PAROLE CROCIATE, di Luca Ampollini / QUESTA PROPRIETA’ ANDRA’ RINGRAZIATA A VITA PER TUTTO QUELLO CHE HA FATTO A TEMPO DI RECORD: NON SARA’ FACILE, MA AUGURIAMOCI CHE LA NUOVA SAPPIA FAR MEGLIO

(Luca Ampollini) – E’ la prima volta da quando seguo seriamente “il pallone” – il mio primo vero campionato osservato e gustato come dico io è stato quello del 1981-82 – che sono realmente contento che sia finito. Eh sì, perché, diciamo la verità: è stato un torneo senza senso, vissuto razionalmente fino all’inizio del doloroso (non per il calcio s’intende) lockdown e terminato in modo precipitoso, affannoso, ma soprattutto inevitabile. I giudizi, perciò, di questo rabberciato campionato, sono fortemente condizionati da situazioni che non hanno precedenti e perciò quanto realmente attendibili? Proviamo a capirlo: il Parma ha chiuso decisamente meglio dell’anno passato. Le cifre sono chiare e inconfutabili: 8 punti in più, 4 partite vittorie in più rispetto all’anno passato, ma, soprattutto, 15 gol segnati in più e 4 subiti in meno. Una proporzione, quindi, tra gol fatti e subiti di -1 (56 GF, 57 GS, rispetto al -20 (41 GF , 61 GS), dello scorso. Cifre che dimostrano ampiamente la maggiore qualità della rosa e la bontà del lavoro svolto da uno staff tecnico che ha saputo migliorarsi e offrire un gioco più propositivo, intraprendente e meno legate a logiche del solo, ma sempre fondamentale risultato, come avveniva l’anno passato in virtù di una squadra messa spesso in campo per esaltare le caratteristiche di alcune imprescindibili individualità, Inglese e Gervinho su tutti. Quest’anno l’ennesimo importante sforzo della società, che ha offerto al tecnico una squadra migliore, ha permesso un’evoluzione e un miglioramento evidente da parte di tutti. Il “tutti dietro e palla a Gervinho”, quest’anno, si è visto conseguentemente meno: lui è stato purtroppo meno determinante, benché positivo, ma si è visto un Parma oggettivamente migliore. Alcuni momenti del post lockdown hanno riproposto spiacevoli blackout, come accaduto l’anno passato, per motivi crediamo comunque differenti, sui quali bisognerà ovviamente lavorare in futuro, ma la reazione al periodo poco positivo post super vittoria di Genova, va, per onestà intellettuale, riconosciuto e i 9 punti nelle ultime 4 partite sono la dimostrazione dell’assoluta integrità della squadra e del suo staff. La proprietà e Faggiano ci hanno regalato un anno di Kulusevski, giocatore meraviglioso, di una completezza assoluta, che ha inciso in modo determinante anche e soprattutto in gare bloccate, dove c’era la necessità del guizzo del campione assoluto a rompere gli equilibri. D’Aversa ha dato tanto a sto ragazzo, valorizzando il suo gioco come meglio non avrebbe potuto fare e ha ricevuto in cambio  un rendimento superlativo; è già un campione a 20 anni, fra 2 o 3 cosa diventerà? Ennesima stagione, perciò, complessivamente molto positiva, ma nella programmazione della prossima andrà valutato anche e soprattutto il futuro di D’Aversa. Scorbutico e incazzoso quanto volete, ma straordinariamente bravo, concreto e puntuale nel centrare ogni anno obiettivi difficili e mai scontati: è cresciuto, migliorato negli anni, insieme alla società e ha raffinato il suo gioco con un organico più competitivo, nonostante annosi e pesanti infortuni, perciò la domanda è scontata: rimarrà? Noi crediamo di sì, benché non manchino incognite e difficoltà: fare meglio di così è oggettivamente complesso, soprattutto se l’obiettivo sarà quello di consolidare la serie A e non si punterà dichiaratamente a qualcosa di molto più ambizioso. Avrebbe in sintesi, nonostante 2 anni di contratto, molto da perdere, proprio per i grandi traguardi ottenuti in questi anni. Il ciclo, viceversa, continuerà, se la nuova potente proprietà che si insedierà al timone –  presumibilmente a breve – deciderà di puntare a qualcosa in più (ovviamente non sappiamo ancora). Obiettivi più ambiziosi esigerebbero un organico più forte e conseguentemente il lavoro di D’Aversa sarebbe paradossalmente, a parer nostro, più agevole e stimolante Si vedrà: la stagione va in archivio, attendiamo gli eventi, ma una cosa è certa: questa proprietà andrà ringraziata a vita per tutto ciò che ha fatto in tempo record e auguriamoci che i nuovi che arriveranno possano addirittura fare meglio; non sarà semplice, ma la solidità c’è, decisamente… e questa è un’ottima base di partenza. Chiudiamo qui, ci siamo dilungati anche troppo, un bravo e un grazie a chi è arrivato a leggere le mie riflessioni fino a qui ( 😁) e speriamo che il Vostro “speaker di quartiere” possa tornare a sbraiare insieme a Voi e non in un cupo e tristissimo “Ennio” chiuso … vamosssss! Luca Ampollini

