CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / ALLEGRIA!

(Gianni Barone) – Allegria!, non nel senso che dava Mike Bongiorno al saluto all’inizio e alla fine delle sue trasmissioni, e neanche per ciò che si respira in questo clima di ripresa del contagio, assembramenti, restrizioni e divieti obbligati, ma allegria di difese che, in serie A, continuano ad esserlo, commettendo errori, non solo frutto di distrazione individuale, quanto piuttosto chiari segnali di non corretta applicazione di principi e concetti basilari in materia di fase difensiva tout court. I quaranta e passa goal segnati nell’ultima giornata, uniti a quelli realizzati a grappoli nelle prime tre, sono un sintomo preoccupante della tendenza, o meglio della deriva, che il massimo torneo sta esprimendo e imboccando. Molti lo scambiano per spettacolo puro e piacevole, all’apparenza, perché i risultati a reti bianche, ormai merce rarissima, non entusiasmano e non aggradano nessuno, se ci si limita ad una lettura superficiale del fenomeno, viceversa grazie ad un approfondimento più ampio e specifico ci si potrà avvicinare ad un qualcosa di cui dolersene. Mai era successo che abbondassero risultati cosi rotondi è così ricchi di segnature: il segno è che non si riesce a coniugare al meglio bel calcio offensivo con adeguata tenuta ermetica delle retroguardie. Le difese allegre di cui sopra aumentano e albergano ovunque, finora le uniche eccezioni sono rappresentate dalla capolista Milan (un solo goal subito), dal Napoli che dei 4 goal in tabellino solo uno lo ha preso sul campo, gli altri tre dal capocannoniere stagionale Tavolino, e dal Verona che, al momento, ha una partita in meno. Anche la Juve sperimentale di Pirlo non è un colabrodo, per il resto, numeri, di passivi abbastanza elevati. Il Parma non è da meno, con 9 reti, e con solo tre squadre, Benevento, Crotone e Cagliari che hanno fatto peggio. La media di quattro goal per partita, finora in auge, dovrebbe indurre i tecnici interessati, di casa nostra, a più di una riflessione. Infatti, stando alla partita del Parma, abbiamo assistito, in occasione di tutte le segnature, da una parte e dall’altra, a vistosi errori di piazzamento e marcatura frutto di una preparazione precaria nello specifico compito di limitare le offensive avversarie. E’ ovvio che la ricerca del fraseggio, del palleggio, del gioco manovrato dal basso, allontanano, non poco, l’attenzione dei singoli e della squadra da ciò che dovrebbe essere fatto in fase difensiva. Per salvare il salvabile, non rinunciando all’idea originaria del gioco propositivo, non ci si può limitare ad un controllo delle zone difensive, in fase di non possesso, e basta, occorrerebbe anche maggiore attenzione in fase di disimpegno. Passaggi orizzontali, e non in diagonale, come quello di Kurtic, che ha generato il goal del 2-1 dell’Udinese, e quello di Gervinho che ha permesso l’occasione, in contropiede, di Okaka, ottimamente sventata da Sepe, dovrebbero essere non dico banditi, ma per lo meno controindicati. E poi qualcuno, a ragione, si chiede: dove sono finite le squadre “corte” di una volta, molto frequenti dopo i primi vagiti di avvento della zona? Che praticavano la tattica del fuori gioco, aggiungiamo, ora, ahi noi, sconosciuta ai più? Aldilà dei sistemi di gioco adottati, si vedono squadre troppo lunghe che concedono spazi enormi, soprattutto in verticale, che se sfruttati con acume e con spirito contropiedistico adeguato, sarebbero utili a creare azioni da goal difficile da arginare. Ecco questo è ciò che emerge, ma che, stando a commenti e critiche, viene spesso nascosto o taciuto. Il Parma incappa nella terza sconfitta, patita in emergenza Covid e non solo, ricevendo elogi da autorità calcistiche (l’AD della Lega De Siervo) e sanitarie (una leggera differenza rispetto al caso Napoli…), con ben 12 elementi indisponibili, e con le solite scelte obbligate in attacco, operate dal tecnico: Gervinho e Karamoh, potenziali frecce in spazi larghi e lunghi, costretti al gioco fatto di movimenti e passaggi corti a loro non tanto congeniali. Kucka che fatica e spende molto sul piano atletico, in un ruolo, mezzo ruolo o finto ruolo, che non sembra tagliato a pennello per le sue caratteristiche. Il centrocampo, dove abbondano le soluzioni, pur nella congiuntura del momento, non trova ancora la sua precisa identità in relazione al tipo di manovra richiesta dal l’allenatore. I venti minuti giocati dai nuovi Cyprien e Sohm inducono all’ottimismo Liverani che aborra i lanci lunghi dalla difesa che saltano il reparto centrale, a ragione, quando in avanti mancano i riferimenti alti di una prima punta di fisico e di ruolo. Occorrerebbe essere più flessibili, in ogni senso, e alternate, dosandoli, i vari tipi di manovra: cioè giocare la palla, possibilmente allargando il gioco più spesso, e verticalizzando, al momento giusto, quando si presenta l’occasione o quando gli attaccanti hanno compiuto i movimenti più opportuni. Questo sulla carta, poi in campo tutto si complica quando non si hanno o gli elementi giusti o quelli particolarmente addestrati per questo tipo di flessibilità. Il tempo è mancato, come a tutti, per esprimersi al meglio. Quando la rosa sarà al completo e avrà effettuato una serie di esercitazioni specifiche o allenamenti mirati, allora si potrà essere più esigenti. Al momento accontentiamoci di ciò che si visto finora, fatto in condizioni difficili di rispetto di rigidi protocolli anticovid, sradicare certi concetti e certe convinzioni non è ne semplice e ne facile. A Udine poi si è fatta sentire la mancanza di centimetri, rispetto agli avversari, sulle palle alte, di solito prerogativa di Bruno Alves, uno dei sette (almeno così pare, in assenza di comunicazioni specifiche ufficiali) che il Covid ha costretto al forfait. Si è ciarlato, inoltre, dell’errata scelta di Laurini su Samir, in occasione di punizioni e angoli, e forse la critica ci può stare, però in presenza di tanta abbondanza fisico atletico nel gioco aereo, da parte Udinese, anche altre soluzioni non sarebbero state sufficienti. Il pareggio, per concludere, ci poteva anche stare, e non sarebbe stato, visto le premesse e le difficoltà della vigilia, immeritato. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

