CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / IL CALCIO DEL PARMA DI LIVERANI? NON HO «AFFERRETO»…

(Gianni Barone) – Ancora non abbiamo ben capito, e quindi non abbiamo «afferreto», per dirla alla Banfi, quale sarà il calcio del Parma, il calcio del Tardini (Stadio), il calcio di Liverani, suo e non solo. Quale sarà la vera identità ci è ancora sconosciuta, anche perché le due amichevoli finora sostenute, poco probanti, non ci hanno rivelato per niente, viste le molte assenze importanti (e anche le presenze di chiu c’è ora e chissà se ci sarà domani), quale sarà «l’heimat» della squadra, e per heimat, non intendiamo il significato letterale del vocabolo tedesco che non ha corrispettivo nella lingua italiana, e cioè: casa, piccola patria, luogo natio, ma qualcosa che va aldilà e aldiqua, del territorio in cui ci si sente a casa propria, perché li si è nati o si è trascorsa l’infanzia o vi si parla la lingua degli affetti. Per «heimat» intendiamo l’identità che deriva dal sentimento, non come affezione dell’animo, ma come effetto utilizzato per creare la partecipazione empatica del pubblico: la conformità del sentire, la simpatia. In poche parole, semplici e nostre, ciò che è e rappresenta il cosiddetto calcio propositivo (do bali) di cui tanto si parla e di cui molti si sentono già affascinati pur non conoscendone, appieno, i principi e i contenuti. Per dirla alla Aristoteles, il brasiliano affetto da saudade consolato da Canà, nel cult Allenatore nel pallone, o alla Aristotele, grande filosofo greco, poco importa, nella retorica del momento, occorre trovare il metodo giusto di persuasione per convincere tutti della bontà del progetto e dell’esperimento. Altro che catenaccio e contropiede, si prova a giocare, con baricentro e difesa alte e i sistemi di gioco che supportano il tutto possono essere vari e molteplici, con o senza trequartista, 4 in difesa, 3 in mezzo, e 3 avanti in ordine sparso, cosa importa. Questo è quanto si vuol far comprendere. Poi se in queste prime uscite, si è visto, poco o nulla di tutto ciò che si vuole rappresentare, e in un futuro prossimo, realizzare, non sono problemi nostri, ma come diceva il compianto Beppe Barletti, rivolto al sempre pimpante Trap Sono problemi tuoi e suoi. Cioè, al tempo, suoi di Causio e, appunto, dello stesso Trap, incapaci, a detta del famoso giornalista Rai, di esprimersi entrambi, al meglio, o secondo capacità e all’attualità, di Liverani e di tutta la squadra, che deve lavorare, e non poco, sugli automatismi, come il tecnico romano ex Lecce ha sentenziato al termine della gara persa contro l’Empoli dell’astro nascente, Dionisi, per mano di quel Mancuso, che rischia di essere un nuovo Caputo: attaccante incompreso fino a tarda età, e poi riscoperto nonostante le dormite dell’intellighenzia dei procuratori e direttori sportivi orientati verso altri e più inconsistenti profili. Roberto Baggio, ultimamente, ha avuto il coraggio di affermare, che sono tanti, troppi, i buoni giocatori giovani o dilettanti ignorati, che sfuggono alla rete di osservatori di grandi squadre troppo distratti e impreparati, aggiungiamo noi. Ma questo è un discorso a parte che esula da quanto noi si vuole, oggi, affermare, e cioè: riusciranno i nostri eroi a cambiare identità tattica, nel corso delle prossime settimane, e a presentarci, prima dell’inizio del torneo, «l’éthos» del nuovo tipo di calcio che si vuole instaurare da queste parti? E per ethos, intendiamo, oltre al significato di inizio e apparizione, quell’insieme di valori e codici di comportamento i quali, interiorizzati dall’individuo in funzione della sua integrazione nella squadra, costituiscono e determinano la disposizione, il carattere e il temperamento utili per esprimere quel determinato tipo di gioco che presuppone, oltre a capacità tecniche e morali, anche competenza e conoscenza. Quindi insieme all’ethos serve anche il «logos», cioè scegliere, pensare, ragionare e studiare e non occorre dimenticare l’opposto rappresentato dal «pathos» da intendersi come soffrire ed emozionarsi esprimendo anche la parte irrazionale dell’animo che può essere connotazione positiva o negativa a seconda dei casi, ma che nella retorica, e non solo, del gioco, rivela l’emozione, per lo stesso, da parte di tutti. Ci vogliono tutte queste cose e in così poco tempo? O noi effettivamente non siamo in grado di «afferrere» qualcosa di ulteriore e importante? Sta di fatto che l’idea del nuovo gioco non sarà afferreta da tutti in breve tempo. La difesa, ancora orfana di due pilastri come Iacoponi e Gagliolo, non dovrà essere considerata come contorno alla matrice offensiva della manovra, ma richiederà accurata attenzione, italianista, nella disposizione e nei meccanismi. Non basterà dire: “Stiamo alti e giochiamo a due tocchi”, proposito spesso ripetuto durante Parma-Empoli. Per essere a posto ci vorrà molto, ma molto di più. Ethos, Logos e Pathos insieme fanno Heimat (identità)? O no? Però, come detto in conferenza dallo stesso Liverani, non dimenticare le conoscenze e le certezze passate, sarà fondamentale per non smarrire la strada aldilà delle ambizioni per un gioco nuovo che già attrae ed esalta, forse troppo, sulla carta, pubblico e critica. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

