chelsea che alla Juve vincendo in entrambi i casi senza rubare l’occhio come si dice…

    In questi 2 anni di serie A quando il Parma ha affrontato le partite con approccio propositivo a me è piaciuto (anche quando ha perso). Viceversa quando le ha affrontate in modo quasi rinunciatario, con la sensazione di impotenza mi ha fatto cambiare canale già al primo tempo.

  • L’Empoli l’anno scorso, il Lecce quest’anno: squadre simpatiche, sbarazzine, con un gioco a tratti entusiasmante… Il tanto vituperato D’Aversa, l’anno scorso con una squadra da ambiziosa serie B, quest’anno con un organico migliore, ha raggiunto due ottime salvezze: e pensando ad esempio al primo tempo qui con l’Atalanta, alle due con l’Inter, a Bologna con ampi tratti di gran bel gioco.

    Dopo un girone d’andata superiore ad ogni più ottimistica previsione il nostro mister era da nazionale; alla ripresa, complici anche svarioni arbitrali scandalosi, una serie di sconfitte ed ecco che abbiamo ricominciato col “D’Aversa vattene”; un po’ di misura, no? Personalmente lo terrei qui ancora a lungo, ma ovviamente lui stesso e la società ne discuteranno. Non esiste squadra che nell’arco della stagione non abbia un periodo di appannamento (anche il Parma di Scala lo ebbe, bello pesante, l’anno della promozione…)

    Una cosa però vorrei vedere risolta: l’eccessivo numero di infortuni muscolari. Anche in questo caso (complici i ritmi serrati, la velocità del gioco ecc), un pochino è fisiologico, ma noi credo e temo ne abbiamo in numero superiore alla media.

    In conclusione, i miei modesti ma sinceri complimenti a mister, squadra e società per un campionato comunque più che positivo con una salvezza raggiunta abbastanza tranquillamente a 3 giornate dalla fine, obiettivo che avrebbe sottoscritto chiunque.

  • Se davvero Faggiano poi si accasasse al Genoa la cosa mi preoccuperebbe non poco. Non tanto per Faggiano, ma per il segnale che darebbe questa cosa…ovvero incertezza e poche garanzie per il futuro prossimo. Speriamo bene…

  • Si tratta di essere pragmatici. Il bel gioco lo puoi fare se hai i giocatori per farlo (come a tratti si è visto quest’anno da noi con Kulu, Kucka, Gervinho e Cornelius). Diversamente, devi puntare sul risultato (vedi Genoa, che aveva una rosa davvero oscena, ma che alla fine si è salvato).

  • ma di cosa parla ? il parma ha una rosa da 7 minimo 8 posto d aversa che andrà al genoa ha fatto si e no il suo dovere …….guardi la rosa del lecce e poi mi spieghi di cosa parla ma come fa a parlare male di liverani che farà senz altro più carierà di d aversa !!!! ma si rende conto della differenza di rosa che paragoni fa ? sepe bruno gagliolo darmian kucka gervinho cornelius hernanji kuluseseky li aveva liverani ?
    vediamo quanto durerà con preziosi di sicuro 6 sconfitte conductive non ci arriva …….guardi che d aversa anche in c è in serie b aveva rose e bucket molto superiori alle altre !!!! forse non se ne accorto guardi i bilanci e capirà

  • Se fosse vero che faggiano va via sarebbe solo per un motivo :
    Lui non si fa comandare né mettere i piedi in testa da nessuno…
    In qualsiasi situazione, uno così, trova da accasarsi in 5 minuti

    • bravo moroni hai capito tutto !!! infatti va a genova con preziosi che è uno che si fa comandare !! e non interviene licenziando a suo piacimento scegliendo i tecnici e facendo lui il mercato chiedi un po’ in giro ti sembra uno che delega preziosi ? che dia carta bianca ? mah forse la tua teoria e un po’ fragile poi genoa più ambizioso del parma ? 2 anni che si salva per un pelo e con bilanci da fallimento a me faggiano preziosi ricordano leonardi ghirardivstessa coppia

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