Luca Ampollini

Luca Ampollini, classe 1973, giornalista pubblicista dal 2005, ha cominciato a Radio Onda Emilia nel 1998, prima con il commento delle azioni più importanti delle partite di campionato sulle radiocronache di Gianluigi Calestani, poi con la conduzione della trasmissione post partita “Diretta Stadio”. Passa successivamente alla Tv, su Teleducato, commentando il posticipo della domenica sera di serie A a Calcio e Calcio, condotto da Fulvio Collovati. Passa, quindi, alla neonata Teleducato Piacenza come telecronista delle partite del Fiorenzuola in serie C2 e nel 2000-01 commenta, sempre per Teleducato Piacenza, le partite del Piacenza Primavera. L’anno successivo torna a Parma e diventa il telecronista del Parma calcio fino al 2008. Partecipa a Calcio e Calcio, prima come opinionista poi come conduttore in 3 edizioni dal 2005 al 2008. Nella stagione 2004-05 conduce Calcio e Calcio Speciale Coppe e i collegamenti esterni nell’edizione di Calcio e Calcio condotto da Fulvio Collovati. Dal 2005 al 2008, è responsabile della redazione sportiva di Teleducato e, oltre a Calcio e Calcio, conduce Calcio d’Estate prima di passare a Tv Parma dove partecipa come opinionista a Pronto chi Parma e come conduttore, con Carlo Chiesa, delle due trasmissioni “A tutta A“ e “A tutta B”. Dopo alcuni anni in cui collabora come opinionista fisso anche a "Bar Sport" torna a Teleducato dove partecipa come opinion leader a Calcio e Calcio fino al 2018. Con la fusione delle due televisioni continua la sua collaborazione, tuttora in corso, con 12 TV Parma e con Calcio e Calcio. Oltre alle centinaia di telecronache e conduzioni ha collaborato, commentando alcune partite del Parma con le emittenti radiofoniche Radio Bruno (Coppe Europee) e Lattemiele (Campionato). E’ lo speaker ufficiale del Parma calcio allo Stadio Tardini dal 2015

5 pensieri riguardo “PAROLE CROCIATE, di Luca Ampollini / QUESTA PROPRIETA’ ANDRA’ RINGRAZIATA A VITA PER TUTTO QUELLO CHE HA FATTO A TEMPO DI RECORD: NON SARA’ FACILE, MA AUGURIAMOCI CHE LA NUOVA SAPPIA FAR MEGLIO

  • 3 Agosto 2020 in 13:49
    Permalink

    Mi pare che D’Aversa sia stato chiaro nel post-partita: rimane se vede possibilità di crescita.

  • 3 Agosto 2020 in 14:18
    Permalink

    Ma non ha un contratto fino al 2022? Da quando in qua spetta a lui decidere? Se anche la società volesse retrocedere e tenerlo blindato potrebbe farlo a suo piacimento, In ogni caso trattenere scontenti è sempre deleterio e la fine di un ciclo pare evidente

  • 3 Agosto 2020 in 14:56
    Permalink

    sono d’accordo, un grazie per questa società che ha ottenuto traguardi storici in pochissimo tempo, speriamo nella nuova….

  • 3 Agosto 2020 in 22:55
    Permalink

    Cerchiamo di essere chiari.
    Se il Parma prendendo il nuovo
    PAPERON DE PAPERONI come
    presidente e come proprietario,
    questo non ha la forza per investire
    e di conseguenza di far crescere
    il Parma perché lo abbiamo dato
    in mano a questi arabi?
    Per andare in B?
    Qualcuno criticava i MAGNIFICI 7
    perché si diceva ingiustamente
    che non cacciavano la grana?
    Ve ne accorgerete quanti soldi
    investirà nel Parma il novello
    PAPERON DE PAPERONI.

  • 3 Agosto 2020 in 22:59
    Permalink

    Se dovesse andar viaD’Aversa significa
    che ha capito che gli arabi vogliono la B
    Di conseguenza nuovi abbonamenti
    addio…….per non prenderla in quel posto
    dove non batte il sole

I commenti sono chiusi.