31 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / IL CALCIO DEL PARMA DI LIVERANI? NON HO «AFFERRETO»…

  • 8 Settembre 2020 in 11:24
    Permalink

    Per fare due tocchi e via bisogna avere fior di giocatori, non basta l’allenatore. Vedrete che qualche tifoso critico rivaluterà il pragmatico D’Aversa

    • 8 Settembre 2020 in 13:47
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      Esatto. Spero che Liverani speri di non giocare a due tocchi con la gente che abbiamo attualmente in rosa o finiamo male.

  • 8 Settembre 2020 in 11:42
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    Ed io continuo a chiedermi come mai D’aversa è a spasso, neanche interpellato dal suo grande estimatore Faggiano per il Genoa, mentre Liverani era al centro del nuovo progetto Lecce nonostante la retrocessione. Ieri sera ho visto l’Italia dare spettacolo contro una grande d’Europa, imporre il proprio gioco, e per me amante del bel gioco è stata una grande goduria, invece di una vittoria ottenuta con un unico contropiede e con novanta minuti di sofferenze indicibili in difesa.

  • 8 Settembre 2020 in 11:51
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    Non capisco perché dover fare già adesso un processo a Liverani… Ha spiegato lui per primo che in questa fase il modulo del Parma sarà il 433 condito da qualche nuova istruzione.. Non si è visto il bel gioco propositivo.. Ma non è vero io ho visto una squadra che ha corso di più rispetto alla vecchia e che ha creato buone occasioni…
    Partendo dal presupposto che la presenza di Gervinho impone automaticamente il lancio lungo… Appena ci saremo liberati di questo mezzo giocatore che ringrazio per ciò che ha fatto qui, il gioco del ne gioverà sicuramente..
    Non credo sia giusto fare queste valutazioni dopo aver giocato contro una squadra più fresca visto che ha appena cominciato la preparazione e noi che siamo nel pieno e con giocatori in nazionale e acciaccato, ne è l esempio la coppia difensiva inedita…
    Credo che la società sia al corrente di dover acquistare almeno un centrale di difesa rapido per tenere botta al fuorigioco imposto dalla linea alta di liverani..
    Con l addio di Darmian, grazie al cielo, si punterà a un td e un trequartista per dare forma al nuovo modulo…
    CALMA E GESSO e i risultati arriveranno…
    Sono dispiaciuto per l addio di Bob da suo estimatore.. Ma quella è una vecchia storia…