8 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / ALLEGRIA!

  • 19 Ottobre 2020 in 14:13
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    al di là di importanti attenuanti il pareggio ci stava e l udinese non poteva recriminare ……..per cui un passo avanti rispetto bologna l ho visto e anche il messaggio ai colonnelli di d aversa se non vi adeguate il campo non lo vedete più mi sembra interessante ( cipryien e song hanno fatto capire ad alcuni che si devono dare una mossa ad applicare gli schemi la ricreazione sta finendo !!! ) Interessante il discorso sul fuorigioco possibile che nessuno più lo applica ? baresi si divertirebbe come un matto adesso poi con il var che ridirebbe gli errori arbitrali quel milan di sacchi oggi rischierebbe di non prendere un goal in tutto il campionato !! andava tanto di moda se oggi applicassero il fuorigioco sai quanti oracolino cadrebbero nella rete le punte non conosco più la trappola del fuorigioco ci cadrebbero sempre

  • 19 Ottobre 2020 in 15:57
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    Concordo su tutto, ottimo articolo….una cosa è fare spettacolo, un’altra è regalare gol come sta accadendo a tutte le squadre di questa serie A, eccetto Napoli e Milan. Non è certo calcio spettacolo il gol del pareggio del Benevento vs Roma, non lo è certo poi stato il contropiede subito dai capitolini nel finale di gara quando avresti potuto portare a casa dei punti dall’Olimpico, non lo è nemmeno il passaggio di Kurtic (a chi?), ma gli esempi si potrebbero sprecare, vedi Inter vs fiorentina, bologna vs sassuolo……follia pura questi allenatori…..Allegri, quest’anno, in qualsiasi squadra della parte sinistra, avrebbe vinto il campionato a occhi chiusi già a marzo, se continua questo andazzo!

  • 19 Ottobre 2020 in 16:08
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    Giusto ma arma a doppio taglio.
    Se i giocatori non si adeguano. il campo non.lo vedranno piu’
    dato che tra i giovani ci sono.molti migliori di loro
    ma se Liverani non si adegua al volere dei GIOCATORI SEGA la panchina non la vedrà più o almeno la vedrà fino a Natale in quanto i.GIOCATORI PUGNETTA che abbiamo quando capiranno che il loro.posto sarà in pericolo si ammutineranno facendo
    esonerare Liverani e salvando così il loro posto in squadra ma perdendo la categoria.

  • 19 Ottobre 2020 in 18:36
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    giocatori “sega” o giocatori “pugnetta” si possono dire?
    io direi di sì va’, ma solo in faccia a loro, directly

  • 19 Ottobre 2020 in 18:46
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    Purtroppo manca completamente la preparazione estiva causa Covid. Per questo si vedono errori marchiani da parte di quasi tutti.

  • 19 Ottobre 2020 in 19:42
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    Luca non condivido.
    La preparazione estiva. è stata uguale a quella di tutte le squadre
    Se si voleva cambiare l’allenatore che dalla serie C.ha portato il Parma quasi in Europa bisognava scegliere un allenatore che facesse lo stesso gioco di D’Aversa e non.un allenatore fresco di retrocessione con un gioco macchinoso e con giocatori che si sapeva avrebbero faticato ad apprendere.
    Visto.il tempo a disposizione prendere Liverani e cambiando gioco è stata UNA PURA GOLLIA che porterà presto i suoi frutti.
    LA SERIE B.

    • 20 Ottobre 2020 in 04:21
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      👍👍

  • 19 Ottobre 2020 in 20:37
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    non sapevo fosse nativo di casale monferrato,si insomma che fosse un nerostellato,la saluta mario scarpa

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