L’insostenibile leggerezza del pallone, anno secondo / IL COMPENDIO DELLA STAGIONE 2019-20, di Luca Tegoni

(Luca Tegoni) – Siamo recenti, seppur ci orniamo di una storia antica, secolare e nelle decadi tra la fine e l’inizio del millennio anche vincente, siamo molto giovani. Eppure ci sentiamo già cresciuti come se avessimo assunto ormoni della crescita in dosi massicce.

Era il 2015, cinque anni fa, praticamente un soffio per noi quasi giovani d’anagrafe, che sette imprenditori decisero di non lasciare la storia nei musei, ma di continuarla. Nuovo Inizio fece ripartire dalla serie D la squadra fallita, l’arrivo poi di Nevio Scala diede grande entusiasmo ad un ambiente che ormai faceva calcoli per falcidiare record e ritornare là dove splende il sole (di Sky e dei suoi soldi). La serie A sembrava  un obiettivo a portata di programmazione, anno dopo anno. Così fu, non so quanto frutto di programmazione, ma il Parma Calcio 1913 ci riuscì, come noi nessuno mai.

Senza assumere ormoni della crescita, come qualcuno ha provato più di una volta ad insinuare, ricordiamo le scommesse per Parma-Ancona e i messaggini del cazzein e del pippein, bensì con la Dea Fortuna che ha protetto e forse guidato i più audaci, siamo ritornati in A.

La Società non ha avuto tempo che per vincere. Siamo arrivati in A con una squadra che aveva bisogno di essere per l’ennesima volta ricostruita. Smise anche il Capitano rimasero solo Iacoponi e Scozzarella dalla C e Gagliolo, Ceravolo e Barillà dalla B. Ma per salvarsi, senza budget eccessivamente importanti era necessario chiedere rinforzi in prestito con contratti lunghi. Non tutti furono azzeccati. Da quest’anno, appena concluso, si cominciò a consolidare il gruppo trattenendo giocatori determinanti come Gervinho, Inglese, Grassi, Alves, Kuçka, Sepe. Si cominciò a dare una forma alla squadra cambiando l’impianto, facendo diventare di proprietà giocatori in prestito. Il prossimo anno sarà indispensabile completare la struttura e trovare giovani giocatori da valorizzare. Credo che il vero progetto cominci adesso, nell’era post-Covid.

È stato fatto tutto di corsa. Adesso bisogna darsi degli obiettivi di classifica e di crescita del settore giovanile.

Il Gioco di D’Aversa (il permaloso e il combattivo)

Dare una definizione del gioco che vuole proporre un allenatore ritengo sia cosa complessa e contraddittoria. Sono troppe le variabili che incidono nel corso di una stagione, senza poi considerare l’infinita gamma di episodi che possono condizionare una partita.

Nei primi due anni, quando vincere, almeno tra i tifosi (e anche i 7 proprietari sono tifosi, alcuni molto) era imperativo, vedere la squadra far fatica con le ultime in classifica o addirittura perdere faceva venire l’orticaria. Il peggio del Parma è proprio l’incapacità di vincere contro squadre deboli. Questo “dettaglio” è capace di oscurare quanto di buono, poi, si riesce comunque a costruire, vedi classifiche finali. Il buio esclude la capacità di guardare o anche, banalmente, di vedere.

D’Aversa resti a Parma e cominci il nuovo ciclo, più di metà squadra è allestita, e anche nei momenti più difficili sia lui che i giocatori hanno avuto la forza, insieme, di risolvere i problemi. Questo significa, a mio parere, che gli intenti comuni non si sono esauriti e che l’allenatore riscuote credito e fiducia tra i giocatori, oltre che nella società. Il fatto che giocatori e allenatore mantengano univocità di intenti è altamente qualificante per il conseguimento di risultati positivi.

Che si giochi con un sistema o con un altro il bel gioco lo si raggiunge con la velocità, coi passaggi ben fatti e con il controllo della palla.

Piccolo appunto: costruire gioco a partire dalla rimessa del portiere con passaggini dentro l’area piccola mi pare più rischioso che propositivo, preferisco il rinvio lungo.

Faggiano

Ha scelto di essere dipendente di un padrone e non di imprenditori. Difficile dare un giudizio sul suo operato. Tutti i risultati sono stati ottenuti troppo in fretta. Fare, a volte, il passo più lungo della gamba è stato necessario. Sicuramente sono arrivati troppi giocatori in pessime condizioni fisiche a partire da Ceravolo. I debiti sono tutti a bilancio, quindi nessuna impreparazione o sottovalutazione del fattore economico. Saluti.