    • 8 Settembre 2020 in 12:10
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      Non mi pare che il nostro Vice Direttore abbia fatto processi di sorta a Liverani: la posizione di Barone è più tradizionalista e di riscoperta dei valori italici che ci fecero grandi e vincenti al mondo (che io stesso apprezzo e condivido) rispetto per chi smania per il cosiddetto calcio propositivo, che onestamente non so quanto sia il vestito più adatto per chi ha la vitale mission di salvarsi. Ma non è stato fatto alcun tipo di processo…

      • 8 Settembre 2020 in 12:29
        Permalink

        Se permette Direttore la vitale mission di salvarci l’avevamo anche nell’ultimo campionato, stando alle dichiarazioni della società, ma onestamente la rosa che avevamo non era sicuramente da salvezza e qualche errore arbitrale abbinato alla incapacità di tenere sulla corda i giocatori per obbiettivi più ambiziosi, ci ha fatti arrivare ad un passo dalla zona UEFA. “Magari” con un gioco più propositivo rimanendo nel campo delle ipotesi si poteva dare alla squadra quell’entusiasmo per arrivare a vette più elevate.

  • 8 Settembre 2020 in 12:25
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    Non ho afferrato qual è il gioco di liverani… L articolo comincia con un dubbio bello e buono…

  • 8 Settembre 2020 in 12:36
    Permalink

    Equazione filosofica interessante anche se sfuggevole. Atene era Heimat?

  • 8 Settembre 2020 in 14:18
    Permalink

    Non esiste il calcio bello e il calcio brutto, propositivo o difensivo. Esiste l’atteggiamento con cui si va in campo. Il Parma di D’Aversa quando non rinunciava a giocare faceva un bel calcio, gradevole e non solo di rimessa. A me faceva innervosire quando scendeva in campo, ed è successo diverse volte tra l’anno scorso e quest anno, e non riusciva a superare la metà campo avversaria e secondo me questo dipendeva, oltre ai meriti dell’avversario, ad un difetto di concentrazione che l’allenatore non riusciva evidentemente a trasmettere alla squadra.
    Non m’interessa come farà giocare la squadra Liverani. Mi interessa che si giochi ogni partita con l’atteggiamento giusto tenendo conto dei propri limiti. E se Liverani non è un autolesionista farà così.

  • 8 Settembre 2020 in 15:13
    Permalink

    Sarebbe paradossale criticare fin da subito Liverani. È stato preso a 20 giorni dall’ inizio del campionato, con una rosa che verrà intaccata e probabilmente indebolita, anche se già lo è perché abbiamo perso Kulusevski che è insostituibile. Lui è un allenatore che crede nel raggiungimento del risultato attraverso il gioco. Uno alla De Zerbi insomma. E prima di prenderlo, già si sa. Se pensi che la migliore soluzione sia difendere, allora non prendi lui. Bisogna dargli tempo e mettergli a disposizione una squadra di serie A, no fatta di scarti. È come se una squadra di alto livello prendesse D’Aversa e volesse un calcio propositivo per controllare il gioco. Già sai che non è adatto, quindi ti accontenti di contropiede e difesa bassa, che è lo stesso gioco che faceva anche in lega Pro e B contro avversari molto più deboli , oppure non lo prendi proprio e vai su Gasperini.

  • 8 Settembre 2020 in 15:24
    Permalink

    D’Aversa lo rimpiangeremo
    ECCOME SE LO RIMPIANGEREMO
    Il GENIO era l’allenatore giusto nella
    piazza giusta.
    LO ABBIAMO COLPITO ALLE SPALLE
    IN MODO VIGLIACCO pugnalandolo.
    Quando ha capito che la società stava
    costruendo una squadra da retrocessione
    ha puntato i piedi ed è stato licenziato.
    BELLA RICONOSCENZA PER TUTTO
    QUELLO CHE HA FATTO NEL PARMA.
    Indubbiamente la società è stata stregata
    da Carli che ha imposto alla società
    LIVERANI
    Forse la società era sotto ipnos,.altrimenti
    CARLI con D’Aversa mai avrebbe firmato
    Avesse la società preso CONTE avrei
    capito ma prendere un allenatore
    fresco di retrocessione che ha un gioco
    che lascia la difesa in balia degli avversari,
    lo dico senza peli sulla lingua, questo
    allenatore non mi piace per niente
    come non mi piace questo Carli