Giocatori

Per dare un giudizio sul rendimento dei giocatori parto dalle aspettative. I sentimenti, ovvero il modo di sentire o di percepire gli avvenimenti condiziona la nostra capacità di giudizio. Un errore compiuto da Dermaku o compiuto da Bruno ha un impatto diverso che genera reazioni diverse.

Le mie aspettative su Sepe erano modeste, il giudizio è molto positivo. Quest’anno è migliorato soprattutto nel gioco con i piedi. Bene tra i pali e in uscita.

Non giudicabili i portieri di riserva anche se Colombi ha fatto bene quando è sceso in campo.

Le mie aspettative su Darmian erano alte il giudizio è scarso, poco efficace in fase offensiva, distratto in fase difensiva, ci mette poca energia.

Iacoponi è migliorato in tutto. Incredibile solidità acquisita, fisica, mentale e tecnica.

Gagliolo idem come sopra ma partiva da una base migliore.

Pezzella, giocatore dal quale ci sia spettava di più soprattutto in fase difensiva. Dispone di gamba e di piede, deve crescere mentalmente e sentire di più l’avversario da marcare.

Laurini è stato un giocatore sottovalutato, meglio lui di Darmian.

Dermaku ha sorpreso per capacità fisiche e caratteriali, ottimo inserimento.

Bruno fa i conti con l’anagrafe. Se l’anno scorso ha sbalordito quest’anno meno, l’anno prossimo?

Regini, nessuna aspettativa. Non ha mai giocato.

Grassi, aspettative alte. Purtroppo non riesce ad uscire dall’incubo degli infortuni. Quando ha ricominciato a giocare ha fatto progressivamente sempre meglio. Ha fatto vedere di essere un buon giocatore con ottime caratteristiche sia difensive che d’inserimento.

Scozzarella, anche lui in continuo miglioramento sia in fase offensiva che difensiva. I numerosi infortuni gli hanno però impedito ad esprimersi per come ancora non abbiamo visto.

Brugman aspettative da B. Progressivamente è migliorato soprattutto come personalità.

Hernani non lo conoscevo. Credo che D’Aversa abbia perso troppo tempo nell’intento di farlo giocare da regista. Discreto nell’interdire il gioco avversario, modesto nella costruzione e negli inserimenti in attacco.

Kuko, dopo l’anno scorso aspettative molto alte. Troppi piccoli infortuni e troppi cartellini hanno condizionato il suo rendimento. Comunque imprescindibile.

Kurtic non lo conoscevo. Modesto in fase difensiva e quasi assente in fase d’attacco. Il Barillà dello scorso anno per lui rimane un miraggio.

Barillà aspettative alte per il campionato dello scorso anno. Non è partito bene anche per la necessità di trovare un ruolo in campo a Hernani e, soprattutto a Kulusevski. Poi è arrivato Kurtic che gli è stato preferito, secondo me, senza grandi risultati. Ha giocato bene le ultime partite del torneo estivo. Sempre affidabile

Inglese aspettative alte, gli infortuni lo hanno fermato.

Adorante, aspettativa plusvalenza. Vedremo dopo il recupero dall’infortunio

Gervinho aspettative alte non del tutto confermate. Probabilmente la scorsa annata è stata la migliore della sua carriera.

Cornelius aspettative modeste che non sono state confermate. Grande resa nonostante gli infortuni muscolari.

Sprocati aspettative basse, del tutto confermate.

Karamoh più che aspettative erano speranze. Per il momento sedate.

Siligardi non doveva esserci. Utile per quel poco che poteva fare.

Caprari aspettative modeste. Confermate.

Kulusevski nessuna aspettativa. È celebrato come un fenomeno. Indubbiamente  questo suo primo anno da professionista ha disputato un campionato di grande qualità ed efficacia con grande continuità. Durante il campionato ha migliorato anche caratteristiche tecniche come il controllo della palla. Ha doti fisiche non comuni, deve continuare a migliorare l’aspetto tecnico. Nella Juventus probabilmente dovrà anche imparare ad essere più disciplinato in campo per non sprecare troppe energie e non occupare spazi non suoi. È stato determinante per il risultato finale.

La Società

Nuovo Inizio ha corso e fatto correre (fuori i fab four e dentro D’Aversa e Faggiano). Ha messo al riparo la società quando ce ne era bisogno (grazie Mr. John). Migliorare quanto fatto finora non sarà facile soprattutto se non si trovano giocatori da valorizzare e rivendere con grande profitto. Dal punto di vista della solidità economica non mi pare ci si debba preoccupare. Il fatto di essere in sette a spartirsi gli oneri è garanzia di sostenibilità. Soprattutto è garanzia di equilibrio decisionale che escludono egocentrismi suicidi.