    SPERO VIVAMENTE DI ESSERE SMENTITO
    ma ne dubito fortemente.
    Ve ne accorgerete quando a Natale
    in fondo alla classifica tutti e sottolineo
    TUTTI anche se pochi l’ammetteranno
    pubblicamente rimpiangeranno IL GENIO.
    Ho visto alcune partite del Lecce.
    Liverani la fase difensiva nemmeno sa cos’è.
    Ve ne accorgerete le sberle che prenderemo.
    A Natale saremo ultimi.o nella migliore
    delle ipotesi penultimi , ma LIVERANI non verrà
    esonerato in quanto servirà per la serie B.
    Prendere un allenatore per retrocedere
    ( E LA SOCIETÀ SA CHE SI RETROCEDERA’
    nonostante le smentite di facciata)
    è una cosa che mai a Parma si era mai vista
    fin dal lontano 1913

  • 8 Settembre 2020 in 16:48
    Permalink

    Sfido chiunque su quello che
    dirò a contestarmi scrivendo l’opposto.
    La societa ha sbagliato a prendere
    un allenatore con un sistema di gioco
    MOLTO diverso da quello di D’aversa.
    Se si cambia schema di gioco
    bisogna prima provarlo in allenamento e
    vuole tempo, molto tempo.
    Causa il Covid, il tempo non c’è n’è
    per cui inizieremo il campionato
    con la squadra in confusione non
    potendo assimilare il nuovo sistema
    di gioco in 15 giorni.
    Che Liverani sia in forte confusione lo
    dimostra il fatto che lui con l’Empoli
    ha continuato ad usare il modulo
    di D’Aversa.
    E allora?
    Col Napoli come giocheremo?
    Col modulo di LIVERANI mai provato
    o giocheremo ancora con il 4-3-3 di
    D’AVERSA?
    In entrambi.i casi la società si è
    tirata la zappa sui piedi ascoltando forse
    SOTTO IPNOSI Carli.
    Il modulo di LIVERANI quando lo applicheremo?
    In campionato col Napoli Bologna e Verona senza
    averlo mai provato o giocheremo.con il modulo di D’Aversa?
    La società visti i tempi ristretti doveva prendere
    un allenatore. se voleva cambiare D’Aversa con.uno che facesse
    giocare.con lo stesso modulo di D’Aversa non essendoci il tempo per cambiare modulo
    Se voleva prendere LIVERANI doveva prenderlo
    tra un anno quando avrebbe potuto
    fare una preparazione estiva normale
    e inculcare nella mente dei giocatori
    il suo nuovo modulo che io però
    REPUTO un modulo FOLLE.
    Quindi concludendo se giochiamo con un 4-3-3
    perché abbiamo preso LIVERANI ?
    Se giocheremo invece in campionato con il
    modulo di LIVERANI da subito senza averlo mai provato
    È FOLLIA ALLO STATO PURO
    e le sconfitte NETTE verranno inmmaniera
    industriale contro chiunque.