Il passaggio della maggioranza a un nuovo socio era già nei piani iniziali. Le voci diffuse in queste settimane e non smentite ci fanno pensare che l’accordo sia cosa probabile e forse imminente.

Gli ignoti qatarioti, sconosciuti al mondo del calcio, non rappresentano quel profilo di imprenditore di calcio ipotizzato. Staremo a vedere gli sviluppi che auspico facciano chiarezza prima dell’inizio del calcio mercato.

Mantengo inalterata la fiducia nell’attuale proprietà.

L’anno del Covid-19

Intanto speriamo non diventi anche l’anno del Covid-20/21

A mio parere l’aver concluso a tutti i costi il campionato con l’appendice estiva è stato sbagliato. Le condizioni iniziali non hanno avuto seguito. Tutto è stato alterato e anche il prossimo campionato visti i tempi compressi e le necessità internazionali potrà essere alterato. Ancor di più saranno importanti le rose ampie, ancor di più saranno importanti i giovani da mettere in prima squadra.

I quindici ulteriori giorni di quarantena a cui è stato costretto il Parma a causa della positività al virus riscontrata ad un membro dello staff  ha probabilmente messo a dura prova lo spirito individuale di tanti giocatori. Le partite peggiori hanno per lo più coinciso con quel periodo. Sono usciti vincendo tre delle ultime quattro partite. Nota di merito. Forza Parma! Luca Tegoni

Stadio Tardini

Stadio Tardini

9 pensieri riguardo “L’insostenibile leggerezza del pallone, anno secondo / IL COMPENDIO DELLA STAGIONE 2019-20, di Luca Tegoni

  • 8 Agosto 2020 in 01:36
    Permalink

    Giudizi che nel complesso condivido, soprattutto su Kurtic. Arrivato come uomo che doveva spaccare il centrocampo, si è rivelato forse il flop dei flop.

    • 8 Agosto 2020 in 13:15
      Permalink

      Non condivido,le ha giocate tutte praticamente 90 minuti,soprattutto dopo la riapertura non si poteva chiedere un rendimento di molto superiore

  • 8 Agosto 2020 in 03:13
    Permalink

    le analisi di tegoni le reputo quasi sempre corrette che non fanno una grinza , e l unico sotto il quale non commento per il semplice motivo che non dice ca…. come capita ad altri

    • 8 Agosto 2020 in 11:43
      Permalink

      Nel senso che gli altri ” articolisti ” scrivono
      ca…e?

  • 8 Agosto 2020 in 09:16
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    Il compendio della stagione è che non esistono più le mezze stagioni ma le mezze seghe si, in quel di alcatraz ce n’è un alta concentrazione, e a parma di concentrati ce ne intendiamo, si insomma il nou au del pomidoro, dalla raccolta all’imvussolamento, dal manzanarre al reno, ei fu… Lo zio di lizhang

    • 8 Agosto 2020 in 13:25
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      Se ti chi andeva a cater su il tomachi?

      • 8 Agosto 2020 in 17:17
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        No peró penso di sapere chi di nascosto la guardava e si tirava una… Sega rizzati volpi, vo a zero par mi, putè

  • 8 Agosto 2020 in 10:03
    Permalink

    Detto che la pausa Covid ci ha penalizzato più di altri (vedi nefasta serie di 6 sconfitte) alla fine solo 8 squadre hanno fatto più punti di noi, di cui 6-7 sono irraggiungibili per temi di budget, solo il Sassuolo ha fatto 2 punticini in più con un cammino alterato (positivamente) dalla pausa Covid.
    Personalmente, a mente ormai freddissima, sono soddisfatto per questo campionato e non darei giudizi negativi ai calciatori. Ci sono state delusioni o meglio prese d’atto che qualche nostra riserva (e sottolineo riserva) forse fa fatica in A ma non ci vedo nulla di strano.
    Come ho già scritto abbiamo una buona rosa di base che non va rivoluzionata ma adeguatamente migliorata con pochi acquisti mirati per alzare l’asticella. Inoltre occorre creare un bacino di giovani in grado di portare future plusvalenze indispensabili per garantire l’autofinanziamento aziendale. I giovani bisogna saperli aspettare ed accompagnarli nel loro cammino di crescita perché i fenomeni come Kulu sono più unici che rari.
    Sempre e solo forza Parma

  • 8 Agosto 2020 in 23:18
    Permalink

    Se si da via CORNELIUS
    Serie B in picchiata

I commenti sono chiusi.

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