  • 8 Settembre 2020 in 16:51
    Permalink

    Ma visti i tagli di spesa relativi e vitti e alloggi che stanno riguardando anche i settori giovanili (cosa di cui ovviamente la stampa inesistente non parla) a testimonianza se mai ce ne fosse bisogno di una situazione quanto meno sinistra, assodato che a questa proprietà la serie A non interessa non converrebbe fare in modo diverso?In serie B non ti compra nessuno a questo punto invece di contare cannelle sui giovani che per altro stai prendendo in prestito non sarebbe meglio fare la questua come i postulanti davanti alla chiesa e chiedere prestiti si ma di gente pronta che ti possa almeno consentire di provare a mantenere la categoria? Non sono un dottorone con la testa grigia o pelata ma mi viene da dire che se non sei riuscito a vendere in A farlo in B a meno di trovare un altro Lizhang la vedo dura. Anche perché poi dalla B la strada verso la C è dritta e in discesa in mancanza di denari. Se il Benevento si permette il lusso di chiederci giocatori e Carli parla un giorno sì e l’altro pure che tutti sono in vendita come fanno gli sbraioni al mercato per attirare le massaie al proprio banco vuol dire che la situazione è ben peggio di come viene dipinta. Infatti Faggiano oggi col suo italiacano dice al mondo che la “austeriti”, per il popolino l’assenza di soldi, era già stat decisa a febbraio.

  • 8 Settembre 2020 in 17:56
    Permalink

    figa, che filotto di cornaciò spennachiuti e birignao a sbrodolo

  • 8 Settembre 2020 in 18:16
    Permalink

    egregio Barone-torresani-rizzati,citare l’allenatore nel pallone e’ un lapsus freudiano,lo sa benissimo che il presidente della longobarda voleva retrocedere ,infatti invece di oronzo cana’ dalla puglia e’ arrivato liverani ,a nes sa mei che as salveme listes,huhuhuhuhu

  • 8 Settembre 2020 in 18:26
    Permalink

    eh che risata sospetta…

    • 8 Settembre 2020 in 19:40
      Permalink

      hihihihihi hohohohoh ahahahahah,ne ho un vasto repertorio come le barzellette su stopaj a son dre sbragherom dal ridor nonostante il vaticano

  • 8 Settembre 2020 in 19:22
    Permalink

    Passaggio società dato per imminente da SKY, i compratori sono gli americani di KRAUSE.

  • 8 Settembre 2020 in 21:19
    Permalink

    Magari!!!Incrociamo le dita. Con le arie che tirano sarebbe davvero un bel colpo, americani, arabi, russi basta arrivi qualcuno con un po’ di soldi è una faccia vogliosa senza quelle espressioni da funerale che Pizzarotti aveva anche quando è stato presentato il povero Liverani. E il primo che defenestrerei sarebbe Carli che al di là dell’accento fastidioso sembra uno di quelli che gestiscono le aste nelle case delle famiglie andate col culo per terra.

    • 8 Settembre 2020 in 21:40
      Permalink

      Tu invece sembri uno che fa i soldi col c..o degli altri

  • 8 Settembre 2020 in 22:48
    Permalink

    La cosa che D’aversa ripeteva come un disco rotto nelle interviste era che l’esito delle
    partite sarebbe dipeso soprattutto dall'”atteggiamento” con cui i giocatori avrebbero
    affrontato la squadra avversaria. Atteggiamento che ha permesso all’Empoli di sembrare loro
    in serie A e noi in B ed al Barcellona di prendere una caterva di gol dal Bayern.
    Quindi Liverani, come ha già fatto capire, dovrà gradualmente applicare il suo credo ad una squadra che, al momento, è la stessa dell’anno scorso (meno Kulu, ahimè!) e soprattutto
    inculcare l'”atteggiamento” giusto.
    Quindi, a mio modesto parere, in ordine di importanza:
    1) Giocatori di valore tecnico adeguato
    2) Atteggiamento
    3) Società
    4) Allenatore
    5) Modulo
    Il vero tifoso sostiene la squadra, la critica quando è da criticare ma è
    insopportabile, quì come allo stadio, sentire tutta sta gente “brangognare” continuamente!
    p

  • 8 Settembre 2020 in 23:01
    Permalink

    Basta leggere chi ha già preso il BENEVENTO ripeto BENEVENTO che solo a dire il nome della squadra viene da ridere per capire come siamo messi. Come soldi a livello di Crotone e Verona visto che lo Spezia ne ha potenzialmente tanti e di quelli buoni veri non tagli di spese.

    • 9 Settembre 2020 in 11:52
      Permalink

      Ma DABÒ????

  • 8 Settembre 2020 in 23:06
    Permalink

    Da anni si sputano sentenze su questa società, regolarmente e miseramente smentite ad ogni fine stagione. Chiedere investimenti ingenti e non accettare un ridimensionamento degli stessi, di fronte ad un recessione globale senza precedenti, che non risparmierà di certo il calcio, in cui le società medio piccole saranno le più penalizzate, significa o fare inutili provocazioni o una solida incompetenza generale.
    Speriamo che Nuovo Inizio rimanga a lungo in società anche se in minoranza, sarebbe questa la garanzia di permanenza del Parma nel calcio che conta.

  • 9 Settembre 2020 in 06:07
    Permalink

    Io penso inutili provocazioni e una buona dose di immaturità.

  • 9 Settembre 2020 in 10:42
    Permalink

    Quello che va bene per il culo va bene anche per la faccia come diceva mia nonna

    • 10 Settembre 2020 in 07:30
      Permalink

      La nonna da brava contadina conosceva i suoi polli

  • 9 Settembre 2020 in 11:35
    Permalink

    Se ufficialuzzata una operazione, come riportata da diversi siti, che riguarda Nehuen Perez, sarebbe idonea a portare a Parma un elemento di grande spessore potenziale, in maniera stabile per due anni, con prospettive di un guadagno tangibile non indifferente. Queste sono le operazioni da cercare ed impostare, dunque bene e avanti così.
    Sempre e solo forza Parma

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Natura del conferimento dei dati personali degli utenti
Il conferimento dei dati personali è facoltativo, ma esso è in parte necessario (cioè per quei dati le cui caselle sono contraddistinte da un asterisco) affinché Gabriele Majo possa soddisfare le esigenze dell’utente nell’ambito delle funzionalità del sito. Il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali contrassegnati da un asterisco, in quanto necessari per l'esecuzione della prestazione richiesta, non rende possibile tale esecuzione; mentre il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali facoltativi non necessari non comporta alcuna conseguenza.
Categorie di dati personali oggetto di trattamento
Oltre ai dati personali conferiti direttamente dagli utenti (quali nome, cognome, indirizzo postale, di posta elettronica, ecc.), in fase di connessione al sito, i sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del sito stesso acquisiscono indirettamente alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Tali dati vengono trattati al solo fine di effettuare indagini statistiche anonime.

Categorie di soggetti che potranno venire a conoscenza dei dati personali degli utenti
I dati personali potranno essere portati a conoscenza di dipendenti o collaboratori che, operando sotto la diretta autorità di quest’ultimo, sono nominati responsabili o incaricati del trattamento ai sensi degli artt. 29 e 30 del Codice e che riceveranno al riguardo adeguate istruzioni operative; lo stesso avverrà – a cura dei Responsabili nominati dal Titolare - nei confronti dei dipendenti o collaboratori dei Responsabili.

Ambito di comunicazione o diffusione dei dati personali degli utenti
I dati personali forniti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on line non saranno comunicati a terzi o diffusi, salvo il caso di inserimento nel sito di nomi di vincitori di eventuali concorsi od operazioni a premio promossi da Gabriele Majo tramite il sito.

Titolare e Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento è Gabriele Majo

Responsabili del trattamento sono:
1) Il Sig. Gabriele Majo, titolare del sito
Fornitori di servizi:
Gabriele Majo si avvale di aziende specializzate per quanto riguarda la gestione dei propri server, la connettività, la realizzazione e gestione di software stand alone e web. Gli addetti alla gestione dei suddetti servizi potrebbero entrare in contatto con dispositivi contenenti i dati memorizzati sui nostri server:
1) Gruppo Pegaso di Rodia Maria Teresa, via Abbeveratoia 27a, 43126 Parma, per quanto concerne l’amministrazione e la gestione del sito, e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
2) Euromaster di Roberto Cirianni, Via Agostino Valiero 12, Roma (Rm), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
3) OVH Srl Via Trieste, 25 - 20097, San Donato Milanese (MI), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso o porzioni di sito.

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